"Sorga il Signore e siano dispersi i suoi nemici"

 


 

 

 

 

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Dizionario di teologia - R

R  /  Indice Generale

 ·        Rato e consumato.

·        Razionalismo.

·        Recezione.

·        Redaktionsgeschichte.

·        Redentore.

·        Redenzione.

·        Regno di Dio.

·        Regola.

·        Regola di fede.

·        Reincarnazione.

·        Relativismo.

·        Relazioni divine.

·        Religione.

·        Religione civile.

·        Religioni.

·        Religioni comparate.

·        Religioni del mondo.

·        Religioni misteriche.

·        Religiosi.

·        Reliquie.

·        Remissione dei peccati

·        Res et sacramentum.

·        Revivalismo.

·        RICA.

·        Ricapitolazione.

·        Riconciliazione.

·        Riduzione allo stato laicale.

·        Riduzionismo.

·        Riforma (La).

·        Rigenerazione

·        Rinnovamento carismatico.

·        Riparazione.

·        Riscatto.

·        Riserva eucaristica.

·        Risurrezione

·        Risurrezione dei morti.

·        Rito.

·        Rito funebre.

·        Rituale.

·        Rivelazione

·        Rosario.

·        Rubrica.

·        Ruteno.

  R

 

 Rato e consumato.  (inizio)

Termine del Diritto Canonico per designare un matrimonio che è stato contratto validamente e consumato sessualmente in un modo conveniente alla dignità umana e aperto alla procreazione dei figli (cf CIC 1061). Un matrimonio rato e consumato è indissolubile; se è soltanto rato, può essere sciolto per ragioni serie. Cf Matrimonio; Validità.

 

Razionalismo. (inizio)

Qualsiasi sistema che privilegi la ragione nella ricerca della verità, compresa la verità religiosa. Una tendenza fortemente razionalista caratterizza l'Illuminismo. Alcuni suoi esponenti si sono serviti della ragione per respingere la rivelazione; altri sono giunti a rifiutare qualsiasi credenza religiosa. Mentre riconosce (contro i fideisti) la capacità della ragione umana per conoscere Dio partendo dal mondo creato, il Concilio Vaticano I (1869‑1870) ha affermato, contro i razionalisti, la rivelazione divina « soprannaturale » con cui diamo l'assenso di fede (DS 3004‑3005, 3008; FCC 1.061‑1063, 1.067). Oggi, il razionalismo non è più usato molto come sinonimo di ateismo o di agnosticismo. Cf Concilio Vaticano I; Fideismo; Illuminismo; Liberalismo; Rivelazione.

 

Recezione. (inizio)

Il modo con cui gli insegnamenti e decisioni sono accettati, assimilati e interpretati dall'intera Chiesa. Ci vuole spesso del tempo perché i pronunciamenti di un concilio ecumenico siano conosciuti, compresi e ricevuti dalle Chiese particolari e dai loro pastori. In un senso più largo, il termine « recezione » si riferisce all'intero procedimento con cui ogni generazione accetta la rivelazione trasmessa attraverso la Scrittura e la Tradizione (DV 8‑9). Cf Concilio Ecumenico; Deposito della fede; Magistero; Sensus fidelium; Sobornost.

 

Redaktionsgeschichte (Tedesco « storia della redazione »). (inizio)

È il nome dato da Willi Marxsen (nato nel 1919) all'opera dei redattori o scrittori definitivi dei nostri testi biblici, soprattutto a quella degli autori dei Vangeli sinottici. La critica della redazione, come la si chiama spesso, studia i motivi che hanno portato questi autori a pubblicare il loro primo materiale, i cambiamenti che vi hanno introdotto e il messaggio che hanno inteso comunicare ai loro uditori particolari (Cf DV 19). Cf Critica biblica; Esegesi; Vangeli sinottici.

 

Redentore (Lat. « colui che paga per liberare qualcuno »). (inizio)

È il titolo dato a Gesù per averci liberati dal peccato e dal male mediante la sua incarnazione, vita, morte, risurrezione e con l'invio dello Spirito Santo. Pur avendo un'origine differente, questo titolo, nel suo

Redenzione (Lat. « ricomprare »). (inizio)

Si chiama così l'azione di Dio che ci libera dalla schiavitù del peccato e del male. La liberazione dall'oppressione d'Egitto era il caso paradigmatico nell'AT che indicava l'azione divina redentrice (Es 15,1‑21; Dt 7,8; 13,5; 24,18). La liberazione dall'esilio babilonese rivelò anch'essa la fedeltà amorosa di Dio come redentore (Is 41,14; 43,14; 44,24; 54,8). Mediante la sua morte e risurrezione (Mc 10,45; Rm 4,25; Ef 1,7; 1 Pt 1,18‑21), Cristo ci ha liberati dal potere del peccato e del male (Col 1,13‑14) con una redenzione che ci viene applicata mediante la fede (Rm 3,24‑30) e che avrà la sua pienezza nella risurrezione futura (Rm 8,23; Ef 4,30). A partire dal NT, la redenzione è stata intesa non solo come una liberazione dall'oppressione (1 Cor 15,20‑28.54.56‑57), ma anche come una purificazione dalla colpa (1 Cor 6,11; Ef 5,25‑26; Eb 2,17‑18) e come un amore che trasforma uso effettivo, è sinonimo di « Salvatore ». Cf Salvezza.

  il cuore umano (Mc 7,21‑23; Rm 5,5; 1 Gv 4,9‑10) e che porta una nuova alleanza di amicizia con Dio (Mc 14,24; 1 Cor 11,25). Cf Alleanza; Croce; Espiazione; Giustificazione; Riconciliazione; Riscatto; Salvezza; Soddisfazione.

 

Regno di Dio. (inizio)

Il messaggio centrale di Gesù sul Regno di Dio ormai vicino (Mc 1,15), secondo cui l'atto di salvezza che sta venendo non è frutto di meriti umani, ma è puro dono della bontà di Dio. Gesù ha invitato i suoi uditori a « entrare » in questo Regno e a riceverlo come un bambino riceve un regalo. Gesù si è donato totalmente al servizio del comando divino presente (Mt 12,28; Lc 11,20; 17,21) e futuro (Mt 8,11). Questo decisivo intervento salvifico di Dio era già all'opera mediante la predicazione di Gesù, il suo insegnamento e i suoi miracoli (Mt 4,23; 9,35). Le sue parabole, in particolare, indicavano come il Regno di Dio è una realtà escatologica che comincia a prendere forma nel presente. Per Gesù, proclamare: « Il Regno di Dio è vicino » equivaleva a dire: « Dio e la salvezza divina sono alle porte ». Mentre il NT non identificava il Regno di Dio con la Chiesa, dai tempi di sant'Agostino di Ippona (354‑430) è stata fatta spesso questa identificazione. Cf Chiesa; Cielo; Escatologia; Parusia; Salvezza.

 

Regola. (inizio)

Norma di vita scritta e approvata per uomini o donne consacrati con voti e che appartengono ad un determinato istituto religioso. Il Concilio Vaticano II ha esortato gli Istituti religiosi ad aggiornare le loro regole (PC 3‑4; cf CIC 578, 587). I laici aggregati ad un ordine religioso seguono alle volte una forma semplificata della regola di quell'ordine. Cf Vita religiosa.

 

Regola di fede. (inizio)

Norma di fede come criterio pubblico e ecclesiale per discernere la vera rivelazione comunicata da Cristo alla Chiesa. Sant'Ireneo di Lione (circa 130 ‑ circa 200) sviluppò questo concetto contro gli Gnostici che pretendevano rivelazioni speciali accessibili solo ad una « élite ». Cf Gnosticismo; Professione di fede; Rivelazione.

 

Reincarnazione. (inizio)

Questa teoria è chiamata anche metempsicosi (Gr. « trasmigrazione delle anime »). Consiste nel ritenere che le anime abitano una serie di corpi e possono vivere più volte su questa terra prima di essere completamente purificate e perciò libere di trasmigrare in altri corpi. Secondo questa credenza, l'anima preesiste alla sua incarnazione e dopo la morte esiste in uno stato disincarnato prima di animare di nuovo un corpo della stessa specie o di un'altra. In varie forme, la reincarnazione è ammessa dai Buddisti, Induisti, neoplatonici e altri. La fede nella risurrezione e il rifiuto ufficiale della preesistenza delle anime (cf DS 403, 854, 1440; FCC 3.027, 3.031) sono inconciliabili con la reincarnazione. Col sostenere una serie indefinita di nuove possibilità, la teoria della reincarnazione riduce la serietà della grazia di Dio e della libertà umana esercitata in una sola vita che termina per tutti e una volta per sempre con la morte (1 Cor 15,20‑28; 2 Cor 5,10; Eb 9,27). Cf Anima; Morte; Risurrezione.

 

Relativismo. (inizio)

La teoria secondo cui non ci sono verità o valori assoluti, ma sono tutti determinati da periodi, società e persone particolari. Il relativismo puro. (« Tutte le asserzioni e tutte le verità sono relative ») contraddice se stesso. Forme più miti di relativismo sottolineano il fatto che i presupposti storici, culturali e religiosi condizionano il significato e la verità che uno può cogliere. L'approccio relativistico di Ernst Troeltsch (1865‑1923) portò la teologia contemporanea al grosso problema di illustrare l'assolutezza di Cristo in modo da mostrare come egli, in modo definitivo e insuperabile, sia la pienezza della rivelazione per tutti gli uomini di tutti i tempi. Nell'area delle definizioni dogmatiche, le formulazioni condizionate storicamente vanno distinte dalle verità perenni che sono insegnate. Cf Coscienza classica; Critica biblica; Cristologia; Dogma; Idealismo; Modernismo; Pluralismo.

 

Relazioni divine. (inizio)

Il rapporto delle Persone divine tra di loro in un modo che le costituisce tre Persone in un solo Dio. Ci sono quattro relazioni: paternità, filiazione, spirazione attiva e spirazione passiva. La paternità costituisce il Padre; la filiazione, il Figlio e la spirazione passiva lo Spirito Santo. La spirazione attiva è comune al Padre e al Figlio e non costituisce un'altra persona. Cf Filioque; Teologia trinitaria; Trinità Immanente.

 

Religione (Lat. « essere legato »). (inizio)

L'atteggiamento fondamentale che gli esseri umani devono assumere verso Dio, loro Creatore e Redentore. La virtù morale della religione si esprime nell'adorare, servire e amare Dio con tutto il cuore. Karl Barth (1886‑1968) oppose la fede (fondata sulla Parola di Dio e sommamente dipendente dalla grazia divina) alla « religione » da lui respinta come prodotto senza valore di aspirazioni puramente umane. Cf Adorazione; Amore; Creazione; Culto; Redenzione.

 

Religione civile. (inizio)

L'uso di tradizioni religiose per favorire attività pubbliche in un paese dove non vi è una religione ufficiale. Negli Stati Uniti d'America, una religione civile proveniente dall'eredità ebraico‑cristiana si esprime in vari modi: quando, per esempio, i « leaders » politici si appellano al « destino manifesto » della nazione; quando giurano sulla Bibbia nell'inaugurazione del loro mandato; nell'espressione che echeggia una credenza fondamentale: « Confidiamo in Dio ». Cf Chiesa e Stato; Religione.

 

Religioni. (inizio)

Sono sistemi di credenze nel divino e di risposte ad esso. Comprendono libri sacri, riti cultici e pratiche etiche dei loro aderenti. I cristiani in genere e i cattolici in particolare sono chiamati a vivere la tensione tra l'evangelizzazione e il dialogo come sono espressi, rispettivamente, nel Decreto sull'attività missionaria (Ad gentes) e nella Dichiarazione sul rapporto della Chiesa con le religioni non cristiani (Nostra aetate) del Concilio Vaticano II. Cf Animismo; Buddismo; Cristianesimo; Cristiani anonimi; Dialogo; Evangelizzazione; Giudaismo; Induismo; Islamismo; Teologia della missione.

 

Religioni comparate. (inizio)

Quella scienza sviluppatasi alla fine del XIX secolo che studia i punti convergenti e divergenti tra le credenze e pratiche delle varie religioni. Lo studio delle religioni comparate in quanto tale non si pronuncia sui rispettivi meriti e sulla verità definitiva delle religioni. Cf Religione; Religioni del mondo.

 

Religioni del mondo. (inizio)

Quelle religioni che si impongono all'attenzione mondiale per la loro antichità, i loro molti aderenti e il loro insegnamento elaborato. Si può discutere su qualsiasi elenco completo, ma almeno il cristianesimo, l'ebraismo, l'islamismo, il buddismo, l'induismo e il taoismo appartengono a simili religioni. Cf Buddismo; Cristianesimo; Cristiani anonimi; Dialogo; Giudaismo; Induismo; Islamismo; Taoismo.

 

Religioni misteriche. (inizio)

Religioni di origine greca (come l'Orfismo) o orientale (come la religione di Mitra), in cui i riti erano spesso segreti e riservati agli iniziati. Diversamente dall'ebraismo e dal cristianesimo che sono basati sull'intervento di Dio nella storia, queste religioni si basavano su un'interpretazione mitica dei fenomeni naturali, come le stagioni, la vegetazione e specialmente la fertilità. Ruoli chiave erano assegnati a divinità femminili e maschili le cui gesta eroiche erano celebrate in atti di culto, come bagni di purificazione o pasti sacrificali, atti che solo superficialmente assomigliano ai sacramenti cristiani. Le religioni misteriche furono molto in voga dal I secolo avanti Cristo al IV secolo dopo Cristo. Cf Mistero; Mito; Religione; Scuola della storia delle religioni.

 

Religiosi. (inizio)

Cf Vita religiosa.

 

Reliquie (Lat. « resti »). (inizio)

I resti dei corpi dei santi o di altri oggetti strettamente collegati con loro (come vestiti e lettere). Fin dai primi secoli, furono venerate le tombe e le reliquie dei martiri e di altri santi. Le Crociate incrementarono il trasporto di reliquie in Europa, di cui parecchie spurie. Col Concilio di Trento (DS 1821‑1823; FCC 7.343‑7.345), il Magistero ufficiale della Chiesa ha cercato di correggere gli abusi connessi con le reliquie (cf CIC 1190) e, in genere, di riferire la venerazione dei santi, delle loro immagini e reliquie al culto fondamentale di Dio (SC 111, LG 51). In Occidente, le reliquie di martiri e di altri santi sono fissate di solito sotto altari immobili (CIC 1237; cf Ap 6,9). Cf Concilio di Nicea II; Concilio di Trento; Crociate; Icona; Iconoclasmo; Santo; Venerazione dei santi.

 

Remissione dei peccati. (inizio)

Verità fondamentale per gli Ebrei e i cristiani riguardante il comportamento misericordioso di Dio verso di noi (Ez 18,21‑28; Mc 1,4; Lc 15). Gesù ha rimesso i peccati (Mc 2,1‑12; Lc 7,36‑50) e ha dato alla sua Chiesa lo stesso potere (Lc 24,47; Gv 20,22‑23). La remissione dei peccati mediante il battesimo (At 2,38) e in altri modi richiede il pentimento da parte nostra e la volontà di perdonare a nostra volta a coloro che ci hanno offeso (Mt 5,23‑24; 6,12. 14‑15; 18,21‑35). Cf Battesimo; Sacramento della penitenza.

 

Res et sacramentum (Lat. « la cosa significata e il suo segno »). (inizio)

Si distingue:

  a) da sacramentum tantum (Lat. « solo un segno »), come il pane e il vino destinati per l'Eucaristia, e

  b) da res sacramenti (tantum) (Lat. « la cosa significata, presa in sé »), ossia la grazia significata e prodotta da un sacramento.

  Res et sacramentum va oltre la grazia immediata effettuata da un sacramento, e si riferisce alle realtà che permangono come la presenza reale di Cristo nell'Eucaristia (e non semplicemente la grazia della santa comunione), e il carattere indelebile impresso col battesimo, la confermazione e l'Ordine. Cf Carattere; Comunione; Grazia; Sacramento; Simbolo; Sphraghìs.

 

Revivalismo. (inizio)

Tentativi sistematici di suscitare una vita nuova tra credenti tiepidi o solo di nome con una predicazione entusiasta e una preghiera spontanea intese a destare una risposta religiosa di massa. A partire dal secolo XVIII, ci sono stati movimenti revivalisti che si sono succeduti negli Stati Uniti, nelle Isole britanniche e altrove. Uno stile revivalista di culto caratterizza l'Esercito della Salvezza fondato da William Booth (1829‑1912) nel 1865. Cf Battisti; Carismatico; Metodismo; Pentecostali; Pietismo.

 

RICA (Rito dell'iniziazione cristiana degli adulti). (inizio)

Un itinerario introdotto abbastanza recentemente (1972) per preparare gli adulti che intendono farsi battezzare e entrare nella Chiesa. Una volta arruolati come catecumeni, i candidati vengono istruiti nella fede e negli obblighi dei cristiani. Questo avviene di solito durante la Quaresima. Nella Veglia Pasquale ricevono i sacramenti del battesimo, della cresima e della Comunione. Si segue così per gli adulti la prassi che gli Orientali seguono per l'iniziazione cristiana dei bambini i quali, in un'unica cerimonia, sono battezzati, cresimati e comunicati. Cf Catecumenato; Settimana Santa; Triduo pasquale.

 

Ricapitolazione. (inizio)

Cf Anakephalàiosis.

 

Riconciliazione. (inizio)

Ristabilire l'amicizia dopo la creazione di una situazione di conflitto e di alienazione.

  a) Il termine « riconciliazione », di significato « secolare » (cf 1 Cor 7,11), è applicato da san Paolo all'iniziativa amorosa di Dio che ci redime e alla necessità che abbiamo di accettare questa nuova situazione di essere riconciliati mediante Cristo (Rm 5,8‑11; 2 Cor 5,18‑20). In un senso più ampio, il termine « riconciliazione » è applicato all'effetto di redenzione sul mondo intero (Col 1,19‑20).

  b) In quanto ci porta la riconciliazione con Dio e con la Chiesa, il sacramento della Penitenza è oggi chiamato spesso « sacramento della riconciliazione » (cf LG 11; PO 5).   Cf Redenzione; Sacramento della penitenza; Salvezza.

 

Riduzione allo stato laicale. (inizio)

È il processo legale con cui un chierico è sciolto dai suoi obblighi e ritorna allo stato laicale. Questo cambiamento di stato è relativo, in quanto gli Ordini Sacri, una volta che siano stati amministrati validamente, non possono più essere cancellati. Il processo di riduzione allo stato laicale è riservato alla Santa Sede la cui sentenza è senza appello. La riduzione allo stato laicale può essere concessa ai diaconi per motivi gravi e ai presbiteri solo quando ci siano ragioni molto serie. (CIC 290‑293). Eccetto quando si riesca a provare che l'ordinazione di un chierico è stata invalida, la semplice riduzione allo stato laicale, di per sé, non dispensa dal celibato. Un chierico ritornato allo stato laicale non può esercitare il suo ministero se non quando ci sia un pericolo di morte (cf CIC 976). Cf Annullamento; Chierico; Clero; Laico; Validità.

 

Riduzionismo. (inizio)

Qualsiasi tentativo di spiegare o rendere ragione dei dati complessi di una realtà prendendo in considerazione soltanto un aspetto. Così, un filosofo può identificare la realtà in genere coi dati percepibili che sono immediatamente a sua portata. Il rifiuto della fede in Dio è di solito una forma di riduzionismo. Nella sua Essenza del cristianesimo (originale tedesco, 1841), Ludwig Feuerbach (1804‑1872) sostenne che la fede in Dio non è « altro che » la proiezione delle aspirazioni e dei desideri umani. L'interesse a parlare della cultura del loro tempo ha portato spesso deisti, protestanti liberali e razionalisti a semplificare e a diluire la piena rivelazione cristiana. Cf Deismo; Protestantesimo liberale; Razionalismo.

 

Riforma (La). (inizio)

Almeno a partire dal Concilio di Vienne (1311‑1312), si era sentito nella Chiesa il grido: « Riforma nel capo e nei membri ». A tutti i livelli, infatti, la vita della Chiesa era intaccata da abusi molto gravi. Questi peggiorarono con la « Cattività babilonese » del papato ad Avignone (1305‑1374), col Grande Scisma d'Occidente quando ci furono contemporaneamente due e anche tre papi (1378‑1417), col Movimento conciliarista e con gli scandali collegati coi papi del Rinascimento. Vari tentativi di riforma all'interno della Chiesa Cattolica presero forza e finirono per penetrare al tempo del Concilio di Trento (1545‑1563). La riforma protestante, chiamata spesso impropriamente « La Riforma », va vista nella stessa prospettiva. Al centro del suo movimento sta Martin Lutero (1483‑1546) e, per la seconda generazione, Giovanni Calvino (1509‑1564). Altri personaggi eminenti furono: Ulrich Zwinglio (1484‑1531), riformatore di Zurigo, e Filippo Melantone (1497‑1560), collaboratore di Lutero a Wittenberg. La riforma inglese cominciò coi problemi matrimoniali di Enrico VIII (1491‑1547) e il fallimento del cardinale Thomas Wolsey (circa 1474‑1530) di ottenergli il divorzio. Fu respinta l'autorità del papa e i monasteri furono soppressi. Tra i capi della Riforma in Inghilterra, c'è da ricordare: l'arcivescovo Thomas Cranmer (1489‑1556), il vescovo Hugh Latimer (circa 1485‑1555) e il vescovo Nicola Ridley (circa 1500‑1555). Indubbiamente il nazionalismo e gli interessi economici aiutarono la causa della Riforma, ma fu anche un movimento dettato da un profondo senso religioso bramoso di purificare la fede e di basare la vita cristiana sulle Scritture (UR 21). Il Concilio Vaticano II riconobbe che « la Chiesa peregrinante è chiamata da Cristo a questa continua riforma » (UR 6). Cf Anabattisti; Battisti; Calvinismo; Comunione anglicana; Conciliarismo; Concilio di Trento; Concilio di Vienne; Confessione di Augusta; Contro‑Riforma; Hussiti; Lingua volgare; Luteranesimo; Nominalismo; Presbiterianesimo; Protestante; Puritani; Valdesi; Zwinglianismo.

 

Rigenerazione (Lat. « nuova nascita »). (inizio)

La rinascita spirituale operata dal battesimo (Gv 3,5; Tt 3,5; 1 Pt 1,3). San Paolo parla in maniera equivalente del battesimo come morte all'uomo vecchio del peccato e vita nuova nel Cristo risorto (Rm 6,1‑11). Cf Battesimo.

  Rigorismo. Un sistema morale che nei casi dubbi insiste sulla priorità della legge rispetto alla libertà, anche quando il caso a favore della libertà avesse un alto grado di probabilità. Un simile modo di pensare soffoca la libertà per amore di certezza. Fu condannato nel 1690 (cf DS 2303). Cf Lassismo; Probabilismo; Teologia morale.

 

Rinnovamento carismatico. (inizio)

Cf Pentecostali.