Marilyn
Manson
Biografia
Marilyn
Manson o Brian Warner, nasce a Canton, nell'Ohio il 5 gennaio
1969 da padre Hugh Warner e madre Barb Wyer. Fin dall'infanzia
Brian ha avuto una vita piuttosto difficile e movimentata.
Brian stava spesso a casa dei nonni paterni e, assieme a
suo cugino Chad ha avuto occasione di investigare più
volte il suo pervertitissimo nonno, Jack.
I
primi tempi di scuola pubblica non furono bellissimi, finché
Brian non conobbe prima Jennifer (la sua prima ragazza)
e poi John Crowell che lo iniziò alla droga e all'occultismo
Un
incontro importantissimo per la vita di Brian avvenne nel
1994 quando incontrò Anton Szandor La Vey, leader
e fondatore della chiesa di Satana. Con lui Brian capì
molte cose, come per esempio la vera filosofia del satanismo:
"Il diavolo non esiste, il satanismo é l'adorazione
di se stessi". Con La Vey nacque anche uno dei soprannomi
di Brian: reverendo. La Vey, dopo aver conosciuto abbastanza
nei dettagli Brian, decise di regalargli la tessera della
chiesa di Satana e di nominarlo reverendo della medesima
chiesa.
Blanche
Barton, un'esponente della Chiesa di Satana, ha ammesso:
«Abbiamo
ricevuto molte domande da parte di ragazzi che hanno iniziato
ad interessarsi al satanismo grazie alla musica e all'atteggiamento
di Marilyn Manson. Manson non nasconde il proprio appoggio
ai veri ideali satanici, ed è abbastanza eloquente
da riuscire a spiegare esattamente cosa sono questi ideali,
invece che raccontare le solite storie paurose di sacrifici
e cartelli criminali».
Nella
strage di Littleton (1999), morirono 15 studenti, uccisi
a colpi di mitra da due - si dice - fans del reverendo.
Gli
«ideali satanici» di Marilyn Manson si riassumano
in questa sua dichiarazione:
«Satanismo
non significa adorare il diavolo. Significa che l'uomo deve
essere il proprio dio sulla terra. Non devi adorare niente
e nessuno, tranne te stesso».
Ancora
una volta, ritroviamo la filosofia di Aleister Crowley:
l'uomo che si mette al posto di Dio, e pretende di fare
«ciò che vuole».
Manson,
è favorevole alla legalizzazione di tutte le droghe,
ha fatto della trasgressione e della provocazione le sue
armi fondamentali, come suo nonno Jack.
Il
suo stesso nome d’arte è tutto un programma. Unisce
il mito di Marilyn Monroe al triste ricordo di Charles Manson,
uno squilibrato che negli anni Sessanta diede vita a una
setta responsabile di vari omicidi...
Tra
satanismo, rock e business. Nota a proposito di Marilyn
Manson
di
Andrea Menegotto (Luglio 2003)
Le
recenti polemiche e dispute politiche attorno all’opportunità
di permettere in Italia la realizzazione di alcuni concerti
del più controverso e discusso cantante rock attualmente
operante sulla scena internazionale, hanno fatto salire
ampiamente all’onore delle cronache del nostro Paese Marilyn
Manson, pseudonimo di Brian Warner, che nasce a Canton,
nell’Ohio, il 5 gennaio 1969.
«Cattivo
maestro» per masse di giovani e artista del paradosso
e della trasgressione, Manson - a torto o a ragione - è
accusato (negli U.S.A., ma anche in Italia) di avere ispirato
con i testi delle sue canzoni suicidi e azioni violente
da parte di alcuni suoi giovani fans, dalla strage alla
Columbine High School a Littleton (Colorado) del 20 aprile
1999 - i cui autori, poi suicidi, peraltro non pare fossero
fra gli affezionati di Manson, ma della band tedesca KMFDM
- all’omicidio a Chiavenna (Sondrio) di suor Maria Laura
Mainetti (1939-2000) nella notte fra il 6 e il 7 giugno
2000 ad opera di tre ragazze allora minorenni, i cui diari
riprendevano ossessivamente «motti» tratti dalle
canzoni del rocker statunitense. Occorre peraltro esercitare
cautela nello stabilire nessi diretti e causali fra l’ascolto
della musica di Manson e i vari delitti che lo stesso è
accusato in qualche modo di indurre; dopo tutto fra milioni
di giovani che acquistano i suoi dischi, fortunatamente,
solo pochissimi commettono reati.
Chi
scrive, in questa sede, non ha certo l’intenzione di dare
un quadro completo su una figura che di per sé, anche
per l’incrocio continuo di numerose tematiche - quali sesso,
pornografia, morte, aborto, droga, violenza, profanazione
di simboli sacri e quant’altro - che si riscontrano nei
suoi dischi, negli spettacoli, nelle parole e nel suo stesso
personaggio, noto per il pesante trucco con cui si presenta
al pubblico e per le continue mutazioni del suo aspetto,
è da ritenersi personalità assai complessa.
Piuttosto, chi è abituato a fungere da osservatore
delle forme, talora bizzarre, del sacro e della popular
culture (in particolare negli aspetti attinenti al sacro
stesso o al soprannaturale) così come si presentano
nella nostra epoca post-moderna non potrà fare a
meno di cogliere in Marilyn Manson spunti e riferimenti
quantomeno degni di attenzione, che peraltro vengono generalmente
banalizzati da chi - critici musicali e affini - si interessa
del cantante dal punto di vista prettamente musicale o folklorico.
Le
biografie sono numerosissime sia in volume che sul Web,
tuttavia esse sono certamente da vagliare in termini critici
poiché mentre le autobiografie e le opere di vari
autori e fans tendono a presentare il cantante in termini
«leggendari», gli oppositori, nell’intento di
cercare di allontanare dal loro idolo masse di giovani e
teen agers che accorrono numerosi ai suoi concerti e acquistano
i suoi dischi, ne tracciano dei ritratti con forti connotazioni
«demoniache», che peraltro spesso contribuiscono
a mitizzare ulteriormente la figura di Manson agli occhi
della giovane folla che vede in lui l’incarnazione della
trasgressione, da osannare e imitare.
Comunque
sia, le narrative circa l’infanzia e la giovinezza parlano
di un bambino turbato in tenerissima età dalla scoperta
delle perversioni sessuali del nonno e concordano sul fatto
che il giovane Brian si ritiene poi frustato dalla frequentazione
di un ambiente scolastico cristiano fondamentalista e, proprio
in quell’ambito estremamente rigoroso dal punto di vista
morale e per reazione allo stesso, si sviluppa il suo desiderio
di andare controcorrente, scrivendo fumetti pornografici
e diffondendo audiocassette di gruppi rock proibiti dalle
autorità della scuola. Più tardi, Brian tenta
varie esperienze letterarie senza alcun successo, tuttavia
riesce a diventare collaboratore di una nuova rivista musicale.
Questa professione gli consente di sviluppare conoscenze
nel mondo discografico e di fondare una band specializzata
in hard rock, che subito si caratterizza per gli spettacoli
e uno stile di vita trasgressivo, con ampio uso di sostanze
stupefacenti.
Brian
Warner nel 1998 incontra l’attrice Rose McGowan, con cui
si sposa nel 1999 separandosi nel 2001. Quest’ultima è
l’interprete del personaggio di Paige Halliwell, entrato
in scena dalla quarta stagione di Streghe (Charmed), serial
televisivo di successo, trasmesso anche in Italia. La McGowan,
nata da madre francese e padre irlandese il 5 settembre
1975 a Firenze, vive per alcuni anni a Certaldo (in provincia
di Firenze), dove ritorna intorno al 2000 insieme a Manson,
volendo rivisitare i luoghi della sua infanzia. Proprio
negli anni di permanenza in Italia, fa parte del movimento
dei Bambini di Dio (che ora ha assunto il nome di The Family;
una sintesi in italiano sulla storia e le dottrine è
quella di J. Gordon Melton, Dai Bambini di Dio a The Family,
Elledici, Leumann [Torino] 1997), fondato da David Berg
(1919-1994), il cui nome profetico è Moses David.
In effetti, l’attività dei Bambini di Dio in Italia
inizia pochi anni prima della nascita di Rose, con una visita
del fondatore nel 1971 e l’arrivo di un piccolo team missionario
guidato dalla figlia Faith nel marzo 1972.
Tornando
propriamente a Marilyn Manson, occorre rilevare che già
la scelta del nome d’arte da parte del cantante statunitense
è di per sé volutamente ambigua e trasgressiva
e denota il riferimento a due «miti»: Marilyn
Monroe (1926-1962), indiscussa e celebrata sex symbol, e
Charles Manson (1934-), ispiratore della strage di Los Angeles
in cui fu uccisa l’attrice (incinta) Sharon Tate (1943-1969),
moglie del regista Roman Polanski.
Come
confermato in varie occasioni dallo stesso Brian Warner,
il riferimento alla Monroe consente la possibilità
di muoversi, nel gioco di continue mutazioni e travestimenti
che ormai lo caratterizza, fra i due estremi: maschio/femmina,
ma anche bene/male, buono/cattivo.
Per
quanto concerne il riferimento a Charles Manson, invece,
occorre notare che gli omicidi commessi da aderenti alla
comunità raccolta attorno a questi (La Famiglia),
nel 1969, e il successivo clamoroso processo del 1972 procurano
inizialmente un’ampia pubblicità al satanismo, ma
determinano pure una forte reazione sociale. Oggi, gli specialisti
concordano sul fatto che gli elementi «satanici»
della sua comunità sono stati introdotti in gran
parte da un Charles Manson intento a reinventarsi come personaggio
più importante di quanto non fosse in realtà
mentre si trovava in carcere, dopo gli omicidi, e prontamente
utilizzati dal rappresentante della pubblica accusa, il
procuratore Vincent Bugliosi, per costruirsi a sua volta
una importante fama politica e, più tardi, letteraria.
Tuttavia,
il riferimento satanico in senso stretto esiste ed è
ben messo in evidenza nelle biografie di Marilyn Manson:
nel 1994 il cantante incontra infatti Anton Szandor LaVey
(pseudonimo di Howard Stanton Levey, [1930-1997]), e aderisce
alla Chiesa di Satana da questi fondata nel 1966 con l’amico
e regista underground di Hollywood, Kenneth Anger (pseudonimo
di Kenneth William Anglemyer, [1927-]), la quale Chiesa
di Satana fa seguito alla costituzione (avvenuta nel 1961)
di un’organizzazione chiamata Magic Circle.
A
detta di alcuni biografi, l’incontro con LaVey, che fa guadagnare
al cantante l’appellativo di «reverendo» quale
riferimento all’affiliazione alla Chiesa di Satana californiana,
ispira profondamente le varie tematiche e messaggi che emergono
dai testi delle canzoni di Warner, le quali da anni certamente
affascinano molti giovani che fanno proprio uno stile di
vita ispirato ad una subcultura con riferimenti a vari tipi
di trasgressione e disperazione, dalla droga, al sesso,
al gusto per il macabro e il «grottesco» (non
a caso il titolo dell’ultimo disco di Manson è The
Golden Age Of Grotesque), passando per il satanismo. Per
la precisione, nel 1994 Anton LaVey versava in pessime condizioni
di salute (morirà tre anni più tardi) e, con
l’eccezione della branca di New York, la Chiesa di satana
da lui fondata esisteva prevalentemente sulla carta.
Manson,
peraltro, anche in recenti interviste tende sempre più
a sminuire il riferimento diretto al satanismo, affermando
che - semplicemente - Satana non esiste. Tuttavia, la questione
non è di così semplice soluzione, soprattutto
se la si guarda con gli occhi di chi non si occupa del cantante
statunitense solo come fenomeno musicale in senso stretto.
Infatti, è proprio di La Vey l’interpretazione «razionalista»
del satanismo, quella cioè che individua sostanzialmente
nel demonio l’«indulgenza in luogo dell’astinenza»
ovvero il simbolo di una rivolta razionalista e atea contro
la religione e la morale, temi che, appunto, rientrano ampiamente
fra i riferimenti e gli inviti alla trasgressione a cui
Manson lancia un appello con le sue canzoni e con la sua
stessa immagine .In effetti, sembra plausibile che - come
molti sostengono - quella relativa a Marilyn Manson sia
soprattutto una grossa operazione di business da parte dello
stesso cantante e dell’industria discografica, tuttavia
la giovane folla che accorre ai concerti del «reverendo»
e acquista i suoi dischi pare sostanzialmente confermare
quanto il sociologo delle religioni Massimo Introvigne scriveva
nel 1994 a proposito dei gusti musicali di alcuni giovani
che possono sfociare nella creazione di una certa subcultura
satanica e nel cosiddetto «satanismo giovanile»:
«[...] in un mondo dove il sesso e il turpiloquio
non creano più veramente scandalo [...] forse soltanto
Satana rimane veramente provocatorio» (Indagine sul
satanismo. Satanisti e anti-satanisti dal Seicento ai nostri
giorni, Mondadori, p. 362).
Marilyn
Manson non è forse un satanista vero nomine, tuttavia,
dal canto suo, ha saputo pienamente cavalcare l’onda di
una gioventù post-moderna che, privata di valori
e riferimenti culturali di qualche rilievo, è spesso
disposta a cedere il passo alla trasgressione e alla disperazione
come forme di protesta contro il mondo «
Parola
mia ucciderò Pro Life
di
Carlo Climati
Negli
ultimi mesi, in televisione e sui giornali, si è
parlato molto del cantante americano Marilyn Manson, esponente
di spicco della corrente musicale del "rock satanico".
Gli aspetti "diabolici" della sua filosofia sono
stati ben messi evidenza, ma nessuno si è mai soffermato
su un altro lato inquietante della personalità di
questo personaggio: i messaggi contro la vita che vengono
trasmessi attraverso le sue canzoni e le sue interviste.
Marilyn Manson, come sappiamo, ha fatto della trasgressione
e della provocazione le sue armi fondamentali. Il suo stesso
nome è tutto un programma. Unisce il mito di Marilyn
Monroe al triste ricordo di Charles Manson, uno squilibrato
che negli anni sessanta diede vita ad una setta responsabile
di vari omicidi.
La violenza sembra essere una componente fondamentale dei
testi di questa rock-star. Una canzone, ad esempio, s'intitola
"Get your gun" (Prendi la pistola). Nel testo,
Marilyn Manson dichiara apertamente: "Ucciderò
gli antiabortisti".
Ulteriori elementi della filosofia anti-vita di questo cantante
sono presenti in due interviste pubblicate nel libro "Marilyn
Manson. Il reverendo è tra noi" (Edizioni Grafiche
Lo Vecchio). Nella prima, la rock-star esprime la sua posizione
sul tema della soppressione dei bambini non ancora nati,
dicendo: "Penso che la questione che sorge sempre con
temi come l'aborto, tra gli abortisti e i non abortisti,
è che nessuno in realtà vuole avere a che
fare con il problema del controllo delle nascite. Penso
che se più persone si concentrassero a rendere il
controllo delle nascite un tema importante, allora non dovresti
poi trattare l'idea dell'aborto. Penso che i cretini non
dovrebbero avere figli. In questo senso sono un abortista".
Nella
seconda intervista, emerge un altro aspetto inquietante
del pensiero di Marilyn Manson: l'idea di un mondo in cui
dovrebbero sopravvivere soltanto i più forti. Il
cantante dichiara: "Tutte le droghe dovrebbero essere
legali. Poi la gente che si vuole uccidere avrà l'opportunità
di... Sai, un po' di darwinismo sociale elimina i deboli.
(...) Alla gente dovrebbe essere permesso di fare quello
che vuole: questa è la base del darwinismo sociale.
Sopravvive il più forte".
Marilyn
Manson, alcuni anni fa è stato ordinato "sacerdote"
della Chiesa di Satana, un'organizzazione che negli Stati
Uniti è considerata perfettamente legale. In questa
setta troviamo ancora una volta dei messaggi contro la Vita,
contenuti nei "nove comandamenti" che riassumono
la sua "dottrina". Ad esempio: "Satana rappresenta
la vendetta, invece del porgere l'altra guancia!".
Ed ancora: "Satana rappresenta tutti i cosiddetti peccati,
poiché essi conducono tutti a una gratificazione
fisica, mentale o emotiva!". Questi sono gli "insegnamenti"
della Chiesa di Satana. Oltre all'esaltazione del peccato,
l'elemento più terribile dei nove "comandamenti"
è senz'altro l'invito alla vendetta, che può
rappresentare una porta aperta verso qualunque forma di
violenza.
Tutto
ciò, purtroppo, non rimane una follia per pochi intimi.
La Chiesa di Satana, infatti, si è servita della
musica rock per amplificare il suo messaggio e proporlo
al maggior numero possibile di ragazzi. I dischi di Marilyn
Manson, purtroppo, sono stati un formidabile "spot
pubblicitario" per questa organizzazione. Lo ha confermato
Blanche Barton, un'esponente della Chiesa di Satana, in
una dichiarazione pubblicata nel libro di Chris Peterman
"All-American Antichrist" (Tarab Edizioni): "Abbiamo
ricevuto molte domande da parte di ragazzi che hanno iniziato
ad interessarsi al satanismo grazie alla musica e all'atteggiamento
di Marilyn Manson. Manson non nasconde il proprio appoggio
ai veri ideali satanici, ed é abbastanza eloquente
da riuscire a spiegare esattamente cosa sono questi ideali,
invece che raccontare le solite storie paurose di sacrifici
e cartelli criminali".
Quali
sono gli "ideali" di Marilyn Manson? Il cantante
li ha riassunti in questa dichiarazione: "Satanismo
non significa adorare il diavolo. Significa che l'uomo dev'essere
il proprio dio sulla terra. Non devi adorare niente e nessuno,
tranne te stesso" (dal libro "Marilyn Manson.
Il reverendo è tra noi", Edizioni Grafiche Lo
Vecchio).
Quindi,
l'uomo diventa dio di sé stesso ed è padrone
di scegliere le regole che più gli fanno comodo.
Ecco perché Marilyn Manson parla di un mondo in cui
"sopravvive il più forte" o dove "i
cretini non dovrebbero avere figli". Se l'uomo si mette
al posto di Dio, tutto è permesso. Anche l'aborto,
finalizzato ad una specie di "selezione naturale"
degli esseri umani. Questi aberranti concetti non sono soltanto
satanici. Sono decisamente contro l'uomo e contro la Vita.
Purtroppo, molti ragazzi sembrano essere affascinati dalla
filosofia di Marilyn Manson e finiscono per sposare certi
"ideali".
Il
problema è che, negli ultimi anni, si è sviluppato
un vero e proprio filone di "rock satanico" e
contro la vita. Questa corrente musicale si può considerare
il seme di una pericolosa pianta, che rischia d'avvelenare
i ragazzi. Se questo seme viene gettato in un terreno fertile,
la pianta velenosa potrà nascere, svilupparsi e creare
dei danni seri. Il "terreno fertile" è
quello dei tanti problemi che, a volte, caratterizzano il
mondo dei giovani: disoccupazione, incomunicabilità,
solitudini, incertezze, situazioni familiari difficili,
consumo di droghe ed alcolici. Questo micidiale "cocktail"
di rock nichilista e problemi umani può produrre
effetti devastanti nella mente di persone già in
crisi o psicologicamente fragili.
Come
contrastare questo fenomeno? La soluzione sta nell'abituare
i giovani al consumo critico. I ragazzi non devono "bere"
in modo passivo tutto ciò che dicono certi divi della
musica rock. Dobbiamo aiutarli a riflettere, a capire, a
rifiutare chi promuove la "cultura della morte".
Non bisogna lasciarsi intrappolare da certe orribili filosofie.
Se un cantante promuove la droga libera e l'aborto, non
dobbiamo più comprare i suoi dischi. Rivolgiamo i
nostri applausi a quegli artisti che comunicano messaggi
positivi e in favore della Vita. I buoni esempi non mancano.
Basta cercarli.
Una
buona iniziativa, in questo senso, è giunta dal mondo
di Internet, dove ultimamente è stato creato un sito
che riunisce quei cantanti che hanno scelto di comunicare
messaggi positivi e in favore della vita (http://digilander.iol.it/mariachiara/index.html).
Le pagine sono curate da Paola Maschio insieme al marito
Roberto Bignoli, uno dei più noti cantautori cristiani
italiani, che ha appena lanciato il compact disc multimediale
"Ho bisogno di te".
Siti
come questo dovrebbero moltiplicarsi, per seppellire il
male con un mare di bene e per aiutare i ragazzi a scegliere
meglio la loro musica. E' questa la strada da percorrere
per cambiare gli equilibri del mercato discografico. Un
mercato spesso spietato, che punta a fare soldi sulla pelle
dei giovani. Prima di acquistare un compact disc, impariamo
a chiederci che tipo di ideologia c'è dietro e quali
messaggi vorrebbe trasmetterci. Altrimenti, i cantanti contro
la vita continueranno ad occupare i primi posti delle classifiche.
Indisturbati.
Il
rock satanico di Marilyn Manson
Il parere dell'esorcista Padre Gabriele Amorth
di Viviana Bruschi
«Il
rock satanico di Marilyn Manson porta al nichilismo, dove
tutto diventa lecito, ammissibile.
Il bene scompare, ciascuno diventa il dio di se stesso e
i miti più si avvicinano al male più sono
osannati».
Padre Gabriele Amorth, il numero uno degli esorcisti, conosciuto
in tutto il mondo, descrive così l'ultima rockstar
del satanismo in diretta.
Manson fa giovani proseliti, le chiese si svuotano.
Come
spiega il fenomeno, padre Amorth?
«La
gioventù sta andando a precipizio verso le tenebre,
l'occulto.
E mi fa una grande pena.
Vedo giovani che sciamano secondo le mode, senza ideali,
senza forti genitori alle spalle pronti a correggerli, ma
soprattutto cadono sempre di più nella rete delle
sette sataniche.
Sono come pecore senza pastore, come il povero Manson, schiavo
e figlio del diavolo.
La spiegazione è presto data: la fede è scomparsa
da molte famiglie, dalla scuola, dalle istituzioni.
E se non c'è la luce della fede, c'è il buio
di satana, il principe di questo mondo.
E come sta andando questo mondo?
La risposta è scontata».
Quale
consiglio darebbe?
«Di
tornare alla vera fede, quella che salva e guarisce l'uomo
nel corpo, nell'anima e nello spirito, ma soprattutto vorrei
lanciare un appello ai genitori».
Vale
a dire?
«Salvate
i vostri figli per non doverli piangere morti.
Salvateli, accompagnandoli fin dall'adolescenza ai gruppi
di preghiera, perchè, lo crediate o meno, satana,
dopo essersi impegnato a rovinare le famiglie, con divorzi
e quant'altro, adesso sta 'lavorando' sui bimbi e sui giovani.
Quest'ultimi sono sempre più vittime di suicidi,
stragi del sabato sera, droga, alcol, rock satanico».
E
i bimbi?
«La
sottile e astuta corruzione satanica inizia fin dall'infanzia
con i giochetti al computer, gli album, i cartoon provenienti
dagli Usa e dal Giappone, 'maestri' eccellenti nel confezionarli».
Stop
anche alla tivù, dunque?
«A
noi uomini di chiesa la televisione fa un pessimo servizio.
Oltre alla cartomanzia, che imperversa, i giochi a premi
sono quanto di negativo lo schermo ci regala, perchè
insinuano nella mente umana, soprattutto dei giovani, l'illusione
di potersi arricchire senza lavorare e sviano da un comportamento
onesto».
Sembra
di capire che ci sia sempre più bisogno d'esorcisti.
Non è così?
«Sì,
tanto che dopo tre secoli, la chiesa finalmente, con il
cardinal Ruini, ha reinserito la sacramentale dell'esorcismo.
Ogni diocesi avrà l'ufficio per la Pastorale degli
esorcismi, e così molti sacerdoti, ma anche molti
cristiani, dovranno capire che satana esiste davvero e cominciare
a dargli battaglia, ben sapendo che Gesù il Signore
è molto più potente degli spiriti immondi
che vagano nell'aria e nella mente».