Testimoni
di Geova e Sacre Scritture
Tratto
da Acquaviva2000
Introduzione
I
TdG affermano che la Bibbia è la base di tutte le
loro dottrine, ma la Bibbia che loro utilizzano e che è
intitolata “Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture"
è alterata e ciò risulta per loro stessa ammissione.
Nella prefazione dell’edizione italiana del 1967 si legge
che sono state inserite nel testo sacro “molte espressioni”
che nella precedente edizione in inglese in sei volumi erano
semplici note al testo. Come si fa a sapere quali espressioni
sono ispirate da Dio e quali invece sono semplici parole
umane, visto che quasi mai c’è una veste tipografica
che possa far comprendere la distinzione?
La
Bibbia geovista inoltre tralascia 7 libri dell’Antico Testamento
(Tobia, Giuditta, Sapienza, Siracide o Ecclesiastico, Baruc,
1 e 2 Maccabei) adducendo come motivo che sono giunti a
noi in lingua greca e non in aramaico o ebraico. In realtà,
a partire dalla fine del secolo scorso e soprattutto con
le scoperte di Masada nel 1964, sono stati ritrovati dei
manoscritti del libro del Siracide in lingua ebraica. Ciò
dimostra come tale libro venisse usato abitualmente nelle
sinagoghe e che quindi non può essere considerato
meno importante degli altri 39. La Chiesa cattolica ha sempre
considerato questi libri come ispirati da Dio fin dai primissimi
secoli.
Numerosi
sono gli esempi di passi biblici erroneamente tradotti.
Vediamo qualche esempio.
Il
noto passo di Mt.26,26.2 “ Prendete e mangiate, questo è
il mio Corpo” che i TdG traducono : “ Prendete e mangiate,
questo significa il mio corpo”. Il verbo greco usato da
Matteo è, appunto, il verbo essere e lo riconoscono
essi stessi in una nota al testo biblico; tuttavia traducono
il testo in modo errato perché partono dall’idea
che nell’Eucarestia non ci sia il vero corpo e il vero sangue
di Cristo.
Poiché i TdG non credono che Cristo sia Dio, il brano
di Col 2,9 : “ E’ in Cristo che abita corporalmente tutta
la pienezza della divinità” viene da loro tradotto:
“perché in lui dimora corporalmente tutta la pienezza
della qualità divina” .
I
TdG, a differenza di tutte le altre confessioni cristiane
- cattolica, protestante, ortodossa -, non hanno accettato
la traduzione interconfessionale proprio perché partono
da alcuni presupposti dottrinali sui quali adattano il testo
biblico.
Che
uso fanno della Bibbia i TdG ?
1)
Di solito USANO FRASI BIBLICHE STACCATE DAL CONTESTO:
in tal modo il senso della frase può essere alterato
e adattato alle loro tesi. Facciamo un esempio. Per negare
che Gesù è Dio isolano dal contesto la celebre
frase detta da Gesù risorto a Maria Maddalena: "Va'
dai miei fratelli e dì loro: io salgo al Padre mio
e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro" (Gv. 20,17).
Se leggiamo tutto il racconto evangelico risulta chiaro
che Gesù sta parlando di sé in quanto uomo
e nostro fratello. Fattosi uomo come noi, Gesù vede
e adora nel Padre il "suo Dio", pur essendo lui
stesso Dio, uguale al Padre, anzi "una sola cosa col
Padre" (Gv. 10, 30), come del resto conferma poco più
avanti (Gv. 20, 29) accettando la dichiarazione di fede
che l'apostolo Tommaso gli esprime dicendogli: "Mio
Signore e mio Dio!".
2.
Spesso, NELLE LORO TRADUZIONI DELLA BIBBIA CAMBIANO QUELLE
PAROLE CHE CONTRADDICONO LE LORO TEORIE. Con questo
metodo è possibile dimostrare tutto e negare tutto.
Due esempi: per negare che vi sia un castigo eterno per
i peccatori, nella loro edizione della Bibbia dal titolo
"Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre scritture",
al capitolo 25, versetto 46 di Matteo, ove Gesù conclude
il suo discorso sul giudizio finale, essi sostituiscono
la parola "supplizio eterno" con l'altra "stroncamento
eterno", che vorrebbe significare "annientamento"
dell'anima peccatrice. Così, per dimostrare che l'anima
umana non è immortale, essi traducono sempre la parola
ebraica "néfesh", che spesso significa
"persona", con "anima": in questo modo
ogni volta che nella Bibbia si parla di una "persona"
che muore essi possono provare - Bibbia alla mano - che
è "l'anima" che muore!
3.
Nella loro Bibbia NON ACCOLGONO TUTTI I LIBRI DELL'ANTICO
TESTAMENTO che furono e sono accettati dalla Chiesa.
La Chiesa nascente ritenne come ispirati da Dio tutti i
libri dell'Antico Testamento contenuti nella versione greca
detta "dei Settanta". I "Settanta" [LXX]
sono la più famosa traduzione in greco di tutto l'Antico
Testamento, fatta [forse da 72 traduttori] tra gli anni
250 e 150 prima di Cristo, e destinata agli ebrei della
diaspora [cioè viventi fuori della Palestina] che
ormai conoscevano solo il greco. La Chiesa primitiva, che
agiva in ambienti di lingua greca, fece propria questa traduzione
e la usò comunemente per la propria catechesi. Nella
traduzione dei "Settanta" sono compresi 7 libri
(Tobia, Giuditta, I Maccabei, II Maccabei, Baruc, Sapienza,
Ecclesiastico, più alcuni frammenti di Daniele e
di Ester) che non erano contenuti nella Bibbia ebraica,
ma che erano accettati dagli ebrei della diaspora (tanto
è vero che i "Settanta" li accolsero!)
e che furono ritenuti sempre dalla Chiesa come ispirati
e citati fin dai tempi dei Padri Apostolici (ad esempio
da San Clemente Romano). Ebbene, tra questi libri ve ne
sono alcuni che affermano verità negate dai Testimoni
di Geova, e ciò può spiegare perché
essi li rifiutino.
4.
Nell'interpretare la Bibbia essi NON TENGONO CONTO DEI GENERI
LETTERARI. Qualunque opera letteraria rispecchia
il modo di pensare e di esprimersi dell'epoca e del luogo
in cui viene scritta, cioè ha un suo proprio "genere
letterario", del quale bisogna tener conto per poterla
comprendere esattamente. Uno scritto storico (cioè
di "genere letterario" storico) se riferisce la
data ed il luogo di un avvenimento va interpretato alla
lettera, ma uno scritto poetico (cioè di "genere
letterario" poetico), no. Ad esempio, nella poesia
Pianto antico il Carducci, rivolgendosi al figlioletto morto,
così si esprime: "Tu, fior della mia pianta
percossa e inaridita..."; tuttavia nessuno pensa che
il Carducci sia una pianta e suo figlio un fiore. Nei "generi
letterari" rientrano anche espressioni caratteristiche,
modi di dire, ecc. propri di un dato ambiente come, ad esempio,
l'espressione da noi in uso "fare quattro passi"
per significare un piccolo tragitto. Chi volesse prendere
alla lettera il numero "quattro" e basarsi su
di esso per stabilire la distanza percorsa traviserebbe
il pensiero dell'autore. Eppure i Testimoni di Geova, trovando
nella Bibbia numeri simbolici, invece di tener conto del
"genere letterario" del libro in cui furono inseriti,
li interpretano alla lettera e li usano per calcoli complicati
che nulla hanno a che vedere con l'insegnamento della Bibbia.
5.
Tuttavia ciò che più meraviglia nei Testimoni
di Geova è la STRUMENTALIZZAZIONE CHE ESSI FANNO
DELLA BIBBIA in appoggio alle loro tesi: anziché
cercare nella Bibbia la verità, essi usano la Bibbia
(distorcendone il vero significato, cambiando le parole,
sopprimendo interi libri, ignorando i "generi letterari",
ecc.) per appoggiare una loro verità precostituita.
Esegesi
biblica
Se
vogliamo fare un’esegesi seria ed accurata della Bibbia
e comprenderne tutto il reale messaggio dobbiamo prima fare
uno studio:
a.
dei generi letterari in essa contenuti,
b. del contesto storico degli scritti (la
Bibbia è stata scritta in un arco di 1500 anni circa
in ambienti e situazioni diverse),
c. delle lingue antiche in cui è
stata scritta e delle espressioni tipiche di quelle lingue
e di quelle culture che se tradotte alla lettera nelle lingue
moderne diventano oscure se non ridicole o addirittura fuorvianti.
Ciò
non viene fatto dai gruppi cosiddetti "fondamentalisti"
come i TdG, il cui studio della Bibbia consiste nell’imparare
ad estrapolare dal contesto quanti più versetti possibile
per adattarli ai mutevoli schemi dottrinali del Corpo Direttivo.
Un
esempio recente è quello del termine greco "genea"
che si può anche tradurre letteralmente "generazione"
purché venga spiegato che questo termine ha anche
un significato più "estensivo" e precisamente
significa stirpe, nazione, progenie, ecc. Ovviamente il
Corpo Direttivo lo ha sempre saputo, ma finché ha
potuto lo ha nascosto in modo da alimentare così
le attese di una fine imminente dato che la "generazione"
(intesa in precedenza come un periodo di 70-80 anni) che
aveva vissuto gli avvenimenti del 1914 non sarebbe dovuta
passare prima della "fine". Poiché era
diventato troppo difficile sostenere questa dottrina, si
è ricorsi allora al trucco ormai abusato dell’intendimento
progressivo, spacciando per una nuova e più profonda
interpretazione del termine quella che invece era fin dall’inizio
l’unica interpretazione possibile tenuto conto del senso
del discorso di Gesù. Ciò ha provocato disorientamento
in molti dei TdG come già avvenuto nel passato (la
precedente data "rinviata" è stata quella
del 1975) e conseguente allontanamento dall’Organizzazione.
Tornando,
con qualche altro esempio, all’interpretazione dei versetti
biblici, questi vengono in genere interpretati dai TdG in
senso letterale ma se la "lettera" si scontra
con i preconcetti dottrinali di Brooklyn allora non hanno
difficoltà a farne una lettura "simbolica".
Ad
esempio Gesù parlava spesso per parabole o illustrazioni
in modo che i concetti fossero comprensibili da chiunque.
In genere anche il Corpo Direttivo non interpreta in senso
letterale le illustrazioni di Gesù (l’esempio più
importante è forse quello della dottrina dell’inferno
basata su una interpretazione più o meno letterale
di molti versetti biblici che invece i TdG interpretano
simbolicamente), ma per alcune parabole si decide che quella
illustrazione va presa invece alla lettera (come ad esempio
quando in Mt.24:45 Gesù fa l’esempio del "servo
fedele e prudente" che per i TdG è il Corpo
Direttivo di Brooklyn).
In
altri casi, invece, dove sembra evidente che Gesù
faccia esempi "concreti" e non "simbolici",
si decide che quell’insegnamento di Gesù non va preso
alla lettera (vedi Mt.25:34-46) in quanto non compatibile
con le dottrine del Corpo Direttivo. Ad esempio, quando
Gesù parlava di "dar da bere agli assetati,
dar da mangiare agli affamati, ecc.", il Corpo Direttivo
spiega che Egli non si riferiva al nostro prossimo come
certamente avevano ben compreso i suoi ascoltatori, ma si
riferiva ai signori del Corpo Direttivo residenti a Brooklyn
1900 anni circa dopo il suo insegnamento!
Un
esempio classico di simbolismo biblico è quello dei
"144.000" di Rivelazione o Apocalisse, numero
tipico del genere letterario apocalittico che fa ampio uso
del numero 12 (le 12 tribù di Israele) e dei suoi
multipli (12 x 12 x 1000 = 144000) per indicare, in questo
caso, l’intero popolo di Israele, ma che deve essere interpretato
in senso letterale dal Corpo Direttivo per coprire un’altra
delle tante profezie fallite: quella relativa al 1914. Gesù
è così diventato per Brooklyn il mediatore
solo di 144.000 persone che andranno in Cielo; gli altri
salvati resteranno sulla terra!
Ma
gli stessi TdG sono pronti ad interpretare in modo simbolico
le espressioni contenute in Apocalisse quando l’interpretazione
letterale si scontra con le loro dottrine: ad esempio Riv.
1:7 (o Ap 1:7), in cui si dice con estrema chiarezza che
Gesù ritornerà in maniera visibile, viene
interpretato in maniera simbolica sempre per nascondere
il fallimento delle aspettative legate al 1914.
E’
evidente che in questo modo con la Bibbia (così come
con qualunque altro libro di pari complessità e antichità)
si può sostenere tutto ed il contrario di tutto.
E’ ovvio che questo tipo di studio, che presuppone una certa
base culturale, venga condannato dai gruppi fondamentalisti,
altrimenti i loro aderenti si accorgerebbero dell’inconsistenza
di molte dottrine propagandate come "verità".
I
Testimoni di Geova, a pag. 402 del libro Ragioniamo facendo
uso delle Scritture, suggeriscono di rispondere in questo
modo a chi dice che la loro Bibbia è diversa: «Mi
piace per il suo linguaggio moderno, comprensibile, e anche
perché i traduttori si sono attenuti fedelmente al
contenuto delle lingue bibliche originali».
Traduzione
del Nuovo Mondo (TNM)
Nella
prefazione dell’edizione italiana del 1967 si legge che
nel testo sacro sono state introdotte "molte espressioni"
che nell’edizione precedente (in sei distinti volumi, in
inglese) figuravano nelle NOTE. A causa di tale inserimento
non è più chiaro quali siano le espressioni
originali della Bibbia e quali le "molte espressioni
delle note": non c’è, infatti, quasi mai una
distinzione tipografica di quelle note dal testo sacro autentico:
"…Poiché l’edizione in un solo volume delle
Sacre Scritture non avrebbe avuto note in calce, furono
prese molte espressioni delle note in calce pubblicate nella
traduzione precedente in sei volumi e riportate nel testo
principale dell’edizione in un solo volume." (TNM ed.
’67, pp.5-6).
Qualsiasi
opera letteraria che subisse un trattamento del genere non
sarebbe più autentica, come riconosce anche il Corpo
Direttivo a pag. 340 della Torre di Guardia del 1/6/1970:
"…Ciò che noi come studenti biblici dovremmo
volere è quello che dice il testo greco originale.
Solo avendo questo basilare significato possiamo determinare
se la Traduzione del Nuovo Mondo o qualsiasi altra traduzione
della Bibbia è giusta o no". Quest’ammissione,
nelle edizioni successive del 1986 e del 1987, è
sparita, però quelle "espressioni delle note"
nel testo sacro sono rimaste...
Ma...
perché la Torre di Guardia volle intraprendere una
propria traduzione della Bibbia? Disponeva veramente di
studiosi accreditati per un'opera simile? Il risultato di
questo lavoro può essere considerato apprezzabile?
Ecco cosa afferma a proposito:
"I
cristiani nutrono un profondo rispetto per la Bibbia e giustamente
credono che ‘tutta la Scrittura è ispirata da Dio’
(2Timoteo 3:16). Tradurre la Bibbia è quindi un’onerosa
responsabilità. Se qualcuno, di proposito, cambia
o omette parte del contenuto della bibbia, sta alterando
la Parola ispirata. Vale in questo caso l’avvertimento scritturale:
‘Se alcuno fa un’aggiunta a queste cose, Dio aggiungerà
le piaghe che sono scritte in questo rotolo; e se alcuno
toglie qualche cosa dalle parole del rotolo di questa profezia,
Dio toglierà la sua parte degli alberi della vita’
–Rivelazione 22:18,19; vedi anche Deuteronomio 4:2. La maggior
parte dei traduttori biblici hanno senz’altro rispetto per
la Bibbia e desiderano sinceramente renderla comprensibile
in quest’era moderna. Ma i traduttori non sono ispirati.
La maggioranza di loro ha inoltre forti convinzioni in campo
religioso e può essere influenzata da concetti e
gusti personali. Essendo uomini possono anche commettere
sbagli o errori di giudizio" (Il Nome Divino … pag.5)
"La
questione del corretto intendimento della Bibbia (…) è
uno dei motivi principali per cui è stata fatta la
Traduzione del Nuovo Mondo. Le convinzioni religiose di
qualsiasi traduttore influiscono inevitabilmente sulla sua
traduzione. Non può essere altrimenti quando una
parola o un versetto si può rendere in più
modi" (La Torre di Guardia 15-6-1982, pag. 24).
"Se
la grammatica permette di tradurre un passo in più
di un modo, qual è la versione corretta? Quella che
concorda col resto della Bibbia. Se non si tiene conto di
altre parti della Bibbia e si costruisce una dottrina sulla
versione preferita di un particolare versetto, ciò
che si crede non rispecchia più la Parola di Dio,
ma le proprie idee e forse quelle di qualche altro uomo
imperfetto" (Ragioniamo … pag. 413).
Se
la Torre di Guardia riconosce che non si deve di proposito
cambiare o omettere o aggiungere nulla al contenuto delle
Scritture, perché mai essa lo ha fatto ripetutamente
e senza plausibili motivi tecnici?
Se
"le convinzioni religiose influiscono inevitabilmente
sulla traduzione", in che misura le convinzioni religiose
dei traduttori della Nuovo Mondo hanno influito sulla qualità
della loro traduzione? E se occorre prudenza quando "la
grammatica permette di tradurre un passo in più di
un modo" perché mai nella loro versione della
Bibbia i traduttori geovisti hanno ignorato sia la grammatica
che il testo originale in numerosi passi senza giustificati
motivi?
Che
la traduzione della Nuovo Mondo sia anche frutto delle convinzioni
religiose dei suoi traduttori è stato comunque ammesso
dalla stessa Torre di Guardia:
"Il
modo in cui sono state tradotte queste parole nella Traduzione
del nuovo mondo delle Scritture Cristiane ha dato origine
all’accusa che il comitato di Traduzione (…) si sia lasciato
influenzare dalle sue credenze religiose. Tale accusa è
fondata, ma questo non è stato fatto erroneamente
o indebitamente". (La Torre di Guardia 15-6-1964, pag.
383).
"Questo
mette in risalto il fatto che non si può semplicemente
tradurre la Bibbia in modo dovuto ed accurato se non se
ne comprendono chiaramente gli insegnamenti" (Idem).
Ma
è possibile comprendere chiaramente gli insegnamenti
biblici con una traduzione infedele ai testi originali?
Dopo questa traduzione (la Nuovo Mondo) la Torre di Guardia
ha ancora il diritto di criticare il lavoro di altri traduttori
così come è solita fare?:
"Tutte
le traduzioni, fino alla più recente, hanno i loro
difetti. Ci sono incoerenze o versioni di brani non soddisfacenti,
contaminate da traduzioni settarie o filosofiche mondane,
e pertanto non in piena armonia con le sacre verità
che Geova ha fatto scrivere nella sua Parola (…) Molti traduttori
della bibbia (…) abbandonando la traduzione letterale si
sono allontanati molte volte dall’accuratezza della originale
dichiarazione di verità. Hanno in effetti annacquato
i medesimi pensieri di Dio". (Tutta la Scrittura è
ispirata da Dio e utile, pag. 319-322)
Per
aver il giusto diritto di criticare il lavoro svolto da
altri in questo campo si dovrebbe essere in grado di dimostrare
una certa superiorità accademica. Purtroppo non è
possibile conoscere i nomi dei componenti del "Comitato
di traduzione" a causa di un veto che la Società
ha posto sulla questione: i nomi di questi signori dovranno
rimanere segreti! Per modestia, si dice, però vi
sono motivi più che fondati per affermare che questo
è solo un espediente per nascondere la verità:
i cosiddetti "traduttori" non avevano la minima
competenza per cimentarsi con una traduzione della Bibbia!
Guglielmo
Centnar, un ex testimone di Geova che all’epoca era di stanza
al quartier generale di Brooklyn, riferisce:
"… quando fu chiesto a Franz, in un tribunale della
Scozia la ragione di tale segretezza, egli rispose: ‘Perché
il comitato per la traduzione voleva che essa traduzione
rimanesse anonima, e non cercava nessuna gloria né
onore per aver fatto il lavoro, e quindi non desiderava
che apparissero i loro nomi" ( Purser’s Poof of Douglas
Walsh Vs. The Right Hon. James Lathan; M.P.P.C., Scottish
Court of Session Nov. 1954, pag. 92 – citato da P. Hedley,
"perché hanno lasciato i testimoni di Geova"
pagg. 100,102).
Lo
stesso Centnar ricevette l’incarico di interpellare alcuni
studiosi per procacciare pareri autorevoli in appoggio al
lavoro di traduzione svolto: Ecco ciò che egli riferisce:
"A causa dell’incapacità dei traduttori le traduzioni
non rendevano fedelmente, in molti casi, il senso del testo
originale, ma davano piuttosto ciò che i testimoni
credevano. Questo fatto è stato già confermato
da molti professori in materia fra i quali vi è anche
il Dott. A. Hoeckema il quale ha detto: ‘La loro traduzione
della Bibbia, la traduzione del Nuovo Mondo, non riproduce
affatto nella lingua inglese moderna, il senso biblico originale,
ma è piuttosto una traduzione addomesticata nella
quale sono stati inclusi, di contrabbando, molti insegnamenti
della Torre di Guardia’. Nel marzo 1954 mi fu affidato l’incarico
di intervistare il dott. Edgar J. Goodspeed, ben noto traduttore
della Bibbia, per sentire la sua opinione (…) Prima di partire
chiesi … se egli credesse di poter raccomandare quella traduzione
(NM) al pubblico. Mi rispose ‘No, temo proprio di non poterlo
fare. La grammatica è così ostica: non piace
a nessuno. Badate alla grammatica. State attenti ad essere
precisi’ " (Idem).
Altre
opinioni di eminenti studiosi sono state espresse: "
Il prof. H.H. Towley (…) afferma (riferendosi alla Traduzione
del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture Ebraiche in inglese):
‘I traduttori hanno le loro personali opinioni riguardo
ai tempi (dei verbi) ebraici, ma preferiscono presentare
queste personali opinioni a lettori non istruiti prima di
sottoporre le loro giustificazioni di queste opinioni personali
all’esame degli esperti. (…) I traduttori dichiarano di
presentare una versione in inglese moderno che sia la più
fedele possibile. (…) La traduzione è segnata da
una impacciata interpretazione puramente letterale che esaspererà
soltanto qualsiasi lettore intelligente (…) Dall’inizio
alla fine questo volume è un fulgido esempio del
modo in cui la Bibbia non dovrebbe essere tradotta"
(Australian Record del 20-5-1974, pag. 6 –citato da ‘Witness’
vol.1, 1975- n°1).
"L’eminente
studioso inglese F.F. Bruce (…) dichiara, a proposito della
TNM, nel suo studio sulla Bibbia inglese: ‘Alcune sue (della
TNM) caratteristiche espressioni riflettono le interpretazioni
bibliche che abbiamo abbinato ai tdG (…) Talvolta la TNM
rende il testo in un inglese non letterario’".
"Henry
J. Heydt giunse alla seguente conclusione poco lusinghiera
dopo aver esaminato la TNM: "Consideriamo la TNM un
grossolano insuccesso (…), ed un travisamento di parte compiuto
ai danni della Sacra Parola di Dio’."
"Non
meno condannatorio è il giudizio espresso da Ray
C. Stedman: ‘Un accurato esame, che va al di là dell’esteriore
apparenza di erudizione (dei traduttori), rivela un autentico
miscuglio di fanatismo, ignoranza, pregiudizio e parzialità,
che viola ogni forma di critica biblica ed ogni base di
dotta integrità’".
"In
una occasione il prof. J.R. Mantey, citato diverse volte
nelle pubblicazioni del C.D. (Corpo Direttivo dei Testimoni
di Geova, n.d.r.), così si espresse riguardo alla
TNM:
‘Dopo aver studiato la loro erronea traduzione in centinaia
di versetti del Nuovo testamento, si è chiarita in
me la convinzione che quando la Scrittura era in disaccordo
con i loro particolari insegnamenti, essi deliberatamente
l’hanno tradotta in modo erroneo oppure hanno alterato il
testo al punto tale che potrebbe sembrare che ci sia qualche
apparente sostegno per le loro opinioni non scritturali
(…). Ma ciò che è di gran lunga peggio, essi
(i traduttori della TNM) si sono resi colpevoli di deliberato
inganno: Ciò rende la loro traduzione detestabile’"
(
Cit. da A. Aveta, "Analisi di una setta", pagg.
30,31).