Testimonianze
di ex Testimoni di Geova
Tratto
da Acquaviva2000
Due
ex ministri dei TdG
Walter
Palmieri e Achille Aveta hanno partecipato fin da ragazzi
alle attività propagandistiche dei TdG in Campania.
Hanno conseguito gradualmente posti di responsabilità
e hanno conosciuto a fondo tutti gli aspetti dottrinali
e organizzativi della setta. Ma nello stesso tempo è
cresciuta in loro una delusione profonda che li ha portati
al crollo della fiducia in tutta l'organizzazione e ha determinato
la loro uscita dalla setta. Hanno scritto un libro : Testimoni
di Geova: essere o non essere ? Un'analisi del movimento
religioso compiuta da due ex ministri dei testimoni di Geova
(Ed. Dehoniane, Bologna 1981. pp. 198). Un'analisi chiara
e obiettiva che prescinde da ogni pregiudiziale religiosa.
Erano vissuti nella convinzione d'aver trovato fra i TdG
la migliore esperienza religiosa, la più corretta
interpretazione della Bibbia, uno schietto cristianesimo
a cui aderire con entusiasmo.
Dubbi
e libertà di parola
"Finché
non ci siamo posti il problema, anche noi eravamo degli
addottrinati, inquadrati come tanti altri, e vedevamo ogni
cosa attraverso i filtri imposti dall'organizzazione. Per
giunta, le varie fasi del ministero svolto dai TdG ci impegnavano
talmente da non lasciarci quasi la possibilità di
meditare criticamente! Quando per vari fattori sono sorti
i primi dubbi, ci siamo accorti con grande rammarico, per
la prima volta, che non era possibile parlarne con altri
TdG: infatti una triste realtà dell'organizzazione
dei TdG è l'assoluta mancanza di dialogo; o meglio,
dialogo c'è, ma è a senso unico, cioè
nel senso voluto dall'organizzazione. Tra i TdG non esiste
libertà di parola, non si possono esprimere idee
diverse da quelle imposte dall'alto dal Corpo Direttivo...Abbiamo
notato con sorpresa che anche quei pochi Fratelli con i
quali era possibile dialogare sinceramente avevano le nostre
stesse perplessità: da qui è nata la decisione
di fare un esame, indipendentemente dalle direttive imposte
dal Corpo Direttivo, di questa organizzazione alla quale
avevamo dedicato tutte le nostre energie. Ci siamo accorti
che le loro dottrine non reggono alla prova... diventano
ambigue, oscure... mentre quando le esaminammo per la prima
volta con un TdG, sia per la nostra impreparazione in campo
biblico, sia per la notevole sicurezza e convinzione manifestate
dal nostro insegnante, fummo entusiasti, e ci sembrò
chiaro quello che tanto chiaro non è..."
(pp. 12-14).
Tra i moltissimi TdG che hanno lasciato la setta, parecchi
hanno scritto la loro esperienza, esponendo le ragioni del
loro ritorno alla Chiesa cattolica. Ecco qualche esempio.
Non
vengono da Dio
"Nel
corso della nostra analisi - concludono i due autori - si
è sempre più consolidata la convinzione che
la struttura organizzativa dei TdG non si prefigge sempre
mete cristiane, si propone spesso di divulgare idee di uomini
che non hanno ricevuto alcuna diretta investitura da Dio,
di persone che si ricoprono di sacralità per acquistare
prestigio. Abbiamo riscontrato come il Corpo Direttivo sia
abile nel modificare le sue vedute riuscendo a presentare
opinioni antitetiche senza che quasi nessuno noti i cambiamenti
per i quali esso è passato... Il problema del sangue
rivela macroscopicamente la superficialità mostrata
dal Corpo Direttivo nell'affrontare problemi in cui è
implicata la vita umana, sacra agli occhi di Dio..."
(p. 187).
Una
signorina
Di
nome Gilda Sistarelli, ha pubblicato sul periodico "Con
Roma' (n. 18, 1 .10.1957) la seguente dichiarazione: "Sento
il dovere di rendere pubblico il mio definitivo ritorno
alla Chiesa cattolica dopo aver errato per oltre sei anni
nella sètta dei TdG della Congregazione di Mutignano
(Teramo). Vi entrai spinta dal desiderio di trovarvi, secondo
le promesse dei capi una maggiore osservanza della legge...
Ho trovato invece che il movimento è guidato da una
classe dirigente superba, egoista e interessata, e che la
massa degli aderenti esaurisce la sua attività spirituale
nello studio e nel commento dei testi e passi biblici selezionati
ad arte nella Sacra Scrittura mediante schemi preparati
dalla centrale americana di Brooklyn...In sei anni non ho
mai ascoltato dai capi un solo sermone sulla carità
che è la parte essenziale della legge e della predicazione
di Cristo. Ne ho trovato il conforto spirituale della confessione
che ci dà, come dice la Bibbia, la certezza del perdono
di Dio...[Rutherford] cominciò col distruggere e
togliere dal commercio i principali libri di Russell allo
scopo di diffondere i suoi dai quali scomparve ogni accenno
all'opera e anche al nome del fondatore. In breve tempo
questo scaltro organizzatore del movimento divenne padrone,
azionista ed autore della più ricca Società
Editrice detta "Torre di Guardia per Bibbia e Trattati"...Un'ultima
parola devo dire sulla figura morale del fondatore di questo
movimento: Russell. Studiando attentamente la sua vita sui
testi storici e non sulle notizie che appaiono su Torre
di Guardia, ho dovuto concludere che egli è stato,
oltre che un maniaco religioso anche un uomo spiritualmente
e moralmente disordinato. La sentenza del tribunale americano,
che sanzionava il suo divorzio, così lo qualificò:
"L'ostinato egoismo di Russell, la continua lode di
sé e la prepotenza, erano tali da rendere la vita
veramente insopportabile a qualsiasi donna". Senza
citare le allusioni "di natura quanto mai delicata"
inserite nella stessa sentenza. Quando una setta, che pur
si dice cristiana e superiore a tutte le religioni, ha fondatori
e maestri di questo genere: egoisti, prepotenti, scostumati;
quando fa leva sull'ignoranza e sulla miseria, seminando
l'odio contro la Chiesa cattolica e il mondo attuale in
ogni sua espressione; quando la sua dottrina si risolve
in una forma più o meno larvata di ateismo e di anarchia,
ritengo doveroso e urgente abbandonarla e suggerire a quanti
si trovassero nelle sue file di uscirne coraggiosamente,
per non cadere nella contraddizione a cui alludeva san Paolo,
parlando dei falsi credenti: "...essi affermano di
credere in Dio, ma poi lo rinnegano con le loro opere"
(Tito 1,16)...Faccio, infine, un caldo appello a tutti quei
fratelli e sorelle che hanno abbandonato la fede dei padri,
perché, mossi dalla grazia, sperimentino anch'essi,
come me, il tormento del dubbio, l'ansia del ritorno e la
gioia della verità ritrovata. Per il ritorno di questi
cari fratelli offro volentieri a Dio la mia vita".
Gunther
Pape
Tedesco,
cresciuto in una famiglia di TdG. Con l'età e con
lo studio si è reso conto degli errori, delle contraddizioni
e degli inganni dei TdG, ed è approdato alla Chiesa
cattolica. Ha narrato la sua lunga esperienza in un libro
che merita veramente di essere letto; Io ero Testimone di
Geova (Queriniana, Brescia 1974, pp. 142). Ne riportiamo
qualche passo.
Far
conoscere la verità
"Io
sono stato testimone di Geova; allevato fin da bambino in
questa fede, l'ho diffusa come missionario e ho ricoperto
nella relativa organizzazione diversi uffici. Oggi scrivo
contro - o meglio - su i TdG. Perché? Con la grazia
di Dio, ho potuto accorgermi dell'errore nel quale ero stato
educato e cui servivo... Intendo esporre obiettivamente
e senza polemiche le mie esperienze, per mostrare come i
TdG servono un'organizzazione tentacolare al bando da ogni
di buon senso religioso e civile. Col presente libro voglio
far conoscere la verità sui TdG" (p. 5). Le
reazioni alla sua denuncia non mancarono: "La società
della Torre di Guardia fa diffondere dai Testimoni la diceria
che le prove, le citazioni, gli argomenti di questo libro
sono falsi - avverte l'autore nella 4a edizione del libro
ma sa perfettamente che di falso non c'è nulla. Lo
dimostra il fatto che finora non ha potuto addurre la benché
minima prova in contrario; cosa comprensibile, del resto,
perché ogni parola di quanto ho scritto corrisponde
a verità" (p. 6).
Errori
e contraddizioni
"Mi
sconcertava il modo di agire dei dirigenti centrali, la
pretesa che certe "verità", mutevoli, e
quindi in se contraddittorie, venissero da Dio... Scopersi
calcoli sbagliati, interpretazioni bibliche arbitrarie,
dottrine inattuali e completamente abbandonate. E io dovevo
credere che era Geova stesso a rivelare il contenuto della
Bibbia? Accertavo contraddizioni nella dottrina e nella
spiegazione della Sacra Scrittura, e una disinvolta disponibilità
a modificare la dottrina stessa, per adattarla alle esigenze
di tempi e mentalità... I pretesi ispirati, che scrivevano
nella Torre di Guardia, si sbagliavano, si sbagliavano di
continuo... Vecchie dottrine della Torre di Guardia, che
ora vengono respinte come errori, una volta erano spacciate
per verità. Ma la verità divina non può
diventare errore. E allora, che razza di verità erano
quelle di prima? E come si può ciarlare di un progressivo
chiarificarsi della luce divina, così, per rimediare?
... Mi diedi quindi a confrontare gli insegnamenti del primo
presidente, Russell, con quelli del secondo, Rutherford,
e quelli del presidente in carica, Knorr, e dei suoi collaboratori.
Ebbene, si contraddicevano, si sconfessavano a vicenda,
rivendicando ciascuno la propria ispirazione. Davvero, non
sembrava esistesse traccia di guida soprannaturale, divina,
nella società della Torre di Guardia. Ma Rutherford
non aveva dichiarato che le sue dottrine erano "Insegnamenti
che dava il Signore, per annunciare al popolo che...".
E con quale diritto, allora, Knorr le aveva respinte? Come
si possono rigettare "verità che ha dato il
Signore" . Oppure, diciamo, il Signore non aveva dato
niente. Più probabile. C'era qualcosa che non funzionava,
comunque, nei principi basilari" (pp. 36-37).
La
tattica della conquista
Anzitutto
non è onesta la tattica della conquista: "L'unico
nostro impegno - si insegna ai TdG - è quello di
minare, astuti come serpenti, la fede degli altri, rimpiazzandola
con la nostra... Quello che conta è risvegliare interesse
per il nostro messaggio. Ma sulle prime dobbiamo dissimulare
il movente autentico delle nostre visite, che è quello
di far proseliti... Mentre parliamo con la gente, dobbiamo
dimostrare interesse per loro, dando a vedere che cerchiamo
di conoscere le loro opinioni e manifestando rispetto per
i loro argomenti e punti di vista. Nella misura in cui noi
cercheremo di compenetrarci dei loro dubbi e problemi, essi
penseranno che siamo realmente intenzionati ad aiutarli,
e accetteranno le nostre soluzioni. Se li sorprendiamo in
qualche loro espressione incerti nella fede, abbiamo là
un buon appiglio per suscitare interesse al messaggio di
Geova...Naturalmente, conoscere la religione altrui e sollecitare
la comprensione reciproca non ci interessa niente...Certo,
dopo una propaganda del genere vengono rimorsi di coscienza..."
(pp. 41-44).
La
scoperta della vera Chiesa
"Cristo,
che è la verità, aveva pur promesso di restare
con i testimoni della sua dottrina tutti i giorni, fino
alla fine del mondo. Tutti i giorni... Allora la Chiesa
di Cristo doveva essere proceduta visibilmente e ininterrottamente
fin dai giorni dei primi cristiani, ed essere presente tuttora,
ai giorni nostri! E quale chiesa godeva di tale ininterrotta
presenza nel mondo dal tempo in cui il suo capo l'aveva
fondata? La risposta che fui costretto a darmi, mi riservava
una emozione profonda: la Chiesa di Cristo ... sembrava
essere proprio la Chiesa cattolica. quella che noi TdG qualificavamo
come serva del demonio!..." (p. 134).
Le
ragioni della conversione
"A
conclusione della mia opera, cercherò di riassumere
i motivi che giustificano la mia conversione davanti a Dio.
La ragione umana, scevra di pregiudizi, non può ratificare
la dottrina dei TdG. Lo studio critico della storia e dello
sviluppo dottrinale della Torre di Guardia, rivela troppe
contraddizioni. I principi di Brooklyn non possiedono la
verità : questa è la causa reale che li ha
costretti, e li costringe tuttora, a ritrattare continuamente
ciò che hanno proclamato, ieri o decine di anni addietro,
come verità biblica e divina. La Bibbia non giustifica
le "verità" della Torre di Guardia. È
rilevabile a colpo d'occhio che i "fratelli" di
Brooklyn usano criteri arbitrari nell'interpretazione della
Bibbia... La vita si ribella alle eccentriche concezioni
dei TdG. Se l'umanità volesse adottare i programmi
di Brooklyn, la famiglia si scioglierebbe, cadrebbe lo Stato,
la vita sociale e politica si estinguerebbe. Tutto ciò
contraddice alla volontà di Dio e alle leggi e necessità
della natura umana, da Dio stesso creata... Queste sono
le ragioni per cui mi sono staccato dalla " santa universale
organizzazione di Geova". Ho cercato la verità,
la giustizia e il genuino, cristiano amore del prossimo,
ma ho trovato tutto questo nella Chiesa Cattolica, fuori
della società della Torre di Guardia. Le centinaia
di migliaia di TdG sacrificate e bloccate dalle alienazioni
di Brooklyn, posso soltanto sinceramente. compiangerle..."
(p. 142).
Come
vive Il TdG?
"Vive
prigioniero della Società Torre di Guardia",
risponde un ex TdG, Paolo Nante, che narra la sua esperienza
sul periodico "Maria Ausiliatrice" ( 1988- 1989).
La Società gli fissa la vita in tutti i particolari.
Tutte le settimane deve partecipare a cinque riunioni organizzate
dalla Congregazione: la scuola di ministero teocratico,
l' adunanza di servizio, quella pubblica, lo studio della
rivista "Torre di Guardia" e di un libro della
Congregazione. Poi c'è la predicazione di porta in
porta, la vendita di libri e riviste, le visite e lo studio
a domicilio della Bibbia per conquistare nuovi adepti. Due
volte l'anno c'è la verifica di un "sorvegliante"
di circoscrizione che controlla minutamente ogni cosa. Ogni
anno ci sono due assemblee di circoscrizione e un'assemblea
di distretto che dura alcuni giorni. Non resta più
tempo per fare altro. I problemi si aggravano se solo uno
dei coniugi è TdG: i continui impegni del geovista
rendono difficile la vita familiare anche nei giorni festivi:
non si va più insieme a Messa, non si festeggia più
Natale, Pasqua, compleanni, onomastici, la domenica... Non
è raro che il geovismo separi famiglie un tempo felici.
Crisi
di coscienza
È
il titolo del volume, pubblicato in inglese e tradotto in
italiano nelle edizioni Dehoniane di Bologna ( 1988), in
cui "Un TdG si confessa", come dice il sottotitolo.
Il TdG è Raymond Franz, nipote di Fred Franz presidente
dei TdG dal 1977 alla morte (1992). Franz fu attivo militante
fin dalla giovane età, per 9 anni membro del CD.
Nel libro racconta e commenta la sua vicenda. La sua crisi
cominciò quando prese a riflettere seriamente su
alcune affermazioni geoviste chiaramente insostenibili.
La reazione del CD (ormai più potente dello stesso
presidente) fu immediata e netta: Raymond fu prima invitato
a dimettersi, poi nel 1981 fu espulso. Il fatto più
curioso è che la prima edizione del suo libro andò
presto esaurita: l'organizzazione geovista acquistava il
volume rendendone difficile il reperimento e creando il
caso paradossale di un best-seller che pochi avevano letto!