Tipologia
dei fenomeni magici
di
Andrea Menegotto tratto da Relazione
presentata al Convegno «Il ritorno della magia»,
organizzato da «Una voce grida…!» - Regione
Lombardia e dal Centro Cattolico «Il Timone»
a Barza d’Ispra (Varese) il 19 marzo 2000
Se
ci sforziamo di dare uno sguardo generale al mondo della
magia, ci accorgiamo che questo è senza dubbio un
qualcosa di complesso, di cui fanno parte diversi ambiti,
che – seguendo la classificazione proposta da Massimo Introvigne
– possono essere suddivisi in tre distinti piani[4].
1.
Il primo piano è rappresentato dalla
magia popolare (folk magic). Da un’indagine SWG-Confesercenti
(estate 1999) effettuata su un campione di 600 persone,
risulta che l’interesse per le pratiche magiche coinvolge
il 22% (corrispondente a oltre dieci milioni) degli italiani.
Il giro di affari è notevole: si parla di 832 miliardi
spesi per consulti e pratiche magiche, 66 miliardi per testi
specializzati, 38 miliardi per riviste e 7 miliardi per
filmati su temi magici. Effettivamente, non occorre fare
troppi sforzi per notare che, oggigiorno, il mondo dell’occulto
rappresenta una realtà in piena attività e
in grande sviluppo. Basta infatti sfogliare le «Pagine
gialle», riviste e giornali o ascoltare alcune emittenti
radiofoniche per notare numerose inserzioni di maghi, sensitivi,
guaritori, cartomanti, professionisti dell’occulto o esperti
di vita interiore. Inoltre, gli studi televisivi delle emittenti
locali formicolano di queste stesse presenze nel corso di
lunghe trasmissioni in cui lo spettatore può chiedere
una consulenza al «professionista», il quale,
però, preferisce generalmente rimandare la «vera»
soluzione del problema ad un successivo appuntamento fissato
nel proprio studio privato, trasformando così l’ascoltatore
in cliente. Secondo le categorie della sociologia religiosa,
la realtà di tutti coloro che si qualificano come
«professionisti dell’occulto» – nel nostro Paese
sono qualche migliaio – rientra nel contesto che Rodney
Stark e William Sims Bainbridge, definiscono «client
cults», cioè «culti di clientela».
Altri studiosi parlano in maniera altrettanto adeguata di
«magia popolare» (folk magic, l’aggettivo «popolare»
è riferito al livello culturale, non a quello socio-economico,
talora alto, di praticanti e clienti), costituita da maghi,
che dietro compensi che vanno dal modesto all’astronomico,
promettono guarigioni, risoluzione di problemi economici
e affettivi, lanciano fatture.... Di fronte alla diffusione
della magia popolare, che esercita una forte attrattiva
in particolare sui ceti urbani emergenti e professionali
(diplomati, laureati, dirigenti, tecnici, commercianti,
medici), Monsignor Giuseppe Casale (Presidente onorario
del Centro Studi sulle Nuove Religioni), nella Lettera Pastorale
Nuova religiosità e Nuova Evangelizzazione (6.3.1993),
afferma che se nell’opinione di Karl Marx (1818-1883) la
religione era intesa come «oppio del popolo»,
oggi la magia può essere considerata «l’”oppio”
di una certa borghesia». Per essere completi, occorre
notare che la folk magic è a sua volta suddivisibile
in due sfere distinte: quella della magia popolare delle
campagne e quella della magia popolare delle città.
Se quest’ultima ha i tratti sopra descritti, la prima ha
invece origini antichissime e non sembra per nulla intaccata
dallo sforzo di evangelizzazione che cerca di portare al
superamento delle superstizioni.
2. Il secondo piano è rappresentato
dall’esoterismo[5], uno stile di pensiero
che accompagna tutta la cultura occidentale a partire dagli
Scritti Ermetici fino ai nostri giorni. Il termine «esoterico»
viene riferito ad una dottrina che è da trasmettere
segretamente all’interno di una cerchia ristretta, è
l’opposto di «essoterico», aggettivo attribuito
in genere alle grandi religioni, che non presentano rivelazioni
segrete ed hanno invece un carattere pubblico. Spesso la
visione esoterica è anche gnostica, proclama cioè
che la salvezza si ottiene attraverso la conoscenza e non
come dono. L’esoterismo ha largamente influenzato la cultura
occidentale: la filosofia di Hegel (1770-1831), ma anche
la psicanalisi di Freud (1856-1939) e Jung (1875-1961) ne
risultano ampiamente debitrici. La tradizione esoterica
continua ad esercitare un notevole fascino su molte persone
particolarmente di formazione «laica» ed è
stata diffusa da alcune correnti della massoneria e da alcuni
opere di autori come il russo George Ivanovitch Gurdjieff
(1866 o 1874-1949). Questi ha esercitato un’influenza particolare
sul New Age[6] ed ha riassunto la sua visione del mondo
nell’enneagramma[7], un simbolo a nove punte che spesso
viene impropriamente presentato come derivante dalla tradizione
mistico-musulmana (sufi), tuttavia nessuna dimostrazione
o ricerca storica appare convincente in tal senso, in quanto
viene puntualmente smentita dagli storici. L’enneagramma,
che per Gurdjieff era piuttosto un simbolo generale dell’uomo
e del cosmo, è utilizzato come strumento di classificazione
dei «tipi psicologici» umani, grazie soprattutto
all’Istituto Arica di Oscar Ichazo e alla psicologia di
Claudio Naranjo ed è molto popolare anche negli ambienti
cattolici americani ed italiani (grazie ad una certa stampa
cattolica che lo ha ampiamente diffuso). Questo strumento
rischia di influenzare seriamente la vita delle persone
che ad esso si affidano per compiere delle scelte: una volta
individuati i «tipi», infatti, il metodo psicologico
e spirituale dell’enneagramma si occupa delle relazioni
fra questi. Così, chi crede in questa tecnica – che
nel suo procedere rivela le sue origini – se è classificato
come «tipo uno» cercherà di evitare di
sposare una «quattro», solo perché le
conclusioni arbitrarie dell’enneagramma preannuncerebbero
disastri... Non mancano le reazioni contro l’utilizzo dell’enneagramma
cattolico da parte degli studiosi: queste fanno perno sulla
derivazione dello stesso ed insistono quindi sull’impossibilità
di conciliare il cattolicesimo con la tradizione esotero-occultista.
Una volta riconosciuta la vera origine dell’enneagramma,
però, il discorso non è ancora chiuso: si
pone infatti la questione di separare la tecnica – utilizzata
per leggere il carattere delle persone – dalla dottrina
che, in quanto esoterica, è inconciliabile con il
cristianesimo. Tuttavia, le tecniche tratte dall’ambito
esoterico sono influenzate dallo gnosticismo (abbiamo accennato
alla componente gnostica dell’esoterismo); sulla difficoltà
di conciliare le tecniche orientali ed anche gnostiche con
il cristianesimo si sofferma un Documento della Congregazione
per la Dottrina della Fede del 15 ottobre 1989, la Lettera
ai vescovi della Chiesa Cattolica su alcuni aspetti della
meditazione cristiana. Credo che le considerazioni svolte
a proposito dell’enneagramma possano essere applicate, con
opportuni adattamenti, anche ad altri casi in cui, soprattutto
grazie all’influsso del New Age, si tenta di inserire elementi
derivanti dalla tradizione magica in ambito cattolico.
3.
Esiste, infine, un terzo piano in cui può
essere suddiviso il mondo della magia. Contemporaneamente
allo sviluppo dei nuovi movimenti religiosi, assistiamo
alla crescita anche di nuovi movimenti magici
che si collocano tra la cultura esoterica e la magia popolare.
Il rapporto tra il mondo delle cartomanti e degli indovini
e i loro clienti, che li consultano solamente per chiedere
incantesimi, guarigioni e «profezie» in cambio
di danaro, senza però essere coinvolti attivamente
dalle pratiche degli addetti, appartiene ancora al primo
piano, quello della magia popolare, e non va confuso con
la diversa realtà dei nuovi movimenti magici. Quindi
non è corretto affermare, basandosi unicamente sul
numero dei clienti dei maghi a pagamento, che gli italiani
aderenti ai movimenti magici sono milioni. I nuovi movimenti
magici interessano attivamente in Italia solo alcune migliaia
di persone (lo 0,5% della popolazione, mentre l’1% appartiene
a qualche nuovo movimento religioso).
I
nuovi movimenti magici[8] si distinguono dalla
magia popolare per la struttura sociologica che li caratterizza
e che presuppone l’esistenza di una gerarchia, una sede,
un codice di comportamento ed un insieme di credenze che
accomuna gli adepti. Questi nuovi movimenti magici possono
essere classificati secondo un’ottica sociologica utilizzando
lo stesso sistema adottato per i nuovi movimenti religiosi,
anche se i primi differiscono da questi ultimi in modo significativo
data la differenza sostanziale che esiste fra religione
e magia. Il criterio di classificazione più valido
è dunque quello proposto da Massimo Introvigne, per
cui anche per i nuovi movimenti magici possiamo delineare
quattro fasi significative, che permettono in un certo senso
di mettere in luce non solo in una prospettiva sociologica
ma anche teologica la realtà dei nuovi movimenti
magici.
Se
per i nuovi movimenti religiosi nella prima fase
si parla di rifiuto della Chiesa, secondo
la formula «Cristo sì, Chiesa no», per
i nuovi movimenti magici si deve piuttosto vedere una volontà
di sostituirsi alla Chiesa mediante l’affermazione «noi
siamo la Chiesa». Fanno parte di questa categoria
una varietà di movimenti magici che pretendono di
avere origine da iniziazioni risalenti a Mosè, a
Salomone e ai Druidi e tramandate dai maestri di generazione
in generazione; vantando così un’antichità,
peraltro storicamente non documentata, superiore a quella
della Chiesa Cattolica. In questo contesto si collocano
anche le cosiddette «massonerie di frangia»,
che si situano alla periferia della tradizione massonica,
ma hanno talvolta contatti con il centro. Fin dalle origini
la massoneria maggioritaria è stata accompagnata
da «massonerie di frangia» più interessate
all’occulto.
Nella
seconda fase sono collocati i movimenti
magici dello spiritismo. Essi hanno la pretesa di appropriarsi
delle prerogative uniche del Cristo. Se per i nuovi movimenti
religiosi nella seconda fase si nega Cristo,
qui invece si afferma: «noi siamo il Cristo,
in quanto come lui esercitiamo poteri sugli spiriti, sulle
malattie e abbiamo il potere della profezia sugli avvenimenti
futuri.
La
terza fase riguarda l’occultismo propriamente
detto, dove si praticano vere e proprie cerimonie magiche
(magia cerimoniale) finalizzate all’ottenimento di una serie
articolata di poteri. Se la formula usata per i nuovi movimenti
religiosi in questa fase è «religione
sì, Dio no», qui invece vi è
la pretesa dell’affermazione «noi siamo Dio».
La dottrina che accomuna i gruppi rientranti in questa fase
– che è tenuta per lo più segreta ai molti
e viene rivelata solo nei gradi più elevati – presuppone
un insieme di credenze di tipo gnostico, secondo cui l’uomo,
che ha in sé una «scintilla divina»,
è caduto da uno stato divino e spirituale in uno
stato materiale da cui deve essere liberato e riportato
alle condizioni originarie. Sulla formazione di questi concetti
ebbe un’influenza basilare Cagliostro, che contribuì
anche a codificare diversi metodi e tecniche magiche atte
ad ottenere i «poteri magici». Cagliostro (1743?-1795),
il cui vero nome era con ogni probabilità Giuseppe
Balsamo, è una delle grandi figure dell’occultismo
nel Settecento[9]. Lasciata l’Inghilterra nel 1777, dove
era stato iniziato alla massoneria, soggiornò intorno
al 1783 a Napoli e Lione. Legata a queste due città
è la fondazione di un rito massonico, l’Alta Massoneria
Egiziana. In seguito percorse l’Europa esercitando le sue
doti di guaritore e aprendo logge massoniche in varie città.
Cagliostro è celebre, oltre che per le sue doti magiche,
anche per la prigionia (dal 1791) nella Rocca di San Leo;
la condanna a morte, conseguenza della denuncia al Sant’Uffizio,
per cui finì per testimoniare anche la moglie Lorenza,
era infatti stata commutata nella pena del carcere a vita.
Sulla prigionia si sviluppano varie leggende, fra cui quella
che vorrebbe Cagliostro fuggito negli Stati Uniti d’America
dove condurrebbe un’esistenza immortale. L’impadronirsi
del potere stesso di Dio, comandando agli spiriti, demoni
e angeli, conseguendo così l’immortalità e
appropriandosi di tutti i requisiti di Dio stesso riprende
nella sostanza le parole con cui il serpente (tentatore)
nel racconto biblico di Genesi 3 si rivolge ai progenitori
inducendoli al peccato originale: «...diventereste
come Dio» (Gn 3,5).
Nella
quarta fase, infine, si collocano i movimenti
del satanismo, dove confluiscono comunque anche vari elementi
di magia cerimoniale, tipici della terza fase. I movimenti
satanisti nascono dalla delusione per non aver potuto ottenere,
nonostante gli sforzi di cui alla terza fase, le capacità
e i poteri di Dio. Da qui la negazione di Dio e
l’adorazione del suo avversario, il diavolo.