L'Agopuntura
di
Tarcisio Mezzetti
Tratto
da "Una voce grida...!" n.9 - marzo 1999
Per
capire ciò che sta dietro l'agopuntura bisogna leggere
i testi ufficiali e cercare di comprendere che cosa vogliono
insegnare. Prendiamo un testo: "Lezioni di Agopuntura
" di Antonio Monti (1) e fin dalla prima pagina
osserviamo come viene presentata questa tecnica cinese.
Sotto la voce "Distinzione fra agopuntura energetica
e riflessoterapia " l'autore scrive:
"Il
pensiero occidentale presenta come costante in tutti i suoi
principali sistemi ideologici, un'antropologia statica e
triconomica: l'uomo è visto come soma (corpo), psiche
e nous (mente). L'antropologia orientale concepisce l'essere
umano come un sistema energetico monistico: l'uomo è
energia che, e secondo della sua genesi e funzione, è
denominato: cromosomica, mentale, trofica e difensiva.(2)
"L'agopuntura
è pertanto la massima espressione di una antropologia,
di un modello di vita, di una interpretazione esistenziale.
La riflessoterapia è un'agoterapia (3) ; nel momento
in cui tenta di chiarire la dinamica fisiologica e patologica
delle stimolazioni", rende un servizio all'agopuntura;
quando pretende di identificarsi con essa, cade nell'assurdo
e nell'arbitrio di voler fare coincidere una tecnica con
una concezione antropologica".(4)
"Anche
se in futuro i riflessoterapeuti arrivassero ad usare gli
stessi punti degli agopuntori orientali, sarebbero sempre
lontani dalla terapia orientale per una diversa forma mentale,
operativa, clinica, diagnostica profilattica e terapeutica.
E' per questo che quando l'agopuntura farà il suo
ingresso nelle facoltà mediche, che ormai hanno smarrito
ogni supporto antropologico per quello meramente tecnicistico
(5) cadrà nella schizofrenia, come sta accadendo
alle facoltà orientali che tendono ad occidentalizzarsi".(6)
"La
chiave di volta tra la medicina orientale ed occidentale,
non sarà certo la neurologia o l'endocrinologia che
riguardano aspetti del soma che a sua volta è una
componente dell'essere umano in toto, ma dovrà essere
ricercata in un trait d'union molto più generale
e profondo, come potrebbe essere la concezione einsteniana
del rapporto tra materia ed energia applicato alla medicina.
(7)
Prendendo
in considerazione solo i passi riportati si scorge come
in queste lezioni da un punto di vista scientifico si facciano
affermazioni molto gravi. Cerchiamo di esaminarle con attenzione:
a.
Si comincia con l'escludere come punto di riferimento la
scienza e si afferma che l'agopuntura è un derivato
dell'antropologia orientale. Si sposta cioè il problema
dal terreno scientifico a quello filosofico. Poi - in obbedienza
a tale concetto filosofico - si afferma tout court che "L''uomo
è energia ". Di conseguenza:
"L'agopuntura
è pertanto la massima espressione di una antropologia,
di un modello di vita, di una interpretazione esistenziale".
b.
L'agopuntura occidentalizzata, cioè esercitata tenendo
in considerazione non gli ipotetici e inesistenti "meridiani"
degli antichi cinesi - che non conoscevano affatto l'anatomia
del corpo umano ma, stimolando con gli aghi le terminazioni
nervose, viene degradata a "riflessoterapia "
e l'autore si sente di affermare che quando quest'ultima:
"pretende
di identificarsi con essa, cade nell'assurdo e nell'arbitrio
di voler fare coincidere una tecnica con una concezione
antropologica".
c.
Che l'agopuntura non fosse una terapia scientifica per noi
non è mai stata una novità. Ma in questo caso
è lo stesso autore che lo afferma; scrive infatti
che, perfino se l'agopuntura occidentalizzata un giorno
scoprisse gli stessi punti dell'agopuntura cinese, rimarrebbe
ugualmente inconciliabile e lontana dall'agopuntura cinese:
"...
per una diversa forma mentale, operativa, clinica, diagnostica
profilattica e terapeutica".
Infatti
perderebbe tutta la sua parte magica ed esoterica per diventare
una normale terapia medica. L'autore afferma anzi di non
volere che l'agopuntura faccia "il suo ingresso nelle
facoltà mediche" per non cadere addirittura
nella ,"schizofrenia", come sta già accadendo
alle facoltà di medicina orientali che abbandonano
progressivamente queste terapie per occidentalizzarsi. Non
si accorge l'autore che così dicendo fa capire a
tutti che l'Occidente va raccogliendo misticamente quello
che l'Oriente dopo verifica scientifica ha abbandonato?
d.
Tutti gli autori New Age ed i loro seguaci, quando
devono spiegare qualcosa del mondo monista e magico dell'Oriente,
per renderlo più accessibile ai gusti occidentali
cominciano a parlare (a sproposito) della teoria quantica
e della formula di Einstein. Sì, è vero, varie
forze sono connesse con i legami tra atomi per formare molecole
e forze immensamente più grandi che sono rilasciate
dalla rottura della struttura degli atomi. L'effetto della
rottura o della formazione dei primi fa parte delle tante
reazioni chimiche che si fanno avvenire in laboratorio o
nell'industria chimica e perfino nel nostro corpo. Infatti
il cibo che noi mangiamo, viene trasformato in parte in
tessuti, in parte viene usato come "carburante"
dai muscoli per produrre movimento e in parte serve a mantenere
la temperatura ideale per il funzionamento di tutti gli
enzimi cellulari. Qualsiasi sforzo fisico richiede quindi
energia chimica e produce calore in quanto i muscoli bruciano
carboidrati e rilasciano calore, ma questa energia non è
fortunatamente quella descritta nella formula di Einstein,
altrimenti ci sarebbe il rischio che uno spaccalegna molto
robusto potrebbe ripetere... Hiroshima.
e.
La medicina alternativa si diletta poi a percorrere sentieri
fantastici e naturalmente impossibili a provarsi. Per esempio:
"La
medicina occidentale è più pronta ad affrontare
la sintomatologia d'urgenza, le carenze congenite ed acquisite.
la medicina orientale è più atta ad affrontare
le malattie a livello del "divenire" più
che dello "stato patologico". Bisogna curare l'ammalato
prima che esso lo diventi si legge nei King, mentre "quando
gli organismi sono colpiti e il malato è tra la vita
e la morte, il medico è un cattivo operaio. L'operaio
superiore regola l'energia (8)."
E'
chiaro che questa affermazione non è provabile, infatti
se mi ammalo senza aver praticato l'agopuntura preventiva,
allora si può dire che mi sono ammalato perché
"non ho regolato l'energia", se invece non mi
ammalo è perché l'agopuntura mi ha evitato
di ammalarmi. Il problema nascerebbe invece quando avessi
praticato l'agopuntura... eppure mi fossi ammalato. Niente
paura; si potrà sempre affermare che la profilassi
non era stata completa. Queste affermazioni fanno nascere
però altre domande; per esempio: chi pratica bene
l'agopuntura non si ammala mai? Se non si ammala mai, allora
non muore mai? Agopuntura = Immortalità? Eppure il
grande "Imperatore Giallo Huang Ti che ha dato origine
al testo di agopuntura è morto: come mai?
f.
Ci sono delle affermazioni che sgorgano dagli assiomi
iniziali e che portano in sé tutti i limiti connessi
con le basi gratuite e fantasiose dell'antropologia cinese:
"La
vera agopuntura è e può essere soltanto eziologica;
quanti parlano di agopuntura "placebo", "endorfinica",
non hanno presenti i termini della questione. Essa cura
le affezioni dell'uomo partendo dall'eziologia esogena od
endogena; le specializzazioni mediche occidentali avrebbero
molto da imparare dall'impostazione terapeutica della medicina
orientale". (9)
"...
Certe malattie che oggi l'agopuntura non è in grado
di curare domani riuscirà ad affrontarle: esso è
basato su un sistema dinamico qual è quello energetico
.(10)
Quindi
abbiamo capito bene, è tutto come se fosse già
stato "dimostrato", l'agopuntura "cura le
affezioni dell'uomo" non cura i sintomi ed è
quindi un dato "sicuro" che le malattie, che "oggi
l'agopuntura non è in grado di curare, domani riuscirà
ad affrontarle".
g
- Quali sono i risultati dell'agopuntura? Evidentemente
al disotto di quelli che si aspetta l'autore, infatti così
scrive:
"...
Quando ci si rivolge all'agopuntore senza pregiudiziali
di affezioni, si potrà sperimentare l'autentico valore
dell'agopuntura, perché basata sulla potenzialità
delle risorse umane che superano spesso i limiti della speranza".
(11)
Riemerge
continuamente il delirio di onnipotenza che sta sempre sotto
i sogni New Age e che accompagna sempre più spesso
i discorsi delle terapie alternative. Nelle condizioni ideali
di fiducia nell'agopuntura succederà che "si
potrà sperimentare l'autentico valore dell'agopuntura:
questa infatti è basata "sulla potenzialità
delle risorse umane" che superano anche "i limiti
della speranza".
Alcune
sere fa, su un canale televisivo nazionale, una maga spiegava
che il prossimo millennio avrebbe rappresentato il raggiungimento
dell'ideale umano più anti-cristiano possibile nella
sua essenza: l'uomo non avrà più bisogno di
nessuno (cioè di Dio) perché sarà capace
di fare tutto da solo. Così l'uomo sarà DIO.
Vale la pena di ricordarsi alcune delle cose che Gesù
ha insegnato?
«Io
sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui,
fa molto frutto, perché senza di me non potete far
nulla» " (Gv 15,5);
"...
«Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno
viene al Padre se non per mezzo di me» "
(Gv 14,6);
e
san Pietro, che ha conosciuto Gesù - e a cui bastava
sfiorare con la propria ombra gli ammalati perché
essi guarissero - dinanzi al sinedrio, parlando di Gesù,
può proclamare con sicurezza:
"«In
nessun altro c'è salvezza; non vi è infatti
altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale è
stabilito che possiamo essere salvati» "
(At 4,12)
Eppure
Pietro come "guaritore "poteva vantare risultati
più grandi dei pranoterapisti o degli agopuntori.
Se crediamo al Vangelo possiamo anche credere ai trionfalismi
del New Age?
i. Vale la pena, così di passaggio,
riflettere anche un poco sui problemi che potrebbero derivare
dall'agopuntura agli ignari "pazienti". Nello
stesso testo troviamo descritti i possibili pericoli che
l'agopuntura racchiude in sé:
"A
questo proposito è opportuno sottolineare che non
è assolutamente vera l'affermazione secondo cui l'agopuntura
se non fa bene, non fa neanche male. Non si deve dimenticare
che esso si basa sulla manifestazione dell'energia umana;
l'errore può portare al defedamento, alla malattia
fisica o psichica, alla morte anticipata"(12)
NOTE:
1)
ANTONIO MONTI; «Lezioni di Agopuntura», ed.
Montes Bologna (198 1).
2)
Ibid.; 1.1, p. 3.
3)
L'uso dell'agopuntura senza il ricorso ai "meridiani
cinesi, ma stimolando invece le terminazioni nervose, viene
degradata a "riflessologia " e definita "un'agoterapia
", solo perché non prende in considerazione
l'antropologia taoista. Si vede quindi con chiarezza quanto
le filosofie orientali sono necessarie alle medicine alternative
che accompagnano e quanto non sia possibile distaccarsi
da esse.
4)
A. MONTI; Op. Cit. 1.2., pp. 3-4
5)
Si noti il disprezzo per la scienza.
6)
A. MONTI; Op. Cit.; 1.3, p. 4.
7)
lbid.; 1.4., p. 4.
8)
Ibid.; 2.4., p. 5.
9)
lbid.; 3.2., p. 5.
10)
lbid.; 3.3., p. 5.
11)
lbid.; 3.4,pp. 5-6.
12)
Ibid. 4.3 p.15