Angeli
Ribelli
tratto
da Cultura Cattolica
Irlanda,
1939: in un collegio cattolico, i ragazzi subiscono violenze
e vessazioni dai sacerdoti.
L’ennesimo attacco cinematografico alla Chiesa cattolica
è rappresentato da Angeli ribelli, aggiornamento
tutto al maschile di Magdalene di Peter Mullan.
Preti
sodomiti e sadici, ragazzi inermi sottoposti ad ogni genere
di violenze, un professore libero, laico e comunista (il
disgraziato ha infatti combattuto nella sfortunata guerra
di Spagna), in difesa dei sacrosanti diritti civili, offesi
dal potere ecclesiastico: la Walsh non va tanto per il sottile
e realizza un film di stampo televisivo, tanto povero da
un punto di vista cinematografico (il film è decisamente
mediocre per quanto riguarda messa in scena e costruzione
narrativa), quanto sdegnato nei confronti del potere papista.
E
così si mostrano, apertamente, gli orrori più
abominevoli: la violenza del prete pedofilo nei bagni del
collegio; le frustate nel cortile di due fratelli innocenti;
la tortura fino alla morte di un ragazzo nel refettorio
dell’istituto. Il tutto, mostrato sin nei minimi particolari,
per evidenziare – come se ce ne fosse ancora bisogno – altre,
nuove vergogne che la Chiesa Cattolica fatica ad ammettere.
Un film moralista, astioso e grossolano che va ad aggiungersi
ai tanti film espressamente realizzati e diretti contro
la Chiesa Cattolica. Negli ultimi tre anni, in rigoroso
ordine cronologico, sono infatti usciti, un film che fa
di Giovanni Paolo II il mandante dell’omicidio Calvi (I
banchieri di Dio di Giuseppe Ferrara), un altro, in cui
un archeologo ritrova i resti del corpo di Cristo ma è
ostacolato dalla Chiesa, che vorrebbe insabbiare tutto (The
Body). E ancora: un film blasfemo, che si fa beffe
dei Sacramenti (Dogma di Kevin Smith), il già
citato Magdalene, vincitore della Mostra del Cinema di Venezia
2002; Amen di Costa-Gavras che, tratto da un dramma teatrale,
mostra la complicità di Pio XII con il nazismo, una
commedia americana, che ironizza sulla castità del
clero (40 giorni & 40 notti) e infine una biografia
romanzata di Lutero, in cui la Chiesa non esce certo in
chiave positiva. Tutti film contro l’unica Chiesa libera.
Tutti film inviperiti contro il clero e il Papa. Tutti film
sostenuti dalla maggior parte della stampa, per una volta
tanto unita nell’appoggiare film necessari e denunce giuste
e vigorose contro la realtà della Chiesa, di cui
ormai non si tollera più nemmeno l’esistenza.