Cancro
del pianeta? No l'uomo è una risorsa!
di
Antonio Gaspari
Presentata
ad Assisi la Charta dei Cristiani per l’Ambiente, che rovescia
i capisaldi dell’ecologismo imperante fondato sul neo-paganesimo.
Il rispetto per la vita e la dignità dell’uomo, immagine
di Dio, i pilastri del nuovo movimento.
È
forse un segno del tempi che cambiano, oppure il risveglio
di una cultura cattolica da troppo tempo subalterna, confusa
tra pensiero debole e politically correct, schiacciata dall’omologazione.
Sta di fatto che dopo circa trenta anni di cultura ambientalista
disperata e anticattolica, più di 15 associazioni
di ispirazione cristiana hanno presentato ad Assisi il 5
di giugno la «Charta dei cristiani per l’ambiente».
Si tratta di un vera cambiamento culturale, una chiara definizione
dell’identità cristiana supportata dall’enorme patrimonio
che dalla Genesi passa per San Benedetto, San Francesco,
San Tommaso fino ai nostri giorni nelle parole del Pontefice
Giovanni Paolo II.
Si
legge all’inizio della Charta: «Il tentativo della
cultura ambientalista dominante è quello di capovolgere
il mandato di Dio indicato dalla Genesi: Siate fecondi e
moltiplicatevi, riempite la Terra, soggiogatela e dominate
sui pesci del mare e su gli uccelli del cielo e su ogni
essere vivente che striscia sulla Terra (Gn 1,28)».
L’uomo, posto da Dio nel giardino dell’Eden «perché
lo coltivasse e lo custodisse», è stato considerato
da una certa cultura ecologista il peggiore dei nemici.
Addirittura il «cancro del pianeta». E la natura
è stata divinizzata al punto tale da essere adorata
come Gaia. Da questo punto di vista, l’approccio e la soluzione
del problemi ambientali è stato stravolto, perché
la crescita civile e lo sviluppo economico, lavorativo,
tecnologico e scientifico dell’umanità sono stati
considerati come aggressioni alla «madre Terra».
Nella
Charta si sottolineano le differenze che esistono tra l’ideologia
che caratterizza alcune tra le maggiori associazioni ambientaliste
e il pensiero cristiano:
-
Per un cristiano l’uomo è fatto ad immagine e somiglianza
di Dio. Per una certa cultura ambientalista l’uomo è
il cancro del pianeta.
-
Per un cristiano la crescita demografica è una benedizione
del Signore, per molti ambientalisti è una disgrazia,
la causa di tutti i mali.
-
Noi cristiani abbiamo una visione teocentrica che tende
alba verticalità, dove il creato ci è stato
messo a disposizione dal Signore per curarlo, svilupparlo
e governarlo. Mentre una certa cultura ambientalista ha
una visione orizzontale che tende verso il basso, con la
tendenza a divinizzare la fauna e la flora.
-
Il Dio in cui noi cristiani crediamo è buono, e ama
alla follia l’umanità, mentre una parte del movimento
ambientalista parla di Gaia, una dea pagana ostile e vendicativa
che si ritorce contro l’uomo per ogni sua azione.
Come
nei primi secoli, il pensiero cristiano non si limita a
contrapporsi a forme di panteismo neopagano, ma auspica
una cultura che attraverso le strade della fede e della
ragione giunga alba scoperta della verità. Punti
cardine di questa visione sono la concezione dell’uomo che
«non è maledizione ma benedizione del pianeta.
Uomo che è ricchezza e non impoverimento per il mondo.
Uomo la cui prole suscita speranza e non disperazione».
Ne scaturisce perciò una concezione dinamica dell’ambiente
inteso come casa e come risorsa.
«Un
ambiente che si arricchisce del lavoro dell’uomo e che moltiplica
i suoi frutti grazie albo sviluppo e all’applicazione delle
nuove tecnologie». Un ambiente dove la ricerca scientifica
e le applicazioni tecnologiche si coniugano in una dimensione
etica dello sviluppo economico per corrispondere all’amore
del Creatore. «In questo modo — precisa la Charta
— il benessere e lo sviluppo dell’umanità risplenderà
nella bellezza del creato». I promotori della Charta
ricordano che San Benedetto ha insegnato: «Prega,
lavora e sii lieto»; «Laudato sii mio Signore
per fratello sole, sorella luna, sorella acqua....»,
ha recitato San Francesco; «L’uomo è fine dello
sviluppo e del generare di tutto l’universo», ha insegnato
San Tommaso. E il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ribadito:
«La tecnologia che inquina può anche disinquinare,
la produzione che accumula può distribuire equamente,
a condizione che prevalga l’etica del rispetto per la vita
e la dignità dell’uomo, per i diritti delle generazioni
umane presenti e di quelle che verranno».
La
Charta del Cristiani per l’Ambiente si conclude con le indicazioni
del Pontefice quando dice: «La difesa della vita e
la conseguente promozione della salute, specialmente nelle
popolazioni più povere e in via di sviluppo, sarà
ad un tempo il metro e il criterio di fondo dell’orizzonte
ecologico a livello regionale e mondiale». Questa
è la cultura ambientale che promotori della Charta
riconoscono come «coerente con l’umanesimo cristiano
del giusto, del bello e del buono e per questo la promuovono».
L’iniziativa
ha unito diversi carismi. Tra i promotori troviamo il francescanesimo
delta Fondazione Sorella Natura, la tradizione domenicana
di Ambiente Azzurro, il dinamismo di Comunione e Liberazione
presente nell’associazione L’Umana Dimora, gli insegnamenti
di Gianfranco Merti nel Movimento Azzurro, il cristocentrismo
del Regnum Christi, il carisma dello Spirito di Impegno
Civico. Tra le altre sigle troviamo il Centro Europeo di
Studi su Popolazione, Ambiente e Sviluppo (CESPAS), il Forum
per Ia Laguna di Venezia, il Progettambiente, l’Istituto
Bruno Leoni, il portale “Sguardo leale sulla realtà”,
l’associazione “Civitas Christiana”, il gruppo Caccia, Pesca
Ambiente Domani (CPAD). Tante realtà vere, composte
da persone serie e determinate, decine di migliaia di soci,
tutti impegnati in progetti che tendono all’abbellimento
del creato. Insomma a guardare quelli della Charta dei Cristiani
per l’Ambiente, si scopre che la costruzione di un mondo
migliore e gia cominciata.
Ricorda
“Oggi
assistiamo non di rado al dispiegamento di opposte posizioni
esasperate: da una parte, in nome della esauribilità
e della insufficienza delle risorse ambientali, si chiede
la repressione della natalità, specialmente nel confronti
del popoli poveri e in via di sviluppo. Dall’altra, in nome
di una concezione ispirata all’ecocentrismo e al biocentrismo,
si propone di eliminare la differenza ontologica e assiologica
ha l’uomo e gli altri esseri viventi, considerando la biosfera
come un’unità biotica di valore indifferenziato.
Si viene cosi ad eliminare la superiore responsabilitá
dell’uomo in favore di una considerazione egualitaristica
della dignità dl tutti gli esseri viventi. (...)
La Rivelazione biblica ha portato nella concezione del cosmo
l’illuminante e pacificante messaggio della creazione, da
cui risulta che le realtà mondane sono buone perché
volute da Dio per amore dell’uomo”.
(Giovanni
Paolo II, discorso ai partecipanti aI Convegno “Salute e
Ambiente”, marzo 1997).
Bibliografia
Riccardo
Cascioli - Antonio Gaspari, Le bugie degli ambientalisti,
Piemme, 2004 (esce in settembre).
Bjorn
Lomborg, L’ambientalista scettico, Mondadori, 2003.
AA.VV.,
Global Report 2004, 21mo Secolo, 2004.