Chi
sono gli angeli?
di
Costanza Stagetti
La
professione di fede del Concilio Lateranense IV afferma
che Dio "fin dal principio del tempo, creò
dal nulla l'uno e l'altro ordine di creature, quello spirituale
e quello materiale, cioé gli angeli e il mondo terrestre,
e poi l'uomo, quasi partecipe dell'uno e dell'altro, composto
di anima e di corpo".
L'esistenza
degli angeli è una verità di fede, non a caso
nel Simbolo degli Apostoli professiamo la nostra fede "in
Dio Padre Onnipotente, creatore del cielo e della terra
e di tutte le cose visibili e invisibili...".
Gli
angeli sono quindi ,come l'uomo, creati da Dio, ma, a differenza
dell'uomo hanno una natura puramente spirituale. In quanto
esseri spirituali sono dotati di una intelligenza e di una
volontà; sono inoltre creature personali e immortali.
Con
un semplice atto di volontà Dio creò all'inizio
dei tempi una immensa varietà di angeli, che pur
avendo la stessa natura spirituale, differiscono per bellezza
e potenza, tuttavia l'ultimo degli angeli è di gran
lunga superiore a qualsiasi creatura umana.
San
Giovanni Evangelista, rapito in estasi, come egli stesso
scrisse nel libro dell’Apocalisse, vide davanti a sé
un Angelo, ma di tanta maestà e bellezza che egli
lo credette Dio e si prostrò ad adorarlo. Ma l’Angelo
prontamente gli disse: “Guardati dal farlo! Io sono un servo
di Dio come te e i tuoi fratelli i profeti e come quelli
che custodiscano le parole di questo libro. E’ Dio che devi
adorare!”.
Qual'è
la vocazione degli angeli?
Il
termine "Angelo" deriva dal greco aggelos
che significa "messaggero": gli angeli sono quindi
creature che portano un messaggio agli uomini da parte di
Dio, essi sono “potenti esecutori dei suoi comandi, pronti
alla voce della sua parola” (sal 103,20), sono i messaggeri
del suo disegno di salvezza: "Non sono essi tutti
spiriti incaricati di un ministero, inviati per servire
coloro che devono ereditare la salvezza?" (Eb
1,14).
La Scrittura ci mostra tanti episodi in cui gli angeli assolvono
fedelmente al loro servizio di messaggeri: l’Arcangelo Gabriele
che annunzia la nascita del Precursore e quella dello stesso
Gesù, due angeli appaiono alle donne accorse al sepolcro
di Gesù annunziando loro la sua resurrezione, trattengono
la mano di Abramo sul figlio Isacco, proteggono Lot, salvano
Agar e il suo bambino, guidano Tobiolo, figlio di Tobia
lungo tutto il viaggio pieno di pericoli ....
La
teologia dei Padri della Chiesa, fondandosi sulle Scritture,
ha detto cose mirabili sull'invisibile mondo degli angeli;
in particolare il grande mistico Dionigi l'Aeropagita contempla
la gerarchia celeste degli Angeli disposta in nove cori,
occupanti tre posizioni fondamentali.
La
prima triade è quella più vicina a Dio, direttamente
illuminata da Lui, ed è formata da Serafini,Cherubini
e Troni. Sono quelli che direttamente partecipano della
Luce prima sotto forma di Amore (i Serafini), di conoscenza
(i Cherubini), di potenza (i Troni).
La
seconda triade è intermedia ed è illuminata
da Dio mediante la prima. Essa è formata da Dominazioni,
Potenze e Potestà. In essa si concentra il compito
del governo più immediato della creazione nei suoi
aspetti più generali.
La
terza triade è più vicina al mondo umano,
illuminata da Dio mediante la luce della seconda triade
ed è formata da Principati, Arcangeli e Angeli.
Della
prima posizione ci parla abbondantemente la Bibbia, perché,
quando i profeti hanno la visione del trono celeste e di
colui che vi siede, l'Onnipotente, vedono immediatamente
angeli meravigliosi e potentissimi intorno al trono. Sono
i Serafini visti da Isaia (Is 6,1-6), i Cherubini visti
da Ezechiele portare e sorreggere il trono di Dio (Ez 1),
i quattro Viventi, visti da Giovanni nell'Apocalisse "in
mezzo al trono e intorno al trono" (Ap 4,4-5). Possiamo
considerare questa categoria di angeli come gli adoratori
del Nome santissimo, unicamente intenti all'adorazione della
sua Natura santa e onnipotente. Fra noi uomini coloro che
più direttamente imitano questa funzione angelica
sono i puri contemplativi, che notte e giorno si dedicano
all'adorazione di Dio.
La
seconda posizione degli angeli, attorno al cosmo, è
testimoniata dalla Bibbia, soprattutto nelle rivelazioni
dell'Apocalisse. Giovanni vede gli angeli incaricati di
compiere i giudizi di dio sul mondo. Essi sono mandati a
suscitare sulla terra eventi sconvolgenti l'ordine naturale,
che solo potenze che governano il cosmo possono compiere.
Questa posizione degli angeli è testimoniata chiaramente
in questa visione " Dopo di ciò, vidi quattro
angeli che stavano ai quattro angoli della terra e trattenevano
i quattro venti, perché non soffiassero sulla terra,
né sul mare, né su alcuna pianta. Vidi poi
un altro angelo che saliva dall'Oriente e aveva il sigillo
del Dio vivente. E gridò a gran voce ai quattro angeli
ai quali era stato concesso il potere di devastare la terra
e il mare: '"Non devastate né la terra, né
il mare, né le piante, finché non abbiamo
impresso il sigillo del nostro Dio sulla fronte dei suoi
servi-" (Ap 7,1-3).
Vi
sono poi gli angeli incaricati di influire più direttamente
sulla storia dei popoli in terra, in quanto hanno la funzione
di essere a loro guida, in ordine all'elevazione dell'umanità
verso il regno dei cieli e la conoscenza del bene e del
vero. Dalla Bibbia risulta che Michele è a capo del
popolo, che Dio si è scelto come sua proprietà,
Israele.
E'
Daniele che riceve questa rivelazione: "In quel
tempo sorgerà Michele, il gran principe, che vigila
sui figli del tuo popolo" (Dn 12,1; cfr. 10,21).
Lo stesso Daniele in altre visioni e locuzioni apprende
di angeli che sono a capo di altre nazioni e che combattono
contro entità della stessa loro natura, demoni (cfr.
Dn 10, 10-2 1). La Bibbia poi ci parla di interventi di
angeli nella storia di singoli uomini, chiamati da Dio per
compiti particolari. L' Antico Testamento è pieno
del ministero degli angeli, con cui Dio rivela i suoi voleri
ai profeti e ai condottieri d'Israele. Arrivati i tempi
del Messia e della Chiesa, gli interventi degli angeli,
invece di diminuire, aumentano, segno che il regno dei cieli
è veramente sceso terra, mischiandosi con le vicende
umane. La nascita e la risurrezione di Cristo sono accompagnati
da apparizioni angeliche. La diffusione della prima Chiesa
registra numerosi interventi degli angeli, mandati in soccorso
degli apostoli, per ammaestrarli (cfr. At 10, 1-6) e per
liberarli (cfr. At 5,17-2 1; 12,1-17).
Sappiamo
inoltre per fede dell'esistenza degli angeli custodi di
ogni uomo. Dall’inizio della nostra vita, fino all’ora della
nostra morte, siamo circondati dalla loro protezione ed
intercessione. Ogni fedele ha al proprio fianco un angelo
come protettore e pastore, per condurlo alla vita. "Ai
suoi angeli impose per te di custodirti in ogni tuo passo.
Essi ti leveranno sulle palme perché il tuo piede
non urti contro i sassi" (Sal. 91,11-12). "Egli
darà ordine ai suoi angeli di custodirti in tutti
i tuoi passi. Sulle loro mani ti porteranno perché
non inciampi nella pietra il tuo piede".
SS.
Michele, Raffaele, Gabriele
Il
nuovo calendario ha riunito in una sola celebrazione i tre
Arcangeli Michele, Gabriele, Raffaele, la cui festa cadeva
rispettivamente il 29 Settembre, il 24 Marzo, il 24 Ottobre.
Dell’esistenza
di questi Angeli parla esplicitamente la Sacra Scrittura,
che dà loro un nome e ne determina la funzione.
-
San MICHELE: è colui che lotta contro Satana
e lo sconfigge. Il suo nome, infatti, vuol dire “CHI E’
COME DIO?”. Nel libro dell’Apocalisse al cap. 12 ver. 7
e seg. leggiamo: “Scoppiò quindi una guerra nel
cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago.
Il drago combatteva insieme con i suoi angeli, ma non prevalsero
e non ci fu più posto per essi in cielo…”. San
Michele, in particolare, ebbe un culto fin dai primi secoli
di storia del cristianesimo. L’imperatore Costantino gli
eresse un santuario sulle rive del Bosforo, in terra europea,
mentre Giustiniano glielo eresse sulla sponda opposta. La
data del 29 settembre corrisponde a quella della consacrazione
della chiesa dedicata nel V secolo a S. Michele al sesto
miglio della via Salaria.
-
San GABRIELE: vuol dire “COLUI CHE STA AL COSPETTO
DI DIO”, è l’annunciatore per eccellenza delle Rivelazioni
divine. E’ lui che spiega al profeta Daniele come avverrà
la piena restaurazione, dal ritorno dell’esilio all’avvento
del Messia. A lui è affidato l’incarico di annunciare
la nascita del Precursore, Giovanni, figlio di Zaccaria
ed Elisabetta. La missione più alta che mai sia stata
affidata ad una creatura è ancora sua: l’annuncio
dell’Incarnazione del Figlio di Dio.(Egli gode per questo
di una particolare venerazione anche presso i maomettani.)
-
San RAFFAELE, medicina di Dio, in ebraico il nome
vuol dire “DIO RISANA”. È nominato solo in un libro
della Bibbia, quello di Tobia, ed è l’accompagnatore
del giovane Tobia, e per questo suo compito viene invocato
come guida di quanti si pongono in viaggio. Dei tre, Raffaele
è il meno noto, e meno diffuso è il suo culto
tra i fedeli. Forse ciò dipende dal fatto che egli
appare soltanto nell’Antico Testamento, ma non Nuovo, dove
figura invece Gabriele, l’Angelo dell’Annunciazione, e Michele,
l’Angelo guerriero dell’Apocalisse. La Bibbia, nel libro
di Tobia, ci dà, sul suo aspetto, un particolare
assai interessante. “Tobiolo -dice- incontrò un giovane
bellissimo, con le vesti succinte”. Per tutti i popoli che
vestivano lunghe tuniche (Israeliti, Romani…) la prima necessità
del viaggio era quella di rialzarsi le vesti, lasciando
libero il passo alla gamba. Raffaele è dunque l’Angelo
viaggiatore, il celestiale compagno di cammino. Ed è
a lui che il vecchio Tobia, cieco e giusto, affida il figlio
Tobiolo, mandato a riscuotere un credito di dieci talenti
d’argento. Raffaele segue così Tobiolo dall’Assiria
alla Media. Lo salva da ogni male; lo libera da ogni pericolo,
come quello del pesce del Tigri. Fa sposare a Tobiolo la
figlia di Raguel, Sara, dopo averla liberata da un demonio
che la perseguitava. Fa recuperare la vista al padre cieco.
Così appare nella Bibbia San Raffaele, l’Angelo viatore,
dalle vesti sollevate. Poiché è lui a presentare
al Signore, che l’esaudirà, le preghiere di Tobia
afflitto dalla cecità, e quelle di Sara tormentata
dal demonio, viene invocato come protettore dei mali della
carne e delle infermità del corpo.