La
condanna della magia nella Bibbia e nel Magistero della
Chiesa
tratto
dalla versione elettronica del volume pubblicato in Quaderni
di «Una voce grida...!», n. 4, 2001 di Andrea
Menegotto
La
Bibbia con frequenza prende posizione contro la magia, l’evocazione
di spiriti, le varie forme di divinazione (predizione del
futuro a partire dai segni della natura o in rapporto a
presagi e sorti di diverso genere) e di superstizione e
cioè contro tutto ciò che rende al demonio
un culto diretto o indiretto . La lettura dell’occultismo
fornita dalla Bibbia è la base su cui si regge il
giudizio della Chiesa cattolica in proposito.
Essa, già a partire dalla Didachè
, si è sempre espressa giudicando in maniera assolutamente
negativa le pratiche magiche. Abbiamo già considerato
la valutazione data dalla Nota pastorale della Conferenza
Episcopale Toscana (1994) ad alcune forme di magia.
I
giudizi che la Chiesa ha espresso durante i secoli sono
oggi ben rias-sunti al n. 2117 del Catechismo della
Chiesa Cattolica (1992): «Tutte le pratiche
di magia e di stregoneria con le quali si pretende di sottomettere
le potenze occulte per porle al proprio servizio ed ottenere
un potere soprannaturale sul prossimo – fosse anche per
procurargli la salute – sono gravemente contrarie alla virtù
della religio-ne. Tali pratiche sono ancor più da
condannare quando si accompagnano ad una intenzione di nuocere
ad altri o quando in esse si ricorre all’intervento dei
demoni. Anche portare gli amuleti è biasimevole.
Lo spiritismo spesso implica pratiche divinatori
divinatorie o magiche. Pure da esso la Chiesa mette in guardia
i fedeli. Il ricorso a pratiche mediche dette tradizionali
non legittima né l’invocazione di potenze cattive,
né lo sfruttamento delle credulità altrui».
La
citazione del Catechismo ci suggerisce due rilievi aggiuntivi,
che di seguito andiamo a sviluppare.
Innanzitutto,
occorre notare che in essa si fa cenno anche allo spiritismo,
che è – come abbiamo messo in luce –, data l’impostazione
e le modalità che lo caratterizza-no, a tutti gli
effetti una pratica magica. Accanto alle organizzazioni
spiritiche (a cui si è accennato) è diffusa
– anche in Italia –, soprattutto negli ambienti giovanili,
la pratica delle «sedute spiritiche» intese
come «gioco» o praticate con l’intenzione di
voler cogliere qualche rivelazione particolare per il futuro
anche da persone che non appartengono a società spiritiche.
Tali pratiche sono classificabili nell’ambito delle nuove
credenze, in quanto non rientrano nel quadro dei movimenti
perché prive delle caratteristiche sociologiche (organizzazione,
struttura, gerarchia) che qualificano questi ultimi. A proposito
della pratica delle sedute spiritiche, Monsignor Giuseppe
Casale afferma: «Anche in questo caso non si tratta
di fenomeni su cui si può semplicemente sorridere
o che possono essere trattati come mere curiosità.
Occorre convincersi che la vita cristiana costituisce un
tutto organico, e che un cedimento su questi punti porta
con sé, presto o tardi, un cedimento generale»
.
La
Conferenza Episcopale dell’Emilia Romagna, nella Nota pastorale
La Chiesa e l’aldilà (2000), rilevando che «[…]
soprattutto in questi nostri giorni, si vanno moltiplicando
comportamenti e movimenti di pensiero, che prospettano la
possibilità di un contatto con i propri defunti e
che trovano accoglienza anche fra i cristiani»
, mette in guardia i fedeli soprattutto da «[…] una
forma di evocazione degli spiriti ritenuta più compatibile
con la religione, meno polemica con la Chiesa stessa, anzi
più alla ricerca di dialogo e di consenso da parte
della gerarchia ecclesiastica. A conferma della pr-sunta
ortodossia viene portato il fatto che ai movimenti aderiscono
e vi operano, oltre laici e laiche di chiara estrazione
cristiana, religiosi e sacerdoti, tra i quali alcuni notissimi
per l’attività che svolgono all’interno della comunità
cristiana. In alcuni di questi incontri è stata celebrata
anche la messa. Ma non basta a garantire la legitti-mità
di queste iniziative la presenza dì sacerdoti, i
quali sempre sono tenuti a chiedere al vescovo l’autorizzazione,
che non si vede del resto come sia possibile concedere»
.
La
Nota in questione ha peraltro il pregio di suggerire proposte
pastorali concrete e attuabili – quali la valorizzazione
nella pastorale ordinaria del «senso cristiano
della morte» e l’istituzione nelle comunità
cristiane di un «ministero della consolazione»
– al fine di porre soluzione al problema dell’adesione dei
cattolici ad ambienti in cui si pratica lo spiritismo.
Il
secondo rilievo ci è suggerito dalle ultime righe
del n. 2117 del Catechismo della Chiesa cattolica, laddove
si accenna all’ambito delle «pratiche mediche
dette tradizionali». Spesso le varie pratiche
terapeutiche alternative – dette più semplicemente
«medicine alternative» – sono caratterizzate
o traggono origine da teorie che gettano le radici in visioni
del mondo di derivazione orientale o nella teoria del «magnetismo
animale», del «fluido» o «energia
universale» elaborata dal medico svevo Franz Anton
Mesmer (1734-1815) , a proposito del quale Massimo Introvigne
scrive: «....Mesmer, come oggi si riconosce, ha
inventato […] l’ipnosi prima di Braid, [...] l’attenzione
all’inconscio prima di Freud. Non stupisce pertanto che
abbia inventato anche lo spiritismo prima delle sorelle
Fox» .
Questa
teoria si colloca pertanto in un contesto spiritico e veicola
un’impostazione e una procedura di tipo magico che influenza
le pratiche terapeutiche alternative che ad essa si ispirano
.
Infine,
cercando di dare una valutazione globale del vasto e articolato
mondo magico, non si può dimenticare il fatto che
la magia e le altre pratiche occulte nel loro complesso
rappresentano – secondo la dottrina e la pastorale della
Chiesa cattolica – un grave pericolo per la psiche e per
lo spirito: l’esperienza di molti esorcisti, che trova conferme
da parte di vari studiosi, porta a ritenere l’occultismo
una buona «porta d’entrata» per possibili problemi
di ossessione, vessazione o possessione diabolica. A tal
proposito Monsignor Giuseppe Casale scrive: «E’
possibile che la pratica incauta della magia o dell’occultismo
apra la strada alla possessione diabolica, ma questa colpisce
anche persone che si tengono ben lontane dall’occulto e
che non “desiderano” affatto incontrare il preternaturale.
La Chiesa insegna l’esistenza del Demonio, la possibilità
della possessione diabolica e l’utilità della funzione
degli esorcisti […] D’altro canto, gli esorcisti esperti
sanno bene che la vera possessione diabolica è un
fenomeno molto raro, e che prima di attribuire certi fenomeni
al Dia-volo occorre esplorare la possibilità di spiegazioni
naturali e psicologiche» .
Alcuni
passi particolarmente significativi:
– Deuteronomio 18,10-14: «[10] Non
si trovi in mezzo a te chi immola, facendoli passare per
il fuoco, il suo figlio o la sua figlia, né chi esercita
la divinazione o il sortilegio o l’augurio o la magia;[11]
né chi faccia in-cantesimi, né chi consulti
gli spiriti o gli indovini, né chi interroghi i morti,
[12] perché chiunque fa queste co-se è in
abominio al Signore; a causa di questi abomini, il Signore
tuo Dio sta per scacciare quelle nazioni da-vanti a te.
[13] Tu sarai irreprensibile verso il Signore tuo Dio, [14]
perché le nazioni, di cui tu vai ad occupare il paese,
ascoltano gli indovini e gli incantatori, ma quanto a te,
non così ti ha permesso il Signore tuo Dio».
– Geremia 29,8-9: «[8] Così
dice il Signore degli eserciti, Dio di Israele: Non vi traggano
in errore i profeti che sono in mezzo a voi e i vostri indovini;
non date retta ai sogni, che essi sognano.[9] Poiché
con inganno parlano come profeti a voi in mio nome; io non
li ho inviati. Oracolo del Signore».
– Levitico 19,26b: «Non praticherete
alcuna sorta di divinazione o di magia».
– Levitico 19,31: «Non vi rivolgete
ai negromanti né agli indovini; non li consultate
per non contaminarvi per mezzo loro. Io sono il Signore,
vostro Dio».
Didachè III,4: «Non prendere
auspici dal volo degli uccelli, perché ciò
conduce all’idolatria; non fare incantesimi, non darti all’astrologia,
né alle purificazioni superstiziose, ed evita di
voler vedere e sentire parlare di simili cose, perché
da tutti questi atti ha origine l’idolatria». La Didachè
è il più antico manuale conosciuto per l’insegnamento
cristiano, non si sa nulla di certo circa l’autore e l’anno
in cui fu scritta. Molto probabilmente fu redatta da un
cristiano proveniente dal giudaismo verso la fine del primo
secolo; l’origine è verosimilmente siriana. Per un’edizione
recente, con introduzione e commenti di AGOSTINO CLERICI:
Didachè - Letttere di Ignazio d’Antiochia - A Diogneto,
Paoline, Milano 1998; il passo citato è a p. 18.
Per una sintesi su questi giudizi: cfr. CONFERENZA EPISCOPALE
TOSCANA, Doc cit.
Per un inquadramento generale: cfr. M. INTROVIGNE, «L’esplosione
delle nuove religioni», in Il cristianesimo e le religioni,
numero speciale di Seminarium, organo della Congregazione
per l'Educazione Cattolica, anno XXXVIII, n. 4 (1998), pp.719-749,
disponibile anche in Internet: <http://www.cesnur.org/testi/seminarium.htm>.
MONS. G. CASALE, Doc cit., pp. 29-30.
CONFERENZA EPISCOPALE DELL’EMILIA ROMAGNA, La Chiesa e l’aldilà.
Nota pastorale del 23 aprile 2000, Edizioni Dehoniane Bologna,
Bologna 2000, n. 11, p.11.
Ibid., n. 14, pp.12-13.
Ibid., n. 20, p. 16.
Ibid., n. 25, p 19.
Sul reiki, una pratica terapeutica alternativa assai diffusa,
cfr. M. INTROVIGNE, «Il “reiki”: tecnica o religione?»,
in Cristianità, anno XXVII, n. 285-286, gennaio-febbraio
1999, pp. 15-17, disponibile anche in Internet: <http://www.cesnur.org/testi/reiki.htm>
e il mio Il reiki: <http://digilander.iol.it/rinnovamento/documenti/reli_27.html>.
Per una trattazione esauriente su Mesmer: cfr. ERMANNO PAVESI,
«Alle origini dello spiritismo: Franz Anton Me-smer
e il “magnetismo animale”», in CESNUR (a cura di M.
INTROVIGNE), Lo spiritismo, cit., pp. 97-119. Sul magneti-smo
cfr. anche la parte terza «Radioestesia e magnetismo»
in PHILIPPE MADRE - FERNAND SANCHEZ, Il fascino dell’occulto.
Parapsicologia, radioestesia, astrologia, magnetismo e vita
cristiana, Àncora, Milano 1994, pp. 107-172.
M. INTROVIGNE, Il cappello del mago, cit., p. 291.
A tal proposito, relativamente al caso di una pratica terapeutica
alternativa: cfr. il mio «Pranoterapia: dono naturale
o guarigione spiritica?», in «Una voce grida…!»,
n. 7, giugno 1998, pp. 22-23, disponibile anche in Internet:
<http://digilander.iol.it/rinnovamento/documenti/reli_08.html>.
MONS. G. CASALE, Doc. cit., pp. 27-28.