Cosa
dice il Nuovo Testamento?
Abbiamo
deciso di iniziare la nostra spiegazione apologetica riguardante
il Purgatorio a partire dall’analisi di alcuni brani dell’Antico
e del Nuovo Testamento proprio perché la dottrina
sul Purgatorio nasce, come vedremo, all’interno della Sacra
Scrittura e sebbene in molti si rifiutino di accettare questa
verità essa è ben illustrata nella Parola
di Dio!
Il Nuovo
Testamento presenta ben tre brani significativi.
Vi proponiamo (come abbiamo già fatto per l'Antico
Testamento) la bellissima spiegazione data dal noto apologeta
e direttore della rivista “Il Timone” Giampaolo
Barra, nel corso di una delle sue seguitissime
trasmissioni di Apologetica su Radio Maria.
Ricordiamo
brevemente tre passi del Nuovo Testamento che alludono abbastanza
chiaramente al Purgatorio.
Il
primo lo troviamo nel Vangelo di san Matteo.
Ascoltiamolo:
“Mettiti
presto d’accordo con il tuo avversario, perché l’avversario
non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia e tu
venga gettato in prigione. In verità ti dico: non
uscirai di là finché tu non abbia pagato fino
all’ultimo spicciolo” (5,25-26)
Questo
brano del vangelo di san Matteo è interessantissimo.
Lasciamo agli esegeti il compito di approfondire il significato
di questo passo, ma facciamo solo una considerazione. Delle
due l’una: o Gesù, quando parla di questa prigione,
intende una prigione terrena, come quelle che ci sono sulla
terra (e allora, spiace dirlo, si è sbagliato:
pensate a quanti esempi, soprattutto nella nostra Italia,
si possono fare di persone che escono di prigione senza
aver scontato tutta la pena), oppure Gesù parlava
di una “prigione” non terrestre,
prigione dove si sconta – quindi si purga
– fino all’ultimo spicciolo, infallibilmente. E questa
prigione dove, chi lo merita, sconta fino all’ultimo spicciolo
è il Purgatorio.
Il
secondo passo lo troviamo sempre nel Vangelo di
san Matteo:
“Perciò
io vi dico: qualunque peccato e bestemmia sarà perdonata
agli uomini, ma la bestemmia contro lo Spirito non sarà
perdonata. A chiunque parlerà male del Figlio dell’uomo
sarà perdonato; ma la bestemmia contro lo spirito
non sarà perdonata né in questo secolo né
in quello futuro” (12, 31-32)
Sant’Agostino,
san Gregorio Magno e san Bernardo
hanno visto in questo passo evangelico la chiara allusione
alla possibilità che alcuni peccati, meno gravi della
bestemmia contro lo Spirito, siano perdonati nella vita
futura, quindi dopo una purificazione.
Ma
il brano più importante viene da san Paolo.
Ascoltiamo attentamente quanto l’Apostolo delle genti scrive
nella sua prima Lettera ai Corinti:
“Secondo
la grazia di Dio che mi è stata data, come un sapiente
architetto io ho posto il fondamento; un altro poi vi costruisce
sopra. Ma ciascuno stia attento come costruisce. Infatti
nessuno può porre un fondamento diverso da quello
che già vi si trova, che è Gesù Cristo.
E se, sopra questo fondamento, si costruisce con oro, argento,
pietre preziose, legno, fieno, paglia, l’opera di ciascuno
sarà ben visibile: la farà conoscere quel
giorno che si manifesterà col fuoco, e il fuoco proverà
la qualità dell’opera di ciascuno. Se l’opera che
uno costruì sul fondamento resisterà, costui
ne riceverà una ricompensa; ma se l’opera finirà
bruciata, sarà punito; tuttavia egli si salverà,
però come attraverso il fuoco” (1
Cor 3,10-17)
Anche
per questo brano di san Paolo lasciamo il compito agli esegeti
di spiegarci bene ogni particolare. Ma a noi resta un dato
di fatto: san Paolo insegna che l’opera di quelli che hanno
costruito la loro vita sul fondamento Gesù Cristo
verrà provata, verrà giudicata. Se, nonostante
abbiamo costruito meritoriamente su Gesù Cristo ,
l’opera verrà trovata imperfetta, costoro verranno
puniti, ma non per sempre: si salveranno, però dopo
essere passati per il fuoco purificatore.
Bene:
questo è il Purgatorio. Vedete bene che la credenza
nella esistenza del Purgatorio è fondata biblicamente.
La credenze nella possibilità di scontare i propri
peccati in Purgatorio è credenza fondata biblicamente.
Credere che è necessario pregare per le anime del
Purgatorio ha fondamento biblico.
Noi
cattolici possiamo dunque stare tranquilli. La nostra fede
è pienamente conforme all’insegnamento biblico.