Cresima
o Confermazione
(At.
2, 2 ss.)
Un
certo Novato – scrive Eusebio di Cesarea nel 4° secolo
– spaventato per le torture che i persecutori infliggevano
ai Cristiani fermi nella loro fede, rifiutò di ricevere
il Sacramento della Cresima. Poco tempo dopo abbandonò Gesù
e la sua Chiesa. Eusebio attribuisce questa perversione
al rifiuto di rafforzare la fede con la Cresima. La
Cresima è detta anche Confermazione perché conferma
ciò che è iniziato nel Battesimo. Sembra che neppure gli
antichi eretici abbiano avuto l’ardire di negare questo
Sacramento tanto importante; invece l’hanno negato Lutero
e i Protestanti; lo conservano gli Ortodossi.
Questa
è la storia della prima Cresima: Gli Apostoli, in quel
giorno di Pentecoste, erano nel Cenacolo in preghiera insieme
alla Vergine Santa. "Venne all’improvviso dal Cielo
un rombo come di vento che si abbatté gagliardo, e riempì
tutta la casa dove si trovavano. Apparvero loro lingue come
di fuoco che si dividevano e si posavano su ciascuno di
loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito S." (1).
1.
LA CRESIMA È UN VERO E GRANDE SACRAMENTO istituito
da Gesù e promulgato dagli Apostoli.
Pietro
e Giovanni l’amministrarono a Samaria ove molti si erano
convertiti: "Essi discesero e pregarono per loro perché
ricevessero lo Spirito S.; non era infatti ancora disceso
sopra nessuno di loro; ma erano stati soltanto battezzati
nel nome del Signore Gesù. Allora imponevano loro le mani
e quelli ricevevano lo Spirito Santo" (2).
S.
Paolo, ad Efeso, l’amministrò a 12 uomini seguaci di
S. Giovanni Battista: dopo averli battezzati li cresimò:
"non appena Paolo ebbe imposto loro le mani, scese
su di essi lo Spirito Santo e parlavano in lingue e profetizzavano"
(3).
Giovanni
Paolo II spiega molto bene questo Sacramento: "La
Confermazione completa il Battesimo, perfeziona il cristiano.
L’imposizione delle mani e l’unzione con il sacro crisma
– l’olio santo di Cristo – sono i segni efficaci del dono
dello Spirito Santo. Prima di segnare la vostra fronte col
sacro crisma, stenderò le mani su tutti i cresimandi. È
il gesto che ci viene da Gesù mediante gli apostoli. Con
questo gesto è il Signore che prende possesso di voi, che
vi protegge con la sua mano; è lui che vi guida, che vi
manda in missione, come se vi dicesse: Non aver paura, Io
sono con te. E per ciascuno di voi io pronuncerò le parole:
Ricevi il sigillo dello Spirito Santo che ti è dato in dono.
Voi partecipate alla grazia di Gesù che a Nazaret diceva:
Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato
con l’unzione (4). Lo Spirito vi è stato dato perché tutto
il vostro essere cristiano sia illuminato e fortificato.
Sì, lo Spirito completa la vostra somiglianza con Cristo:
vi segna profondamente con la sua impronta (con il segno
della croce) come il bambino porta la somiglianza dei suoi
genitori e voi sapete che la croce è il segno di Cristo.
Esso (lo Spirito) diventa il vostro maestro interiore che
vi apporta costantemente la luce di Cristo per guidarvi
verso la verità tutta intera" (5).
2.
È IL SACRAMENTO DEL CAMMINO, DELLA CRESCITA, DELLA LIBERTA’.
Mentre
il Battesimo è il Sacramento della partenza, questo è il
Sacramento del cammino spirituale. E perché possiamo
camminare più speditamente, lo Spirito ci elargisce i suoi
doni: sapienza, intelletto, consiglio, fortezza,
scienza, pietà, timor di Dio: essi sono per l’anima come
i remi per la barca, come il pedale per la bicicletta. Lo
Spirito ci elargisce pure una nuova e piena effusione delle
virtù teologali: fede, speranza, carità, che sono
per l’anima come la vela per la barca, come il motore per
l’automobile. E per camminare più gioiosamente, ci viene
infuso "il frutto dello Spirito che è amore,
gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza,
dominio di sè" (6). Così nel nostro cammino saremo
segno di gioia ai fratelli, distribuiremo un sorriso a chi
è triste e vivremo le beatitudini evangeliche.
Mentre
il Battesimo è il Sacramento della nascita, questo è il
Sacramento della crescita, dello sviluppo della vita
spirituale: se corrispondiamo alla grazia sacramentale,
diventiamo consapevoli, coerenti, decisi, coraggiosi, insomma
spiritualmente adulti e grandi.
È
il Sacramento della pienezza della libertà (se trova
in noi corrispondenza), poiché ci dona la pienezza dello
Spirito Santo, e Dio ci dice: "Dove c’è lo Spirito
del Signore c’è libertà" (7). Lo Spirito diventa la
nostra guida, la nostra luce, il nostro dolce ospite, la
nostra forza: ci rende liberi e forti.
3.
È IL SACRAMENTO DELLA FORTEZZA, DEL CORAGGIO CRISTIANO.
Gesù
ci assicura: "Avrete forza dallo Spirito Santo che
scenderà su di voi" (8). S. Paolo afferma: Lo
Spirito Santo viene per rivestirvi di tutta "l’armatura
di Dio per poter resistere alle insidie del diavolo e restare
in piedi dopo aver superate tutte le prove" (9). Anche
il Vaticano II dice: "Per mezzo della Cresima
i battezzati sono arricchiti di una speciale forza dello
Spirito Santo" (10).
È
chiamato il "Sacramento del fuoco": infatti
lo Spirito che è amore del Padre e del Figlio, ci infiamma
di amore divino e fraterno, affinché tutti gli ostacoli
possano cadere e tutte le difficoltà possano essere superate
vittoriosamente poiché omnia vincit amor: l’amore tutto
vince.
Gli
Apostoli dopo la Pentecoste, che fu la loro Cresima,
furono completamente trasformati: da timidi e vili divennero
forti e coraggiosi come leoni.
Giosuè
Borsi (per citare un caso del nostro secolo scegliendo
tra migliaia), dopo una giovinezza sperperata nell’incredulità
e nell’impudicizia, riceve la Cresima con fervore, e subito
(come garanzia d’impegno) chiede e ottiene di entrare nelle
file dell’Ordine francescano secolare, e da quell’istante,
mai una sola caduta nel peccato, neppure nelle colpe veniali,
e, come dice il card. Maffi, vive e muore sul fronte di
guerra da eroe e da santo.
4.
È IL SACRAMENTO DELLA TESTIMONIANZA.
Gesù,
prima di salire al Cielo, dice: "Io pregherò il Padre
ed egli vi darà un altro Consolatore, lo Spirito di verità;
egli mi renderà testimonianza e anche voi mi renderete testimonianza"
(11). "Mi sarete testimoni a Gerusalemme e fino agli
estremi confini della terra" (12). Oggi questa testimonianza
a Cristo Dio è di estrema necessità e urgenza; lo Spirito
per mezzo di S. Paolo ci grida: "Siate irreprensibili
e semplici, figli di Dio immacolati in mezzo a una generazione
perversa e degenere, nella quale dovete splendere come astri
nel mondo tenendo alta la parola di vita" (13).
Gli
uomini non vedono Gesù, ma te; non odono la sua voce, ma
le tue parole; perciò nel tuo modo di parlare e di vivere
tu devi ovunque manifestare Gesù: il Vangelo che il mondo
ancora prende sul serio è quello che portiamo scritto nelle
nostre opere.
5.
È IL SACRAMENTO DELL’APOSTOLATO DEI LAICI.
Il
Vaticano II afferma: "Con il Sacramento della Confermazione
i fedeli, arricchiti di una speciale forza dello Spirito
Santo, sono più strettamente obbligati a diffondere e a
difendere con la parola e con l’opera la fede come veri
testimoni di Cristo" (14).
Gesù
(dice il Vangelo) non ha inviato soltanto gli Apostoli,
i Sacerdoti a evangelizzare il mondo, ma ha inviato pure
i laici rappresentati nei 72 discepoli: "Il Signore
designò altri 72 discepoli e li mandò a due a due dinanzi
a sè in ogni città e luogo" (15). Perciò, soprattutto
"oggi – come ripeteva il B. Orione – chi non
è apostolo di Gesù Cristo e della sua Chiesa, è apòstata".
Oggi
lo Spirito Santo ripete a ogni battezzato e cresimato le
terribili parole del profeta Ezechiele: "Se
tu non parli per distogliere l’empio dalla sua condotta,
egli, l’empio, morirà (ossia andrà dannato) per la sua iniquità,
ma della sua morte chiederò conto a te" (16).
Lo
Spirito ripete pure le consolanti parole di S. Giacomo:
"Se uno di voi si allontana dalla verità e un altro
ve lo riconduce, costui sappia che chi riconduce un peccatore
dalla sua via di errore, salverà la sua anima dalla morte
e coprirà una moltitudine di peccati" (17).
Lo
Spirito della nostra Cresima è il Sole dell’anima che
vuol portarci luce di fede, calore di amore, energia per
la santificazione e per l’apostolato. Se al sole si chiudono
le finestre, si rimane nel buio e nel freddo. Apriamo allo
Spirito le finestre della mente e del cuore. Trionferà in
noi come ha trionfato in schiere di vergini, in folle di
martiri, in milioni di Santi. Il trionfo sarà più sicuro
e più grande se coltiveremo una forte devozione alla Madonna,
sposa del medesimo Spirito, poiché ogni vittoria viene per
mezzo di Maria.
ESEMPIO.
Il Ven. Alberto Marvelli (nato a Ferrara nel 1918 e
morto a Rimini nel 1946). Giovane ingegnere, intelligente,
dai grandi ideali, religiosissimo, faceva meditazione e
Comunione ogni giorno, cristiano quadrato e tutto d’un pezzo
sia in chiesa come nel luogo di lavoro e nelle piazze; molto
impegnato nell’apostolato, dirigente dei giovani e dei Laureati
cattolici e della Conferenza di S. Vincenzo.
Era
pienamente convinto che il vero cristiano non deve separare
la vita dalla fede, e che tutte le scelte, anche quelle
sociali e politiche, devono tutte e sempre essere coerenti
al "Credo" religioso. Era inconcepibile per lui
che un cattolico appoggiasse partiti e gruppi con ideologie
materialiste o schierate a favore di divorzio, aborto, eutanasia,
malcostume, pornografia e simili diavolerie. Comprendeva
che il vero cristiano deve impegnarsi pure nella sociologia
e nella politica ispirata al Vangelo, poiché la politica
retta e onesta – come afferma S. Tommaso – "è arte
principalissima" e, come soggiunge Paolo VI,
"è la forma più alta ed esigente della carità".
Quindi si impegnò direttamente nella politica, affrontò
con cuore cristiano i comizi, rimanendo grande amico di
tutti, trattando cose pratiche a vantaggio specialmente
dei più bisognosi, restando ben radicato nei principi della
dottrina sociale della Chiesa. Fu Assessore Comunale all’edilizia,
Presidente della Commissione alloggi, Presidente della Commissione
riparazioni di guerra, Commissario del Consorzio Marecchia,
professore all’Istituto Industriale. Le sue preferenze erano
per i poveri ai quali nel suo Ufficio dava la precedenza.
Ha sfamato tante persone. Durante la guerra, subito dopo
i bombardamenti, che a Rimini furono molto numerosi, correva
a soccorrere i feriti, a portare provviste; arrivò perfino
a donare le scarpe che aveva nei piedi, la giacca che indossava,
i vetri della sua casa, il materasso del suo letto. Nel
1940 lasciò scritto: "Ti offro, o Gesù, la mia vita
pur di conservare la purezza sempre, a costo di ogni sacrificio,
te la offro pure per la felicità della mamma, dei fratelli,
per il Papa, per le Missioni". Gesù ha accolto questa
offerta eroica; a 28 anni, mentre in bicicletta si recava
verso Miramare di Rimini a tenere un comizio, fu travolto
e ucciso da un camion militare che procedeva a velocità
pazzesca. La sua salma è stata portata, nel 1974, dal cimitero
alla chiesa di S. Agostino attraversando le vie principali
di Rimini, seguita da molte migliaia di persone. Si spera
di venerare presto sugli altari questo meraviglioso giovane,
il quale, in un mondo avvelenato dal laicismo, dal fango
dell’impurità, dall’edonismo e dall’indifferentismo religioso,
ha saputo essere ricolmo di santo coraggio nel professare
integralmente e a fronte alta il suo grande amore a Gesù,
alla Madonna, alla Chiesa e ai fratelli, e nel fare tutte
le sue scelte in piena coerenza alla sua fede cattolica.
Così va vissuto il Sacramento della Cresima!
PROPOSITO.
Supplichiamo la Madonna affinché ci ottenga che lo Spirito
Santo della nostra Cresima operi prodigi di santità nell’anima
nostra e prodigi di conversione di tante anime mediante
il nostro doveroso apostolato.
(1)
At. 2, 2 ss.
(2)
At. 8, 15 s.
(3)
Cfr. At. 19, 1-7
(4)
Lc. 4, 18
(5)
Giovanni Paolo II, nel Camerun (11-8-85)
(6)
Gal. 5, 22
(7)
2 Cor. 3, 17
(8)
At. 1,8
(9)
Ef. 6, 11 ss.
(10)
L.G. 11
(11)
Gv. 14, 16 s.; 15, 26 s.
(12)
At. 1,8
(13)
Filipp. 2, 15 s.
(14)
L.G. 11
(15)
Lc. 10, 1
(16)
Ez. 33, 8 s.
(17)
Gc. 5, 19 s.