Il culto dei Santi
A
cura di frà Tommaso Maria di Gesù
dei frati minori rinnovati
Via alla Falconara n° 83 - 90100 Palermo - Tel. 0916730658
Non
cattolico. Iniziando
la problematica sul Culto dei Santi, voglio ricordarti quanto
scrive S. Ambrogio (Liber de Isaac et Anima; cit. da: J.
Rilliet, Le pierres d'achoppement, 1935, p.35): "Cristo
è la nostra bocca, con la quale parliamo al Padre;
il nostro occhio, con il quale vediamo il Padre; la nostra
mano destra con la quale ci offriamo al Padre. Senza questa
mediazione non c'è nessuna possibilità di
avvicinarsi a Dio, né a noi, né a nessun santo”.
Cattolico.
Certamente S. Ambrogio, uno dei più grandi dottori
della Chiesa, sapeva benissimo dei culti antichi e di quello
restaurato da Cristo nella "Sua" Chiesa. Gli era
noto che la manifestazione individuale e comunitaria del
rapporto con Dio investe un vasto insieme di istituzioni,
atteggiamenti umani interni ed esteriori, riti, pratiche
religiose, feste, oggetti, ecc. che costituiscono il culto.
Nell'A.T., a partire da Mosè, troviamo un'organizzazione
rigorosa che ha per centro l'Arca dell'Alleanza e il tabernacolo
e viene esercitato dal sacerdozio che Mosè istituì
o riformò. Le feste costituivano tempi sacri dedicati
in modo speciale al culto. Fanno parte del culto anche i
voti o promesse a Dio.
Nella storia del Culto in Israele, hanno notevole importanza
i profeti. La ripresa del culto dopo l'esilio oltre alla
lotta contro le raffigurazioni (idoli) di Jahwè (2
Cro 11,15-16) e alla introduzione di nuove feste e sacrifici
(1 Macc 4,59; Nee 13,3 1) porta a dare maggiore importanza
alla preghiera (Esdra 9,6-7; Sir 51,1-12), alla lettura
e meditazione comunitaria della legge e dei profeti (Nee
8,3; 9,3).
Nel N.T. Gesù segue fedelmente sia il culto della
sinagoga che quello del tempio, ma allo stesso tempo ne
dimostra l'incompletezza e la provvisorietà. L'incompletezza
del culto giudaico è dimostrata da Gesù col
permeare gli antichi riti di Israele con il suo spirito
di preghiera filiale (cf Mt 23,16-23), con la purezza interiore
del cuore (Mt 23,25 ss.; 5,8-23 ss.). Da parecchi testi,
come Gv 4,23-24, si desume che il nuovo culto è lo
stesso Cristo, Egli è la nuova realtà che
fa irruzione nel mondo e modifica profondamente tutta la
gamma dei rapporti con Dio: il sabato, il tempio, la stessa
celebrazione della Pasqua nella quale introduce elementi
assolutamente nuovi: il suo sacrificio, la sua presenza.
Cristo è il punto di convergenza di tutto il culto:
Egli è il nuovo Mosè, nel suo sangue è
suggellato il nuovo Patto. Egli è la vittima che
toglie i peccati del mondo, Egli, nel suo corpo glorioso,
è il nuovo Tempio (Gv 2,19 ss.). Cristo è
il solo sacerdote, unico mediatore tra Dio e l'uomo (Eb
7,11-18; 9,8-9). Cristo rinnova la lettura della Parola
di Dio e l’A.T. è letto in chiave profetica relativamente
al significato che esso assume in rapporto al Cristo (Sal
2,7-9; Is 53); le formule di benedizione vengono espresse
in nome di Gesù (Gal 6,18; Fil 4,23; 1 Cor 13,13);
gli inni hanno per tema i grandi momenti della sua esistenza
(Fil 2,6-11). Ma il centro vivo e il culmine del culto cristiano
è l'Eucaristia in quanto in essa, in forma sintetica
e visibile, si esprimono tutti gli elementi del culto: commemorazione
del passato della storia della salvezza; commemorazione
della vita, morte e risurrezione del Signore; rinnovazione
del suo sacrificio; sua presenza gloriosa; anticipo della
manifestazione finale escatologica.
Non
cattolico.
Ti ho lasciato dire tante cose perchè, se non
erro, in gran parte, hai affermato quello che dice S. Ambrogio
e che dico anch'io: Gesù è l'unico e non vi
sono altri, senza Gesù finisce anche il culto.
Cattolico.
Certo, io ho detto quello che afferma S. Ambrogio, quello
che dice la Chiesa, quello che dice anche Gesù, ma
non quello che dici tu. Infatti, tu neghi l'esistenza del
culto - secondario e subordinato a quello di Cristo - dei
santi, dell'onore che loro è dovuto, la venerazione
delle loro immagini e reliquie, la loro intercessione e
mediazione subordinata, la loro protezione. Addirittura
tu arrivi a pensare che il culto dei santi proviene dal
paganesimo, che la Chiesa propone al culto dei fedeli dei
santi che non sono mai esistiti e che i santi, così
come l'intende e li propone la Chiesa cattolica, non sono
menzionati mai nella S. Scrittura per la quale è
santo semplicemente chi è consacrato al Signore.
Anche tu credi nella "comunione dei santi", cioè
dei credenti ora viventi e di quelli che già sono
nella gloria del Padre, ma non ti senti di aderire alla
dottrina della Chiesa in merito, perchè, a tuo avviso,
il culto loro tributato li farebbe dei semidei.
Non
cattolico. Si,
io credo in questa maniera e ti sfido a dimostrarmi il contrario.
Cattolico. Il termine "Comunione dei Santi" sembra
sia stato per la prima volta inserito nei "credo"
battesimali nel sud della Gallia; e va inteso come gli scrittori
del sud della Gallia del V e VI secolo lo intendevano; dando
alla parola "Santi" il normale significato che
esso conserva oggi: gli Eletti, quelli che hanno raggiunto
il fine per il quale furono creati, nel regno di Dio.
Nel venerare i Santi di Dio, e specialmente la Madre di
Dio, noi tributiamo ad essi il dovuto onore in vista dell'eccellenza
soprannaturale che in essi riconosciamo come derivata da
Dio stesso attraverso i meriti di Gesù Cristo. La
venerazione dei santi si risolve così nella gloria
di Dio, che è meraviglioso nei suoi santi ed è
giusto che nei suoi santi sia glorificato.
Questi uomini che hanno vissuto e vivono fra noi con la
loro vita proiettano fasci di luce che illuminano le pagine
del Vangelo. Gesù Cristo diviene vivente e comprensibile
come anche la storia della Rivelazione. La santità
che Gesù volle per la "Sua" Chiesa deve
essere visibile ed eminente. Per la Chiesa fondata da Cristo
non basta la semplice santità che viene dal battesimo,
ma occorre che si tratti di santità eroica, quella
che rende veramente i fedeli "luce del mondo e sale
della terra", quella cioè che porta e dona veramente
buoni frutti. Cristo previde anche la presenza dei peccatori
come la zizzania in mezzo al buon grano e i pesci cattivi
insieme ai pesci buoni.
Giovanni Papini, scrivendo della sua conversione alla Chiesa
cattolica, affermava: “Tra le Chiese innumerevoli che si
dicono fedeli interpreti di Cristo, scelsi quella cattolica,
sia perchè essa rappresenta veramente il tronco maestro
dell'albero piantato da Gesù, ma anche perchè,
a dispetto delle debolezze e degli errori umani di tanti
suoi figli, essa è quella, a parer mio, che ha offerto
all'uomo le condizioni più perfette per una integrale
sublimazione di tutto l'esser suo e perchè in essa
soltanto mi parve che fiorisse abbondante il tipo di eroe
che ritengo il più alto: il Santo" (La Pietra
infernale Morcelliana, Brescia, 1934, pp. 162-163).
I protestanti affermano che la vera Chiesa di Gesù
è durata fino all'epoca di Costantino, e tutti i
santi che vengono dopo, che sono la stragrande maggioranza,
da quale religione hanno avuto origine? In quale Chiesa
possiamo trovare un altro San Benedetto, Bernardo, Noberto,
Domenico, Francesco d'Assisi, Anselmo, Bonaventura, Alberto
Magno, Tommaso d'Aquino, Vincenzo Ferreri, Bernardino da
Siena, Santa Geltrude, Ildegarda, Chiara, Caterina da Siena,
ecc.? E i re e i principi come santo Stefano, Luigi, Enrico,
Leopoldo, Stanislao, ecc.?
E dopo la rivoluzione protestantica, dove potremmo trovare
un S. Ignazio, Teresa, Giovanni della Croce, Francesco di
Sales, Francesco Saverio, Luigi Bertrando, Filippo Neri,
Carlo Borromeo, Vincenzo dei Paoli, Paolo della Croce, Alfonso
dei Liguori, ecc.? E dopo la rivoluzione francese dove potremmo
trovare un altro santo curato d'Ars, Giovanni Bosco, Giuseppe
Cafasso, G. Cottolengo, Teresa del Bambin Gesù, Pio
X, Maria Cabrini, ecc.?
Non
cattolico.
Ti prego ancora una volta: Bibbia alla mano, e dimostrami
quanto afferma la Chiesa cattolica. Anzi, seguiamo un ordine
e prima di tutto convincimi che l'adorazione delle immagini
dei santi, cosi diffusa nella Chiesa cattolica, non sia
una vera e propria idolatria.
Cattolico.
Uno
degli errori più comuni tra i non cattolici (eccetto
gli ortodossi) è quello riguardante le immagini e
le sculture sacre. Mi limiterò a pochi ma sicuri
accenni, invitando il lettore a completare la sua istruzione
consultando la Bibbia secondo le mie indicazioni.
Per questi errori banali e puerili (non si possono classificare
diversamente), provenienti tutti dall'ignoranza, sono moltissimi
quelli che lasciano la verità per la menzogna, credendo
di trovare in questa la verità biblica.
Il culto delle immagini, ci introduce in diverse questioni
e obiezioni mosse da quelli che vi si oppongono. I principali
problemi da chiarire sono i seguenti:
1.
Iconoclastia, (parola proveniente dal greco e che
significa "distruzione delle immagini”. E' un'eresia
che afflisse la Chiesa per 116 anni (726-842 d.C.). Fu uno
degli episodi della intromissione del potere civile nelle
questioni ecclesiastiche. In quell'epoca, in Occidente,
più vicini e meglio controllati da Roma, non vi furono
abusi; ma tra i fedeli d'Oriente vi furono degli eccessi
e si giunse anche al fanatismo nella venerazione e nel culto
delle immagini sacre. Per reprimere gli abusi, l'imperatore
Leone III L’Isaurico, usurpando alla Chiesa il diritto di
legiferare in merito, ordinò la distruzione di un'immagine
di Cristo, assai venerata. Ciò costituì l'inizio
di gravi lotte e discordie tra Papi e Imperatori. Finalmente,
dopo oltre un secolo di avversioni e lotte, nell'842 l'imperatrice
reggente Teodora ristabilì le immagini ed il loro
culto. Ci furono anche in Occidente delle ripercussioni
iconoclaste, che però finirono con i due Concilii
tenutisi a Costantinopoli nell'869 e nell'870, che diedero
l'ultimo colpo all'eresia. Questa rivisse dopo tra alcuni
gruppi ereticali (Albigesi, Valdesi, Hussiti, ecc.), ma
senza importanza ed in forma sporadica. Purtroppo, con l'avvento
del Protestantesimo, nel sec. 16° l'eresia riprese vigore.
Si sa che i movimenti non cattolici provengono, tutti, dalla
rivoluzione luterana; essi rigettano il culto delle immagini
credendo di essere coerenti con la Bibbia, mentre è
solo vero che questa non ha mai proibito le immagini in
sé e per sé.
E' bene sapere che tutti i movimenti di matrice protestante,
sono immersi nello studio della Bibbia per trovarvi tutto
ciò che possa opporsi alla Chiesa cattolica. Questo
spirito di avversione, preda del pregiudizio, è una
delle ragioni principali che fa cadere tanti fratelli nell'errore.
2.
Idolatria. Anche questa parola viene dal greco
e vuol dire culto dato a dei non esistenti, ossia agli idoli.
3.
Latria. Questo è, invece, il culto assoluto
tributato alla divinità come tale, o meglio, al Dio
unico. Latria significa, quindi, il culto di adorazione
che è dovuto al solo, unico, vero Dio, mentre il
culto dato agli "idoli", sotto qualunque forma,
diventa idolatria, cioè un errore, un peccato, una
cosa indegna dell'essere umano fatto ad immagine e somiglianza
di Dio.
Nell'A.T. idolatria significò, giustamente, il culto
reso agli dei falsi. Essa appare con il politeismo (più
dei) nelle varie civiltà antiche.
Nell'idolatria vi è una bipolarità di servitù...
Quando l'uomo abbandona il servizio di Dio, si fa schiavo
di degradanti realtà materiali, che sono, in definitiva,
gli idoli. Quanti idoli esistono ancora!...
Le immagini - sculture idolatriche sono quasi del tutto
scomparse, ma gli idoli no. Colui che si dice credente in
un Dio unico e Sommo, oggi può essere schiavo di
vari idoli, meno percepibili, ma non per questo meno pericolosi.
Ne faccio un piccolo elenco: denaro, sesso, benessere materiale,
moda e convenzioni sociali sconvenienti, ossia poco cristiane,
il lusso sfrenato, il culto esagerato per il proprio corpo
e per se stessi, la tecnica e la scienza quando pretendono
di sostituirsi a Dio, il seguire il capo di una sètta
che al posto dell'autorità di Cristo pone quella
di un uomo, generalmente ribelle alla “Verità tutta
intera", alla quale, come sappiamo, lo Spirito Santo
guida la Chiesa di Gesù.
4.
Culto di venerazione o di dulia. E' quello prestato
ai santi, e, per essi, alle immagini sacre. Da tenere presente
che il culto di venerazione (o di dulia) prestato ai santi,
in ultima analisi è culto prestato a Dio autore della
santità.
5.
Mediazione e intercessione.
a)
Mediazioni.
Nell'A.T. si riscontra qualche cosa di fermamente costante:
la trascendenza di Dio, infinitamente elevato sopra l'uomo
e sopra tutte le realtà cosmiche, ma anche la Sua
condiscendenza per cui Dio non è lontano dall'uomo
e dalla sua storia. Anzi Dio è sempre vicino all'uomo.
Dio e i Patriarchi operano senza alcun intermediario. Tuttavia
la figura misteriosa di Melchisedec che come sacerdote dell'Altissimo
benedisse Abramo (cf Gen 14,18), la scala di Giacobbe popolata
di Angeli che salivano e scendevano dal cielo alla terra
(cf Gen 28,12) proludevano ad un abbozzo del sistema di
mediazione che vigerà nella economia della salvezza.
b)
Intercessione.
Tali protagonisti (ossia Melchisedec, Angeli, ...) esercitano
la mediazione di intercessori. Teniamo presente che la mediazione
e l'intercessione si completano. Così Abramo tenta
di ottenere da Dio il perdono di Sodoma e intercede per
la salute di Abimelek di Gerar (cf Gen 18,22-32; 20,17).
Ugualmente Giuseppe è motivo di salvezza per i suoi
fratelli e per la famiglia di Putifarre (Gen 39,3).
- Con l'elezione, il popolo di Israele ha bisogno di una
maggiore quantità di mediatori che lo rappresentino
davanti a Dio. Dopo che l'esilio babilonese aveva provocato
la sgretolazione di tutte le istituzioni comunitarie, il
giudice e sacerdote Eli potè dire angosciato: "Se
l'uomo peccherà contro Jahwè, chi intercederà
per lui?” (1 Sam 2,25).
- Il primo e più grande mediatore dell'A.T. è
Mosè.
Le diverse fonti e tradizioni ci hanno trasmesso la complessa
e difficile missione mediatrice di Mosè: le mani
alzate nella preghiera mentre Giosuè combatteva contro
Amalek (cf Es 17,11).
Dopo Mosè, i Giudici e i Re, i sacerdoti ed i profeti
furono mediatori e intercessori a favore del popolo.
La mediazione-intercessione sacerdotale fu soprattutto ascendente
(dal popolo a Dio), mentre quella dei profeti (bocca di
Dio) fu principalmente discendente, come apportatrice di
rivelazione.
- Fino ad un'epoca molto tardiva, non vi sono allusioni
agli Angeli mediatori.
c)
Il termine mediatore-mediazione nel N.T. neppure
abbonda. Lo troviamo varie volte e come mediazione e come
intercessione. Mi limito a pochi esempi.
Il primo mediatore necessario, unico è Gesù,
il quale dalla Croce prega il Padre per i suoi crocifissori
(Lc 23,34), e rimette i peccati (Mc 2,5).
In Lc 7,2-10 viene raccontato l'episodio del centurione
che manda a Gesù alcuni anziani dei Giudei a pregare
di venire a casa sua per salvare un suo servo ammalato.
"Costoro giunti da Gesù lo pregavano con insistenza:
'Egli merita che Tu gli faccia questa grazia, dicevano,
perchè ama il nostro popolo..."' "Io vi
dico che neanche in Israele ho trovato una fede così
grande..." "E gli inviati quando tornarono a casa,
trovarono il servo guarito".
N.
B.: Qui vediamo l'intervento degli anziani presso
Gesù. E' facile comprendere che la mediazione unica,
necessaria di Gesù, non esclude una mediazione secondaria,
subordinata all'unica di Cristo dal quale e per il quale
ci viene tutto. Uguali intercessioni subordinate e secondarie
le troviamo anche in Gv 2,3: “La Madre di Gesù gli
disse. ‘Non hanno più vino’ "ed ottenne dal
figlio il vino ricavato dall'acqua. Anche negli Atti (12,5)
troviamo che tutta “la Chiesa pregava per Pietro",
e Pietro fu liberato dalla prigione per l'intervento di
un angelo.
Non
cattolico.
Non hai ancora finito?
Cattolico.
No. Ti prego di lasciami ancora parlare. Continuiamo a vedere
gli effetti della mediazione e dell'intercessione.
In molti passi delle lettere paoline si trova la preghiera
fatta per gli altri (es. Col 1,9-14; Rm 1,8-10 ed in Mc
1,30). In 1 Tm, 2,5 troviamo esplicitamente: "uno solo
è il mediatore tra Dio e gli uomini". Molti
sono i passi che ci parlano della mediazione di Gesù
Cristo.
In Mt 14,19 e Mc 6,39, troviamo che i discepoli fanno da
intermediari tra Gesù e la folla nella distribuzione
dei pani moltiplicati. Mai come in Gesù si sono accostati
tanto Dio e l'uomo. Gesù essendo "Mediatore
unico e perfetto”, nessuno può sostituirlo.
Non
cattolico. Dunque
sei d'accordo con me: Gesù è l'unico e insostituibile
mediatore.
Cattolico.
Si sono d'accordo, però tu non vuoi comprendere che
Egli ha lasciato PROLUNGATORI DELLA UNICA MEDIAZIONE I DISCEPOLI,
i quali continuano nel nel mondo “fino alla consumazione
dei secoli” la Sua opera di salvezza come responsabili della
parola, della Chiesa, dei Battesimo, della Eucaristia, del
perdono dei peccati, ecc.
Non
cattolico.
Le tue risposte non mi convincono.
Cattolico.
Per meglio comprendere l'intercessione e la mediazione,
dobbiamo considerare e capire un altro articolo della nostra
fede: la comunione dei Santi, inserito nel Simbolo apostolico
nel V sec. circa.
Natura
della Comunione dei Santi.
Per
essa tutti i fedeli formano il Corpo Mistico di Gesù
Cristo e profittano del bene che è e si fa nel Corpo
stesso ... purchè non siamo impediti dall'affetto
al peccato. Anche il male (= peccato) si ripercuote su tutto
il Corpo Mistico.
Certamente da questa unità sgorga la solidarietà.
Questa solidarietà già compare nell'A.T.:
la salvezza di Sodoma dipende da dieci giusti (Gen 18,23-33);
la vittoria del popolo ebraico contro gli Amaleciti a Raphidim
è in relazione con le semplici mani alzate di Mosè
(Es 17,8-16); lo stesso peccato originale è indice
della solidarietà di tutti gli uomini con Adamo,
giacchè in lui tutti peccarono (Rm, 5,12).
Nel N.T. la solidarietà è continuamente raccomandata.
Basta ricordare la preghiera sacerdotale di Gesù
(Gv 17,21-24) al Padre perchè tutti siano uno! ...
Tale solidarietà si estese, nella primavera della
Chiesa, anche alla Comunione dei beni materiali (At 4,32-37).
S. Paolo spesso parla della Chiesa come Corpo di Cristo
(Ef 1,23; Col 1,24) e 164 volte ci fa notare il nostro inserimento
in Cristo. Vi sono molte membra ... ma il corpo è
uno solo ... così tutti in Cristo (cf 1 Cor 12,4-12;
20,20-26).
Non
cattolico. Dici
quello che vuoi, io ho bisogno solo di Cristo.
Cattolico.
Anch'io ho bisogno di Cristo. Ma ascoltami. Ho ancora qualcosa
da dirti sulla preghiera mediatrice. L’Apostolo Paolo domanda
ai fedeli orazioni per sè e per gli altri (Rm 15,30;
Ef 6,18-19).
In 1 Tm 2,1-6, dice: "... la preghiera infatti, è
cosa buona e accetta al Salvatore nostro Dio, il quale vuole
che tutti gli uomini si salvino e giungano alla cognizione
della verità”.
La preghiera dei fedeli è utile non soltanto ai vivi,
ma giova pure ai morti. Perciò l'Apostolo, riconoscente
per i benefici ricevuti dal defunto Onesiforo, cristiano
di Efeso, per lui prega “che il Signore gli doni di trovare
misericordia presso Dio in quel giorno" (2 Tm 1,18).
S. Giacomo insiste: “Pregate l'uno per l'altro per essere
salvi; molto può la preghiera intensa del giusto"
(Gc: 5,16).
Da
quanto detto, e conoscendo ormai bene la distinzione tra
adorazione e venerazione, possiamo dedurre che la parola
"pregare", intesa nel senso vero e profondo, definisce
essenzialmente il nostro modo di rivolgerci a Dio. Non si
possono pregare i Santi nello stesso modo con cui si prega
Dio. Essi sono più vicini a Dio, e, quindi, possono
intercedere efficacemente presso di Lui per noi. Infatti,
i Santi sono in cielo con Cristo: “Chi ama la propria vita
la perderà. Chi è pronto a perdere la propria
vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna.
Se uno mi vuol servire mi segua, e dove sono io ci saranno
anche quelli che mi servono. E CHI SERVE ME SARA’ ONORATO
DAL PADRE" (Gv 12,26).
QUANTO ONORE, VENERAZIONE, RISPETTO, AMORE NON DOVREMO DARE
NOI Al GIUSTI SANTI SE IL PADRE CELESTE LI ONORA?
Gv 17,24: “Padre, voglio che dove sono io siano anche quelli
che tu mi hai dato, perchè vedano la gloria che Tu
mi hai dato: Infatti, Tu mi hai amato prima della creazione
del mondo".
2 Cor 5,6-8: "Coraggio, dunque. E' certo che finchè
viviamo in questa vita terrena siamo lontani da Casa (Paradiso),
lontani dal Signore... Però abbiamo fiducia e preferiamo
lasciare questa vita pur di essere vicini al Signore".
Fil 1,23-34: “Sono spinto da opposti desideri: da una parte
desidero lasciare questa vita per essere con Cristo, e ciò
sarebbe certamente per me la cosa migliore; dall'altra è
molto più utile per voi che io continui a vivere
.
Questa intercessione o mediazione dei Santi NON INTACCA
MINIMAMENTE la posizione di Gesù Cristo quale unico
mediatore fra Dio e gli uomini (1 Tm 2,5). Infatti tutte
le preghiere che sono rivolte a Dio - comprese quelle della
intercessione dei Santi - sono tutte rivolte a Lui per mezzo
del nostro Signore Gesù Cristo". Così
ha sempre pregato e continua a pregare la S. Madre Chiesa.
Queste precisazioni restano sempre vere, anche quando un
fedele, per ignoranza o per semplicità, dovesse intendere
o fare diversamente. La Chiesa interviene ed è sempre
intervenuta per correggere qualunque deviazione al riguardo.
Non
cattolico.
Ho ancora molte perplessità.
Cattolico.
Per chi non fosse ancora convinto, possiamo citare Eb 12,22
ss., dove i cristiani viventi in terra sono considerati
non solo uniti con Dio e con Gesù, ma anche con gli
altri “spiriti dei giusti portati alla perfezione” e con
"miriadi di angeli" ai quali si sono accostati.
Questa comunità di creature celesti e terrene forma
la Comunione dei Santi. Gli uomini che vivono in terra sanno,
per fede, di adorare Dio unitamente agli Angeli e agli uomini
che non sono ancora in cielo.
Paolo, come abbiamo già visto (cf 1 Tm 2,1-6) insegna
la dottrina della intercessione. Egli aggiunge che la preghiera
per gli altri (di intercessione) è una cosa bella
e gradita a Dio... perchè i lontani possano avere
piena conoscenza del vero Dio e dell'unico Mediatore Gesù
Cristo. Quindi tutti i fedeli possono e devono concorrere
con la preghiera e con le buone opere perchè Cristo
sia conosciuto e possa applicare la Sua Mediazione a tutti
gli uomini.
S. Paolo, sempre coerente, scrive: "... sono lieto
delle sofferenze che sopporto per voi e completo nella mia
carne quello che manca ai patimenti di Cristo a favore del
Suo Corpo che è la Chiesa" (cf Col 1,24). Gesù
non è Lui l'unico mediatore? E cosa può apportare
di bene Paolo al Corpo di Cristo che è la Chiesa?
E' presuntuoso Paolo? E allora? Non dimentichiamo mai che
qualunque intercessione-mediazione è sempre secondaria
e subordinata a quella, di Cristo.
Nel Libro di Giobbe (42,8), troviamo: "Prendete dunque
sette vitelli e sette montoni e andate dal mio servo Giobbe
e offriteli in olocausto per voi; il mio servo Giobbe pregherà
per voi, affinchè io, per riguardo a lui, non punisca
la vostra stoltezza...".
Tutti possiamo e dobbiamo concorrere alla salvezza degli
altri (la moglie fedele santifica il marito infedele...
e viceversa (cf 1 Cor 7,14).
Questo insegna la S. Scrittura e questo insegna da sempre
la Chiesa.
Un autore anonimo dell'8° sec., in una omelia su S.
Gennaro così si esprime: “... E' giusto che godiamo
ed esultiamo nel Signore nostro Dio... Grande è la
gloria dei martiri, grandiosa e splendente la loro corona.
Gli Angeli e tutti i cori celesti li ammirano: li ama Cristo,
li onora il Padre (cf Gv 12,26), li illumina lo Spirito
Santo... Essi sono gli imitatori di Cristo, i suoi coeredi...
compartecipi della Sua gloria... E noi dobbiamo sempre ricordare
le loro virtù e cantare le loro lodi. Infatti “preziosa
al cospetto del Signore è la morte dei suoi fedeli”
(Sal 115,15); “Il Signore preserva tutte le loro ossa...”
(Sal 33,21). Chi nega tutto ciò è in contrasto
con le parole di Dio: “Beati d'ora in poi i morti che muoiono
nel Signore” (Ap 14,13), e con quello che dice il profeta:
“Di nuovo vivranno i tuoi morti” (Is 26,19). E ancora: “Questi
sono coloro che sono passati per la grande tribolazione...
e stanno davanti al Trono di Dio...” (Ap 7,14-15). Per i
suoi meriti e i suoi benefici il suo corpo è degnamente
onorato ... per le sue preghiere meritiamo di essere purificati
dai nostri peccati... e ci gloriamo nel nostro Signore Gesù
Cristo”.
Non
cattolico. Risulta
dalla S. Scrittura che l'intercessione è fatta soltanto
da persone viventi su questa terra.
Cattolico.
E' vero che la S. Scrittura ci narra molti episodi di viventi,
ma non é meno vero, perchè ancora più
logico e giusto, che l'intercessione, dopo la vita terrena
di Cristo, si sarebbe realizzata per mezzo di chi vive e
prega quaggiù, ma molto di più per mezzo dei
fedeli passati nella vita eterna e che sono presso Dio a
goderne la beatitudine. Senza continuare a far troppe discussioni,
sarà bene mettere sotto gli occhi dei dubbiosi, cattolici
o non, alcuni passi della Bibbia, che confermano la prassi
e l'insegnamento della Chiesa cattolica.
- Quelli che sono già al cospetto di Dio, morti per
la fedeltà alla Parola di Dio, gridano a gran voce:
Fino a quando, o Sovrano Santo e Verace, non scendi in giudizio
e non vendicherai il nostro sangue?" (Ap 6,9- 10);
- “I Santi che sono in cielo con le loro preghiere riempiono
di profumi i vasi d'oro che salgono continuamente al trono
dell'Agnello" (Ap 5,8);
- “Io preparo un Regno per voi, che avete perseverato con
me nella prova, perchè possiate mangiare e bere alla
mia mensa" (Lc 22,28-30);
- “Chi perderà la propria vita per me e per il Vangelo
la salverà, dice il Signore" (Rm 8,35);
- "Né morte, né vita, né alcuna
altra creatura potrà mai separarci dall'amore di
Cristo" (Rm 8,38-39);
- “Venite, benedetti dal Padre mio, prendete possesso del
regno preparato per voi fin dall'origine del mondo"
(cf Mt 25,24);
- “Al vincitore darò da mangiare dell'albero della
vita che si trova nel Paradiso di Dio" (Ap 2,7);
- “Questi sono i Santi che hanno vinto... per questo regnano
con Cristo in eterno" (Ap 12,11);
- "Se moriamo con Cristo, vivremo anche con Lui; se
con Lui perseveriamo, con Lui anche regneremo" (2 Tm
2,11-12);
- “Beato il servo che il Signore al suo ritorno troverà
vigilante; in verità vi dico, gli affiderà
tutti i suoi beni" (cf Mt 24,46-47);
- “Questo è il servo saggio e fedele, che il Signore
ha posto a capo della sua famiglia, per distribuire il cibo
a tempo opportuno" 12,42);
- “I popoli proclamano la sapienza dei santi, e la Chiesa
ne celebri le lodi, il loro nome vivrà in eterno"
(cf Sir 44,15.14);
- “I saggi rifulgeranno come lo splendore del firmamento;
coloro che insegnarono a molti la giustizia brilleranno
come stelle per sere" (cf Dn 12,3).
Mi
fermo qui, perchè la lista delle citazioni può
ancora continuare a mostrarci che Dio non ha nessuna difficoltà
ad affidare ai suoi servi fedeli “tutti i suoi beni” (non
certo quelli terreni che sono effimeri e si consumano ma
quelli del Suo Regno, ossia le grazie ottenute per la loro
intercessione presso il trono dell'Agnello. Dunque, beni
che essi, ricevuti dall'unico mediatore necessario ed indispensabile,
possono distribuire a tempo opportuno. Si, essi possono
far questo perchè vivono in eterno insieme a Gesù,
per sempre, nel Santo Paradiso.
Non
cattolico.
Tu parli ed io penso a tante cose che ritengo contrarie
alle tue affermazioni.
Cattolico.
Sappi,
come già t'ho detto tante volte, che l'intercessione
dei Santi è sempre secondaria e subordinata alla
mediazione necessaria di Gesù. Cerca di comprenderlo.
L’Apocalisse ci aiuta molto a capire questa questione quando
ci dice: “... E sali il fumo dell'incenso con le preghiere
dei Santi, dalla mano dell'Angelo a Dio" (Ap,8,4).
La Comunione dei Santi, come già ho detto, ci potrà
far meglio capire tutte queste cose.
C'è addirittura, tra gli erranti, chi vorrebbe proibirci
di rivolgerci (con la preghiera) finanche a Gesù.
Infatti, dicono i Testimoni di Geova: “Geova vuole che rivolgiamo
a lui le nostre preghiere, non ad altri. Gesù non
insegnò agli apostoli a pregare lui stesso, né
la madre sua umana Maria, né alcun'altra persona...
perchè dunque dovremmo rivolgerci a qualche persona
inferiore?" (Dal libro La verità che conduce
alla vita eterna, p. 152). Gesù, come si esprimono
i TdG è persona inferiore!... Ma i TdG. sulla preghiera
dicono molte altre inesattezze, come: Dio non richiede una
certa posizione quando si prega, che è bene ritirarci
privatamente in preghiera, che non approva l'uso delle medesime
parole ripetute più volte... (l.c.p., 155).
A tutte queste obiezioni rispondiamo:
- Quando Gesù insegnò la preghiera (Mt 6,9-13),
non escluse che essa possa essere rivolta a Lui stesso e
a Sua Madre. Gesù non disse: “Noi preghiamo così:
Padre nostro...", ma: “Voi pregate così...",
volendo mostrare che Egli non si escludeva in quel "nostro”
, perchè era Dio.
- Non disse Gesù: “Se mi domandate qualche cosa nel
mio nome io la farò?” (Gv 4,13; 15,16; 16,23-26).
Anzi, la Bibbia ci mostra che Gesù accetta il "culto
religioso" in quanto permette la prostrazione ai suoi
piedi che, secondo l'opinione giudaica e cristiana è
dovuta al solo vero Dio (cf At 10,26; Ap 19,10; 22,9; Mt
15,25; 28,9-17, ecc.). Gesù, dunque, esige per sè
la medesima adorazione che è dovuta al Padre: "...
Affinchè tutti onorino il Figlio come onorano il
Padre" (Gv 5,23; Eb 1,6).
- Si, Gesù non ha mai detto esplicitamente “pregate
e me e mia madre", però i fatti dimostrano che
Egli fu pregato molte volte, specialmente dagli ammalati
(cf Gv 4,47; Mt 8,2; 9,18; Mc 5,23; Lc 5,12; ecc.).
- Maria stessa si rivolse a Gesù e Lo pregò
così: “Non hanno più vino" (Gv 2,3).
E donde scaturiscono le nostre preghiere a Maria, Madre
di Gesù, Dio e Uomo? Donde gli attributi che - come
nelle litanie lauretane - le indirizziamo per riconoscerne
le virtù, che ci sono di esempio? Dalla S. Scrittura,
naturalmente, che ci offre la base del nostro culto.
Qualche esempio:
- “Ti saluto, o piena di grazia" (Lc 1,28);
- “Benedetta tu fra le donne, e benedetto il frutto del
tuo grembo” (Lc 1,42);
- “Ecco che da ora... tutte le generazioni mi chiameranno
beata" (Lc 1,48);
- "... beato il seno che ti ha portata..." (Lc
11,27); ecc.
Prendo anche qualche passo dell'A.T.:
- Gen 3, 15: “Io porrò inimicizia tra te e la donna...”.
- Is 7,14: "... Ecco, la Vergine partorirà l'Emmanuele...";
- Is 9,5: "Perchè un bambino è nato per
noi... che è... Dio potente, Padre per sempre, Principe
della pace".
Concludo con la visione dell'Apocalisse 12,1... in cui Maria
è vista vestita di sole, coronata di 12 stelle con
la luna sotto i piedi.
Quanto è grande questa Madre dell'Uomo-Dio!.
Completo
con qualche altra riflessione il giusto senso della preghiera.
E' vero che Gesù non prescrive posizioni, perchè
esse sono spontanee e, quindi, possono essere tutte buone
ed accette se partono da un cuore puro e sincero. Infatti,
Dio non guarda l'esteriore ma l'interno e la retta intenzione.
Ha sgridato i farisei ipocriti che, per farsi vedere dagli
altri, pregavano con ostentazione ed in pubblico, e perciò
imitavano i pagani con parole ripetute senza amore ed umiltà
(Mt 6,5- 7-8). Ma è lo stesso Gesù che ci
dice che "dove sono due o più congregati nel
mio nome, io sono, in mezzo a loro" (preghiera pubblica
o comunitaria) e che con una parabola (il giudice iniquo
e la vedova: Lc 18,1 ss.), ci raccomanda “la necessità
di pregare sempre, senza stancarci".
Non
cattolico.
Io sono ancora convinto che il culto delle immagini,
delle reliquie e delle prostrazioni è idolatria vera
e propria.
Cattolico.
Dopo tutto quello che ho detto sembrerebbe inutile trattare
ancora questo argomento. Eppure è necessario. Esso
rappresenta il cavallo di battaglia di quasi tutti i non
cattolici. Con questo argomento, complice l'ignoranza, l'errore
si diffonde e lascia l'errante nella convinzione di avere
scoperto una verità biblica: il culto delle immagini
sacre è idolatria. Questo grave errore, già
condannato da secoli dalla Chiesa, è riapparso col
protestantesimo e oggi è divenuto forte pregiudizio
in tante sette.
Dire che la Bibbia proibisce le immagini sacre ed il loro
culto è una menzogna ed una puerilità. E'
vero, però, che la Bibbia proibisce insistentemente
l'idolatria, e cioè
adorare immagini o sculture di idoli al posto di Dio.
Tra gli antichi popoli c'era l'idea che l'immagine degli
dei (erano politeisti) si identificasse con le loro persone,
avessero virtù divine e che, quindi, fossero oggetto
di culto e di adorazione. Purtroppo gli Ebrei, che vivevano
tra popoli politeisti ed idolatri, erano continuamente esposti
alla idolatria, e spesso cadevano in questo peccato. Oggi,
nella società delle immagini, è inconcepibile
che ci siano ancora sètte e persone che pensino come
gli antichi. Eppure ce ne sono!
... Il loro errore proviene e dal non aver capito la Bibbia
e dalla grande avversione che nutrono verso il Cattolicesimo.
Il comandamento valido per tutti i tempi è questo:
“Non avrai altri dei davanti a me". Ma poichè
gli Ebrei di quell'epoca non erano capaci di mettere in
pratica il "non avrai altri dei davanti a me"
senza il “non ti fare alcuna immagine", essi dovevano
osservare entrambi i comandi di Dio allo scopo di evitare
l'idolatria.
Oggi, molti non cattolici, accusano la Chiesa di avere modificato
e alterato il primo comandamento. Ma essi dimenticano che
Gesù è l'autore ed il perfezionatore della
fede (Eb 12,2), e se Mosè ci portò la Legge,
per Gesù è venuta la Grazia e la Verità
(Gv 1, 17). Egli ci ha esplicitamente insegnato: "Amerai
il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la
tua anima, con tutte le tue forze” (Mt 22,37). E basta.
Questo comandamento è dato da Gesù in un contesto
storico evidentemente diverso da quello di Mosè.
Non
cattolico.
Sebbene tu abbia detto già tanto su questo argomento,
ti prego di darmi qualche ulteriore chiarificazione.
Cattolico.
Volentieri. Continuerò con altre precisazioni.
Devi sapere che la Chiesa di Dio, ossia la Chiesa una, santa,
cattolica, apostolica-romana, ha agito, agisce ed agirà
sempre secondo la tradizione cristiana-apostolica e strettamente
legata alla S. Scrittura.
Il testo biblico che ha indotto e induce ancora nell’errore
tanti fratelli, e solo per ignoranza, è principalmente
il seguente:
Es 20,3-5, che suona così: “Non avrai altri dei di
fronte a me. Non ti farai idolo né immagine alcuna
di ciò che è lassù nel cielo né
di ciò che è quaggiù sulla terra, né
di ciò che è nelle acque e sotto terra. Non
ti prostrerai davanti a loro e non li servirai, perchè
io, il Signore, sono il tuo Dio, un Dio geloso, che punisce
la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta
generazione, per coloro che mi odiano..." (cf anche
Es 25,10; 37,7; Gios 3,5; 6,11; ecc.). Vedi pure Dt 7,15:
“darai alle fiamme le sculture dei loro dei ... perchè
sono un abominio per il Signore tuo Dio" (cf anche
Lev 26,1, ecc.).
Da notare che quasi tutte - o tutte - le Bibbie non cattoliche
hanno eliminato “non ti farai idoli e scrivono invece: “non
ti farai immagine alcuna". Si sa che le immagini proibite
sono soltanto quelle raffiguranti idoli.
E' chiaro, perciò, che Dio proibisce l'idolatria
e non l'uso delle immagini: "Non volgetevi agli idoli...”
(Lev 19,4).
Quando invece il pericolo dell'idolatria non c'è,
ecco che il Signore comanda: "Farai due cherubini d'oro
in lavoro battuto alle due estremità dell'Espiatorio"
(Es 25,18). In Nm 21,8-9 troviamo: "Fa un serpente
bruciante e mettilo su un vessillo; chi, dopo essere stato
morso, lo guarderà vivrà".
Mosè fece un serpente di bronzo. C'è contraddizione
negli ordini divini? No, certamente, perchè "Era
salvo, infatti, chi si volgeva a quello (il serpente): non
per la cosa riguardata, ma per te (Dio), Salvatore di tutti"
(Sap 16,7 ). E' chiaro che il serpente rappresentava la
potenza miracolosa di Dio.
Ma quando si riaffaccia un pericolo di idolatria, Dio interviene
e ordina la distruzione del serpente stesso (cf 2 Re 18,43).
Salomone nella costruzione del tempio, oltre ai grandi cherubini
(1 Re 6,2-29), fece scolpire anche buoi e leoni (1 Re 7,25-29).
Per tutte queste cose il Signore lodò Salomone (1
Re 9,3).
Gli Ebrei già da molti secoli hanno compreso tutte
queste cose. Gli attuali anticattolici non ancora! E si
tratta di cose semplici ed elementari, ma che molti fratelli
separati non riescono più a capire, principalmente,
ripeto, per ignoranza e poi per i pregiudizi e la forte
avversione al Cattolicesimo che vengono in essi inculcati
a modo di strumentalizzazione. Molti vengono... "convinti"
che i cattolici "adorino le immagini”, anche so chi
li istruisce sa che la Chiesa non adora, ma soltanto onora-venera
i santi e le immagini sacre, con un culto relativo, cioè,
con un culto che è diretto a Dio tramite i suoi santi
e le immagini che li rappresentano. Ma il "non cattolico"
"DEVE SAPERE CHE I CATTOLICI ADORANO LE IMMAGINI E
LE STATUE". Questo è quello che viene insegnato
ai fratelli da noi separati. La parola adorazione è
messa nella loro testa ed è confusa, mescolata con
le altre parole immagini e statue. Cosi l'errore diviene
convinzione e passa per scienza biblica!... E gli ignoranti
ci cascano...
I primi cristiani praticavano il culto delle immagini, come
risulta dalle catacombe che ci hanno fatto conoscere immagini
di Cristo e della Madonna con Bambino in braccio.
Non
cattolico.
Non vorrai dirmi che anche il prostrarsi davanti alle immagini
sia esente dal peccato di idolatria?
Cattolico.
Anche
qui, come ho detto per le devozioni e per il culto in genere,
bisogna guardare le intenzioni. E sappiamo che solo Dio
può penetrare le coscienze ed i cuori. Di fatto,
scorrendo la Bibbia, vi troviamo 215 prostrazioni nell'A.T.
e 57 nel N.T. Spesso sono prostrazioni ed inchini dinanzi
a semplici creature, ma mai viene accusato di idolatria
colui che li ha praticati.
Qualche esempio:
- 2 Re 1, 13: "Per la terza volta il re (Acazia) mandò
da Elia un ufficiale... egli si inginocchiò davanti
a Elia e lo supplicò...";
- 1 Re 1, 16: " ... Betsabea si inginocchiò
e si prostrò davanti al re...";
- Ap 19, 10: “mi prostrai ai piedi di un angelo";
- Ap 22,8: "mi prostrai in adorazione ai piedi dell'angelo";
- Gdc 8,27: “Tutto Israele si prostrò davanti all'efod”;
- Gen 33,3: “Egli (Giacobbe) passò davanti a loro
e si prostrò sette volte fino a terra, mentre andava
avvicinandosi al fratello” (Esaù);
- Gen 42,6: "... i fratelli di Giuseppe gli si prostrarono
davanti”;
- Es 18,7: “Mosè si prostrò davanti al suocero".
Non credo che sia il caso di continuare negli esempi: la
Bibbia ce ne fornisce tanti!
Do
qualche altra delucidazione sulla questione delle reliquie,
del culto dei Santi e delle immagini.
Non
cattolico.
Il culto delle reliquie neppure è idolatria?
Cattolico.
Anche su questo ti rispondo che i fratelli non cattolici
ci dicono che le reliquie sono "superstizioni dei papisti".
Noi, invece, ci proponiamo di aiutare fraternamente tutti
i fratelli di fede ed anche quelli non cattolici a vedere
con più chiarezza certe questioni e problemi religiosi
e biblici.
Cerco di evitare commenti polemici ed entro subito in argomento
col confronto biblico.
-
Es 13,19: “Gli Israeliti, uscendo dall'Egitto portarono
via le ossa di Giuseppe"
- 2 Re 13,21: “Un morto fu richiamato in vita a contatto
delle ossa di Eliseo".
- 2 Re 2,13 -14: "Eliseo operò un miracolo col
mantello di Elia. Percosse il mantello sulle acque che si
divisero ed Eliseo passò il Giordano all’asciutto".
- At 19,12: “I cristiani di Efeso imponevano ai malati fazzoletti
e grembiuli che erano serviti a Paolo nel lavoro: “Si portavano
via per gli infermi fazzoletti e grembiuli usati da lui;
le infermità scomparivano e uscivano le potenze maligne".
- E che dire di Pietro al quale il Signore aveva concesso
il potere di far miracoli anche con la sola sua ombra?
- In At 5,12-16, leggiamo: "Molti miracoli e prodigi
avvenivano fra il popolo per opera degli Apostoli...".
"... portavano gli ammalati nelle piazze, ponendoli
su lettucci e giacigli perchè, quando Pietro passava,
anche la sola sua ombra coprisse qualcuno di loro... e tutti
venivano guariti".
A
questo punto mi domando: I fratelli cattolici, si accertano
della verità biblica e cristiana, prima di farsi
confondere le idee? E i fratelli non cattolici, prima di
ficcarsi nella testa tanti pregiudizi, hanno interrogato
rettamente e onestamente la S. Scrittura o persone competenti
(la Chiesa di Dio) in merito alle loro opinioni religiose?
Sulla questione delle immagini ormai sappiamo che i non
cattolici interpretano la S. Scrittura a modo loro, cioè
secondo quello che essi vogliono dimostrare in base al loro
"credo". Un esempio: la frase biblica: "camminiamo
per fede e non per visione", diventa: “basta la fede
per andare a Dio, non occorrono le immagini per raffigurarcelo"
(cf la rivista dei TgG "Svegliatevi”, Ed. Italiana
pag. 28 del 22.1.1971).
S. Paolo dice precisamente: "Così, dunque, siamo
sempre pieni di fiducia e sapendo che finchè abitiamo
nel corpo siamo in esilio lontano dal Signore, camminiamo
nella fede e non ancora in visione. Siamo pieni di fiducia
e preferiamo andare in esilio dal corpo ed abitare presso
il Signore" (cf 2 Cor 5,6-8). Altrove i TdG. dicono:
“Gli uomini cominciarono anche ad adorare alcune ossa, pezzi
di legno, abiti e simili che chiamarono 'reliquie"'.
Si credette che esse fossero sante o avessero potere, perchè
si riteneva che fossero appartenute a qualcuno che poteva
essere stato santo o meno. In tutti questi modi gli uomini
cambiarono la verità di Dio in menzogna, e adorarono
la creazione invece di Colui che creò” (cf Rm 1,25).Tutta
questa apostasia dalla vera credenza e opera diede luogo
alla formazione della Chiesa cattolica romana" (Dal
Paradiso perduto al Paradiso riconquistato, 1958). Questa
lunga citazione geovista, da S. Paolo (Rm 1,25) ci è
recata con queste parole: "... poichè essi hanno
cambiato la verità di Dio con la menzogna e hanno
venerato e adorato la creatura al posto del Creatore, che
è benedetto nei secoli. Amen".
Non vi sembra, cari fratelli e sorelle che mi leggete,
che questi voluti cambiamenti spesso finiscono nel ridicolo?
Come in 2 Cor 5,6-8 non c'entrano le immagini, così
in Rm 1,25 non c'entrano le reliquie, perchè S. Paolo
sta parlando dei pagani, oggetto dell'ira di Dio.
Chi conosce il geovismo e le sue origini, la sua
dottrina, le sue aspirazioni e attese materialistiche, può,
senza smentirsi, rivolgere le parole del libro citato, agli
stessi TdG.
Ho voluto citare questi due casi di alterazione biblica
dei TdG. perchè tutti si possano rendere conto dove
si può giungere quando si è fuori della Chiesa
di Dio, dove la Comunione dei Santi è una delle verità
e realtà più confortanti. E se i giusti sono
stati, sono e saranno sempre graditi a Dio quando sono pellegrini
sulla terra, quanto più lo saranno quando saranno
dinanzi al trono di Dio, quando cioè lo vedranno
“In visione”, ossia faccia a faccia?”.
Da Dio essi vengono illuminati e con Lui regnano e regneranno
nei secoli dei secoli (cf Ap 22,3-5). Le loro preghiere
salgono a Lui gradite come profumi (Ap 5,8; 8,3-4). Non
ha detto Gesù che chi avrebbe avuto fede in Lui,
avrebbe fatto le Sue opere e anche di più grandi?
(cf Gv 14,12). O che avrebbe addirittura potuto spostare
i monti con la sua fede? (Mt 21,21). Non commettiamo un
peccato di omissione se non onoriamo la Madre di Gesù,
o quei servi di Cristo che lo stesso Padre Celeste onora?
(Gv 12,26). Sono tutti questi giusti, in terra o in cielo,
in opposizione a Dio, o non ne sono la migliore illustrazione?
L’idolo (vedi i vari fondatori umani delle varie sètte)
prende il posto di Dio, invece i Santi ci portano
a Dio e più di tutti Maria perchè madre dell'Uomo-Dio,
Gesù.