Quali
differenze ci sono tra la meditazione "occidentale"
e quella zen?
La
meditazione "occidentale" consiste generalmente
nel riflettere su un'idea, su un testo scritto, per cercare
di comprenderlo, di vederne i nessi logici e le possibili
applicazioni alla realtà concreta. In campo religioso,
la meditazione è una riflessione prolungata su un'idea
o un fatto di natura religiosa, su un testo della Sacra
Scrittura, per cercare di comprenderlo con l'intelligenza,
gustarlo col cuore e applicarlo alle circostanze della propria
vita, per conformare il proprio modo di pensare e i propri
comportamenti a quanto si è meditato. Poiché
ci si rende conto che con le proprie forze non si può
realizzare nella propria vita quanto si è meditato,
spontaneamente la meditazione si risolve in colloquio con
Dio, sia per lodarlo e ringraziarlo di quanto ci ha detto
attraverso la meditazione della sua parola, sia per chiedergli
la grazia di compiere quanto egli ha fatto conoscere nella
meditazione.
E
la meditazione "zen"? In che cosa consiste?
Risponde
D. T. Suzuki: "Per meditare, l'uomo deve concentrare
il suo pensiero su qualcosa, ad esempio, l'unicità
di Dio o il suo infinito amore o la temporaneità
delle cose. Ma questo è proprio quanto lo zen respinge"
(ivi, 43). Infatti la meditazione zen vuole svuotare la
mente da ogni pensiero, da ogni affermazione e da ogni negazione,
da ogni elaborazione concettuale per giungere al puro vivere,
al puro essere, spoglio di ogni determinazione: "Ciò
che lo zen aspira a cogliere nel suo modo più vivido
e diretto è il fatto fondamentale della vita nel
suo darsi [...]. Una volta che l'uomo l'abbia raggiunto
in profondità, una pace assoluta subentra nella sua
mente ed egli vive come dovrebbe vivere" (ivi,
47), cioè "vive", "è",
semplicemente.
Pace
che come vedremo insieme è un concetto lontano migliaia
di anni luce dal concetto di pace Cristiana, dalla Vera
Pace di Cristo, la pace buddhista è piuttosto una
forma di quiete prolungata, che più o meno suona
così…"non faccio nulla, sto in silenzio
dunque sto in pace". Sappiamo bene che la vera
pace non consiste in questo! La pace di Cristo non consiste
nello stare in silenzio davanti ad un muro, o a spegnere
la mente, ma nasce dall'Amore di Dio, dal cuore stesso di
Dio che ci invita instancabilmente ad amare i fratelli,
con la preghiera, la penitenza, la carità!!! Altro
che quiete!!!
La
meditazione zen perciò tende a porre la mente in
uno stato di perfetta immobilità e incoscienza.
Per
abolire il pensiero logico, ci sono tre mezzi.
Il
primo è lo shikantaza, praticato dallo zen
soto: esso significa "stare quietamente seduti senza
fare nulla". Si tratta di fare zazen di fronte a un
muro: "Immobili come una roccia. / Pensate al non-pensiero.
/ Come pensare al non-pensiero? / Non pensando". Come
fare? Non compiere alcuno sforzo per bloccare i pensieri
che inevitabilmente vanno e vengono, ma lasciare che la
mente si calmi e poi si fermi da sola.
Il
secondo mezzo per abolire il pensiero è
la concentrazione sulla respirazione. Con questo metodo
si elimina ogni altra preoccupazione e si raggiunge la pace
interiore.
Il
terzo mezzo per svuotare la mente dal pensiero
razionale è l'uso del koan. Il koan è un aneddoto
che non ha un senso logico oppure è una domanda a
cui non si può rispondere in maniera sensata.
Conclusioni
In
questo itinerario il contemplativo dello zen traversa il
vuoto e il nulla, abbandonando pensieri, immagini e giunge
a uno stato psichico provocato artificiosamente mediante
diverse tecniche. Invece, nella mistica cristiana, "l'incontro
con Dio - che è incontro con il Dio uno e trino nella
luce della fede - non potrà mai essere ottenuto per
mezzo di una qualsiasi tecnica o sforzo umano: esso è
dell'ordine del dono gratuito.
È
qui che appare ciò che separa più radicalmente
le due mistiche che molti purtroppo confondono, facendo
tra le altre cose un uso improprio degli altissimi scritti
di Santa Teresa d’Avila e San Giovanni della Croce.
Il
cammino dello zen è così uno sforzo per oltrepassare
ogni presupposto metafisico o dogmatico, mentre il cammino
cristiano è un incontro personale con Gesù,
che attraverso il quotidiano abbandono alla Volontà
di Dio e il lasciarsi plasmare dal Suo Santo Spirito trasforma
e forma il cristiano, guidandolo nell’esperienza di un amore
sempre più grande per Cristo attraverso la frequentazione
dei Sacramenti, la lettura e la meditazione della Scrittura,
gli insegnamenti della Chiesa, la direzione spirituale,
la comunione con i fratelli etc…
Un
Amore che tuttavia non potrà mai essere raggiunto
in pienezza su questa terra, pur nella sua manifestazione
mistica più alta, ma solo in Cielo, dove sono rivolti
i nostri sguardi, lì dove sarà piena ed eterna
comunione con Dio!