Il dogma della Comunione dei Santi nei monumenti delle catacombe
Tratto
da "Le Catacombe ed il Protestantesimo
per il Prof. Orazio Marucchi" (1911)
Nelle
antiche iscrizioni cimiteriali anche anteriori alla pace
è attestata solennemente la fede dei cristiani in
questo dogma; ed abbiamo nelle catacombe iscrizioni che
accennano alle preghiere dei fedeli a pro dei defunti ed
iscrizioni con formole di acclamazione dirette ai defunti.
La
seguente iscrizione ci dice che i titoli sepolcrali si ponevano
affinchè i fedeli leggendoli si ricordassero di pregare
per i defunti.
D
· P ·
LVCIFERE · COIVGI · DVLCISSIME ·
OMNEN (sic)
DVLCITVDINEM · CVM · LVCTVM ·
MAXIME
MARITO · RELIQVISSET · MERVIT ·
TITVLVM
INSCRIBI · VT · QVISQVE · DE
FRATRIBVS · LE
GERIT · ROGET · DEVM · VT ·
SANCTO · ET · INNOCENTI
SPIRITO · AD · DEVM · SVSCIPIATVR
QVE
· VIXIT · ANNUS · XXI ·
MES · VII · DIES · VX |
« ... Essa meritò che si ponesse questa
iscrizione affinchè ognuno dei fratelli che la leggerà
preghi onde Iddio riceva a sè quest'anima santa ed
innocente ».
(Museo Lateranense).
Quest'altra iscrizione in versi, che sta ancora nel cimitero
di Priscilla, non è posteriore al terzo secolo.
EVCHARIS
· EST · MATER · PIVS ·
ET · PATER · EST mihi...
VOS · PRECOR · O · FRATRES
· ORARE
HVC · QVANDO · VENitis | ET ·
PRECIBVS · TOTIS
PATREM · NATVMQVE · ROCATIS | SIT
· VESTRAE
MENTIS · AGAPES · CARAE · MEMINISSE
| VT · DEVS
OMNIPOTENS · AGAPEN · IN SAECVLA ·
SERVET |
Il
poeta fa parlare la defunta dicendo ai visitatori, ai fratres
che verranno a pregare nel cimitero: Vos precor o fratres
orare huc quando venitis et precibus totis patrem natumque
rogatis, cioè quando verrete qui a pregare con preci
comuni (precibus totis) il Padre e il Figliuolo, ricordatevi
di Agape cara, sit vestrae mentis Agapes carae meminisse,
affinchè Iddio l'abbia nella sua gloria.
Da
ciò evidentemente si ricava che nei cimiteri si tenevano
delle riunioni liturgiche dei fedeli, e che in esse si pregava
per i defunti.
E
basterebbe questa sola iscrizione che è antichissima,
anche se non ve ne fossero altre, per confutare definitivamente
la tesi dei protestanti i quali negano che nella Chiesa
primitiva si pregasse per i defunti. Questa epigrafe ci
prova che si pregava pubblicamente e solennemente per i
defunti fin dal secondo secolo e in un cimitero che è
il più antico dei cimiteri cristiani di Roma e dove
ripercuoteva ancora, per così dire, la voce dell'insegnamento
apostolico. Ma le iscrizioni che confermano ciò sono
moltissime e sono del terzo e del quarto secolo, di un tempo
per conseguenza nel quale non può ammettersi che
il sentimento dei fedeli fosse in contradizione con quello
della Chiesa primitiva sopra un punto così importante.
Nella
seguente vi è una frase presa certamente da una preghiera
liturgica per i defunti:
IN
PAce
SPIRITus
SILVAni
AMEN |
(Cimitero
di Callisto).
Quest'altra è parte greca e parte latina, ed è
scritta con lettere greche anche nella parte latina. Essa
contiene una preghiera a Cristo onde si ricordi di una defunta:
DHMHTPIC
· ET · LEONTIL
CEIPIKE · FEILIE
· BENEMEPEN ·
TI · MNHCQHC
· IHCOYC
O · KYPIOC · TEKNON . . . . |
« O Signore Gesù ricordati della nostra
figlia ».
(Cimitero di Domitilla).
La formola più usata per esprimere la preghiera per
i defunti è IN · PACE. Ma vi è un'altra
frase più solenne, ed è quella del REFRIGERIVM,
che esprime propriamente il pensiero del sollievo da una
pena che si soffre.
Nelle
epigrafi si trova in varii modi espressa questa formola
di preghiera. Talvolta troviamo la sola formola di preghiera.
Talvolta troviamo la sola formola IN · REFRIGERIVM;
anche spesso la troviamo unita all'altra più comune
IN · PACE. Si trova ancora DEVS · TIBI ·
REFRIGERET -- DEVS · REFRIGERA -- BENE · REFRIGERA,
etc.
Il
valore dogmatico della parola REFRIGERIVM risulta ancora
più chiaramente da un documento agiografico preziosissimo,
cioè dagli « Atti autentici e primitivi del
martirio di Santa Perpetua » (a. 203) (2).
Il
racconto si compone di tre parti. La prima è una
relazione fatta forse da un diacono o da un notaro della
Chiesa di Cartagine sui compagni di prigionia e di martirio
della santa; la seconda, che è quella scritta dalla
stessa martire, contiene il suo diario durante la prigionia;
la terza espone il racconto del suo martirio, fatto da quello
stesso che scrisse la prima parte. E questa ultima parte
si chiude con la testimonianza preziosa che la seconda parte
fu scritta di propria mano dalla stessa Perpetua. In questa
descrizione vien detto ingenuamente tutto ciò che
accadde dal momento della cattura di lei e degli altri cristiani
fino al giorno del martirio; e contiene il racconto delle
visioni da lei avute durante ls sua prigionia.
Nella
prima di queste visioni, dopo la solita formola et ostensum
est mihi hoc, ci racconta di aver veduto una scala
lunga fino al cielo, attorniata da armi diverse e custodita
da un dragone. Essa non aveva coraggio di salire, ma Satiro,
suo compagno, le fece animo e subito salì e giunse
in un bellissimo giardino, dove vide un vecchio venerando
con capelli del tutto bianchi, che stava mungendo. Appena
che la vide, le fece cenno di avvicinarsi, e poi che essa
si fu avvicinata, il vecchio le diè un pezzetto di
latte coagulato (sicit buccella) che essa ricevè
a mani giunte sulle labbra, mentre tutti gli altri personaggi
che si trovavano in quel giardino dicevano: Amen.
Dopo di che Perpetua dice di essersi svegliata e di esserle
rimasta in bocca una dolcezza che mai aveva provato. Queste
ultime parole contengono una allusione evidente all'Eucaristia;
e di ciò si è parlato sopra.
«
Dopo alcuni giorni da questa visione, prosegue essa a dire,
mentre stavamo tutti a pregare, sfuggì dalle mie
labbra il nome di Dinocrate, nome di mio fratello minore
morto da poco all'età di sette anni per un cancro
sulla faccia. Io, prosegue, mi meravigliai come fino allora
non mi fossi mai ricordata di lui e me ne pentii, e
tutti insieme ci ponemmo a pregare per lui. Poco dopo
ebbi un'altra visione: e vidi Dinocrate che usciva da un
luogo tenebroso, tutto pallido in volto con sopra una terribile
ferita che lo deformava. Egli era tutto mesto ed abbattuto,
e andava qua e là vagando inquieto come chi soffre
una gran pena. Fra me e lui v'era una profonda divisione,
cosicchè io non poteva aiutarlo in nessun modo. In
quello stesso luogo dove egli stava eravi pure una fontana
e pareva che Dinocrate avesse un'ardente sete poichè
cercava di bere ma non poteva, perchè l'orlo della
vasca era molto alto ed egli invece piccolo di statura.
Allora capii che egli si trovava in luogo di pena. E così
mi svegliai e pensai subito al fratello che soffriva, ma
confidai che le mie preghiere fossero a lui di sollievo;
e subito ci ponemmo a pregare per lui sino a quando
ci portarono all'anfiteatro in una nuova prigione per aspettare
il giorno in cui si celebrava la festa di Geta figlio dell'imperatore
». La terza visione avvenne dopo alcuni giorni dall'altra
ed è la seguente: « Mi si presentò dinanzi
il medesimo luogo dell'altra volta, però intieramente
trasformato, risplendente di luce e in ameno giardino; e
Dinocrate allegro e contento che saltava qua e là
vestito di candide vesti. La fontana di quel giardino aveva
l'orlo molto abbassato e in essa Dinocrate continuamente
si rinfrescava (et vidi Dinocratem refrigerantem),
mentre sul margine della fontana stessa vi era una fiale
d'oro ripiena di acqua. Allora, conchiude Perpetua, mi ridestai
e compresi che Dinocrate era stato tolto dalla pena e che
godeva la beatitudine eterna ».
Certamente
in tutta l'antica letteratura cristiana non abbiamo un altro
documento che parli più chiaramente della fede nel
Purgatorio, delle preghiere per il suffragio delle anime
dei defunti e della validità di queste preghiere.
E
qualunque cosa voglia dirsi su queste « visioni »
di S. Perpetua, ed anche se esse fossero soltanto sogni
da lei fatti nel carcere, certo è che vi sono espresse
le convinzioni che Perpetua aveva e che tutti i cristiani
avevano sul dogma del Purgatorio nei primi anni del terzo
secolo; e queste convinzioni non si erano formate allora
ma derivavano senza dubbio dalla tradizione del secondo
secolo, la quale va a rannodarsi a quella delle origini
stesse del cristianesimo. Ed innanzi a questi documenti
così solenni ed autentici è necessario ammettere
che la Chiesa primitiva aveva su questo punto la fede stessa
della Chiesa Cattolica.
Il
concetto del refrigerium che trovasi espresso nei citati
atti di S. Perpetua è ripetuto anche nelle iscrizioni
tanto come augurio al defunto, quanto come preghiera impetratoria
presso Dio per l'anima del trapassato.
Eccone
un esempio assai antico:
PRIVATA
· DVLCIS
IN · REFRIGERIO
ET · IN · PACE |
« O dolce Privata che tu sia nel refrigerio e
nella pace ».
(Cimitero di Priscilla).
Seguono altri esempi:
PARENTEs
· fiLIO
BONOSO · FECERVNT
BENEMERENTI · IN
PACE · ET · IN · REFRI
GERIV . . .
QVI · VIXIT · ANN . . . |
« Al figlio Bonoso fecero i genitori implorando
a lui la pace ed il refrigerio ».
(Cimitero di Sant'Ermete).
AMERIMNVS
RVFINAE · COIV
GI · CARISSIME
BENEMEREN
TI · SPIRITVM
TVVM · DEVS
REFRIGERET
|
« ... che Iddio dia refrigerio all'anima tua ».
(Museo Lateranense).
BOLOSA
· DEVS · TI
BI · REFRIGERET · QVAE · VI
XIT · ANNOS · XXXI · RECESSIT
DIE · XIII · KAL · OCTB ·
Px |
« O Bolosa che Iddio ti conceda refrigerio ...
».
(Museo Lateranense).
POSVIt
· HipeRECHIVS
COIVGI · ALBINVLE
BENEMERENTI · SIC
VT · SPIRITUM · TVVM · DE
VS · REFRIGERET |
« ... perchè Iddio dia refrigerio all'anima
tua ».
(Cimitero di Priscilla).
Questa
frase sembra significare che la iscrizione fu posta per
suffraggio della defunta; e ciò evidentemente perchè
la presenza della epigrafe dava occasione ai fedeli di pregare
per quell'anima.
DVLCISSIMO
ANTISTHENI
CONIVGI · SVO
REFRIGERIVM |
« ... al suo consorte refrigerio ».
(Cimitero di Priscilla).
S
· O ....
.................
dulciSSIMO
. . . .filIO
pATER
SPIRITVM · TVVM
DEVS · REFRIGERET |
« ... che Iddio conceda refrigerio all'anima tua
».
(Cimitero di Sant'Agnese).
La
preghiera per il refrigerium si è sempre conservata
dalla Chiesa Cattolica, la quale anche oggi nel Canone della
Messa così prega per i defunti: « Ipsis Domine
et omnibus in Christo quiescentibus locum refrigerii lucis
et pacis ut indulgeas deprecamur ».
E
questa preghiera che ogni giorno si fa sui nostri altari
si rannoda alle preghiere stesse che facevano i primitivi
cristiani nelle loro adunanze delle catacombe e nell'atto
della deposizione dei loro cari defunti nei cimiteri antichissimi.
E
questa preghiera medesima ripete da secoli la Chiesa greca
nella liturgia. E ciò prova che la fede delle Chiese
orientali prima della loro separazione da Roma era su questo
punto identica alla nostra.
Ecco
la preghiera dell'ufficio dei morti nel rito greco:
O
Qeo twn pneumatwn
anapauson
kai thn yuchn tou
kekomihenou doulou sou en
topw fwteinw en topw cloerw
en topw anaynxewj enJa apedra pasa odunh luph kai
stenagmoj |
In
essa si implora all'anima del defunto di essere ricevuta
« in un luogo luminoso in un luogo di refrigerio
dove non vi è più alcun dolore ».
Ma
siccome il dogma della comunione dei Santi comprende anche
la fede nella efficacia delle preghiere che i defunti possono
fare per i viventi, così in altre iscrizioni ci si
presentano delle formole di preghiera rivolte ai defunti
affinchè intercedano per i superstiti.
Eccone
alcuni esempi:
IANVARIA
· BENE · REFRIGERA
ET · ROGA · PRO · NOS (sic)
|
« O Gennaro, abbi refrigerio e prega per noi
».
(Cimitero di Callisto).
. . . . . . . . . . .
. . . VIBAS
IN · PACE · ET · PETE
PRO · NOBIS
|
« Vivi nella pace (eterna) e prega per noi ».
(Cimitero di Domitilla).
Spesso
però vi troviamo la sola invocazione della intercessione
per i viventi:
SABBATI
· DVLCIS
ANIMA · PETE · ET · RO
GA · PRO · FRATRES · ET
SODALES · TVOS (sic) |
« O Sabbazio anima dolce prega per i tuoi fratelli
e compagni ».
(Cimitero di Gordiano sulla via Latina).
È notevole la espressione di fratres et sodales
per indicare i cristiani.
ATTICE
· SPIRITVS · TVVS
IN · BONO · ORA · PRO ·
PAREN
TIBVS · TVIS |
« Attico che la tua anima sia nella felicità
e tu prega per i tuoi genitori ».
(Cimitero di Callisto).
DIONYCIOC
· NHPIOC
AKAKOC · ENQA
· DEKEI
TE · META · TWN
· A
GIWN
· MNHCKECQE
DE ·
KAI · HMWN
· PPEYXAIC
KAI · TOY · GLYYATOC
· KAI · GPAYAN
TOC |
« Dionisio, fanciullo innocente, qui giace fra
i Santi. Ricordati nelle tue sante preghiere e dello scultore
e dello scrittore ».
(Cimitero di Callisto -- Museo Kircheriano).
ATTICE
DORMI · IN · PACE
DE · TVA · INCOLVMITATE
SECVRVS · ET · PRO · NOSTRIS
PECCATIS · PETE · SOLLICITVS (3) |
« O Attico dormi in pace sicuro della tua salvezza
e prega con impegno per i nostri peccati ».
(Museo Capitolino).
Bellissima
è la seguente, ove si dà la ragione teologica
della speranza nella efficacia della preghiera dei defunti
a pro dei superstiti, cioè la ragione che il defunto
era già beato nel cielo.
GENTIANVS
· FIDELIS · IN · PACE
QVI · VIXIT · ANNIS · XXI ·
MENS · VIII
DIES · XVI · ET · IN ·
ORATIONIS · TVIS (sic)
ROGES · PRO · NOBIS · QVIA
· SCIMVS
TE · IN · Px |
« Genziano fedele in pace ..... Nelle tue orazioni
prega per noi, giacchè noi sappiamo che tu sei in
Cristo ».
(Museo Lateranense).
L'uso di invocare i defunti onde preghino per i viventi
e la fiducia in questa intercessione è l'origine
del culto dei Santi; i quali sono defunti invocati e venerati
in modo speciale per le loro eroiche virtù.
Nei
tempi primitivi questo culto riguardava quasi esclusivamente
i martiri; più tardi si estese anche ai confessori
che furono equiparati ai martiri stessi.