Dylan
Dog
Tratto
da libro di Carlo Climati "I giovani e l'esoterismo"
Dylan
Dog è un personaggio molto particolare, che si muove
negli scenari tipici dell’horror e dell'occulto. E’ conosciuto
come «l'indagatore dell’incubo», una
specie di investigatore privato che risolve casi legati
al mondo dell'esoterismo e del paranormale.
Le
storie di Dylan Dog sono ricche di riferimenti, spesso ironici,
alla magia, all'esoterismo e al satanismo. Ad esempio la
sua automobile è targata «666», che è
il numero biblico dell'Anticristo. C'è, poi, il «Trillo
del diavolo», brano musicale che Dylan Dog suona spesso,
per hobby, con il suo clarinetto. Una leggenda racconta
che questo brano fu ispirato direttamente dal diavolo al
suo compositore, Giovanni Tartini, in una notte del 1713.
Sui
muri della casa di Dylan Dog, sono appese immagini e simboli
tipici del satanismo e dell'occulto, come l'esagramma (una
stella a sei punte racchiusa in un cerchio) e la testa di
un caprone (simbolo del demonio) con una stella a cinque
punte sulla fronte.
Anche
il campanello della casa di Dylan Dog ha caratteristiche
«horror». Invece di suonare, riproduce un agghiacciante
urlo umano.
Troppo
spesso, nelle storie, le scene di dolcezza e di poesia si
alternano a quelle di violenza. In molti casi, lo spargimento
di sangue è decisamente esagerato e inutile, proprio
come accade in certi film dell'orrore di genere «splatter».
Questa parola inglese, che significa «schizzare»,
indica i prodotti cinematografici in cui la violenza e gli
effetti speciali servono a mascherare un'assoluta povertà
di idee.
Un
altro aspetto discutibile di Dylan Dog è quello del
«ritorno del male». Alla fine di qualche storia,
il male riaffiora e riafferma la propria esistenza. Non
è mai sconfitto, del tutto. E’ sempre presente. Non
a caso, gli albi di Dylan Dog hanno, a volte, due finali.
Il primo è quello «normale», che conclude
l'avventura. E poi ce n'è un secondo, in cui il male
ritorna a galla e si manifesta di nuovo.
Ad
esempio, nell'albo numero 24, l'assassina che colpisce nel
buio ricompare nell'ultima pagina, sotto forma di mostro,
nonostante sia stata uccisa da Dylan Dog (Il buio in Dylan
Dog, n° 34).
Questo
processo di «ritorno del male» uccide l'idea
della speranza. Il giovane che legge certi episodi di Dylan
Dog rischia di rimanere avvolto da una sensazione di impotenza
di fronte a un mondo fatto di orrori, di violenza, di sopraffazione.
E quindi è facile che cada nella trappola del pessimismo.
Un
altro messaggio negativo, proposto da Dylan Dog, traspare
dai suoi rapporti con le donne. Dylan Dog incarna l'immagine
dell'eterno «single», che non si lega mai a
nessuno. C'è un'immagine classica, che si ripete
in molti episodi di questo fumetto: Dylan Dog a letto, sotto
le coperte, ogni volta con una ragazza diversa. Questa scena
viene riproposta ossessivamente, al punto di sembrare una
«fotocopia».
Il
meccanismo è sempre lo stesso. Dylan Dog conosce
una donna, e poche ore dopo lo ritroviamo a letto con lei.
Il sesso, dopo l'incontro con una ragazza, sembra dover
arrivare per forza, come logica conseguenza. Non c'è
via di scampo. Altrimenti non si è «veri uomini».
Questo sembrerebbe essere il modello proposto da Dylan Dog.
Un
altro aspetto negativo di Dylan Dog è quello rappresentato
dagli « Almanacchi della Paura», che sono dei
supplementi «speciali» ai normali albi della
serie. Questi volumetti contengono numerosi articoli sul
mondo dell’esoterismo, accompagnati da illustrazioni spesso
raccapriccianti.
Le
storie di Dylan Dog, dunque, sono soltanto un primo passo,
che potrebbe spingere i ragazzi ad appassionarsi al mondo
dell'occulto. La seconda tappa è rappresentata dai
vari supplementi, che forniscono ulteriori dettagli e spiegazioni
sugli argomenti trattati nel fumetto.
Prendiamo,
ad esempio, l'Almanacco della Paura del 1997. Fra i vari
articoli, ce n'è uno che parla del rock satanico,
citando artisti come i Christian Death (il gruppo che recita
il Padre nostro rovesciato al diavolo) e Marilyn Manson,
«sacerdote» della Chiesa di Satana americana.
Nello stesso articolo si leggono affermazioni di questo
genere: «Fra i felici ritorni dell'annata salutiamo
anche quello dei W.A.S.P., al quale ha fatto seguito una
tournée italiana particolarmente splatter, con tanto
di video truculenti e di vergini nude sacrificate sul palco».
E
poi: «Per chi non avesse timore di immergersi a fondo
in un rituale di disperazione e di angoscia consigliamo
l'ultima fatica di Diamanda Galas... La stupefacente voce
della cantante ci guida, ancora una volta, in una discesa
agli Inferi da ascoltare a massimo volume (la cuffia è
altamente consigliata) e nella più totale oscurità»
(Musica da brivido in Dylan Dog, Almanacco della Paura 1997,
a cura di Graziano Frediani).
Alcune
edizioni dell'Almanacco della Paura di Dylan Dog sono state
curate dal giornalista Stefano Marzorati, responsabile dell'ufficio
stampa della casa editrice Bonelli e direttore artistico
del «Dylan Dog Horror Fest», una grande manifestazione
per appassionati di film e fumetti dell'orrore. Vi hanno
preso parte alcuni fra i più noti registi e attori
del cinema sanguinario, come Dario Argento, Wes Craven e
Robert Englund.
Stefano
Marzorati è anche un grande esperto di musica e autore
di un famoso libro, Il Dizionario dell'Horror rock, in cui
compaiono vari gruppi di rock satanico.
A
pagina 189 di questo volume, Marzorati arriva al punto di
scrivere che al complesso Impaled Nazarene (il Nazareno
Impalato) andrebbe «una nota di merito per aver scelto
un nome così blasfemamente suggestivo» (S.
Marzorati, Dizionario dell’Horror rock, SugarCo, Carnago
(Varese) 1993, p. 189). Insomma, nel mondo di Dylan Dog
c'è anche questo: un giornalista che loda apertamente
la bestemmia.
Il
diavolo e Dylan Dog
E
il diavolo? Ogni tanto compare sulle pagine di questo fumetto,
assieme a streghe, fantasmi, morti viventi e altre immagini
esoteriche. Il problema è riuscire a capire dove
finisca l'ironia e dove cominci, invece, l'intenzione seria
di proporre ai lettori un approccio con il mondo dell’occultismo.
Tutto appare piuttosto confuso. Però, alla fine ridendo
e scherzando, il giovane lettore sembra davvero avvicinarsi
a certi pericolosi argomenti.
I
fatti sembrerebbero dimostrarlo. All’interno dell'albo numero
6, intitolato «La bellezza del Demonio», sono
state pubblicate queste parole: «Il più bel
libro sul diavolo (a parte ovviamente la Bibbia) è
stato scritto e curato da Decio Canzio (il direttore generale
della casa editrice di Dylan Dog). Era pubblicato dall'Editoriale
Milanese, ed è purtroppo oggi introvabile, ma ci
impegniamo, in casi di provata necessità, a spedirne
fotocopia a chi ne fa richiesta (un esempio di "provata
necessità": se vi capita di evocare il Diavolo,
il minimo che potete fare è invitarlo a cena, ed
ecco che il volume informa sui cibi e sulle bevande da non
offrirgli, come il pane degli angeli e il vin santo, consigliando
invece il seguente menù: polpettone ripieno di sterco
umano, carne putrefatta, bubbone di appestato e ramarro,
e per finire cervello di gufo disseccato e impregnato di
succo di cicuta)».
Questo
è ciò che si poteva leggere nel sesto numero
di Dylan Dog, pubblicato nel 1987. L’anno successivo, fu
realizzata una piccola Enciclopedia della Paura sul tema:
«Il Diavolo dall'A alla Zeta», allegata in omaggio
a un albo «speciale» di Dylan Dog. In copertina
c'era una classica immagine del demonio.
Nell'introduzione,
lo sceneggiatore Tiziano Sclavi ammise che, nonostante il
tono scherzoso di quanto era stato detto nel numero 6, alcuni
lettori gli avevano scritto davvero per richiedergli le
fotocopie del libro di Decio Canzio sul diavolo. «Non
abbiamo mai saputo se anche loro scherzassero, dicendo di
aver evocato il Diavolo», ha dichiarato Sclavi.
(T.
Sclavi, Introduzione a L’Enciclopedia della Paura. Il Diavolo
dall'A alla Zeta, a cura di Ferruccio Alessandri, allegato
a Dylan Dog Speciale, supplemento a Dylan Dog, numero 23,
agosto 1988, p. 1).
Insomma,
tra una battuta e l'altra, sembra che i ragazzi finiscano
davvero per interessarsi al satanismo. Non tutti i giovani,
infatti, hanno la capacità di cogliere I'ironia di
certi testi di Dylan Dog. Molti lettori prendono tutto terribilmente
sul serio. E così, dallo scherzo si rischia di passare
alla pratica reale dell’esoterismo.
Di
chi è la colpa? Forse di chi gioca, con troppa facilità,
con argomenti delicati come il diavolo e la magia, senza
pensare alle conseguenze che potrebbero avere su certe menti
un po' fragili.
Inoltre,
c'è un altro aspetto da non sottovalutare. Il tono
dell'introduzione di Tiziano Sclavi all'Enciclopedia della
Paura sul diavolo è decisamente ironico. E’ lo stesso
scrittore ad affermare che, per leggere questo saggio, è
necessaria l'ironia.
E
infatti, alcuni testi del dizionarietto sono divertenti.
Ma altri non lo sono affatto. L’ironia, purtroppo, si mischia
a serissime e dettagliate spiegazioni sul satanismo, la
magia nera e i rituali diabolici. Non si può escludere,
quindi, che alcuni ragazzi siano rimasti affascinanti da
certi argomenti.
Ecco,
ad esempio, come viene descritto il rituale della «messa
nera»: «Rito dei culti satanisti, equivalente
cittadino del sabba. Tutta la liturgia della messa cattolica
viene stravolta. I simboli sono capovolti: le candele nere,
l'altare costituito dal corpo di una vergine o comunque
da una ragazza che, sporca del sangue di un animale o di
un bambino sacrificato, viene posseduta dall'officiante
e spesso anche dai fedeli alla fine della messa» (L:Enciclopedia
della Paura. Il Diavolo dall'A alla Zeta, p. 43).
E’
lo stesso Sclavi ad ammettere l'esistenza di un «fascino
del diavolo», quando scrive nell'introduzíone:
«Noi
al diavolo non crediamo, né lo neghiamo. Non ci interessa
sapere se esiste o no. E’ un tema affascinante, e tanto
basta» (T. Sclavi, Introduzione a L’Enciclopedia della
Paura. Il Diavolo dall'A alla Zeta, p.2).
Questi
sono i principali aspetti negativi di Dylan Dog. Ovviamente
non si può negare che nel fumetto si trovino anche
contenuti positivi. Ma, purtroppo, si confondono nel grande
minestrone di sangue, violenza ed esoterismo che caratterizza
le storie dell'indagatore dell'incubo.
Negli
ultimi anni, il personaggio di Dylan Dog è stato
utilizzato per promuovere campagne in favore dei disabili,
per la sicurezza stradale, contro la droga e contro l'abbandono
degli animali durante l'estate (A. Tentori, Parla Dylan
Dog, p. 17).
Tutto
ciò è lodevole. Ma come si conciliano queste
iniziative positive con i contenuti negativi degli Almanacchi
della Paura? E perché la direzione del «Dylan
Dog Horror Fest» è stata affidata a Stefano
Marzorati, giornalista che loda certi complessi musicali
blasfemi e anticristiani?
Conclusione
“Questo libro della legge non si diparta mai dalla tua bocca,
ma meditalo giorno e notte, avendo cura di mettere in pratica
tutto ciò che v'è scritto; poiché allora
riuscirai in tutte le tue imprese, allora prospererai”.
- Giosuè 1:8
“Beato
l'uomo che non cammina secondo il consiglio degli empi,
che non si ferma nella via de' peccatori, né si siede
sul banco degli schernitori; ma il cui diletto è
nella legge dell'Eterno, e su quella legge medita giorno
e notte. Egli sarà come un albero piantato presso
a rivi d'acqua, il quale dà il suo frutto nella sua
stagione, e la cui fronda non appassisce; e tutto quello
che fa, prospererà. Non così gli empi; anzi
son come pula che il vento porta via. Perciò gli
empi non reggeranno dinanzi al giudizio, né i peccatori
nella raunanza dei giusti. Poiché l'Eterno conosce
la via de' giusti, ma la via degli empi mena alla rovina”.
(Salmo 1)