I
fiori di Bach: medicina o esoterismo magico?
Tarcisio Mezzetti
tratto
da "Una voce grida...!" n.11 ottobre 1999
Spesso
mi sono sentito domandare che cosa ne pensassi della cura
con "i fiori di Bach" , di cui fino a
pochi anni fa non conoscevo neppure l'esistenza, e allora
ho cercato di apprendere di che cosa si trattasse. Mi sono
procurato cinque testi, (ma ce ne saranno sicuramente molti
altri) che ho letto con attenzione, cercando di capire quali
principi teorici e quale base scientifica fosse stata posta
a fondamento di una simile terapia.
Cercherò
quindi di esporre meglio possibile quali sono state le conclusioni
di questo "studio". I testi che ho preso in esame
sono i seguenti:
1.
EDWARD BACH «Guarire con i fiori – I. Guarisci
te stesso; II. I Dodici Guaritori e altri rimedi»a
cura di Claudio Mazza (1)
2.
MECHTHILD SCHEFFER: «Terapia con i fiori di Bach»;
Quaderni del risveglio (2)
3.
JUDY HOWARD, JOHN RAMSELL: «Guarire con i fiori
di Bach – Guida pratica alla floriterapia». (3)
4.
MARIA ELISA CAMPANINI: «Curatevi con i fiori di
Bach». (4)
5.
DANIELE LO RITO; "Il massaggio con i fiori di Bach».(5)
Il
Dr. Bach la sua storia e la sua teoria
Il
Dr. Edward Bach era un medico inglese, morto nel 1936 ad
appena 49 anni, che - dice lo Scheffer fu spinto nel 1930
ad abbandonare la sua redditizia attivitá professionale...
e a dedicare gli ultimi sei anni della sua vita alla ricerca
di un metodo di guarigione «più semplice
e naturale», che non inducesse alterazioni o
corruzioni …"(6)
Mazza
afferma con il calore tipico del seguace entusiasta che:
"Edward
Bach ha consacrato la sua vita alla ricerca della vera medicina.
Laureato in medicina divenne in breve tempo una delle massime
autorità in microbiologia (7). Ben presto si rese
conto che la medicina scientifica concentra la propria attenzione
sulla malattia, mentre trascura la personalità del
malato".(8)
Partendo
dai colloqui con alcuni pazienti (una donna affetta da asma
acuta, perché spaventata dal fatto che il figlio
si era trasferito lontano per lavoro, e non dava notizie
di sé; un altro che soffriva di un ulcera duodenale,
aveva perduto il lavoro, sua moglie non era in grado di
lavorare ed aveva due bambini da mantenere, ecc.) e non
essendo note a quel tempo le malattie psicosomatiche, si
gettò a capofitto nel formulare il principio:
"che
curare i sintomi di per sé non era sufficiente: poiché
il corpo è uno specchio che riflette i pensieri della
mente, è il malato stesso ad avere bisogno di cure
per superare le sue angosce, le sue preoccupazioni e la
sua disperazione".(9)
Il
Dr. Bach, cerca di portare avanti una filosofia, un'antropologia
ed una cosmologia tutta personale, che appare subito scientificamente
poco ortodossa, quando viene esaminata con l'occhio critico
di un uomo di scienza. Non è cosi per i suoi sostenitori,
i quali vedono in lui uno scopritore di straordinari segreti
della natura, per il benessere dell'umanità. M. E.
Campanini, per esempio, animata com'è da grande adorazione
entusiastica per il Dr. Bach, come sottotitolo al capitolo
sulla sua vita, scrive cosi:
"La
suggestiva esperienza umana e professionale del grande medico
inglese, ricercatore, filosofo e maestro spirituale".(10)
Venuto
a contatto con l'omeopatia, si entusiasmò al detto
di Hahnemann:
"Il
paziente è il fattore più importante della
guarigione" (11) e, soprattutto, fu colpito dal
fatto che i rimedi omeopatici non fossero dati in base ai
sintomi, ma anche in base alla personalità ed ai
gusti del paziente.
Lavorò
quindi al Royal London Homeopatich Hospital dove cominciò
dapprima con il riconoscere sette gruppi di batteri intestinali
che, secondo lui, corrispondono a sette tipi umani:
"...
classificati secondo il comportamento, le attitudini del
corpo, l'espressione dei viso, la mentalità, ecc.
"
Poteva
cosi prevedere quale tipo di bacillo predominasse nella
flora intestinale di un determinato paziente solo dall'osservazione
clinica e al contrario, descrivere clinicamente un paziente
a lui sconosciuto, solo dalle analisi di laboratorio. Un
vero protocollo scientifico a doppio cieco, che dovrebbe
far riflettere i detrattori delle medicine naturali in genere
e dell'omeopatia in particolare" (12)
In
ogni caso dai sette gruppi di batteri, applicando i metodi
omeopatici, preparò sette "nosodi " (13)
per purificare il tratto intestinale (i "sette nosodi
Bach-Paterson"). Mazza ci dice che questi:
"per
la loro efficacia in numerose malattie croniche furono e
sono usati ancora oggi in tutto il mondo" (14)
Scheffer,
parlando di questi prodotti li definisce nel modo ultra
pomposo dei cultori dell'omeopatia:
"I
7 nosodi da lui trovati sono parte integrante del tesoro
internazionale dell'arsenale terapeutico omeopatico".(15)
Ma
non tutti sono d'accordo, Howard e Ramsell, parlando di
questi "nosodi"i scrivono:
"Il
metodo di prescrizione era giá molto simile a quello
in cui sarebbe diventato famoso in seguito: egli somministrava
un certo nosodo in base alla personalità dei suoi
pazienti, che divise in 7 gruppi, uno per ogni nosodo. I
nomi attribuiti ai sette gruppi diedero il titolo alle sette
parti dei volume "I dodici guaritori e altri rimedi",
perché erano collegati a vari tratti caratteriali
o tipi di personalità che sarebbero stati alla base
del metodo Bach. I nosodi di Bach, noti anche come i "sette
nosodi intestinali" vengono ancora usati in certi ospedali
omeopatici e da alcuni omeopati. A Mount Vernon,(16) tuttavia,
non vengono più prodotti perché, a differenza
dei rimedi, curano i sintomi fisici".(17)
Il
fatto che i "nosodi" siano sette non è
però un caso, né una scoperta scientifica,
m fa parte della stranissima "religione " a cui
apparteneva il Dr. Bach, Ne parleremo più approfonditamente
in seguito quando esamineremo la sua "teologia".
Scopriremo così che "i fiori di Bach" non
sono affatto una terapia scientifica, né una intuizione
medica, ma solo uno strumento di diffusione di filosofie
esoteriche e occulte di origine spiritistica. Vedremo di
che si tratta più avanti.
Da dove nasce la sua terapia?
Nel
capitolo 3 dei suo libro «Guarisci te stesso»
il Dr. Bach scrive:
"Ciò
che chiamiamo malattia è lo stadio terminale di un
disordine molto più profondo, e per assicurare un
successo completo alla cura è evidente che non si
può trattare la conseguenza senza risalire alla causa
fondamentale per eliminarla.
Vi
è un errore primario che si può commettere,
ed è l'azione contro l'Unità e ha origine
nell’egoismo. Si può allo stesso modo dire che non
vi è che una sola afflizione: la malattia. E come
l'azione contro l'Unitá può essere di diversi
tipi, la malattia, risultato di quest'azione, puó
dividersi in gruppi principali corrispondenti alla loro
causa. La natura stessa della malattia servirá da
utile guida per scoprire in quale modo si è infranto
la legge Divina d'Amore e d'Unità" (18)
La
malattia quindi è la conseguenza del peccato, anzi
ogni malattia è la conseguenza diretta di un certo
peccato. Il parlare sembra pio e, apparentemente, perfino
condito di tonalità cristiane come l'Amore. Ci lasciano
un po' perplessi le maiuscole, ma poco male, potrebbe trattarsi
di un cristianesimo un po' superficiale, molto sentimentale
e romantico. Anche per il cristiano il male e quindi la
malattia e la morte stessa, ha avuto inizio con il peccato
di Adamo. San Paolo esclama infatti:
"Il
salario del peccato è la morte " (Rm 6,23).
Ma
il Dr. Bach è assai lontano dall'essere cristiano
e la sua filosofia non è la nostra. Infatti egli
prosegue spiegando che se noi avessimo un amore sufficiente
per tutte le cose non sarebbe possibile commettere alcun
male, infatti, scrive poco oltre:
"…questo
amore arresterebbe la nostra mano ad ogni atto, la nostra
mente ad ogni pensiero che potrebbe ferire gli altri."
(18)
Su
questo principio possiamo anche essere totalmente d'accordo,
tuttavia, questo stato di amore, secondo il Dr. Bach, non
si raggiunge per opera dello Spirito Santo, non è
frutto della grazia, ma è solo conseguenza della
"conoscenza" e dei nostri sforzi. Qui compare
la superbia dell'uomo della "gnosi" che si ribella
a Dio; e su questo punto non possiamo essere che in totale
disaccordo con il suo punto di vista e le sue affermazioni.
Continuando poi nella sua enunciazione del significato della
malattia scrive:
"Noi
non abbiamo ancora raggiunto questo stato di perfezione,
altrimenti la nostra esistenza terrena sarebbe senza un
fine, mentre tutti noi cerchiamo e avanziamo verso questo
stato, e quelli tra noi che soffrono nella loro psiche o
nel loro corpo sono, da questa stessa sofferenza, spinti
verso questa condizione ideale. Se comprendiamo bene ciò,
non solo progrediremo più celermente verso questo
fine, ma inoltre ci risparmieremmo la malattia e l'angoscia.
Nello stesso momento in cui la lezione viene compresa e
l'errore eliminato, non vi è più bisogno di
correzione, perché non dobbiamo dimenticare che la
sofferenza è in se stessa benefica in quanto ci avverte
quando imbocchiamo un cammina sbagliato e affretta la nostra
evoluzione verso la sua gloriosa perfezione".
(18)
I
concetti che chiaramente emergono da queste righe sono i
seguenti:
a.
che l'uomo raggiunge uno stato di perfezione attraverso
i propri sforzi, quindi al Dr. Bach la "Grazia"
non serve e Gesù non è il suo "Salvatore".
Ma senza la "Salvezza" non esiste cristianesimo.
b.
che la sofferenza produce la perfezione; ma questo mutamento
verso il perfetto deve passare attraverso il dolore e quindi
assomiglia troppo al cattivo karma, di origine indù,
per cui, in successive reincarnazioni, bisogna soffrire
abbastanza da scontare tutto il cattivo karma accumulato
nelle vite precedenti. Anche questo è un concetto
incompatibile con il cristianesimo.
c.
che la perfezione si raggiunge attraverso la "conoscenza",
non attraverso la "fede in Gesù Cristo".
Questo è un concetto "gnostico" (e anche
"gnostico-esoterico") e quindi in sostanza anti-cristiano.
d.
la nostra "perfezione" è un fatto "evolutivo".
Certamente siamo fuori dalla teologia cristiana.
A
questo punto il nostro grande "benefattore dell’umanità
rivela parecchio della sua filosofia religiosa, che, guarda
caso, assomiglia proprio molto alla Teosofia ed ai suoi
derivati.
La
malattia nell'uomo, secondo Bach, non nasce da problematiche
funzionali- da batteri o virus che entrano nell'organismo
e vincono le nostre difese, da scompensi ormonali, ecc.
ma da fatti spirituali: "le reali malattie primarie
dell'uomo sono certi difetti quali l'orgoglio, la crudeltà,
l'odio, l'egoismo, l’ignoranza, l'instabilità, l'aviditá
e ciascuno di essi, se ben esaminato, si rivela contrario
all’Unità". (19)
Ci
troviamo cosi di nuovo dinanzi il numero sette. Sarà
proprio un caso? Non lo è affatto e lo vedremo più
avanti. Esaminiamo invece questi "sette vizi capitali
di nuova fattura e rendiamoci conto che questi vizi saranno
combattuti con successo, non per mezzo dello Spirito Santo
e della grazia, non con l'aiuto dei Sacramenti, ma con...
i fiori. Se era cosi semplice, come mai Gesù non
ci ha pensato durante la sua vita terrena. Curando infatti
opportunamente l''orgoglio, la crudeltà, l'odio,
l’egoismo, l'ignoranza" dei suoi nemici certamente...
sarebbe morto in pace, dopo una lunga e serena vecchiaia.
Sette:
numero magico
Una
cosa da notare, e ricordare, è certamente la fissazione
bachiana con il numero sette. Quando mise a punto i famosi
"nosodi" essi risultarono in numero di sette,
perché sette erano i gruppi di batteri intestinali,
collegati ai sette tipi umani, sette sono pure "le
reali malattie primarie dell'uomo" e sette sono pure
i gruppi sotto cui sono raccolti i 38 "fiori di Bach
":
1
. Contro la paura: (Rock Rose, Mimulus, Cherriy
Plum, Aspen, Red Chestnut");
2.
Contro l'indecisione: (Cerato, Scleranthus, Gentian,
Gorse, Hornbeam, Wild Oat);
3.
Contro la tendenza ad avere un insufficiente interesse per
gli avvenimenti del presente: (Clematis, Honeysuckle,
Wild Rose, Olive,, White Chestnut, Mustard, Chestnut Bud);
4.
Contro la solitudine: (Water Viole], Impatiens,
Heather);
5.
Contro la tendenza a lasciarsi eccessivamente influenzare
da idee e personalità estranee: (Agrimony,
Centaury Walnut, Holly);
6.
Contro lo sconforto e la disperazione- (Larch,
Pine, Elm, Sweet Chestnut, Star of Bethlehem, Willow, Oack,
Crab Apple);
7.
Contro la tendenza a preoccuparsi eccessivamente per il
benessere degli altri: (Chicory, Vervain, Vine,
Beech, Rock Water).
La
curiosa teologia del Dr Bach
In
tutta la sua opera si incontrano ripetutamente le parole
"Amore"e "Unità", "Grande
Creatore di ogni cosa", ma queste parole non hanno
per lui lo stesso significato che hanno per noi. Un esempio
tipico è il seguente:
"L'Universo
è Dio reso obiettivo. Alla sua nascita è Dio
rinato, alla sua fine è Dio più altamente
evoluto. Cosi è per l'uomo, il suo corpo è
il suo "Io" stesso esteriorizzato, una manifestazione
obbiettiva della sua natura interiore. E' l'espressione
dei suo Io, la materializzazione delle qualità della
sua coscienza,, (20)
In
poche frasi si afferma quindi che Dio e l’ universo sono
la stessa cosa (panteismo; l'universo è addirittura
"Dio reso obbiettivo"), e che Dio in ultima analisi
è egli stesso... in evoluzione. L'uomo poi ("Così
è per l'uomo... ") è una copia di Dio?
Concetti assolutamente inconciliabili con la visione cristiana
di Dio e dell'uomo; ma il Dr. Bach non si ferma qui e prosegue
impavido:
"Nella
nostra civiltà occidentale abbiamo il glorioso esempio,
il grande modello di perfezione e gli insegnamenti del Cristo
per guidarci. Egli agisce come mediatore tra la nostra personalità
e la nostra anima. La sua missione sulla terra fu di insegnarci
come raggiungere l'armonia e la comunione con l'io Superiore,
col nostro padre che è nel cieli, e quindi arrivare
alla perfezione, secondo la volontà del Grande Creatore
di ogni cosa" (20)
Questo
tipo di cristologia è un guazzabuglio di idee pseudocristiane,
teosofiche, sincretiste ed esoteriche, che ci indicano sempre
meglio quale fosse il pensiero reale (certamente non cristiano)
del Dr. Bach. Per comprenderne appieno la pericolosità
basta confrontarlo con quanto dice il Concilio Vaticano
II:
"Dio,
il quale «vuole che tutti gli uomini si salvino e
arrivino alla conoscenza della verità, (1 Tm 2,4),
"dopo avere a più riprese e in più modi
parlato un tempo ai padri per mezzo dei profeti, (Eb 1,1),
quando venne la pienezza dei tempi, mandò il suo
Figlio, Verbo fatto car ne, unto dallo Spirito Santo, ad
annunziare la buona novella ai poveri, a risanare i cuori
affranti, «medico di carne e di spinto», mediatore
tra Dio e gli uomini. Infatti la sua umanità, nell'unitá
della persona del Verbo, fu strumento della nostra salvezza.
Per questo motivo in Cristo «avvenne la nostra perfetta
riconciliazione con Dio ormai placato e ci fu data la pienezza
del culto divino».
Quest'opera
della redenzione umana e della perfetta glorificazione di
Dio, che ha il suo preludio nelle mirabili gesta divine
operate nel popolo dell'Antico Testamento, è stata
compiuta da Cristo Signore principalmente per mezzo dei
mistero pasquale della sua beata passione, risurrezione
da morte e gloriosa ascensione, mistero col quale «morendo
ha distrutto la nostra morte e risorgendo ha restaurato
la vita". Infatti dal costato di Cristo dormiente sulla
croce è scaturito il mirabile sacramento di tutta
la Chiesa". (21)
Come
si vede il pensiero della Chiesa è totalmente diverso
anche nelle più piccole sfumature. Per esempio: Gesù
Cristo è il mediatore tra Dio e l'uomo, non come
afferma il Dr. Bach:
"
tra la nostra personalità e la nostra anima".
Il
problema sta nel fatto che per il Dr. Bach la nostra "anima
" è il nostro Dio, o, più precisamente,
l' "Io superiore, " - che è poi la nostra
"Anima"(maiuscolo) - si identifica "col nostro
padre che è nei cieli". In un altro passo infatti
il concetto viene espresso in modo ancora più chiaro.
Egli parla di come curare le malattie e afferma:
"La
tranquillità della mente e l'armonia con l'Anima
sono di grandissimo aiuto per la guarigione degli ammalati...
Non vi è alcun dubbio che se riusciremo nelle fasi
iniziali di malattie minori a rilassarci completamente per
qualche ora soltanto e a metterci in armonia con il nostro
lo Superiore il male abortirà. In questi casi abbiamo
bisogno di fare discendere in noi un po' di quella calma
simbolizzata dalla presenza di Cristo nella barca durante
la tempesta sul lago di Galilea, quando ordinò ai
flutti ed ai venti di calmarsi...
Il
nostro atteggiamento verso la vita dipende dalla intimità
esistente tra personalità ed Anima. Più stretta
è l'unione, più grandi sono l'armonia e la
pace e piú chiaramente brillerà la luce della
Verità, più luminosa sarà questa radiosa
felicità che appartiene ai livelli superiori.
Se
solamente potessimo restare in costante comunione con la
nostra Anima, il nostro padre Celeste, allora in verità,
il mondo sarebbe un luogo di allegria e nessuna influenza
negativa potrebbe agire su di noi".
(22)
La
nostra "Anima" sarebbe quindi addirittura Dio
Padre("il nostro padre Celeste"). Questa affermazione
è un credo monista, caratteristico derivato delle
religioni orientali. Da quanto segue si vede poi anche l'effetto
di questo concetto monista sul suo pensiero e (da notare)
anche la superiorità del "signore Buddha"
su Gesù Cristo:
"Cosi
insegnarono ugualmente il signore Buddha e gli altri grandi
Maestri che vennero sulla terra per mostrare agli uomini
la via per raggiungere la perfezione, L'umanità non
può fermarsi a metà strada. La verità
deve essere riconosciuta e l'uomo deve unirsi al piano infinito
d'amore del suo Creatore." (23)
Gesù,
che è uno dei "grandi Maestri", è
venuto solo a "mostrarci la via non a salvarci.
"I
fiori di Bach" e l'esoterismo
Quanto
questa terapia sia pesantemente inquinata dall’esoterismo,
la divinazione e la magia si comprende facilmente guardando
a come si pratica la diagnosi e si assegna la cura. Scrive
lo Scheffer:
"Anzitutto
alcune interessanti riflessioni di natura esoterica sul
rapporto uomo-fiore. Da sempre il fiore è stato usato
come simbolo di bellezza e di sviluppo delle più
alte facoltà. Si pensi alla rosa dei Rosacrociani
(24) e dei Sufiti (25) o al loto millefoglie della filosofia
indiana.(26)` E questo perché quando l'uomo comparve
sul pianeta Terra per sviluppare il proprio corpo fisico,
la pianta era in una fase di sviluppo evoluzionistico giá
molto avanzata. Pertanto l'umanità è debitrice
di gran parte della propria struttura alle energie che seppe
trarre dal regno vegetale quasi perfetto ." (27)
Non
è difficile vedere come attraverso queste teorie
si arrivi ad una adorazione panteistica della Natura che
per quanto detto sopra è una conseguenza logica,
perché in fondo essa è Dio, e anche l'uomo
lo è.
Scriveva
il Dr. Bach:
"il
principio seguente è la comprensione dell'Unità
di ogni cosa... Noi possiamo averne un'idea rappresentandoci
il nostro Creatore come un grande sole, sfavillante... irradiante
dal suo centro un numero infinito di raggi ed in tutte le
direzioni, alla fine dei quali noi siamo delle particelle
che devono alla fine ritornare al grande centro dopo aver
acquisito esperienza e conoscenza. E benché ciascun
raggio possa apparirci separato e distinto, esso in realtà
fa parte del grande sole centrale. La separazione è
impossibile, dato che nel momento in cui un raggio di luce
viene strappato dalla sua sorgente, esso cessa di esistere."(28)
Alice
Bailey scrive che il Maestro tibetano Djval Kul sostiene
che anche oggi esiste un collegamento tra il regno vegetale
e l'inconscio dell'uomo.
"Quindi,
l'uomo puó, superando la barriera dei proprio inconscio,
mettersi in contatto, attraverso l'essenza della pianta
(29) con la sua propria essenza o Io Superiore e comporre
le disarmonie che ha in sé stesso".(30)
Lo
Scheffer sostiene inoltre che l’interpretazione esoterica
dell'azione dei fiori di Bach chiarisce ciò che Bach
scrive nella sua opera «Guarisci te stesso",
e - secondo lui - si basa su studi ed esperienze di Ioanna
Salayan, scritte nella terminologia di Alice Bailey:
"Essa
interpreta l'umanità come un campo di energia con
sette diversi livelli che si influenzano ed integrano reciprocamente:
di questo solo il corpo fisico è visibile agli occhi
dell'uomo normale. Ogni livello vibra ad una diversa frequenza
di energia. I sei livelli non visibili vengono riuniti sotto
l'unica concetto di «aura». Questa interpretazione
è utilizzata in quasi tutte le scuole spirituali.
Nel primo livello dell'aura, quello etereo, sono localizzati
i Chakra, come punti di raccolta e di distribuzione dell'aura.
Essi sono collegati con diversi altri livelli del campo
energetico e ruotano secondo frequenze diverse, che vengono
avvertite dal sensitivi sotto forma di colori. L'aura abbraccia
tutti i livelli conoscitivi ed esperenziali della nostra
personalità, che viene guidata dall'Io Superiore.
Secondo questa interpretazione, la malattia è disarmonia
o distorsione delle vibrazioni entro e fra i diversi livelli
dell'aura e dell'io Superiore. Il modello informativo di
questa distorsione delle vibrazioni è avvertibile
al primo livello, quello etereo - che segue leggi temporali
diverse rispetto al corpo fisico - già settimane,
mesi, talvolta addirittura anni, prima di manifestarsi organicamente.
Alcuni sensitivi avvertono questi modelli informativi disarmonici,
come ombre, altri come radiazioni disarmoniche. Se si cancellano
queste disarmonie giá a livello etereo con metodi
omeopatici esse non si manifestano più nell'organismo.
La salute è l'equilibrio vibratorio armonico fra
tutti gli strati dell'aura e dell'io Superiore".
(31)
Quindi
tutto è riducibile a "vibrazioni"; la cosa
è oltremodo curiosa perché è fatta
da chi porta avanti un discorso contro la scienza, che viene
accusata di essere "materialista". In questo c'è
anche una notevole quantità di disonestà intellettuale,
perché poi si spacciano queste teorie astruse e bislacche
come scientifiche. Sentiamo questa:
"Bach
afferma che tutte le essenze di fiori entrano direttamente
in contatto con l'io Superiore della persona e quindi diventano
attive nel nostro intero essere, in tutte le parti dell'aura.
Poiché i livelli di questa non seguono le leggi spazio-temporali
del corpo fisico, una malattia in formazione può
guarire giá prima che sia conclamata a livello organico".(32)
M.E.
Campanini nell'occhiello della prima parte del suo libro
scrive:
"La
floriterapia non è un placebo, ma una cura energetica
in grado di curare sintomi fisici e psichici e di riequilibrare
l'intero organismo".(33)
La
stessa autrice ci spiega poi il suo concetto di malattia
e di medicina:
"D'altra
parte, che il legame tra mente e corpo sia assoluto e inscindibile
è sempre stato il concetto fondamentale di tutte
le più antiche teorie mediche e filosofiche orientali,
dalla medicina energetica cinese a quella tibetana, dall'Ayurveda
allo Yoga allo Zen (34); mentre in Occidente grandi uomini
come Ippocrate, Paracelso, Hahnemann hanno affermato in
epoche diverse, gli stessi principi di unità tra
spirito, mente e corpo, la stessa visione olistica dell'uomo
come una totalitá di parti in armonia, realtà
unica e irripetibile il cui perfetto equilibrio corrisponde
alla piena salute, al benessere, alla serenità. Un
uomo malato, dunque, deve essere considerato come una personalità
che soffre nella sua interezza, in qualsiasi punto sia localizzata
la sua malattia; mentre la guarigione non consiste nella
semplice eliminazione dei sintomo, ma nel ristabilimento
dell'equilibrio psicofisico".(35)
La
cosa di cui i cultori delle medicine alternative non si
accorgono èche tutte le loro teorie prendono vita
dalla magia.
Uno
studioso serio come M. Introvigne scrive a proposito dei
"nuovi movimenti magici" quanto segue:
"La
storia del mondo moderno è - come ha scritto il filosofo
Augusto del Noce - «storia dell'espansione dell'ateismo(36)
che per la prima volta nella storia diventa fenomeno di
massa e conquista strati significativi della popolazione...
Tuttavia
l'epoca dell'ateismo è insieme anche l'epoca, per
citare ancora Augusto del Noce, "Dell’apparire di una
nuova forma di mitologismo (36) che si manifesta sia sul
piano politico, come religione secolarizzata, sia sul piano
religioso, con l'apparire delle cosiddette «nuove
religioni», sia - ancora - su un più generale
piano culturale con l'interesse per la magia, l'esoterismo,
l'occultismo"".(37)
Lo
studioso poi affronta il problema della "nuova religiosità"
che: "è affine... a quello che gli studiosi
anglosassoni chiamano cultic milieu… un mondo fatto di case
editrici, di librerie (si pensi alle librerie esoteriche
e occultistiche, ormai presenti nelle principali città
italiane), di giovani «in ricerca», di tesi
eterodosse, ma di moda (dalla reincarnazione alle credenze
degli extraterrestri), che coinvolge anche persone che rimangono
nelle chiese o comunità maggioritarie, o che formalmente
non aderiscono ad alcuna denominazione religiosa"(38)
Il
confine tra la nuova religiosità e la magia – scrive
Introvigne - "è ben lungi dall'essere netto":
"…
ma il fenomeno più difficile da classificare riguarda
l'intera corrente che comprende la Società Teosofica
e i suoi vari scismi e derivazioni, fra cui l'Antroposofia
di Rudolf Steiner... buona parte del milieu da cui sono
nati i nuovi movimenti magici ha ruotato... intorno alla
Società Teosofica. In particolare, le stesse persone,
gli stessi ambienti partecipano alla corrente principale
della magia cerimoniale... e alla Società Teosofica...
Non mancano contatti simili tra ambienti teosofici e la
corrente che abbiamo chiamato iniziatica... Si tratta qui
veramente di una zona grigia non facile da classificare.
Tuttavia la Società Teosofica... ha assorbito tutta
una serie di temi tipicamente religiosi dal suo interesse
per l'Oriente ... Tutto questo... fa gravitare... la Società
Teosofica verso la sfera delle nuove religioni, pur mantenendo
punti di contatto evidenti con i nuovi movimenti magici".(39)
La diagnosi: molto occulto, tanta fantasia, poca
scienza
Tutti
i libri che ho letto su "i fiori di Bach" sono
zeppi di fatti e di suggerimenti che tendono a condurre
il lettore fuori dal mondo reale per condurlo in uno stato
di quasi delirio esoterico con molti risvolti decisamente
magici. Leggiamone alcuni di questi passi: "Un
medico inglese riferisce quanto segue: «Tengo la mano
sinistra del paziente nella mia destra. Poco dopo, prendo
con la sinistra, l'una dopo l'altra, 38 bottiglie, naturalmente
senza vederne l'etichetta. Con alcune di esse avverto nella
regione cervicale un pizzicore che , se forte, percorre
come un brivido l'intero corpo. Sono questi i fiori di cui
il paziente ha bisogno. Altri sensitivi provano una sensazione
di singulto o una piccola scarica elettrica".
(40)
Anche
il Dr. Barch era un sensitivo, C. Mazza scrive infatti così:
"…
più che uno scienziato fu un uomo che sapeva ascoltare
e comprendere il linguaggio della Natura. Per la sua spiccata
sensibilità, gli bastava mettere nel palmo della
mano o sulla lingua il petalo di un fiore per provare nel
suo corpo gli effetti delle proprietà di questo fiore"
(41)(42)
D'altronde
il Dr. Bach non era uno che amasse la scienza: "Non
occorre alcuna conoscenza scientifica per poter usare i
concentrati di fiori. Chi voglia ricavare il massimo vantaggio
da questo dono di Dio deve mantenerli nella loro originale
purezza, immuni da ogni teoria e considerazione scientifica,
perché nella natura tutto è semplice".(43)
Che
poi questi preparati siano "concentrati di fiori"giudicatelo
voi. I fiori si preparano cosi:
a.
debbono essere fiori di piante spontanee, non coltivate,
altrimenti perdono tutte le loro qualità;
b.
bisogna coglierli nella tarda primavera, quando il sole
ha raggiunto la massima intensità.
c.
devono essere raccolti in un mattino di un giorno di sole,
senza nubi; le dita devono essere coperte con una foglia
perché i fiori non tocchino la pelle;
d.
si mettono i fiori in un piatto pieno di acqua di fonte,
finché la superficie sia interamente coperta. Il
piatto deve restare al sole finché l'acqua non sia
piena dell’essenza dei fiori ; (44)
e.
l'acqua così impregnata si versa in una bottiglia
contenente alcol. Il preparato si mantiene illimitatamente.
Conclusioni
In
una intervista del 1993, il Card Paul Poupard, Presidente
dei Pontificio Consiglio della Cultura rispondendo ad una
domanda a proposito delle «riduzioni» che il
New Age cerca di apportare ai grandi concetti del cristianesimo,
rispondeva così:
"Nel
mio libro "Felicità e fede cristiana",
c'è una parte dedicata a questo problema, dove elenco
le riduzioni che si annidano nella spiritualità del
New Age. Le riassumo in sette punti: l'illuminazione interiore
prende il posto della fede, che è obbedienza di tutto
il nostro essere a Dio; la liberazione dei proprio potenziale
creativo prende il posto della salvezza; la preghiera si
trasforma in un viaggio nelle profondità dell'io;
una "vaga armonia" con l'universo rimpiazza il
richiamo concreto all'impegno sociale; la teologia è
spodestata dalla psicologia o dalla teosofia. La Rivelazione
si trova più nel cuore della persona che nella storia;
e, infine, tutte queste riduzioni-sostituzioni sfociano
in un vago ed ingenuo ottimismo. Questo potrà forse
servire come si suol dire, a "sentirsi meglio"
per qualche tempo. Ma non certo a dare risposte valide a
problemi tragici quali la sofferenza, la morte, e neanche
all'amore, la vera gioia, la pace profonda" (45)
Il
Card. Poupard mette bene in evidenza la grande differenza
che esiste tra il pensiero New Age ed il pensiero cristiano
e sottolinea con grande acutezza i pericoli per la fede
che sono connessi con l'aprirsi a tutte le sciocchezze che
goccia a goccia il New Age fa ingoiare ad una grande massa
di persone scarsamente preparate ai valori della nostra
fede.
"Per
noi cristiani la salvezza è liberazione dal peccato
che è dentro l'uomo. Cristo, solo Lui, è il
liberatore, colui che opera la redenzione. Ciascuno di noi
però collabora a questa redenzione, prima di tutto
avvertendo dentro di sé, il senso dei peccato. Se
non si parte dal sentirsi peccatori, si nega di fatto, la
redenzione di Cristo. Oggi più che mai si deve affermare
che il peccato è il primo e più grande male
dell'uomo! E’ il peccato che ci porta ad essere cattivi,
violenti, disonesti. Da questo peccato ci dobbiamo convertire
giorno per giorno. Con un serio impegno dobbiamo quotidianamente
cercare di cambiare vita, rialzandoci prontamente quando
cadiamo, chiedere aiuto alla grazia divina."(46)
Il
cardinale poi parla della salvezza secondo le contorte teorie
del New Age; teorie che sono alla base del pensiero bachiano:
"…
il discorso diventa completamente diverso. Non si parte
dal sentire dentro di sé il peccato, anzi, viene
eliminato il peccato, in tutte le sue forme, e quindi la
necessità di una conversione personale. La serietà
della vita umana, che è il cuore dei messaggio di
Cristo, viene completamente dissolta perché c'e una
banalizzazione della libertà e della responsabilità
personali. Non c'è bisogno del redentore né
della croce e della resurrezione di Cristo. Nel New Age
tutto è improntato alla dolcezza e al sentimentalismo,
all’armonia, alla calma, all'accordo con se stessi. Ora,
ci si salva quando si ha l'accordo con Dio, non con se stessi,
o meglio, ognuno di noi troverà l'accordo con sé
stesso solo quando lo avrà con Dio. Se la salvezza
non è intesa cosi, si finisce - come la il New Age
- per scadere in una sorta di benessere egoista, frutto
di un ottimismo ingenuo. Anche lo sviluppo della coscienza,
di cui il New Age spesso parla, non fa affatto riferimento
a una coscienza intesa in senso morale ma in senso psicologico,
come unità interiore con se stessi e col cosmo intero.
Credo, quindi, che iI divario fondamentale tra la salvezza
cristiana e quella dei New Age stia nel fatto che per noi
cristiani la salvezza è opera di un Altro, viene
dal di fuori. Per il New Age è l'uomo stesso che
è ad un tempo redento e redentore, salvato e salvatore."
(47)
Credo
che le parole del cardinale illustrino molto bene i problemi
e le tentazioni che avvolgono e cercano di sedurre i cristiani
del nostro tempo; e non sono eventi trascurabili. Chi ha
a cuore la cura dei propri fratelli non può rimanere
indifferente all'attacco massiccio che viene scatenato dal
mondo contro Gesù Cristo ed i suoi discepoli. Gesù
per questo aveva pregato il Padre:
"Io
ho dato a loro la tua parola e il mondo li ha odiati perché
essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Non
chiedo che tu li tolga dal mondo, ma che li custodisca dal
maligno " (Gv 17, 14 -15).
Questo
odio è naturalmente contro Cristo: contro di noi
è solo perché siamo di Cristo. Se i più
piccoli, i semplici, saranno confusi e portati lontano da
Cristo, che è la Vita, tutti saremo responsabili.
Per questo ognuno di noi non può rispondere come
Caino:
"
Sono forse il guardiano di mio fratello? "
(Gen 4,9).
E
proprio perché non siamo come Caino, la Parola ci
dice:
"Grida
a squarciagola, non aver riguardo; ... alza la voce... "
(Is 58,1).
NOTE:
1)
Edward Bach:"Guarire con i fiori - 1. Guarisci te stesso;
2. I Dodici Guaritori e altri rimedi"; a cura di Claudio
Mazza - Nuova Ipse Editore Palermo - Si tratta del testo
originale del Dr. Bach, scritto in inglese, nelle pagine
pari, e afronte, con la traduzione in italiano, nelle pagine
dispari, (come si usa per i testi per studiosi dei Vangeli
o per quelli dei Padri della Chiesa). In questa edizione
sono pubblicati insieme i due più importanti scritti
del Dr. Bach, appunto: "Heal Thyself" (1931) e
"The Twelve Healers" (1933). Claudio Mazza è
uno dei traduttori, insieme con maria Giovanna Aiello.
2)
Mechthild Scheffer: "Terapia con i fiori di bach";
Quaderni del viveremeglio. Nuova Ipse Editori Palermo
3)
Judy Howaed, John Ramsell: "Guarire con i fiori di
Bach - Guida pratica alla floriterapia" Tecniche Nuove
- Milano
4)
Maria Elisa Campanini: "Curatevi con i fiori di Bach"
Fabbri Editori - Milano
5)
Daniele Lo Rito; "Il Massaggio con i fiori di Bach";
Xenia Edizioni - Milano
6)
M. Scheffer: "Terapia con i fiori di bach"; Quadernu
del vivermeglio, p.9
7)
La cosa non è affatto sicura; non ho trovato documenti
seri che lo attestino, ma solo dichiarazioni come questa
dei suoi seguaci.
8)
E. Bach: "Guarire con i fiori - 1. Guarisci te stesso
2. I Dodici guaritori e altri rimedi"; a cura di C.
Mazza; prefaz. p.7-8
9)
J. Howard, J. ramsell: "Guarire con i fiori di Bach
- Guida pratica alla floriterapia" p.2
10)
M. E. Campanini: "Curatevi con i fiori di Bach"
p.14
11)
J. Howard, J. ramsell op. cit. p.2
12)
E. Bach op. cit. p.8
13)
Nosodo è un termine usato in omeopatia che significa
più o meno antidoto
14)
E. Bach op. cit. a cura di C. Mazza prefazione, p.8
15)
M. Scheffer op. cit. nota n.1 a p.9
16)
E' il luogo dove ha sede il Bach Centre; la casetta ed il
giardino dove ha abitato e lavorato negli ultimi anni il
Dr. Bach
17)
J. Howard, J. Ramsell op. cit. p.50
18)
E. Bach op. cit. p.25
19)
E. Bach op. cit. p.27
20)
E. Bach op. cit. p.79
21)
Conc. Ecum. Vat. II Costit. "Sacrosantum Concilium",
5
22)
E. Bach op. cit. p.73-75
23)
Ibid. p.79
24)
Nota società segreta a carattere esoterico e magico
25)
Movimento mistico-esoterico dell'Islam
26)
Sono queste forse civiltà...cristiane?
27)
M. Scheffer op. cit. p.21
28)
E. bach op. cit. p.21
29)
L'"essenza" della pianta non ha nulla a che fare
con il profumo del fiore o della pianta, ma piuttosto con
"l'anima" della pianta. La guarigione avviene
quando l'anima del fiore entra in contatto con la nostra
anima, che poi è addirittura "Dio Padre"
30)
M. Scheffer op. cit. p.21
31)
M. Scheffer op. cit. p.22
32)
M. Scheffer op. cit. p.24
33)
M. E. Campanini op. cit. p.11
34)
Questa affermazione è fuorviante, perché anche
la cultura cristiana afferma la stessa cosa.
35)
M. E. Campanini op. cit. p.13
36)
Augusto Del Noce, "Il problema dell'ateismo",
Il Mulino - Bologna 1970, p.552
37)
M. Introvigne; "Il cappello del mago", Sugarco
- Varese p.7
38)
Ibid. p.7-8
39)
Ibid. p.13
40)
M. Scheffer op. cit. p.31-32
41)
Questo metodo è scientifico o magico?
42)
E. Bach op. cit. prefazione di C. mazza p.8
43)
Citazione in : M. Scheffer op. cit. p.26
44)
" Si riempie di acqua pura (possibilmente di sorgente)
una ciotola o un contenitore di vetro sottile. si raccolgono
i fiori al momento della massima fioritura e si pongono
le corolle a galleggiare sull'acqua, in quantità
tale da coprirne la superfici. Si lascia il contenitore
esposto al sole per circa tre o quattro ore (in modo che
l'acqua assimili l'energia vitale del fiore)...Non usare
acqua del rubinetto, che può contenere cloro o altre
sostanze chimiche, mé acqua distillata, che è
un elemento "morto"" (M: E. Campanini op.
cit. p.17-18)
45)
Card. Paul Poupard; Presidente del pontificio Consiglio
della Cultura, intervista del 1993 - Alessandro Oliviero
Pennesi; "Il Cristo del new Age" Libreria Editrice
Vaticana - Città del Vaticano 1999 p.88
46)
Card. Paul Poupard op. cit. p.87
47)
ibid.