I miracoli
A
cura di frà Tommaso Maria di Gesù
dei frati minori rinnovati
Via alla Falconara n° 83 - 90100 Palermo - Tel. 0916730658
Non
cattolico. Per
la Chiesa romana, i miracoli sono segni distintivi e costituiscono
il fondamento per riconoscere la vera religione.
I miracoli più famosi della Chiesa romana sono:
1.
Il sangue di S. Gennaro a Napoli.
Sembra che questo santo non sia mai esistito. Da tener presente
che a Napoli è conservato il sangue di altri sette
santi, il cui sangue si liquefa, come quello di San Gennaro
e cioè: Giovanni Battista, Stefano Protomartire,
Lorenza Pantaleone, Patrizia, Luigi Gonzaga e Alfonso dei
Liguori. Napoli è privilegiata in tutto il cattolicesimo,
perchè fuori di questa città, l'unico sangue
che si liquefaccia è quello di S. Chiara di Montefalco,
in provincia di Perugia.
2.
La casa di Loreto.
Questa casa sarebbe stata trasportata nel 1291 dagli Angeli
dalla Palestina, prima a Tersato (Jugoslavia), poi a Recanati
e infine a Loreto.
La casa sarebbe quella della Madonna. Ora è rinchiusa
in una grande basilica.
3.
Lourdes.
Nel 1858 una ragazza francese, Bernardetta Soubirous, avrebbe
visto la Madonna, la quale, col Rosario in mano, recitava
l'Ave Maria a se stessa...
Bernardetta era una ragazza povera e ignorante al punto
che a 14 anni non sapeva né leggere né scrivere.
Era anche ammalata. Il dott. Delmas, dopo accurato esame
medico emise il seguente verdetto: "Si era innanzitutto
colpiti dalla costituzione fisica della fanciulla, gracile
e rachitica, e dalla sua fisionomia idiota; non ampia la
fronte, con forte inclinazione all'indietro... vi erano
i sintomi di costituzione apoplettica con indebolimento
delle facoltà intellettuali; si lamentava di doloroso
mal di capo". In seguito alle visioni di Bernardetta,
si è trovata una sorgente miracolosa, nella cui acqua
gli ammalati vanno ancor oggi a bagnarsi nella speranza
di trovare la guarigione.
E' notevole che il parroco del luogo, Peyramale, rifiutò
a lungo di credere alle apparizioni. Fondato su queste basi,
il nuovo culto ha potuto far guadagnare molto denaro, ma
è stato, ed è tuttora, una causa di debolezza
per la Chiesa romana, corre tutto ciò che è
fondato sulla superstizione e sull'errore.
4.
Fatima.
"Nel 1917 - così insegnano al popolo - la Vergine
Santissima apparve a Fatima a tre fanciulli; aprendo la
mano, ne sgorgò un fascio di luce che sembrava penetrasse
la terra. I fanciulli videro allora ai piedi della Madonna
come un grande mare di fuoco ed in esso immersi, neri a
abbronzati, demoni ed anime informa umana, somiglianti a
brace trasparente che trascinati in alto dalle fiamme, ricadevano
poi come faville nei grandi incendi, tra grida di disperazione,
che facevano inorridire ......
5.
Immagini e statue di Madonne, che aprono e chiudono gli
occhi, piangono, ecc.
In conclusione:
a) Molti "miracoli" hanno avuto origine in quella
"fucina di pie frodi" che fu il Medio Evo. Accettati
e accreditati dalla Chiesa romana per mancanza di spirito
critico, per convenienza spirituale e materiale, aggi continuano
a essere uno degli strumenti più efficaci per il
dominio delle anime.
b) Altri "miracoli" rientrano nel campo dei fenomeni
ben determinati di suggestione collettiva e individuale.
c) Vi sono poi dei "miracoli" da sottoporsi allo
studio dei competenti, come tanti fenomeni misteriosi nel
campo dello spiritismo, del magnetismo, della telepatia,
delle premonizioni, ecc. Sono fenomeni psichici dei quali
la scienza, pur non avendo ancora trovato la spiegazione,
ammette la realtà. A Stoccolma il quattordicenne
Lars Lindberg ha ricevuto accidentalmente una scarica di
16 mila volts, tre volte il voltaggio usato in America per
la sedia elettrica. E' sopravvissuto e i medici non esitano
a parlare di miracolo.
Cattolico.
Hai ancora da dire molto sui miracoli?
Non
cattolico.
Si, ho ancora da dire e da trarre le conseguenze di
quanto ho detto finora, perciò ti prego di farmi
concludere, altrimenti le tue risposte saranno incomplete
e mi costringerebbero ad un continuo dibattito.
Cattolico.
Se è cosi completa pure, con la speranza che chi
ci legge non si annoi per mancanza appunto di dibattito.
Non
cattolico. Io
vedo i miracoli della Chiesa romana esattamente come nel
paganesimo, antico e moderno. Come spiegare i miracoli dei
moderni guaritori?
Da tenere presente che Gesù ha predetto che negli
ultimi tempi “sorgeranno falsi cristi e falsi profeti, e
faranno grandi segni e prodigi da sedurre, se fosse possibile,
anche gli eletti (Mt 24,24).
- L'anima umana, fondamentalmente incredula, cerca di arrivare
alla fede per mezzo di questi segni esterni.
- Noi evangelici crediamo nel miracolo perenne dell'intervento
di Dio nella vita degli uomini, ma respingiamo tutta quella
serie di prodigi dovuta, per lo più, ad esaltazione
mistica.
Cattolico.
Hai finito? Spero di si.
Non
cattolico.
Si, ho finito, ma è molto probabile che le tue risposte
provocheranno in me delle reazioni per cui dovrò
forse chiarire qualche altro punto. Per ora a te la parola.
Cattolico.
Ti prego, anzitutto, di lasciarmi parlare liberamente, senza
interrompermi.
Le cose che tu hai dette sono tante ma sono anche molto
gravi. Sembra che tu abbia dimenticato, o ignori addirittura,
molti passi evangelici che riguardano la possibilità
dei miracoli anche per mezzo di semplici creature; non ricordi
o ignori tutte le parole di Cristo che riguardano l'autorità
di Pietro e dei suoi successori; hai dimenticato o non conosci
l'autorità conferita da Cristo alla "Sua"
unica Chiesa e tante altre cose che riguardano l’istituzione
del Cristianesimo.
Quando una persona, che pure si dice cristiana, ignora tutto
ciò, io non so fin dove e come si potrà dire
cristiana. Ma "cristiano" significa essere seguace
di Cristo; è vero cristiano chi crede a tutte le
parole di Cristo. Chi crede soltanto a certe frasi di Cristo
per giustificare le "proprie" idee ed ignora la
parte essenziale della volontà di Cristo, non saprei
proprio come qualificarlo cristiano. Capisco che queste
mie parole sono forti, ma non ti nascondo che sentendoti
parlare ho dovuto fare degli sforzi enormi per tacere e
per non reagire in maniera forte e adeguata a quelle che
mi sono sembrate vere bestemmie.
Non credo che un buddista, un indù o un maomettano
siano capaci - di fronte all'evidenza dei fatti, di fronte
alla storia e alle realtà scientifiche - di proferire
le stesse tue parole: “superstizione, il Medio Evo "fucina
di pie frodi", suggestioni, spiritismo, magnetismo,
telepatia... esattamente come nel paganesimo antico e moderno..”
.
Incomincio a dirti qual'è il pensiero della Chiesa
Cattolica, Apostolica, Romana circa il miracolo. La Chiesa
romana segue fedelmente la Parola di Dio, specialmente quella
del N.T. e perciò può farti sapere molte belle
e sante cose circa i miracoli.
1.
Il motivo di credere non consiste nel fatto che le verità
rivelate appaiano come vere o intellegibili alla luce della
nostra ragione naturale. Noi crediamo "per l'autorità
di Dio stesso che le rivela, il Quale non può né
ingannarsi né ingannare". Nondimeno, perchè
l'ossequio della nostra fede fosse conforme alla ragione,
Dio ha voluto che agli interiori aiuti dello Spirito Santo
si accompagnassero anche prove esteriori della Sua Rivelazione.
Così i miracoli di Cristo e dei santi, le profezie,
la diffusione e la santità della Chiesa, la sua fecondità
e la sua stabilità, sono segni certissimi della divina
Rivelazione, adatti ad ogni intelligenza, sono motivi di
credibilità i quali mostrano che l'assenso della
fede non è affatto un cieco moto dello spirito.
2.
La Risurrezione di Gesù glorifica il nome
di Dio Salvatore perchè ormai è il nome di
Gesù che manifesta in pienezza la suprema potenza
del "Nome che è al di sopra di ogni altro none"
(Fil 2,9- 10).
Gli spiriti malvagi temono il Suo nome (cf At 16,16-18;
19,13-16) ed è nel Suo nome che i discepoli di Gesù
compiono miracoli (cf Mc 16,17); infatti tutto ciò
che essi chiedono al Padre, nel Suo nome, il Padre lo concede
(cf Gv 15,16).
3.
Tutto quello che hai detto contro i miracoli e la Chiesa
cattolica trova quasi un perfetto riscontro nella vita di
Gesù. Infatti, Gesù accompagna le Sue parole
con numerosi miracoli, prodigi e segni (cf At 2,22), i quali
manifestano che in Lui il Regno è presente. Attestano
che Gesù è il Messia annunciato (cf Lc 7,18-23),
e sollecitano a credere in Lui (cf Gv 10,38).
I miracoli rendono più salda la fede in Colui che
compie le opere del Padre suo: testimoniano che Egli è
il Figlio di Dio (cf Gv 10,31- 38). Ma possono essere anche
motivo di scandalo... (cf Mt 11,6). Non mirano a soddisfare
la curiosità e i desideri di qualcosa di magico.
Nonostante i suoi miracoli tanto evidenti, Gesù è
rifiutato da alcuni (cf Gv 11,47-48), e lo si accusa perfino
di agire per mezzo dei demoni (cf Mc 3,22) ...
Come vedi, c'è un perfetto parallelismo tra quello
che dicevano i farisei di Gesù e quello che tu dici
della Sua Chiesa!...
4.
Con la parola "miracolo" la Bibbia intende tradurre
ciò che nel linguaggio semitico veniva connotato
con diverse espressioni: azione grande, cosa grande, tremenda,
meravigliosa, segno; tutte espressioni che stanno ad indicare
una azione diretta di Dio, un Suo intervento straordinario,
la manifestazione della Sua potenza e della Sua gloria,
sia attraverso eventi comuni, sia in eventi assolutamente
straordinari, come la risurrezione dei morti. Il carattere
proprio dei miracolo consiste nel suo significato teologico,
che rivela l'intervento di Dio nella storia del Suo popolo
(antico e nuovo Israele) per condurre a compimento il Suo
disegno di salvezza.
S. Giovanni afferma che coloro che hanno visto i miracoli
del Cristo (Gv 6,36; 15,24) e rifiutano di credere (Gv 7,5;
12,37) sono inescusabili (Gv 9,41; 15,24). Questo è
quello che crede e insegna la Chiesa di Cristo.
5.
Voglio ancora dirti altro sui "miracoli", perchè
tu e chi ci ascolta abbia idee sempre più chiare
in merito. I profeti antichi avevano rivelato la parola
di Dio solo al popolo eletto; il messaggio di Cristo è
invece destinato a tutto il mondo.
Rifiutato dalla massa degli Ebrei, Gesù gettava le
fondamenta della Sua Chiesa, raccogliendo una eletta schiera
di discepoli che sarebbero stati testimoni del Suo Vangelo,
non solo in Palestina, ma in tutto il mondo. La Chiesa,
Corpo Mistico di Cristo, avrebbe perpetuato la Sua opera,
avrebbe reso testimonianza alla verità sino alla
consumazione del mondo... Come Cristo diede “le prove della
sua missione divina", così la Chiesa presenta,
agli occhi di tutti gli uomini, i segni manifesti della
sua origine divina.
Ora, che un miracolo - ammessa l'esistenza di Dio - sia
possibile è cosa ovvia per tutti. Se un vero miracolo,
che è opera di Dio solo, viene compiuto da un uomo
come prova che il suo insegnamento è divino, esso
costituisce uno straordinario intervento della potenza divina
in suo favore e, poichè il vero Dio non può
confermare il falso, la prova è perentoria. Quanto
quest'uomo afferma diventa credibile per testimonianza dell'autorità
divina.
6.
C’è chi osa affermare che il miracolo va contro il
fondamentale principio scientifico dell'uniformità
della natura. Rispondiamo con molta semplicità a
questa obiezione che vorrebbe limitare l'onnipotenza divina:
l'intervento divino non muta la natura, di alcun agente
terreno, benchè possa sospendere, crescere o alterare
il suo normale effetto esterno. La Causa Suprema opera in
sostituzione della causa subordinata.
7.
I miracoli nell'Antico e nel Nuovo Testamento sono tanti
e tali che non possono lasciare indifferenti.
Ebbene, nella Chiesa di Cristo i miracoli sono così
numerosi da destare meraviglia e fede nelle persone di buona
volontà, mentre nelle persone di cattiva volontà
destano scandalo, come già ho detto precedentemente.
E allora la Chiesa, per annunciare e assicurare la verità,
spesso ricorre al metodo di Gesù, e dice a tutti,
"Andate e riferite... ciò che avete visto e
udito: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano,
i lebbrosi vengono mondati, i sordi odono, i morti risuscitano,
ai poveri è annunziata la buona novella. E beato
è chiunque non sarà scandalizzato di me"
(cf Lc 7,22-23).
Praticamente, possiamo dire con S. Agostino che i miracoli
sono parole di Dio. Quindi, la nozione del vero miracolo
cristiano è tutta religiosa ed esclude assolutamente
l'idea pagana del prodigio sensibile senza uno scopo spirituale.
8.
Da quanto hai detto, bisogna pensare che c'è ancora
chi immagina che la credenza del miracolo sia un resto della
mentalità primitiva e che scomparirà sotto
l'influsso del progresso scientifico moderno. Recentemente
Lévy Bruhl (La mitologia primitiva, Parigi, Alcan,
1935) ha dimostrato che i racconti mitici sono mezzi per
mantenersi in rapporto con gli antenati che un tempo facevano
tutto ciò che volevano. Altri, senza ricorrere alla
mitologia, credono che tutta la natura sia compenetrata
di una forza impersonale, il “mana” e che l'uomo con certi
mezzi possa agire su di essa.
Tra i popoli evoluti e progrediti, alcune civiltà
hanno conservato gran parte della mentalità primitiva,
come la speculazione hindù sui Veda, che considera
il sacrificio non come un omaggio agli dei; ma come un sistema
di pratiche infallibili per agire sul fondo divino delle
cose e sottometterle al volere dell'uomo, per cui il sacrificio
finisce con l'essere superiore agli stessi dei.
Intanto le osservazioni astronomiche rivelarono ad altri
popoli che il mondo è governato da un ordine indipendente
dalla volontà umana. Più tardi le scoperte
scientifiche estesero fino agli ultimi limiti della natura
l'idea dell'ordine necessario, ma i credenti non hanno rinunciato
alla persuasione che Dio intervenga nell'universo con azioni
libere.
Certi teologi "cristiani" razionalizzarono e affinarono
la vecchia idea dell'influsso dell'uomo sul "mana"
(= primitivo), dell'operazione magica con cui il sacrificatore
hindù domina la potenza suprema: ma anche questa
idea, non meno delle altre, viene dal fondo della mentalità
primitiva.
Questa l'idea che certuni si fanno del miracolo cristiano...
In conclusione: per il primitivo tutto è possibile,
e i prodigi che crede reali sono grossolani eventi corporei,
privi di rapporti con la vita dello spirito o tutt'al più
sono diretti ai suoi interessi egoistici. Invece nella concezione
cristiana il miracolo è una manifestazione di Dio,
è Parola di Dio, che illumina, ammonisce, soccorre
e di cui Dio si serve per elevarci e unirci a Lui.
9. C'è, o per lo meno c'è stata, una teoria
scientista che è portata a respingere tutto ciò
che l'uomo non comprende completamente e, quindi, ogni intervento
soprannaturale, anche se accertato da quanti testimoni si
voglia.
Ci sono altri che comprendono male la esigenza della coscienza
religiosa e pretendono di rigettare il miracolo in nome
della religione stessa. Ci sono molti protestanti che oggi
non credono alla realtà dei miracoli fisici e ammettono
soltanto quelli spirituali. Altri tirano le estreme conseguenze
e pretendono che il vero miracolo, l'unico degno di Dio,
sia la fede che giustifica il cristiano.
Studiando la storia dei miracoli ci sarebbero da dire ancora
molte cose, ma non lo credo opportuno data l'indole di queste
mie risposte e chiarificazioni. Mi limiterò, quindi,
soltanto a ciò che mi sembra indispensabile per rimanere
nell'ambito di una risposta globale semplice e intellegibile.
Nell'accettazione del miracolo cristiano, meglio nel suo
rifiuto, sono sempre presenti la solita avversione al cattolicesimo
da parte dei protestanti e i loro pregiudizi deterministici.
Nessuna persona ragionevole attribuisce le evidenti guarigioni
di Lourdes a proprietà radioattive dell'acqua della
grotta, o alla suggestione, che non ha mai consolidato ossa
o riparato tessuti.
E' vero che il contesto dell'evento miracoloso non è
sempre chiaro; Dio può fare miracoli reali, ma non
dotati di tutto ciò che occorre perchè uno
storico li ritenga come tali, pur essendo minutamente circostanziati
dalle testimonianze. Possono essere reali e non essere tali
da dover venir tenuti in conto in un processo di canonizzazione.
10.
Da ciò che ho detto è facile trarre le conclusioni:
a) La nozione di miracolo, legata all'esistenza
di Dio personale, deve essere accettata da ogni spiritualismo
cosciente della sua vera natura. b) L’opposizione
che si fa al miracolo in nome del determinismo o di altre
speciose ragioni, è fondata unicamente su pregiudizi.
c) Se il miracolo non è sempre constatabile,
lo è assai spesso scientificamente e, ancora più
spesso, filosoficamente e teologicamente, perchè
l'insieme del fenomeno e il suo contenuto possono manifestare
chiaramente un intervento di Dio, comprensibile come tutti
i fatti del linguaggio e in genere fatti significativi.
d) Il miracolo, anche per l'analfabeta
medioevale, che tuttavia credeva a tante leggende, è
nettamente separato dall'ordine della natura e non ha nulla
a che fare con le forze fisiche, essendo l'opera e il segno
di Dio. e) Infine, si potrebbe dire, come
fanno spesso i protestanti, che quello della fede è
in generale il vero miracolo cristiano, poichè tutti
gli altri si riducono a questo: “L'incredibile grandezza
della potenza di Dio" che è lo stesso del Suo
amore infinito. Chi sa che Gesù si è offerto
alla morte di croce per ciascuno di noi, chi ricorda le
parabole del buon pastore, della pecorella smarrita, del
figliuol prodigo, deve avere la certezza che Dio è
sempre pronto a intervenire in modo meraviglioso nella nostra
esistenza. Il Salvatore che ha lasciato le novantanove pecore
nei pascoli per andare a cercare quella perduta, esiterà
a servirsi dei mezzi non abituali ed estranei alla nostra
scienza, per richiamarci a Lui?
Il filosofo, o lo scientista, che pretende di pensare il
Cristianesimo senza miracoli non ha capito nulla della Buona
Novella.
Il Conc. Vat. I (Sess. III, c. 3, cap. De fide) proclamò
la Chiesa “grande e perpetuo motivo di credibilità
e testimonianza irrefragabile della missione divina di Cristo"
proprio per tutti quei meravigliosi segni che Dio compie
in essa, spesso confondendo anche la più ostinata
incredulità.
Non
cattolico.
Permettimi ora di farti notare che i miracoli hanno accompagnato
si, il ministero di Gesù come un segno della Sua
potenza divina, però Gesù non voleva che la
fede fosse fondata su delle prove puramente esteriori, ma
sopra un'intima persuasione dello spirito. Infatti: 1. Una
volta rimproverò i discepoli: "Se non vedete
segni e prodigi, non credete!" (Gv 4,48). 2. I Giudei
gli domandarono: “Maestro, noi vorremmo.vederti operare
un segno. Ma Egli rispose loro: “Questa generazione malvagia
e adultera chiede un segno; e segno non le sarà dato,
tranne il segno del profeta Giona" (Mt 12,38-39). 3.
Gesù disse ancora: "Beati quelli che non hanno
veduto (il gran miracolo della risurrezione) ed hanno creduto"
(Gv 20,29). 4. S. Paolo aggiunge: “I Giudei chiedono dei
miracoli e i Greci cercano sapienza, ma noi predichiamo
Cristo crocifisso" (1 Cor 1,22-23).
Cattolico.
Su queste ultime quattro obiezioni da te fatte, credo di
poter rispondere con proprietà e semplicità.
Perciò ti dirò che i vari passi evangelici
da te ricordati sono ovvii e comprensibili per tutti.
- E' giusto il rimprovero di Gesù ai discepoli che
vogliono vedere continui prodigi. Praticamente Gesù
fa capire loro che soprattutto vale la fede e la convinzione
interiore.
- Ciò valga anche per il secondo rimprovero.
- Potremmo dire la stessa cosa per il terzo caso, quando
Gesù rimprovera l'incredulo Tommaso.
- A tutti S. Paolo risponde giustamente: ..”ma noi predichiamo
Cristo crocifisso".
Queste tue ultime obiezioni, quindi, possono dirsi giuste
constatazioni evangeliche che servono a tutti i cristiani:
più che cercare segni esterni, essi debbono credere
fermamente all'Inviato dal Padre. Tuttavia, come già
ho detto altrove, Gesù non ha ricusato di operare
molti segni e miracoli per rafforzare la nostra fede o sollevare
la nostra incredulità.
La Sua Chiesa - da Lui guidata - prosegue lungo il corso
dei secoli con gli stessi Suoi metodi. Essa raccomanda soprattutto
le convinzioni profonde ed una fede a tutta prova, ma sa
pure che Gesù, per le nostre debolezze umane, ha
promesso che "chi crede in me, compirà le opere
che io compio e ne farà di più grandi..."
(cf Gv 14,12-14).
Le parole e i rimproveri di Gesù intendono richiamare
la nostra attenzione sulla necessità di credere e
di approfondire la Rivelazione, ma non vogliono escludere
la possibilità da parte dell'uomo di riferirsi a
questi segni straordinari per meglio provare la solidità
e la certezza soprannaturale della propria fede. Infatti,
il miracolo è un fatto sensibile operato da Dio,
al di fuori di tutte le forze e le leggi della natura. I
miracoli dimostrano la Potenza di Dio sulla natura, sopra
o anche oltre di essa.
Dio, autore della natura e delle sue leggi, può sempre,
con un Suo atto volitivo, portare un'eccezione a quanto
ha stabilito ab aeterno. Il miracolo non è una correzione
che Dio apporta all'opera Sua, la quale è perfetta
nel suo ordine. Il miracolo, per dirla in breve, non è
uno squarcio nella trama dei fenomeni, ma un ricamo, un
ornamento, che fa risaltare meglio la bontà e la
saggezza del divino Ordinatore.
Senza dubbio, la scienza suppone la stabilità delle
leggi naturali, ma una stabilità fisica, non metafisica:
le leggi, lasciate a se stesse, agiscono sempre allo stesso
modo. Esse non sono tali però da escludere ogni eccezione
da parte del Creatore. Lo scienziato che si muove nel campo
dell'esperienza sensibile, non può come tale entrare
nel campo metafisico per negare il Trascendente o il suo
intervento nel mondo; in nessun modo può dimostrare
il determinismo assoluto o metafisico, in modo da escludere
ogni modificazione apportata dall'Ente Supremo.
Il miracolo è un fatto raro, ma ciò accresce
l'attenzione e spinge ad un'indagine più accurata.
Se la legge scientifica attesta una regola, il miracolo
e la testimonianza di esso un'eccezione. Ora, il Cristianesimo
è pieno di fenomeni miracolosi, che d'altra parte,
sono criterio certissimo della Rivelazione. Il miracolo
infatti è opera divina. Lo stesso Redentore, ai Giudei
che gli avevano chiesto se fosse veramente il Cristo, aveva
risposto: "Le opere che io compio in nome del Padre
mio sono quelle che mi rendono testimonianza" (Gv 10,23
e ss. e 5,36).
I miracoli compiuti talvolta in vita dai Servi di Dio di
per sé non costituiscono prova di santità;
perciò, solo quelli operati per loro intercessione
dopo la morte confermano definitivamente tale santità
con autorità divina. Per questo la Chiesa ha sempre
tenuto in grande considerazione questo elemento soprannaturale
nelle cause di beatificazione e canonizzazione, ed ancora
oggi, sia pure con diverso criterio, ne fa un coefficiente
indispensabile, almeno nei casi ordinari.
Credo inutile dire o ripetere - perchè nota a tutti
- è la serietà e la severità cori cui
la Chiesa cattolica procede in tali cause.
E' noto che, per lo stesso Gesù, uno degli argomenti
più decisivi a favore della Sua divinità e
perciò dell'origine soprannaturale della Sua dottrina,
è costituito dai Suoi miracoli. Più ancora
che i Sinottici, S. Giovanni fa risaltare la stretta relazione
esistente tra i miracoli e la missione di Gesù.
Dio non ha parlato soltanto per mezzo dei profeti, ma ha
voluto confermare la Sua parola per mezzo dei miracoli che
ci si presentano come argomento irrefragabile del Suo intervento.
Perciò i miracoli non ci si presentano come fatti
isolati, bensì in intima connessione con la storia
biblica. Negare la loro realtà equivale a distruggere
la base su cui questa storia si regge.
Per il cattolico la possibilità del miracolo, come
segno sensibile, straordinario, soprannaturale e divino,
è conseguenza logica di due verità chiaramente
affermate nella Sacra Scrittura: Dio è il Creatore
Onnipotente e il Signore assoluto della natura; le cose
che ha create dipendono completamente da Lui e qualunque
siano le leggi stabilite per reggere l'ordine della natura,
Dio può sempre compiere atti che sorpassano, sospendono
o contrastano quelle leggi.
Perciò l'atteggiamento della pseudocritica nella
sua aspra lotta contro la conoscibilità del miracolo,
obbedisce, innanzitutto, alla paura della sua forza dimostrativa.
Possiamo ancora dire che il miracolo è, spesso, il
mezzo più idoneo perchè Dio giunga all'intelligenza
e al cuore dell'uomo per realizzare i suoi disegni. Più
che lo studio imparziale dei fatti, che portano la maggioranza
dei critici non cattolici a negare la possibilità
dei miracoli, sono i pregiudizi che ne infestano il cuore
e la mente.
Non
cattolico.
Hai detto tante cose, anche interessanti, ma non mi sento
ancora soddisfatto per quello che ti ho domandato riguardo
a S. Gennaro, la Casa di Loreto, Lourdes, Fatima, ecc.
Cattolico.
Spero che tu non abbia la pretesa che io ti parli in lungo
e in largo di tutti questi argomenti. Ci sono molti libri
che ne parlano e chi vuole può comodamente consultarli.
Io potrò rispondere con molta brevità dicendo
soltanto l'essenziale, tanto più che di diversi di
questi argomenti ho già parlato altrove.
1
- Il Sangue di San Gennaro a Napoli
Ho già parlato del miracolo di S. Gennaro. Dirò
ancora altre notizie e invito te e i lettori a ricorrere
a qualche enciclopedia (per es. a quella Cattolica, all'U.T.E.T.)
per attingervi notizie più precise e più esaurienti.
E' vero che non tutte le notizie riguardanti S. Gennaro
sono strettamente controllabili storicamente, ma è
anche vero che molte di quelle che abbiamo sono difficilmente
oppugnabili.
S. Gennaro risulta vescovo di Benevento, santo e compagni
martiri, i quali sono: i diaconi Sosso, Festo e il lettore
Desiderio, tutti condannati “ad ursos" nell'anfiteatro
di Pozzuoli; essi però, per il ritardo del giudice
Draconzio, vennero decapitati, insieme con Proculo, diacono
di Pozzuoli, e i due laici Eutiche e Acuzio.
A questo primo racconto se ne affiancarono diversi.
Le spoglie del martire vennero trasportate a Napoli nel
432.
Gli "Atti" attribuiscono il martirio del santo
all'anno 305.
In Roma una chiesa dedicata a S. Gennaro, vescovo e martire,
è segnalata nel sec. VII, sulla via Tiburtina.
Un'altra testimonianza è offerta dalla sottoscrizione
del codice degli Excerpta di Eugippio, scritto per ordine
di Reduce, vescovo di Napoli nel 581. Una epigrafe mutila
con il nome di S. Gennaro: Ianuario martyr(i)... aeterno
fiore... è datata circa il sec. VI.
S. Gennaro è ricordato due volte nell'Evangeliario
di Lindsfarne del sec. VII circa e di quello di Buccardo,
vescovo di Wurzburg (741-53). I suoi compagni di martirio,
Sosso Eutiche, Festo e Desiderio furono rappresentati nel
sec. V nel mosaico della chiesa di San Prisco a Capua, distrutto
nel 1766.
Intorno al prodigio si sollevarono, naturalmente, molte
discussioni e polemiche e molte ipotesi si affacciarono
a spiegare come il sangue diventerebbe liquido per semplici
cause naturali o artificiali o a provare che la sostanza
delle fiale non è puro sangue, ma un qualche miscuglio
proveniente da frode conscia o inconscia. Ma ogni tentativo
non è riuscito finora a dare una spiegazione sufficiente
delle caratteristiche della liquefazione così come
avviene; e a nulla approdarono i vari tentativi fatti per
ripetere e riprodurre il fenomeno.
A completamento della questione occorre accennare come,
più di recente, anche da studiosi cattolici si è
voluto ricorrere ad ipotesi più ricercate: ad eventuali
effetti fototropici, igroscopici e psichici, dovuti al passaggio
della reliquia dall'oscurità alla piena luce del
tempo; al vapore acqueo per la presenza di tanta folla;
al calore che da questo deriva; ad un residuo di fluido
vitale della persona, a cui il sangue apparteneva; alla
intensa concentrazione della concorde volontà dei
presenti; e persino al fatto della esistenza, nel medesimo
antico Regno di Napoli, di altre reliquie, di sangue, che
riproducono quasi lo stesso prodigio che il sangue di S.
Gennaro. Ma anche di tali ipotesi, che non sono del tutto
nuove, si deve ripetere che non riescono a dare una spiegazione
naturale sufficiente; che anzi urtano contro le più
diverse circostanze attestate e documentate.
Rimane la questione se il sangue contenuto nelle fiale sia
veramente di S. Gennaro.
Non è una cosa di facile e sicuro accertamento, né
di grande interesse: il prodigio resta li a sbalordirci
tutti!...
Le notizie storiche sicure del prodigio risalgono oltre
il sec. XIII. Per i secoli anteriori, la tradizione ci porta
fino alla seconda metà del sec. IV, quando ebbe luogo
il trasporto delle reliquie del Santo dall'agro marciano
alle attuali catacombe.
E fatto, finalmente, che del prodigio non si posseggono
notizie anteriori al secolo XIV, non intacca né infirma
l'autenticità del prodigio della liquefazione.
Che poi a Napoli ci siano o meno altre reliquie di sangue
di altri Santi, è un fatto che qui non interessa.
E' il sangue di S. Gennaro che è divenuto spettacolo
grande e particolare per tutto il mondo cattolico e non
cattolico e di fronte al quale la scienza vera o fasulla
ha appuntato tutte le sue lance inutilmente.
II
- La Casa di Loreto.
Sulla Santa Casa di Loreto molto c'è da dire perchè
si tratta del Santuario più importante della Chiesa
cattolica.
Si tratta, come è noto da tutta la storia che la
riguarda, della Casa di Maria di Nazareth, ove la Madonna
nacque, visse e concepì l'Emmanuele.
In questa Casa di Nazareth Maria ricevette l'annuncio dell'Angelo
Gabriele.
Io sono stato nella Santa Casa oltre tre anni (1949-53)
per completarvi gli studi filosofici e teologici. Il 13
luglio 1952, al 3° anno di teologia, fui ordinato sacerdote.
Ricordo che tra i Frati Minori Cappuccini, giovani ed anziani,
non tutti erano perfettamente convinti dell'autenticità
della S. Casa. lo ascoltavo gli uni e gli altri.
In questi ultimi tempi ho avuto occasione di leggere qualcosa
sulla Santa Casa ed ho capito che i ricordi che ne avevo
erano incompleti. Nel "Nuovo Dizionario di Mariologia"
(Ed. Paoline, 1988) e nel “La Santa Casa di Loreto"
di P. Giuseppe Santarelli ho letto molte cose importanti,
tra le quali:
1. Nel 1955-60 furono fatti scavi a Nazareth
e fu accertato che il luogo dell'Incarnazione - costituito
da una Grotta tuttora esistente e da una Casa in muratura
antistante - fu conservato con molta cura fin dai primi
tempi. Infatti è stato accertato che la casa di Maria
fu adibita a culto e protetta da una chiesa tipo sinagoga,
molto probabilmente costruita dagli stessi parenti di Gesù.
Nel sec. V una solida basilica bizantina prende il posto
della sinagoga, e nel sec. XII la basilica bizantina è
sostituita da una maestosa basilica fatta dai crociati.
Nel 1263 i musulmani abbatterono anche la basilica crociata.
La Divina Provvidenza volle risparmiate e la Grotta e la
Casa. La data della traslazione, della Casa di Maria di
Nazareth a Loreto risale al 1291-1294. I devoti che andavano
a Nazareth dal 1291 non indicano più come luogo dell'Incarnazione
la Casa, ma solo la Grotta.
2. Gli scavi archeologici condotti nel
sottosuolo della S. Casa di Loreto nel 1962-65 hanno confermato
alcuni importanti dati storici della traslazione, come la
mancanza di fondamenta proprie, il muro "bono grosso"
fatto da recanatesi e la collocazione della S. Cappella
su una pubblica strada. In più hanno individuato
interventi edilizi precedenti al suddetto muro, detti pre-recanatesi,
i quali attestano una chiara volontà di conservazione
dell'umile manufatto, con un'attenzione archeologica inspiegabile
a quei tempi se si nega la tradizione della sua origine.
Studi specifici sulla struttura edilizia della S. Casa hanno
dimostrato: a) essa non ha riscontro nella
edilizia marchigiana; b) appare come una
vera e propria casa e non come una chiesa; c)
la sua costruzione è tale da giustificare pienamente
la Grotta che è a Nazareth e la Casa che vi era annessa
e che non c'è più; d) il
materiale di cui è composta non ha alcun riscontro
nella zona marchigiana. Inoltre gli scavi hanno portato
alla luce interessanti indizi e reperti archeologici, come:
1. Sulle pietre vi sono vari graffiti simili
a quelli di Nazareth; 2. I resti di un
uovo di struzzo. Dai crociati sappiamo che le uova di struzzo
venivano collocate nelle Chiese di Terra Santa, quale ornamento
e simbolo del Verbo di Dio fecondato nel seno di Maria dal
sole dello Spirito Santo, nello stesso modo che l'uovo deposto
dalla femmina sulla sabbia veniva fecondato direttamente
dal sole; 3. Cinque croci di stoffa di
crociati o di cavalieri; 4. Un'antica immagine
dell'Immacolata, rinvenuta in una cavità del muro,
che indica l'antichità dei culto tributato a Maria,
concepita e nata immacolata nella casa di Nazareth; 5.
Monete di zecca tedesca del sec. XIII che conferma
la presenza di pellegrini germanici che si recavano a Loreto
per devozione; 6. Due tornesi di Guido
duca d'Atene che offrono una precisa indicazione cronologica:
1287-1308, gli anni del ducato di Guido, i quali coincidono
con l'epoca della traslazione della S. Casa fissata dalla
tradizione al 1291-1294 (1291 in, Illiria, 1294 a Loreto,
ove è attualmente).
Leggendo il libro di P. Giuseppe Santarelli si trovano molte
altre prove che confermano l'autenticità della S.
Casa.
Il
Santuario di Loreto - dopo molti studi, ricerche archeologiche
e critiche - ha un legame tutto speciale con il luogo santo
di Nazareth in virtù dell'insigne reliquia che è
la S. Casa della Vergine, commemora anzitutto il mistero
dell'Incarnazione e l'opera dello Spirito Santo, la nascita
immacolata di Maria, e la santità della S. Famiglia
di Nazareth.
Fra tutti i santuari consacrati alla Madonna al primo posto
sta quello di Loreto che brilla d'incomparabile fulgore,
appunto perchè è l'augustissima Casa consacrata
dai divini misteri.
I fondamenti storici, teologici e spirituali sono tali che
il Santuario di Loreto può resistere all'erosione
della critica più sottile e anche più agguerrita
d'ogni tempo.
Tra i critici ci sono quelli che propendono per una traslazione
della Santa Casa meno miracolistica e più naturale:
cioè essa sarebbe stata trasportata per opera di
alcuni personaggi o dagli stessi crociati per via mare,
logicamente dopo averla ricuperata pietra per pietra e poi
ricostruita. Ma ci sono altri fatti storici, come la provenienza
dall'Illiria e poi da Tersatto (Dalmazia) ove la S. Casa
sostò per alcun tempo. Ora, volendo ammettere il
trasporto delle pietre e poi la ricostruzione di esse più
volte per la ricomposizione della S. Casa, a me, personalmente,
sembra più inverosimile che il trasporto miracoloso
di essa. A Dio tutto è possibile e non c'è
da meravigliarsi se, per una Casa così preziosa,
Egli abbia compiuto un grande miracolo. D'altra parte tale
trasporto prodigioso meglio giustifica il grande sviluppo
e la grande ammirazione e devozione, non solo di tutti i
fedeli del mondo, ma anche dei papi, di tanti santi e di
grandi personalità della scienza e del sapere.
P. Giuseppe Santarelli, che è il responsabile della
Congregazione Universale della S. Casa di Loreto, così
conclude: “Comunque, qualunque sia la verità storica
sul trasporto della S. Casa, o per “ministero angelico”
o per iniziativa di uomini, anch'essa provvidenziale, è
importante è che a Loreto si venera un'insigne reliquia,
ricca di alto significato spirituale. Infatti non è
importante il modo del trasporto della S. Casa, ma il suo
messaggio".
III
- Lourdes.
Le
visioni sono come un solo blocco nell'esistenza di Bernardetta,
che non ne ebbe altre, né prima né dopo e,
tra le suore della Carità di Nevers essa fu, come
diceva spesso la superiora generale, "una buona e comunissima
religiosa".
Le visioni furono strettamente localizzate nel tempo e nello
spazio; erano ad un tempo visive e uditive. Invece l'allucinazione
è visuale oppure uditiva.
Nessun fenomeno psichico anormale precedette o accompagnò
i fatti: la fanciulla, per quanto ignorante, ha un giudizio
sano e non devierà mai dalla strada ove crede che
sia la verità. Questa sua semplicità e fermezza
scosse immense folle. Dopo alcuni giorni di gloria, anzi
di prova e di martirio, Bernardetta si consacrò a
Dio, senza godere del suo trionfo; anzi senza nemmeno conoscerlo.
L’incredulo dirà che la conclusione è troppo
affrettata poiché occorrono dimostrazioni più
o meno estese e ramificate, secondo le osservazioni da provare.
Certo Renato Poicier scriveva che se la Sindone di Torino
fosse quella d'un faraone, non avremmo nessuna difficoltà
a riconoscerla autentica; se invece si pretende che sia
il lenzuolo che avvolse Cristo, le conseguenze sono talmente
gravi che noi vogliamo un supplemento d'informazioni, di
prove assolutamente imbattibili. E noi ammettiamo che queste
esigenze siano giuste, anche se eccessive.
Le visioni di Bernardetta contengono un programma preciso:
erezione di una cappella, processioni e pellegrinaggi; inoltre
la Vergine domandò atti d'umiltà e di penitenza.
Bernardetta fu invitata a bere l'acqua di una fonte inesistente.
Ma la Madonna la invitò più volte a scavare,
finchè scaturì l'acqua di una fonte che è
ancora e sempre attiva. La fanciulla ebbe l'assicurazione
della Vergine che sarebbe stata felice non in questo mondo
ma nell'altro.
Con tutta semplicità e umiltà la fanciulla
trasmise al clero tutte le richieste di Maria. La sua ignoranza,
l'umile condizione della famiglia, fecero si che i sacerdoti
la trattassero da stupida e menzognera; il Vescovo, il prefetto,
tutte le persone istruite, e perfino il governo considerarono
lo strano affare di Bernardetta una follia o una macchinazione
e incaricano e pregano il clero di farla finita.
E' notevole, come tu stesso hai detto, che il parroco del
luogo, Peyromale, rifiutò a lungo di credere alle
apparizioni. Ma la cosa più notevole è che
anch'egli fu costretto a credere... Quindi tutto era contro
Bernardetta. Finanche la Chiesa per mezzo dei suoi rappresentanti.
Il padre Petitot (Storia delle apparizioni di Lourdes, Parigi,
Desclée de Br, 1935), in due volumi rimette le cose
a posto: leggendo le risposte di Bernardetta al procuratore
imperiale e al commissario, vi sembrerà di sentire
Giovanna d'Arco. E' sintomatico e molto istruttivo costatare
come la lunga e tenace opposizione abbia dovuto cedere,
come il programma delle visioni sia stato del tutto attuato,
come la grotta di Massabielle sia diventata la meta più
celebre di pellegrinaggi da tutto il mondo.
Dimenticavo
un particolare: la Madonna aveva la corona del Rosario tra
le mani, e anche Bernardetta era munita di corona e recitava
il rosario con l'intento di fugare la visione caso mai si
fosse trattata di una cosa diabolica. Quando Bernardetta
diceva l'Ave Maria, la Madonna taceva, ma quando recitava
il Pater e il Gloria, la Madonna li recitava anche Lei,
perciò non diceva l'Ave Maria a se stessa, come tu
hai affermato erroneamente...
IV
- Fatima.
Nella
diocesi di Leira, nella catena della Serra d'Aire, su un
altipiano carsico, in terreno di epoca terziaria, sorge
il villaggio di Fatima, sconosciuto in tutto il mondo fino
al 1917. Il nome è di evidente origine araba, dovuto
all'invasione musulmana che devastò soprattutto il
sud del Portogallo fino al 1140. Nella Conca de Iria, il
13 maggio 1917 Lucia dos Santos (10 anni), Francesco Marto
(9 anni) e Giacinta Marto (7 anni) pascolavano il gregge
come altri giorni in una proprietà del babbo di Lucia.
A mezzogiorno un forte lampo: una Signora bellissima comparve
sopra un cerro. Raccomandò il segreto, ed ingiunse
preghiere per affrettare il termine della guerra. Il 13
successivo, e cosi fino all'ottobre, tornarono i pastorelli
per rivedere e parlare con l'apparizione. In agosto i pastorelli
furono posti in prigione e l'apparizione si verificò
nella località dei Volinhos, vicino a casa. In ottobre
la visione si manifestò per quello che era: la Madonna
del Rosario, che raccomandava nuovamente preghiera e penitenza
per la cessazione della guerra profetizzando pure un altro
flagello se il mondo non si fosse convertito. Con la Madonna
comparvero pure il Bambino Gesù e S. Giuseppe. Tali
apparizioni furono confermate da fenomeni metereologici,
attestati da gran parte dei circa 70.000 pellegrini presenti.
In seguito le folle dei pellegrini aumentarono ogni anno
provenienti da tutte le parti del mondo. La statua della
Madonna di Fatima fu incoronata solennemente il 13 maggio
1946. E' sorto un grandioso santuario che dà alla
Conca de Iria l'aspetto di città santa come a Lourdes.
Anche qui infatti si moltiplicano i miracoli di ordine fisico
e di ordine soprannaturale. La statuetta della Madonna cominciò
a pellegrinare per il mondo intero "Missionaria di
Dio", e tutti i popoli di Oriente e di Occidente (compresi
i musulmani) si fanno onore di riceverla e di averla protettrice.
I tre pastorelli ebbero anche una visione dell'inferno e
delle anime che vi erano e vi cadevano dentro. A Giacinta
e a Francesco la Madonna predisse che presto sarebbero andati
in Paradiso, mentre a Lucia disse che sarebbe dovuta rimanere
ancora molto sulla terra per la diffusione alla devozione
del Rosario. Tutto si è avverato secondo le predizioni
della Madonna.
La Chiesa come ha concesso il culto alla Madonna di Lourdes
altrettanto ha stabilito per il culto della Madonna di Fatima.
Tutti conoscono la proverbiale prudenza e saggezza della
Chiesa Cattolica, Apostolica, Romana. Soltanto di fronte
alle certezza naturale e scientifica dei fatti e a quella
non meno sicura del soprannaturale procedere dei fenomeni,
la Chiesa consente ai fedeli determinati culti e devozioni.
V – Immagini e statue di Madonne che aprono e chiudono gli
occhi, piangono, ecc.
Nel rispondere alla V° delle obiezioni, sarà
bene ripeterti che io credo soltanto a ciò che la
Chiesa Romana approva su tali manifestazioni. E so che i
casi di statue della Madonna, di Gesù o di altri
Santi, che hanno dato dei segni miracolosi sono diversi,
io mi limiterò ad un solo caso perchè è
uno dei più recenti e più clamorosi: la Madonna
delle Lacrime di Siracusa.
I coniugi Angelo Iannuso ed Antonia Giusto avevano posto,
come capezzale nella loro camera matrimoniale, un quadro
di gesso raffigurante il Cuore Immacolato di Maria.
In via degli Orti n., 11, abitazione dei due coniugi, il
giorno 29 agosto 1953, di mattina verso le 8.30, Antonia
rimasta sola, si senti molto male. Era sofferente per l'attesa
di un bimbo, da avere la vista annebbiata e prostrata da
una profonda crisi. La giovane donna trovava molto conforto
nell'invocare la Madonna. Quella mattina le si rivolse con
una invocazione più accorata e fissando gli occhi
sul quadretto sovrastante il suo letto. Quale non fu la
sua grande e comprensibile sorpresa nell'accorgersi che
gli occhi soavi e dolci della Madonna versavano lacrime.
Chiamò la suocera e la cognata (il marito era al
lavoro) che erano in casa e, con voce rotta dalla commozione,
gridò: "La Madonna piange, la Madonna piange!",
le donne non volevano credere, uscirono fuori casa e chiamarono
i vicini. Numerose persone accorsero e presto la notizia
si propagò per tutta la città. Una moltitudine
di gente si recò all'umile casetta della Giusto,
tutti volevano assistere al fenomeno della lacrimazione.
Lascio immaginare l'andare e venire della folla. Il fenomeno,
a riprese più o meno lunghe, si protrasse nei giorni
30-31 agosto e 1 settembre, sia all'interno che all'esterno
della casa, dove era stato esposto il quadro. Siracusa divenne
meta di numerosi pellegrinaggi. I mass-media e la stampa
commossero il mondo intero. Il tribunale ecclesiastico,
di fronte ai numerosi miracoli e alle numerosissime testimonianze
(furono tante da riempire diversi volumi), iniziò
il processo storico-canonico.
La scienza medica e la tecnica specializzata confermarono
i fatti in maniera irrefutabile.
Una commissione di medici e di analisti, per incarico della
Curia arcivescovile, il 1° settembre alle ore 11, si
recò in casa della signora Giusto e riuscì
a prelevare più di un centimetro cubico di quel liquido
sgorgato dagli occhi della Madonna. I medici analisti all'unanimità
affermarono: "Il liquido emesso dagli occhi della Madonna
ha analoga composizione delle lacrime umane".
La macchina fotografica e la cinepresa riproducono quello
che esiste nella realtà, senza alterazione, senza
possibilità di suggestione. Da questi mezzi, usati
durante la lacrimazione, risultò visibile la traccia
delle lacrime nel lento percorso dalla cavità orbitale
fino alla concavità della mano, posta a sorreggere
il cuore della santa effigie. Inoltre si conservano trecento
fotogrammi scattati da una cinepresa dai quali si vede il
formarsi, il fluire e lo sciogliersi delle lacrime, prima
dall'occhio sinistro poi da quello destro.
Di fronte a tali fatti la Chiesa, tramite l'Episcopato Siculo,
si è così espressa: “Vagliate attentamente
le relative testimonianze dei documenti originali, i Vescovi
di Sicilia, in data Palermo 12 dicembre 1953, hanno concluso
unanimemente col giudizio che non si può mettere
in dubbio la realtà della lacrimazione". Gli
stessi Vescovi però esortavano: “Fanno voti che tale
manifestazione della Madre Celeste ecciti tutti a salutare
penitenza ed a più viva devozione verso il Cuore
Immacolato di Maria. Auspicando inoltre la sollecita costruzione
di un Santuario che perpetui la memoria del prodigio".
Non
cattolico.
Ma tu sei proprio sicuro di tutto quello che dici? Sapessi
quanti non ci
credono! ...
Cattolico.
Io sono sicuro di quello che dico perchè prima di
me se ne è resa sicura la scienza, moltissimi che
hanno assistito ai fatti e, principalmente, perchè
se ne sono convinte anche le autorità ecclesiastiche.
Ma oltre a questo miracolo della lacrimazione della Madonna
di Siracusa, io credo a tanti altri grandi miracoli che
sono avvenuti e avvengono spesso nella Chiesa di Dio. Di
diversi di essi ho già dato notizie, qui mi limiterò
solo a dirti che sono nel capitolo dedicato a “L’EUCARISTIA
E LA S. MESSA”.
Essi
sono:
1. Il più grande miracolo eucaristico della
storia;
2. Il Corporale di Bolsena religiosamente custodito nel
Duomo di Orvieto;
3. Sprizza sangue da un'ostia serrata in breviario;
4. Il miracolo eucaristico di Siena;
5. Il miracolo del Sangue di S. Gennaro;
6. Cieca che vede;
7. A Padova si conserva la lingua incorrotta di S. Antonio;
8. Ad Assisi si conserva, incorrotto, il Corpo di S. Chiara.
9. L'immagine miracolosa della Madonna di Guadalupe (Messico).
Si tratta di uno dei più grandi portenti del mondo.
10. Quanto avviene a Camposampiero (Padova), in ricordo
della vita di S. Antonio di Padova.
11. Il Faggio di S. Francesco.
12. La Sacra Sindone.