Il
Matrimonio e la famiglia
(Mc.
10, 1-12)
Le
basi più solide e incrollabili dell’umana civiltà sono l’altare
e il focolare, vale a dire la religione e la famiglia.
La
vera felicità di un matrimonio, di una famiglia si fonda
su questi tre beni: “Il bene della fedeltà. Il bene dei
figli. Il bene del Sacramento” (S. Agostino).
IL
BENE DELLA FEDELTA’ (“Bonum fidei”)
A
- O Sposi siate fedeli l’uno all’altro
1
- Il matrimonio viene da Dio, il Quale l’ha voluto uno e
indissolubile. La Bibbia afferma: “Dio disse:
facciamo l’uomo a nostra immagine e somiglianza; maschio
e femmina li creò. Dio li benedì e disse loro: Siate fecondi
e moltiplicatevi. Per questo l’uomo lascerà suo padre e
sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola
carne” (1). Il 9º Comandamento suona così: “Non desiderate
la donna d’altri”: quindi Dio proibisce perfino il divorzio
di desiderio. Perciò possiamo affermare con S. Agostino:
“Il matrimonio indissolubile viene da Dio, il divorzio viene
dal diavolo”.
2
- Gesù ha confermato l’indissolubilità del matrimonio
con parole molto chiare: “Gli si avvicinarono alcuni farisei
per metterlo alla prova e gli chiesero: E’ lecito a un uomo
ripudiare la propria moglie? Egli rispose: Non avete letto
che il Creatore da principio li creò maschio e femmina e
disse: Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e
si unirà a sua moglie e i due saranno una carne sola? Quello
dunque che Dio ha congiunto l’uomo non lo separi. Gli obiettarono:
Perché allora Mosè ha ordinato di darle l’atto di ripudio
e di mandarla via? Rispose loro Gesù: Per la durezza del
vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre
mogli, ma da principio non fu così. Perciò io vi dico: Chiunque
ripudia la propria moglie, se non in caso di concubinato,
e ne sposa un’altra, commette adulterio” (2). “E chiunque
sposa una ripudiata commette adulterio” (3).
S. Paolo
dice: “Agli sposati poi ordino, non io, ma il Signore: la
moglie non si separi dal marito - e qualora si separi, rimanga
senza sposarsi o si riconcili con il marito - il marito
non ripudi la moglie. La moglie è vincolata per tutto il
tempo in cui vive il marito” (4), e viceversa.
3 - Il
vero amore esige l’indissolubilità: ha questa espressione
che è un programma di vita: “Solo te! Sempre te!...”
4 - Il
figlio esige un matrimonio indissolubile. Chiedete a
un bimbo: Sei contento che tuo papà lasci la casa e vada
con un’altra donna? Oppure che la mamma abbandoni casa e
papà e vada a convivere con un altro uomo? Quel bimbo rimarrà
con gli occhi imbambolati e lacrimanti poiché gli sembrerà
strano e orrendo che avvenga una cosa tanto delittuosa:
la risposta dell’innocente, è la voce di Dio.
B
- O sposi, amatevi nel Signore!
La
più bella definizione del Signore è questa: “Dio è amore”.
E la più bella definizione del matrimonio è la seguente:
“Patto di amore”, “comunità di amore” (5). Dio ha fatto
tutto per amore, e lo stesso matrimonio - dice Paolo VI
- è “nato dall’amore creativo e paterno di Dio”. Perciò
gli sposi devono amare tanto il Signore per amarsi sempre
nel Signore.
Allora
tra i coniugi non ci sarà soltanto l’innamoramento che è
istintivo, facile e passeggero; ma ci sarà il vero amore
che è molto difficile, ma permanente e non verrà mai meno.
Così
S. Paolo descrive il vero amore o carità fraterna:
“La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa
la carità, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto,
non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto
del male ricevuto. Tutto copre, tutto crede, tutto spera,
tutto sopporta” (6). Quando tra i coniugi ci sarà questo
vero amore, la loro casa sarà un paradiso anticipato.
II
- IL BENE DEI FIGLI (“Bonum prolis”).
Un
neonato bambino è stato ritrovato nel cassettone della spazzatura
dei rifiuti (a Bari, l’8 dicembre 1985); era ancor vivo;
piangeva disperatamente; fu chiamato Francesco. I bimbi
non devono essere gettati o abbandonati o soppressi: non
sono un veleno; ma un dono di Dio, con un’anima spirituale
e immortale.
1
- Accettate i figliuoli! Gesù vi ripete: “Chi accoglie
questo fanciullo nel mio nome, accoglie Me” (7).
Il
numero dei figli va programmato senza calcoli egoistici,
ma “con generosa umana e cristiana responsabilità fidando
nella divina Provvidenza” (8).
In
questa regolazione delle nascite si presti attenzione a
quanto segue:
a)
Non è lecita né la fecondazione in vitro (la quale
comporta pure la soppressione di feti e quindi produce aborti),
né la fecondazione extraconiugale, né quella coniugale
che sia sostitutiva (e non semplicemente coadiuvante)
dell’atto di amore stabilito da Dio come unica maniera veramente
umana con cui deve essere concepito e generato il figlio.
(Certi esperimenti si usino solo per gli animali!)
b)
Non sono leciti i contraccettivi e gli altri mezzi
artificiali, perché sono contro la legge della natura che
è legge di Dio. (E sono più o meno nocivi).
Invece
sono leciti i metodi naturali, come per esempio il
metodo dell’ovulazione dei coniugi Billings o quello del
Dott. Bonomi o il metodo della temperatura. Il più diffuso
è il metodo Billings, altamente scientifico, adatto
a tutte le donne, relativamente facile, dà risultati mai
inferiori e sovente alquanto superiori ai metodi artificiali,
non nuoce né alla salute né all’amore coniugale, è stimato
e usato in oltre cento nazioni. (Chiedi il libro a una libreria
cattolica).
c)
Non è lecito l’aborto, che non è un diritto o un
progresso (come si va berciando), ma è un orribile delitto.
Appena avvenuto il concepimento, nei nastri DNA che
sono nei geni che popolano i cromosomi, c’è
tutto l’uomo vivo e programmato (è già stabilito anche il
numero dei capelli, il colore degli occhi, ecc...). E la
Chiesa che sta con la scienza e in difesa dei più deboli,
ripete con forza le parole di Dio: “Non uccidere!...”. “Il
sangue degli innocenti grida vendetta presso Dio!”.
2 - Difendete
i figli dal malcostume, dalle cattive compagnie, da
spettacoli indecenti, da tempeste di errori, dal peccato.
3 - Educate
religiosamente i figli, con la parola, con l’esempio.
Affidateli alla Madonna e raccomandateli a Lei ogni giorno.
III
- IL BENE DEL SACRAMENTO (Bonum Sacramenti).
Gesù ha
elevato il matrimonio all’altezza infinita di Sacramento,
di cui gli stessi sposi sono ministri, mentre il Sacerdote
assiste e benedice come rappresentante di Gesù e del popolo
di Dio. Quindi Gesù ha fatto del matrimonio una cosa santa
e santificante che aumenta la grazia di Dio e dona una
grazia particolarissima detta sacramentale che
elargisce specialissimi aiuti divini affinché i coniugi
possano vivere nella fedeltà, nel vero amore, nella via
verso la santità e possano educare i figli secondo i desideri
del Cuore di Gesù. Insomma questo Sacramento fa sgorgare
un fiume di grazie e di benedizioni che accompagneranno
gli sposi e la loro famiglia nel cammino terreno fino all’ingresso
alla vita eterna.
I
battezzati che rifiutano questo Sacramento ossia che
fanno la scelta del matrimonio non religioso, davanti a
Cristo Dio non sono sposati, e vivono in uno stato permanente
di peccato grave. Non possono ricevere né l’assoluzione
nella Confessione né la S. Comunione: tuttavia non sono
separati dalla Madre Chiesa, e il Papa e i Vescovi li esortano
cordialmente e vivissimamente a partecipare sempre alla
S. Messa, alla catechesi, alle iniziative ecclesiali, alle
opere caritative e a pregare molto e a coltivare grande
devozione alla Madonna per ottenere misericordia e salvezza.
S. Paolo
parla di questo Sacramento quando afferma che l’amore
tra gli sposi deve essere simile all’amore che Cristo ha
verso la Chiesa sua sposa e che la Chiesa ha verso Cristo
suo sposo: “Voi mariti amate le vostre mogli come Cristo
ha amato la sua Chiesa e ha dato se stesso per lei. Per
questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà alla
sua donna e i due formeranno una carne sola. Questo mistero
è grande; lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa”
(9).
Il
Conc. Vaticano II afferma: “Cristo Signore viene incontro
ai coniugi cristiani con il Sacramento del Matrimonio e
rimane con loro. L’autentico amore coniugale è assunto nell’amore
divino ed è sostenuto e arricchito dalla forza redentiva
del Cristo e dall’azione salvifica della Chiesa” (10).
Il Catechismo
della Chiesa Cattolica afferma:
“L’alleanza
nuziale tra Dio e il suo popolo Israele aveva preparato
l’Alleanza Nuova ed eterna nella quale il Figlio di Dio,
incarnandosi e offrendo la propria vita, in certo modo si
è unita tutta l’umanità da lui salvata, preparando così
“le nozze dell’Agnello” (Apocalisse 19, 7.9) (n. 1612).
“Alle
soglie della sua vita pubblica, Gesù compie il suo primo
segno (o miracolo) – su richiesta della madre – durante
una festa nuziale. La Chiesa attribuisce una grande
importanza alla presenza di Gesù alle nozze di Cana. Vi
riconosce la conferma della bontà del matrimonio e l’annuncio
che ormai esso sarà un segno efficace della presenza
di Cristo” (n. 1613).
“Tutta
la vita cristiana porta il segno dell’amore sponsale di
Cristo e della Chiesa. Già il Battesimo, che introduce
nel Popolo di Dio, è un mistero nuziale: è per così dire,
il lavacro di nozze che precede il banchetto di nozze, l’Eucarestia.
Il Matrimonio cristiano diventa, a sua volta, segno
efficace, sacramento dell’alleanza di Cristo e della
Chiesa. Poiché ne significa e ne comunica la grazia, il
matrimonio fra battezzati è un vero Sacramento della Nuova
Alleanza” (n. 1617).
Si
mediti la bella esortazione di Pio XI: “Ricordino
gli sposi continuamente che, in forza dei doveri e della
degnità del loro stato, sono stati santificati e fortificati
da un Sacramento la cui grazia dura perpetuamente. Il matrimonio
è in effetti simile all’Eucaristia che è Sacramento non
soltanto nel momento in cui si celebra, ma perdura finché
si conservano le speci”.
Questo
Sacramento esige un’accurata preparazione spirituale
come la esigono la 1ª Comunione, la Cresima, e l’Ordinazione
Sacerdotale a cui ci si prepara per anni. Il fidanzamento,
non si sprechi in sciocchezze e sdilinquimenti. E’ cosa
seria! Non si sporchi con peccati, e sconcezze che
falsamente vengon chiamate amore. Sia, invece, un tempo
di riflessione, di crescita spirituale, di intensa preghiera.
Questo
Sacramento esige che lo si viva come sorgente perenne
di grazie, come palestra di santificazione. Papà e mamma
siano per i figli luminosa guida verso il Padre celeste
e verso la Mamma celeste. Ogni famiglia sia come un piccolo
seminario perché abbiano a rivelarsi e a sbocciare vocazioni
sacerdotali e religiose. Ogni casa sia veramente
una “chiesa domestica” quindi vi siano le immagini
sacre e benedette: quando verrà l’ora della morte (che
è l’ora della verità) non cercherete la figura di quella
donna svestita, il volto di quella diva poco esemplare,
nemmeno di quel calciatore, neppure il portacenere; ma cercherete
con ansia soltanto l’immagine di Gesù, della Madonna, dei
Santi e l’acqua santa. E soprattutto vi sia ogni giorno
la preghiera comunitaria. “La casa - dice Tommaseo
- o è chiesa o è tana”: diventa chiesa se ivi si prega insieme
e con devozione ogni giorno. L’esperienza di secoli insegna
che “la famiglia che prega unita, vive unita”: su questa
terra vive unita nell’affetto, nella fede, nella grazia,
per ritrovarsi unita nella gloria del Cielo.
ESEMPIO.
Sergio Bernardini e Domenica Bedonni, contadini nelle
montagne di Pavullo (Modena), sono vissuti e morti santamente.
Coniugi e genitori esemplarissimi, pur tra stenti e sacrifici
e tanta povertà. Hanno avuto non poche sofferenze, ma le
hanno sopportate volentieri con tanto amore a Gesù. Sergio,
già felicemente sposato, in pochi anni ha 7 funerali in
casa sua: gli muore papà, mamma, fratello, la sposa e i
tre figli. Rimane solo come un povero Giobbe. Ma non si
lamenta e confida nel Signore. Incontra un’ottima signorina,
Domenica, che ha i suoi stessi sentimenti: formare una famiglia
molto religiosa, con tanti figli da educare religiosissimamente
nella speranza che qualcuno si consacri al Signore. Hanno
dieci figli; e ne adottano un altro, un ragazzo negro che
diventerà Sacerdote e Vescovo: Felix. L’educazione dei figli
è veramente straordinaria, in un clima tutto soffuso di
preghiera, di devozione alla Madonna, di continue invocazioni
allo Spirito Santo, in un ambiente di duro lavoro nei campi,
ma di grande serenità e gioia, di semplicità e di forte
fede. Due figliuole si sposano. Sei figlie si consacrano
al Signore. I due figli diventano Sacerdoti Cappuccini:
P. Sebastiano, predicatore e Direttore spirituale di tanti
giovani e handicappati; e P. Germano, missionario, il quale
nel 1983, dal suddetto Vescovo Felix viene consacrato Arcivescovo
di Smirne (Turchia). Questi figli sono missionari in tutti
i continenti. Al funerale sia di Sergio (nel 1966) come
di Domenica (nel 1971) c’è una folla enorme di fedeli, e
la S. Messa viene concelebrata da oltre 50 Sacerdoti. Fedeli
e Sacerdoti ripetono: “E’ morto un santo!”, “E’ morta una
santa!”. (11)
Ecco
il Testamento Spirituale di Domenica, che contiene
pure i pensieri di Sergio: “Tutte le cose mi parlano del
Signore e mi portano a Lui. Baciando una rosa, bacio la
bellezza di Dio. i miei figli sono la mia corona e i miei
tesori. Oh, se potessi spiegarmi e farmi sentire da tutte
le mamme del mondo, quale dono, quale grazia grande è l’avere
dei figli e delle Vocazioni nella propria famiglia! Ho sempre
desiderato che i miei figli facessero del bene al mondo,
per la gloria di Dio. Ora chiedo che siate santi. Sono contenta
di avere tanti figli, ma ne vorrei altri per avere altri
Sacerdoti, altri Missionari. Nella sofferenza: coraggio.
Il Signore ha poi tutta l’eternità per farci gioire. Ai
figli missionari: Non dubitate, sono più che felice; benedetti
figli che andate a fare del bene. Noi siamo con voi e vi
aiutiamo tutti i giorni con le preghiere. Quando il Signore
mi chiamerà nel suo Regno, dite a tutti la mia felicità
con il suono di campane a festa. Devo tanto ringraziare
il Signore delle molte grazie che ci ha fatto. Vivo volentieri
per i miei figli: prego spesso Gesù che li assista in ogni
momento. Me li avete dati, Signore: io ve li ho allevati,
ma sono vostri. Benediteli. Gesù, la Mamma celeste e la
mamma terrena vi benediciamo. Arrivederci in Cielo”.
Quando
avremo tanti sposi e genitori con questi sentimenti, si
moltiplicheranno le Vocazioni Sacerdotali e religiose, sorgeranno
numerose famiglie profondamente cristiane e la società e
il mondo saranno molto migliori.
PROPOSITO.
Invochiamo la Madonna, “Madre della Chiesa domestica”, perché
grazie al suo aiuto materno, la nostra famiglia e ogni altra
famiglia possa diventare veramente una “piccola chiesa”.
(1)
Gen. 1, 26 ss. 2, 24 s. (8) G.S. 50
(2)
Mt. 19, 3-9 (9) Ef. 5, 25-31 s.
(3)
Mt. 5, 28 Cfr. Lc. 16, 18 (10) G. et S., 48
Mc. 10,
11; Rom. 7, 2 s. (11) Leggi la biografia:
(4)
1 Cor. 7, 10 s. e 39 “Una vocazione a
(5)
G.S. 48 tutti i carismi (ed. Rogate)
(6)
1 Cor. 13, 4-7 di Romeo Panciroli.
(7)
Lc. 9,48