L'inferno esiste e molti si dannano
Scritti
biblici , del Magistero , dei santi e di altri importanti
autori sull’inferno e sui molti che vi cadono
di
don Tullio Rotondo
E'eretico
non credere all'esistenza dell'Inferno
Dai
testi riportati all’inizio di questo lavoro, testi magisteriali
di altissimo livello, appare evidente che chi non crede
alla esistenza dell’inferno è eretico. Come si è
potuto vedere sopra la Chiesa si è impegnata ad un
livello altissimo per affermare che chi muore in peccato
mortale è punito con i diavoli nell’inferno
Benedetto
XII, Cost. Benedictus Deus: DS 1002 in
cui tra l'altro si afferma;
“Noi
inoltre definiamo che, secondo la generale disposizione
di Dio, le anime di coloro che muoiono in peccato mortale
attuale, subito dopo la loro morte discendono all'inferno
dove sono tormentate con supplizi infernali e che non di
meno nel giorno del giudizio tutti gli uomini compariranno
davanti al tribunale di Cristo con i loro corpi, per rendere
conto delle loro azioni affinché ciascuno riporti
le conseguenze di quanto ha operato con il corpo, sia il
bene che il male”
A
ulteriore conferma di quanto abbiamo appena detto riportiamo
quanto si afferma nel motu proprio di Giovanni Paolo
II “Ad tuendam fidem”
“A)
Il can. 750 del Codice di Diritto Canonico d’ora in poi
avrà due paragrafi, il primo dei quali consisterà
del testo del canone vigente e il secondo presenterà
un testo nuovo, cosicché nell’insieme il can. 750
suonerà:
Can.
750 - § 1. Per fede divina e cattolica sono
da credere tutte quelle cose che sono contenute nella parola
di Dio scritta o tramandata, vale a dire nell'unico deposito
della fede affidato alla Chiesa, e che insieme sono proposte
come divinamente rivelate, sia dal magistero solenne della
Chiesa, sia dal suo magistero ordinario e universale, ossia
quello che è manifestato dalla comune adesione dei
fedeli sotto la guida del sacro magistero; di conseguenza
tutti sono tenuti a evitare qualsiasi dottrina ad esse contraria.”
....
il
canone 751 afferma che sono eretici coloro che
negano ostinatamente una verità da tenere per fede
divina e cattolica o ostinatamente dubitano su di essa.
Il
canone 1364 afferma che per tale peccato è
prevista la scomunica latae sententiae
Nella
"Nota illustrativa della professio fidei"
si dice riguardo alle verità del canone 750 comma
1 più sopra indicato
“5.
Con la formula del primo comma: «Credo pure con
ferma fede tutto ciò che è contenuto nella
parola di Dio scritta o trasmessa e che la Chiesa, sia con
giudizio solenne sia con magistero ordinario e universale,
propone a credere come divinamente rivelato»,
si vuole affermare che l'oggetto insegnato è costituito
da tutte quelle dottrine di fede divina e cattolica che
la Chiesa propone come divinamente e formalmente rivelate
e, come tali, irreformabili (11).
Tali
dottrine sono contenute nella parola di Dio scritta o trasmessa
e vengono definite con un giudizio solenne come verità
divinamente rivelate o dal Romano Pontefice quando parla
«ex cathedra» o dal Collegio dei Vescovi radunato
in concilio, oppure vengono infallibilmente proposte a credere
dal magistero ordinario e universale.
Queste
dottrine comportano da parte di tutti i fedeli l'assenso
di fede teologale. Per tale ragione chi ostinatamente le
mettesse in dubbio o le dovesse negare, cadrebbe nella censura
di eresia, come indicato dai rispettivi canoni dei Codici
canonici.
.......
11.
Esemplificazioni. Senza alcuna intenzione di esaustività
o completezza, si possono ricordare, a scopo meramente indicativo,
alcuni esempi di dottrine relative ai tre commi sopra esposti
(Cfr. Codice di Diritto Canonico, cann. 752; 1371; Codice
dei Canoni delle Chiese Orientali, cann. 599,1436, §2.).Alle
verità del primo comma appartengono gli articoli
di fede del Credo, i diversi dogmi cristologici( Cfr. DS
301-302.) e mariani (Cfr. DS 2803; 3903); la dottrina dell'istituzione
dei sacramenti da parte di Cristo e la loro efficacia quanto
alla grazia (Cfr. DS 1601; 1606.); la dottrina della presenza
reale e sostanziale di Cristo nell'Eucaristia (Cfr. DS 1636)
e la natura sacrificale della celebrazione eucaristica((Cfr.
DS 1740; 1743.)); la fondazione della Chiesa per volontà
di Cristo(Cfr. DS 3050.); la dottrina sul primato e sull'infallibilità
del Romano Pontefice(Cfr. DS 3059-3075.); la dottrina sull'esistenza
del peccato originale (Cfr. DS 1510-1515.); la dottrina
sull'immortalità dell'anima spirituale e sulla retribuzione
immediata dopo la morte ( Cfr. DS 1000-1002 : Benedetto
XII, Cost. Benedictus Deus: DS 1002 in cui tra l'altro si
afferma; “Noi inoltre definiamo che, secondo la generale
disposizione di Dio, le anime di coloro che muoiono in peccato
mortale attuale, subito dopo la loro morte discendono all'inferno
dove sono tormentate con supplizi infernali e che non di
meno nel giorno del giudizio tutti gli uomini compariranno
davanti al tribunale di Cristo con i loro corpi, per rendere
conto delle loro azioni affinché ciascuno riporti
le conseguenze di quanto ha operato con il corpo, sia il
bene che il male “)
DUNQUE
risulta ulteriormente confermato che NEGARE OSTINATAMENTE
LA (O DUBITARE OSTINATAMENTE SULLA) ESISTENZA DELL'INFERNO
NEL QUALE SONO PUNITI I DEMONI E I DANNATI E' ERESIA CHE
SI OPPONE, COME VISTO, A UNA VERITA' DI FEDE DIVINA E CATTOLICA
sulla base del canone 750 1° comma ; L'ERETICO
INCORRE NELLA SCOMUNICA latae sententiae SECONDO
IL CANONE 1364.
Conclusione
Carissimo
fratello, carissima sorella che hai letto questo testo,
il Signore apra il tuo cuore alle verità che hai
udito, ti liberi da ogni peccato e ti faccia suo apostolo
nel mondo di oggi che, purtroppo, giustifica e conferma,
in certo modo, quella terribile frase del Vangelo “Larga
è la strada della perdizione e molti la percorrono.
Quanto difficile la strada e angusta la porta che conduce
alla vita e pochi la trovano” …..
Sii
dunque tu un grande apostolo di Cristo Signore per strappare
molti dalla strada che porta all’inferno e per condurli
alla Vita che è lo stesso Gesù Cristo Signore.