niziamo
con le "sviste". Uno degli album degli Iron
Maiden che ha ottenuto molto successo è intitolato
The Number of
the Beast ("Il numero della Bestia"; EMI
1982). Il testo del brano omonimo, che è preceduto dalla lettura
del passo biblico inerente il numero della Bestia (Ap
13, 1-17) da parte di una voce cavernosa e malefica, descrive
un rito satanico celebrato di notte in una foresta: "The
ritual has begun, Satan's work is done/ 666 the Number of
the Beast, Sacrifice is going on tonight" ("Il
rito inizia, il lavoro di Satana è fatto/ 666 il numero della
Bestia, il sacrificio verrà compiuto stanotte"). Il pezzo
finisce dando la parola a Satana stesso: "666 the
one for you and me/ I'm coming back, I will return And I'll
possess your body and I'll make you burn/ I have the fire
I have the force I have the power to make my evil take its
course" (666 l'unico per me e per te/ Sto tornando,
ritornerò e prenderò possesso del tuo corpo e ti farò bruciare/
Ho il fuoco, ho la forza, ho il potere per fare sì che il
mio male prenda il suo corso"). Dopo la pubblicazione
di questo brano, di fronte all'accusa di satanismo da parte
dei soliti fondamentalisti, i fans degli Iron
Maiden rispondono abitualmente dicendo che il testo
di questa canzone è frutto di un incubo del bassista Steve
Harris e che il loro gruppo non ha nulla a che fare con il
diavolo. Incubo o no, sta di fatto che il pezzo in questione
parla di satanismo e non lo fa certo per deprecarlo o metterlo
alla berlina. In un altro album degli Iron
Maiden, Seventh
Son of a Seventh Son ("Il settimo figlio di un settimo
figlio"; EMI 1988), c'è una track intitolata Moonchild;
ecco parte del testo: "Seven deadly sins Seven ways
to win/ Seven holy paths to hell And your trip begins/ Seven
downward slopes Seven bloodied hopes/ Seven are you burning
fires, Seven your desires.../ I am he the bornless one The
fallen angel watching you Babylon, the scarlet whore"
("Sette peccati mortali, sette modi di vincere/ Sette
santi percorsi per l'inferno, e il tuo viaggio inizia/ Sette
pendii scoscesi e sette speranze insanguinate/ Sette sono
i tuoi fuochi brucianti e sette i tuoi desideri/ Io sono lui
l'unico non nato, l'angelo decaduto che guarda te Babilonia,
la prostituta scarlatta"). Per l'elaborazione di questo
testo, una perla di esoterismo iniziatico, gli Iron
Maiden si sono serviti di un'opera scritta da [...]
Liber Samekh (The Barbarous Names of Evocation),
un'opera uscita dalla penna del mago nero britannico Aleister
Crowley (1875-1947) 4. Il
titolo del brano è anche quello di un altro libro scritto
da Crowley (La
figlia della Luna); il testo descrive un'operazione
magica che prevede riti di natura autosessuale, omosessuale,
l'accoppiamento di una donna con un angelo e la successiva
nascita dell'incarnazione della Donna Scarlatta, Babalon,
la madre dell'anarchia e delle abominazioni. [...]
D'altronde,
il legame tra Crowley e gli Iron
Maiden non è affatto casuale o limitato nel tempo,
tanto che il cantante del gruppo Bruce Dickinson ha manifestato
più volte l'intenzione di girare un film sulla vita di questo
mago intitolato The
Chemical Wedding ("Il matrimonio chimico")
in collaborazione con il team di Monthy Python 5, e che il brano Man of Sorrows
("Uomo dei dolori"), incluso nel suo CD solista
Accident of Birth ("Incidente di nascita";
1997) parla del giovane Crowley 6.
In un'intervista rilasciata alla rivista Rock Brigade,
un giornalista ha chiesto a Dickinson: "L'espressione
'matrimonio chimico' è usata dagli alchimisti per definire
il momento in cui il piombo diventa oro. Quando hai avuto
l'idea di usare questo termine per il titolo dell'album?".
Risposta di Dickinson: "Gli alchimisti usavano questo
termine in modo metaforico, perché la verità è questa: il
piombo è l'essere umano e l'oro è il divino. Tutta la cosa
è veramente interessante"7.
Siamo in pieno esoterismo... Molti anni prima, lo stesso Dickinson
aveva d'altronde rivelato che per quanto riguarda le fonti
di ispirazione per i testi, gli Iron
Maiden avevano attinto "a cose come i Tarocchi
e a persone come Aleister Crowley"8.
[...]
Antico
Egitto e altre Diavolerie
Una
delle cose che salta agli occhi guardando le covers
degli LP di questo gruppo o vedendo gli scenari dei loro concerti
è il grande interesse per l'antico Egitto manifestato da questa
band. Intervistato a questo proposito, Dickinson ha
affermato: "L'idea venne da me a causa del mio interesse
per la religione, per la magia e per tutte queste strane cose
[...]. L'idea dell'album 'Powerslave' era di fare qualcosa
di abbastanza magico nel disco in modo da trasmettere l'intero
evento"10. Da notare
che sulla cover di Powerslave
("Schiavo del potere") c'è una Piramide il cui vertice
è illuminato (un altro simbolo esoterico che ha ben poco a
che fare con l'Egitto e molto con la stregoneria). C'è dell'altro.
Sul retro dell'album Piece
of Mind ("Pezzo di cervello; EMI 1983) c'è una
citazione biblica presa dal Libro dell'Apocalisse (Ap
21, 4) un po' rimaneggiata. Il passo "neither shall
be any more pain" ("nè pena esisterà più"),
è stato sostituito dalle parole "neither shall be
any more brain" ("nè
esisterà più cervello"), insinuando così che quelli
che vanno in Paradiso sono degli stolti! Il loro disprezzo
per il cristianesimo è espresso anche nella trackHeaven
Can Wait ("Il paradiso può attendere"), un brano
in cui si glorificano i piaceri della vita e si afferma che
gli uomini non dovrebbero occuparsi delle cose spirituali.
"Heaven can wait. I've a lust for the earth below"
("Il paradiso può aspettare. Ho una concupiscenza per
la terra quaggiù"). In questo ellepì, all'inizio del
brano Still Life ("Natura morta") è stato
inserito un messaggio al contrario. I fans degli Iron
Maiden sostengono che si tratti di una specie di risposta
sarcastica del gruppo a chi li
accusava di satanismo dopo la pubblicazione di The Number
of The Beast. Ascoltando al contrario il messaggio si
odono queste parole: "What ho sed de t’ing wid de
t’ree bonce? Don’t meddle wid t’ings you don’t understand"
("Che cosa ha detto il mostro dalle tre teste? Niente
che tu possa capire"). Questo messaggio, pronunciato
in dialetto giamaicano, potrebbe alludere a Cerbero, il cane-demone
che sta a guardia della porta dell’inferno, oppure a Ecate,
la dea delle tenebre della mitologia greca. E d'altronde come
negare ogni rapporto con il satanismo quando il numero 666
appare su molte copertine di loro dischi, come sul singolo
The
Trooper ("Il cavalleggero"; 1983), dove
sulle spalline di Eddie (lo zombie-mascotte del gruppo), in
versione soldato di sua maestà britannica, appare il numero
della Bestia? Lo stesso numero è stato riprodotto su tutte
le covers in occasione dell'anniversario decennale
(1980-1990) della carriera artistica degli Iron
Maiden. Un altro fregio (vedi figura a lato) presente
su tutte le copertine del gruppo inglese. è
molto inquietante: secondo l'agente di polizia Paul Banner,
un poliziotto della Carolina del Sud che indaga sui crimini
di natura occulta, questo simbolo, trovato spesso sulla scena
di diversi delitti a sfondo satanico, distinguerebbe i satanisti
hardcore dai satanisti dilettanti. Il significato è
il seguente: tutti siamo nel primo cerchio, quello con la
freccia, e ci troviamo di fronte a una scelta. Andare a destra
o a sinistra, scegliere tra Dio e Satana. Solo il cerchietto
sul lato sinistro (quello del diavolo) è collegato al cerchio
principale 11. Si tratta del
"left hand path" ("il sentiero della
mano sinistra"), una pratica di magia sessuale ben nota
a Crowley e ben conosciuta nel mondo dell'hard rock,
tanto che gli Entombed,
un altro gruppo abbastanza sulfureo, hanno pubblicato un album
intitotato appunto Left Hand Path (Earache 1990). E
che dire della cover dell'ellepì Somewhere in Time
(EMI 1986), dove oltre alle tematiche care a questo gruppo
appaiono anche diversi simboli esoterici come l'Occhio
di Horus, così caro a Crowley? Uno dei brani di questo
gruppo è 22 Acacia Avenue. Ora, come molti sanno, per
la Massoneria l'Acacia e un albero sacro. Secondo la
mitologia massonica, infatti, il corpo senza vita di Hiram,
architetto di re Salomone, venne sepolto dai suoi uccisori
sotto un'Acacia, motivo per cui molte riviste dei vari Grand'Orienti
o molte Logge portano questo nome...
Vorremmo concludere questo articolo con
una citazione estratta dal libro I prìncipi del tramonto,
che riassume il nostro pensiero a riguardo dei gruppi rock
che nelle loro liriche o sulle loro copertine esibiscono tematiche
sataniche magari anche senza essere necessariamente satanisti.
A chi, [...] non prende nemmeno in considerazione questo aspetto
o lo attribuisce agli incubi del bassista (e quindi non meritovole
di
vera attenzione) ripetiamo: "Siamo convinti anche
noi del fatto che dietro a molte delle bands che fanno rock
satanico non si nasconda la ferma volontà di diffondere l'occultismo,
ma il semplice sfruttamento di un tema che, a causa del fascino
sinistro che esercita puntualmente sull'acquirente (soprattutto
sui giovanissimi), può incrementare il fatturato. Ma siamo
altresì convinti che questa constatazione non sposti il problema
di un solo millimetro. Che ve ne pare di un uomo che unicamente
per racimolare soldi in periodo elettorale si impegnasse nella
diffusione di materiale propagandistico a favore di un candidato
nel cui programma politico lui personalmente non crede? E
se questi venisse eletto, non pensate che, aldilà della pura
motivazione economica che lo ha mosso, quell'uomo abbia in
qualche modo contribuito all'elezione di quel candidato? Allo
stesso modo, quei musicisti che nelle loro opere inseriscono
immagini o testi satanici per una pura strategia di mercato,
portano inevitabilmente acqua al mulino del diavolo. C'è poi
da aggiungere che, a differenza di Dio che esige dall'uomo
un'adesione consapevole e amorosa alla sua legge, Satana si
serve volentieri anche di chi magari non crede nemmeno alla
sua esistenza. Dice infatti il libro Gloria Crux: 'Mentre
non si può servire Dio se non credendo in lui, il diavolo
dal canto suo non ha bisogno che si creda in lui per servirlo.
Anzi, mai lo si serve così bene, come ignorandolo'" 12.
Paolo Baroni
NOTE
6 Intervista di Seriah Azkath, del
19 agosto 1998. 7 Vedi la pagina webhttp://213.86.54.13/brucedickinson/press/translated/rockbrigade_1998.asp.
8 Cfr. Circus, del 31 agosto 1984.
10 Cfr. Hit Parader, aprile 1985,
pag. 4. 11 Cfr. J. Godwin,
Rock & Roll Religion. A War Against God ("La
religione del rock. Una guerra contro Dio"), The Rock
Ministries, Bloomington 1995, pag. 60. 12 Cfr. P. Baroni,
I prìncipi del tramonto, Il Cerchio, Rimini 1997, pag.
180.