Jimmy
Page e i Led Zeppelin
di
Paolo Baroni tratto dal Dossier Led Zeppelin
del sito Centro Culturale San
Giorgio
Il
maestro Therion
Jimmy
Page, virtuoso chitarrista degli Zeppelin, ha dichiarato
in più occasioni di essere un fervente discepolo
del mago nero britannico Aleister Crowley (1875-1947), un
personaggio molto apprezzato nel mondo della musica rock.
Page, oltre ad essere un devoto lettore delle sue opere
fin dagli anni della scuola 2, ad aver condotto lunghe ricerche
su di lui, ad essere uno dei maggiori collezionisti di materiale
«crowleyano», come i cappelli, le canne da passeggio,
i libri, i manoscritti, i quadri, i suoi «paraphernalia»
(ossia i paramenti e gli attrezzi usati dal mago inglese
durante i suoi riti), ha persino acquistato nel 1973 la
Boleskine House, un antico maniero sul Lago di Loch Ness,
trasformandola in un santuario dell'occultismo 3. Page,
che in questa casa ha praticato sedute spiritiche con l'intento
di entrare in contatto con lo spirito del Maestro, ne ha
inoltre commissionato al satanista Charles Pace la decorazione,
con motivi che rappresentano le diverse forme di magia rituale
4. Parlando di questo castello, Page ha asserito: «La
casa di Crowley che comprai è sulle rive di Loch
Ness, è appartenuta a due o tre proprietari prima
di Crowley; fu anche una chiesa che poi bruciò con
tutta la congregazione all'interno. Sono successe strane
cose in quella casa che non hanno niente a che vedere con
Crowley, e quelle cattive vibrazioni ci sono ancora»
5. Lo stesso Robert Plant, vocal del gruppo, pur avendo
ammesso di essere affascinato come Page dalla magia nera,
invitato da quest'ultimo, si è categoricamente rifiutato
di visitare l'ex residenza di Crowley, temendo le maledizioni
che ancora la abitano 6. Di ritorno da un viaggio all'isola
di Rodi, Page ha tentare di comprare anche ciò che
rimane di un'altra abitazione acquistata nel 1920 da Crowley,
l'«Abbazia Thelema» a Cefalù, in Sicilia
7. Nel 1974, Page, sempre più coinvolto in questo
morboso interesse per il «Maestro Therion» (in
greco «Bestia»), decise di aprire a Kensington,
nei dintorni di Londra, una libreria specializzata in occultismo,
esoterismo e magia che chiamò Equinox. «è
stato faticoso - ha dichiarato Page - andare nei vari posti
per procurarmi i libri che volevo» 8.
La scelta di questo nome è tutt'altro che casuale:
oltre alla chiara allusione al sopraggiunto «equinozio
degli dèi» annunciato dal Genio Superiore
Aiwass (il demone che si manifestò a Crowley),
The Equinox è anche il titolo di un periodico pubblicato
da Crowley a partire dal 1909 9. Questi ed altri fatti,
che fra breve andremo ad esporre, hanno fatto sì
che la devozione di Page per Crowley creasse attorno agli
Zeppelin un'aura malefica che non li ha abbandonati fino
allo scioglimento. Inoltre, alcune voci che giravano nell'ambiente
musicale attribuirono proprio alla smodata passione di Page
per Crowley le varie disgrazie accadute negli anni '70 ai
componenti del gruppo e ai loro amici e colleghi: «Nel
1976, il socio dei Led, Keith Harwood, morì in circostanze
misteriose; Keith Relf, ex membro degli Yardbirds, che formarono
poi il nucleo dei Led Zeppelin, si suicidò; la moglie
dell'amministratore di tournée, Richard Cole, perse
la vita anche lei. Nel 1977, un bambino di 5 anni, Karac,
figlio di Robert Plant, contrasse un'infezione virale mentre
il gruppo era in tournée in America e morì.
[...] Nel '79, Philip Hale, un fotografo amico di Jimmy
Page, morì in una villa di Page dopo aver ingerito
una quantità eccessiva di morfina, cocaina e alcool;
nel 1980, in un'altra ancora delle ville di Page, John Bonham
incontrò la sua fine prematura. Graham Bond, uno
dei migliori organisti di R&B in Inghilterra, sentì
anch'egli una forte attrazione per Aleister Crowley (per
un certo periodo Bond era stato cantante di un gruppo chiamato
"Magick"). Negli anni '70, lo scarso successo
incontrato parve sommarsi alla sfortunata convinzione che
lo ossessionava di essere il figlio illegittimo di Crowley.
Nel 1974, quest'illusione prese il sopravvento nella sua
mente malata e il giovane si uccise gettandosi sotto un
treno mentre "era in uno stato di estremo squilibrio
mentale"» 10. Inoltre, nel 1975, Plant e la moglie
ebbero un terribile incidente stradale mentre erano in viaggio
sull'isola di Rodi. Il 27 settembre 1980, l'Evening News,
in un articolo intitolato «La magia nera dei Led Zeppelin»,
scrisse: «Robert Plant e tutti quelli che sono vicini
al gruppo sono convinti che le pratiche di magia nera di
Jimmy Page siano la causa della morte di Bonham e delle
altre tragedie. [...] I tre membri rimasti dei Led Zeppelin,
ora, saranno un po' spaventati al pensiero di ciò
che potrebbe accadere la prossima volta».
Da parte sua, Page, anche per fugare queste voci insistenti,
oltre ad aver sottolineato di prendere le sue precauzioni
per la magia nera, ha sempre manifestato una certa riluttanza
a parlare ai giornalisti delle sue convinzioni magico-religiose
e del suo coinvolgimento nelle pratiche magiche, limitandosi
ad accennare, molto vagamente, ai misteri cui era stato
iniziato, ed a quelli che gli restavano da scoprire. Questo
atteggiamento sdrammatizzante, e allo stesso tempo molto
schivo, traspare anche in questa sua dichiarazione a riguardo
del suo guru: «Era un poeta dell'occulto. Cercava
la libertà assoluta dell'individuo attraverso i poteri
della magia e del soprannaturale, cose ridimensionate con
l'avvento della cristianità [...].Credo che Aleister
Crowley sia il genio incompreso del XX secolo; la sua meta
era la liberazione della persona, dell'entità, e
diceva che le restrizioni rovinano, portano alla frustrazione,
la quale a sua volta conduce alla violenza o alla pazzia.
Più la nostra Era di tecnologie e alienazione va
avanti, più le sue teorie sembrano manifestarsi.
Il suo scopo come detto era la totale liberazione - se vuoi
fare una cosa falla. Non voglio dire che sia una cosa adatta
a tutti - neanche a me piacciono tutte le sue teorie - ma
trovo che parecchie di esse siano rilevanti, ed è
per questo che è stato attaccato e incompreso. Non
voglio parlare di questo troppo a lungo [...], molta gente
si annoierebbe. Non voglio nemmeno far avvicinare nessuno
a Crowley, non più almeno di come sono io nei confronti
di che so... Charles Dickens. A un certo punto Crowley esplorò
la "self-liberation", e fu come avere un occhio
puntato sul mondo...» 11. Non una parola sulla
magia sessuale, sulle cerimonie evocatorie, e su tutto quello
che avrebbe potuto turbare i suoi fans...
Una
scala per l'inferno
Nel
1984, di fronte al Comitato per la Protezione del Consumatore
e per il Materiale Tossico dell'Assemblea Legislativa della
California, furono sottoposti alcuni backmasking satanici
rinvenuti in Stairway to Heaven («La scala per il
paradiso»), la famosissima ballata contenuta nel IV
album (Atlantic 1971) dei Led Zeppelin. Alla voce «Led
Zeppelin», dopo aver velocemente elencato i capi d'accusa
di filo-satanismo a carico di questa storica formazione,
Stefano Marzorati, nel suo Dizionario dell'horror rock,
senza darsi minimamente la pena di fornire uno straccio
di prova a sostegno di quanto afferma, li liquida scrivendo:
«Tutti questi elementi, unitamente ai pesanti
attacchi di fondamentalisti in cerca di messaggi subliminali
e di musicisti da crocifiggere, hanno fatto sì che
il leggendario gruppo britannico venisse indicato tra i
capostipiti dell'ondata satanica rock [...]. In particolare
il capolavoro della band, la dolcissima ed evocativa "Stairway
to Heaven" [...], è stata più volte inserita
nel libro nero di queste associazioni, a causa dei suoi
presunti messaggi subliminali dai contenuti "satanici".
In realtà l'amore nutrito da Jimmy Page e da Robert
Plant, cantante del gruppo, per una cultura che ha radici
nelle antiche tradizioni celtiche, la grande attrazione
per argomenti misteriosi, e la profonda vena mistica che
pervadono molte delle loro composizioni, hanno poco a che
fare con il culto di Satana» 12. Marzorati prosegue
scrivendo che anche l'infatuazione di Page per il mago nero
Crowley va riletta nell'ottica del quadretto mistico-romantico-sentimentale
appena descritto.
Che
per la composizione dei testi di Stairway to Heaven Plant
si sia rifatto alle antiche saghe celtiche sembra un dato
accertato.
Quello che Marzorati non dice è che Plant era quel
tempo un avido lettore delle opere dello scrittore inglese
Lewis Spence, e che tra le fonti per le liriche di questo
brano ha ammesso di aver attinto - guarda un po' - al suo
libro Magic Arts in Celtic Britain («Le arti magiche
nella Britannia celtica») 13, nonché alcuni
testi di mitologia egizia. Pochi però sanno che diverse
persone vicine agli Zeppelin nei giorni in cui Stairway
to Heaven venne composta, hanno asserito di aver visto Page
sedere esausto per giornate intere in una stanza buia davanti
ad una tavola imbandita con coltelli di diverso tipo e candele
accese. Egli stringeva tra le mani la sua chitarra come
se fosse in attesa di qualcosa. Quello che «giunse»
a Page è uno dei pezzi classici più popolari
del rock: Stairway to Heaven 14. Quanto al testo di questa
canzone, Plant ebbe a dichiarare che esso è frutto
di quel fenomeno noto agli spiritisti come «scrittura
automatica»: «Jimmy Page ha scritto gli accordi
e li ha suonati per me. Io me ne stavo con carta e matita
in mano, e, per qualche ragione, ero di pessimo umore. Allora,
tutto d'un tratto, la mia mano cominciò a scrivere
buttando fuori parole. Io stavo seduto guardando le parole
e quasi saltavo sulla sedia dallo stupore» 15.
Ma
veniamo a fatti più concreti. Posto di fronte all'imbarazzante
domanda del giornalista J. D. Considine sull'inserimento
di backmasking in Stairway to Heaven, Page sospirò
e rispose laconicamente: «Preferisco non commentare».
Ma cosa si celava realmente dietro questo «no comment»
di Page? Nel corso di un'altra intervista, Page aveva già
dovuto rispondere ad un'altra imbarazzante domanda postagli
dal giornalista Pete Frame. Essa riguardava la presenza
di un'insolita frase incisa sul vinile del III album (Atlantic
1970) nello spazio vuoto tra l'ultima track e l'etichetta
centrale. Domanda di Frame: «"C'è
una strana scritta sul bordo del disco vicino all'etichetta...
dice: "Do what thou wilt, so mete it be" ("Fà
ciò che vuoi, così potrai essere"). Un
messaggio da parte tua ai critici o un commento del tizio
che ha fatto la stampa del disco»? Risponde impacciato
Page: «L'idea è stata mia. La storia che c'è
dietro è troppo lunga da raccontare, ma l'intenzione
era quella di dare un piccolo tocco esoterico... Speravo
che nessuno la vedesse e nessuno l'ha vista tranne te, il
che dimostra quanto manchi di spirito d'osservazione molta
gente e quanto osservatore tu sia. Qualcun altro l'ha notato,
da quel che so, perché Robert è venuto da
me un giorno dicendomi che l'Atlantic aveva ricevuto delle
lettere riguardo ad una strana scritta sul disco... vedi,
ero l'unico del gruppo a saperne qualcosa» 16.
E così, l'iniziato Page, che nell'armadio conserva
l'ingombrante scheletro di Crowley, fà esotericamente
incidere il motto del Maestro sulle sue composizioni sperando
nella miopia dei suoi fans! Frame incalza, e in chiusura
dell'intervista pone un'altra fastidiosa domanda: «Prima
di concludere, ritorniamo al quarto album. Penso che nessuno
abbia mai cercato di scoprire il significato di quei simboli
che racchiudono il titolo. Vuoi parlarci di quei... quei
caratteri runici islandesi, o cos'altro sono? Risposta di
Page: «Non sono islandesi, quello è un equivoco
che circola, e solo i due di mezzo sono realmente caratteri
runici. Accadde che ciascuno di noi si scelse un simbolo
e tutti insieme andarono a costituire il titolo del disco.
Robert disegnò il suo: la piuma, simbolo base di
tutte le filosofie con un retaggio molto interessante...
ad esempio rappresenta il coraggio, per le tribù
pellerossa. Il simbolo di John Paul Jones, il secondo da
sinistra, è tratto da un libro sui runi, rappresenta
la fiducia e l'abilità (infatti è difficile
da disegnare con precisione). Quello di John Bonham è
tratto dallo stesso libro (i tre cerchi). Il mio simbolo
l'ho disegnato io stesso, ma molti l'hanno confuso con la
parola "zoso", e negli States c'è stato
chi ha messo in giro la voce che il titolo dell'ellepì
era "zoso", il che fu un peccato perché
non si doveva supporre che fosse una parola completa, ma
qualcosa del tutto differente... e con un differente significato»
17.
Ma davvero quegli strani «four symbols» («quattro
simboli») che compaiono sull'etichetta e sulla custodia
del IV album sono simboli filosofici o runici? Niente di
più falso, e lo dimostriamo! Cominciando dai due
caratteri centrali, quelli di Jones e Bonham, diciamo subito
che essi non figurano in nessuna delle diverse raccolte
di caratteri runici che abbiamo consultato: nè in
quella presente in Appendice al libro di David Conway intitolato
Il grande mago. Principi fondamentali di magia (Armenia
Editore, Milano 1991, pag. 263), nè in quella stampata
sul libro di Renucio Boscolo dal titolo Il fato, la fortuna,
il futuro con le rune (Arnoldo Mondadori Editore, Milano
1990, pag. 223), e nemmeno in una raccolta ancor più
completa di alfabeti magici o antichi redatta dal cult cop
Dale W. Griffis, capitano del Dipartimento di Polizia di
Tiffin, nell'Ohio, ed esperto di occultismo, a cui vengono
affidate buona parte delle indagini sui delitti di indole
satanica che avvengono nel suo Stato. Ma se non sono «simboli
runici», come afferma anche Marzorati, allora cosa
sono? Secondo Padre Jean-Paul Régimbal o.ss.t., che
però non dice nulla sulle fonti di questa interpretazione,
il fregio di Jones sarebbe un «trifoglio della trinità
satanica», e della «trinità esoterica:
l'aria, la terra e il fuoco» 18. Quanto a quello di
Bonhanm, che Page dice essere un carattere runico, è
presente sul Tarocco dello Ierofante disegnato da Crowley!
Queste conclusioni sono tuttavia avvalorate dal vero significato
degli altri due simboli. Infatti, la piuma di Plant non
è né un simbolo base di tutte le filosofie,
né ha a che fare con i Pellirossa. Per comprendere
il suo vero significato è necessario cercare altrove,
e più precisamente ne Il libro infernale (ristampa
anastatica a cura delle Edizioni Mediterranee, Roma 1984),
un trattato assai completo di scienze occulte di non recente
redazione comprendente antichi grimori come «La Clavicola
di Re Salomone» e invocazioni diaboliche come «Il
Dragone Rosso e la Capra infernale».
Si
scoprirà che (a pag. 17) la piuma - la quinta penna
dell'ala di un'oca maschio uccisa di giovedì a mezzanotte
- fa parte integrante degli strumenti necessari per l'esercizio
dell'arte magica, ed in particolare per la stipulazione
dei cosiddetti «patti satanici» con cui si vende
la propria anima al diavolo in cambio di qualche vantaggio
materiale. La piuma che compare sul IV album dei Led Zeppelin
è inscritta nel «cerchio magico», una
sorta di perimetro che «nelle evocazioni lo stregone
traccia in terra [...] con iscritte o circoscritte varie
figure geometriche, ideogrammi e disegni simbolici. La permanenza
in questo cerchio lo manterrà al sicuro da eventuali
rappresaglie della creatura evocata» 19.
Quanto
a quel fantomatico «Zoso», che Page - mentendo
spudoratamente per non spaventare i suoi fans - dice di
aver disegnato lui stesso, lo abbiamo ritrovato in un'annosa
raccolta di «antichi fregi usati per i patti satanici»
riprodotta in diverse opere, tra cui quella di François
Ribadeau Dumas dal titolo Histoire de la Magie (Productions
de Paris, 1968, ristampata dalle Edizioni Mediterranee,
Roma 1989, pag. 335), quella del già citato Maurice
Bouisson intitolata La Magie (Nouvelle éditions Debresse,
edito in Italia da SugarCo, Milano 1992, pag. 80), quella
di Peter Kolosimo intitolata Polvere d'inferno (SugarCo
Edizioni, Milano 1975) tra i «caratteri magici»
per siglare un patto col demonio, e infine in quella di
Pier Carpi dal titolo I Maestri Segreti (MEB, Padova 1989,
pag. 119, Tav. 23) che in calce reca la dicitura «Alfabeto
magico per la stesura di un patto col diavolo»! Circa
il significato di questo fregio satanico, esistono diverse
interpretazioni: secondo Padre Régimbal (pag. 88),
esso simboleggerebbe il potere che Satana ha sugli uomini
a causa del fascino e della suggestione che una certa musica
esercita su di essi. Griffis sostiene invece trattarsi del
simbolo di Cerbero, il mitico cane a tre teste che sorveglia
l'ingresso del terzo girone dell'inferno dantesco. Vi è
tuttavia una terza possibilità, e cioè che
questo glifo si riferisca ad un'entità malvagia evocata
dall'occultista Austin Osman Spare (1886-1956), un membro
dell'Astrum Argentinum di Aleister Crowley e della Fraternitas
Saturni, rimasto famoso per i suoi riti autosessuali. «Zos»,
questo è il nome dell'entità, gli avrebbe
dettato attraverso la «scrittura automatica»
un inquietante messaggio-anatema per l'umanità 20.
Infine, facciamo notare che il simboletto (un triskele)
usato sulla custodia del disco come asterisco, è
molto simile a quello del 6º Grado della Massoneria
di Rito Scozzese...
Oltre
alla simbologia adottata, lo stesso testo al dritto di Stairway
to Heaven contiene almeno due allusioni (chiavi di lettura
indirizzate ai soli iniziati) al bifrontismo di certe frasi.
La prima di esse, a cui soggiace il messaggio bifronte «Here's
my sweet Satan, the one whose little path...»,
dice: «Sì, ci sono due strade che puoi
percorrere (puoi ascoltare in due modi queste parole), ma
a lungo andare hai ancora tempo per cambiare strada»
(ma se vuoi capire veramente, ascolta al contrario). La
seconda allusione alla lettura bifronte, molto più
chiara della prima, è situata nel punto in cui si
dice: «Cause you know sometimes words have two
meanings», e cioè «perché
come sai a volte le parole hanno due significati».
Anche il punto del testo al dritto di Over the Hills and
Far Away, a cui sottosta il backmasking che dice «We're
not really rich, it's all for Satan...», sembra alludere
ad un secondo significato sottinteso in queste parole: «Molti
è una parola\ che ti lascia indivinare\ Indovinare
quello che\ Dovresti veramente sapere\ Dovresti veramente
sapere». Da notare che la scritta «Houses
of the Holy», che appare sulla busta interna che contiene
questo LP, è stata stampata all'incontrario... Vi
è tuttavia un altro argomento, a nostro avviso apodittico,
che fuga ogni residua ombra di dubbio sul coinvolgimento
nel satanismo del virtuoso chitarrista degli Zeppelin: la
simbologia contenuta nei loro dischi.
A
riguardo dell'anziano che compare sulla cover del IV ellepì,
Page ha affermato: «Il Vecchio raffigurato in
copertina è un uomo in armonia con la Natura. Egli
porta delle fascine di legna, prendendo dalla Natura ciò
che poi restituisce. Il suo è un cerchio naturale,
giusto. [...] Il Vecchio è anche l'Eremita dei Tarocchi;
simbolo di saggezza mistica e dell'uomo che ha fiducia in
sè» 21. L'Eremita dei Tarocchi appare
nelle sue vere sembianze anche nell'interno aperto del IV
album, in forma di un vegliardo avvolto in un mantello (che
serve a nascondere la sua opera e ad impedire che venga
scoperta) sulla cima di una montagna che tiene nelle mani
un lungo bastone e una lanterna al cui centro campeggia
un Esagramma o «Sigillo di Salomone», un simbolo
magico-cabalistico, ma anche il simbolo personale di Aiwass
in The Book of the Law o Liber Legis (Punto II): «La
Stella a Sei Punte è il Mio Simbolo».
Questo Tarocco viene riproposto anche nel film-documentario
dei Led Zeppelin The Song Remains the Same (Warner Bros.
1976), dove Page stesso, opportunamente truccato, impersona
la figura ieratica dell'Eremita. Ma ahimè, la rosea
spiegazione a sfondo ecologico di questo Tarocco fornita
poc'anzi da Page non collima con quella molto più
autorevole data dal grande iniziato Oswald Wirth (1860-1943),
33º del massonico Rito Scozzese Antico, che di questo
Tarocco ci dice: «Se l'Eremita incontra sul suo
cammino il Serpente (Satana; N.d.R.) dalle brame egoistiche,
non cerca di imitare la Donna Alata dell'Apocalisse (la
Vergine Maria; N.d.R.) che posa il piede sul rettile [...].
Il Saggio preferisce incantare il Serpente, perché
si attorcigli attorno al suo bastone [...]; infatti il Serpente
rappresenta correnti vitali (infere; N.d.R.) che il taumaturgo
capta per esercitare la medicina degli anziani»
22. Che in un linguaggio comprensibile anche ai non-iniziati
significa: se il Mago incontra Satana, non lo allontana,
ma fà ricorso ai suoi poteri per realizzare i suoi
sordidi scopi.
Facciamo inoltre notare che nel suo libro Magick, Crowley
addita la «siringa di Pan con i suoi sette toni,
corrispondenti ai sette pianeti», come uno degli
strumenti più appropriati per compiere determinate
evocazioni. Ora - un'altra coincidenza? - la dolce Stairway
to Heaven prende inizio proprio con il suono di questo strumento.
Non a caso, il testo a un certo punto dice: «Then
the piper will lead us to reason/ And a new day will dawn/
For those who stand long/ And the forests will echo with
laughter/ [...] In case you don't know/ The piper's calling
you to join him» («Il pifferaio ci guiderà
alla ragione/ E un nuovo giorno spunterà per quelli/
Che stavano aspettando da tanto/ E le foreste eccheggeranno
di risate/ [...] Nel caso non lo sapessi/ Il pifferaio ti
sta chiamando, vuole che tu vada da lui». è
lampante che il «pifferaio» le cui risate eccheggiano
nelle foreste è il dio Pan, il dio cornuto della
Wicca, che la Massoneria identifica con Satana e al quale
Crowley ha dedicato un poema (Inno a Pan)! Ma torniamo ai
simboli. Anche la copertina di Houses of the Holy presenta
immagini di contenuto satanico. Sul davanti (aperto) appaiono
una dozzina di bambini nudi dalla bionda chioma in atto
di scalare un'altura sulla cui sommità si erge qualcosa
di simile ad un'ara sacrificale. L'interno aperto della
stessa cover presenta un'immagine inequivocabile e raccapricciante
allo stesso tempo: ai piedi dei ruderi di un castello, simile
a quelli che sorgono sulle Southern Highlands scozzesi (il
cottage di Crowley?), un uomo (nudo) offre in sacrificio
un fanciullo ad una «divinità» rappresentata
dai raggi di luce (Lucifero?) che svettano dal castello
stesso. Anche in questo caso è ipotizzabile un'influenza
«crowleyana». Trattando infatti del sacrificio
«di sangue» in Magick, Crowley annota: «Un
bambino maschio di perfetta innocenza e di alta intelligenza
è la vittima più soddisfacente e adatta»
23. Del resto, il sacrificio rituale di bambini era già
stato ordinato, a suo tempo, anche dal demone Aiwass, e
precisamente nel Liber Legis (III, 12, 24): «Sacrifica
animali, piccoli e grandi; dopo un bambino. [...] Il Sangue
migliore è della Luna. Inoltre il sangue fresco di
un bambino» 24. D'altronde, il titolo stesso di questo
album fà pensare; le «case del santo»
sono forse la Boleskine House e l'Abbazia Thelema?
I fanciulli sono di scena anche sul retro della copertina
di un altro LP degli Zeppelin, Presence (Swansong 1976),
dove un'anziana signora (apparentemente un'insegnante) pratica
un'operazione tipicamente magica denominata «transfert
negativo» imponendo contemporaneamente le mani sulla
testa di un malcapitato alunno e su di un sinistro obelisco
nero (che appare anche sul davanti della stessa cover).
Interrogato sul significato di questo strano oggetto, Page
ha risposto che nelle sue intenzioni esso vuole simboleggiare
la forza del gruppo nel ottenere un effetto così
profondo nel pubblico, un potere che, per semplificare,
viene assegnato ad una «presenza» 25. Un'ennesima
conferma dell'occulta devozione di Page per Satanasso è
rappresentata dall'effigie scelta per la Swansong, l'etichetta
discografica personale del gruppo nata nel 1974. In essa
figura il «fallen angel», una figura umana alata
e asessuata - evidentemente un angelo decaduto - in atto
di precipitare. Chi è questo enigmatico personaggio
divenuto il simbolo ufficiale degli Zeppelin? Visto che
Marzorati tace in proposito, la risposta ce la dà
la Sacra Scrittura (che Page deve conoscere abbastanza bene),
e precisamente ce la danno due passi biblici in particolare:
il primo è estratto dal Libro dell'Apocalisse (Ap
12, 9-12) e dice: «Il grande drago, il serpente antico,
colui che chiamiamo il diavolo e Satana e che seduce tutta
la terra, fu precipitato sulla terra [...]. Ma guai a voi
terra e mare, perché il diavolo è precipitato
sopra di voi pieno di grande furore, sapendo che gli resta
poco tempo». Il secondo passo è invece tratto
dal Vangelo secondo Luca (Lc 10, 17-18): «I settantadue
(discepoli) ritornarono tutti gioiosi (da Gesù) dicendo:
«Signore, i demoni stessi ci stanno soggetti in nome
tuo»! Egli disse loro: «Vedevo Satana precipitare
dal cielo come una folgore». La conferma della nostra
asserzione viene da una pagina dedicata ai Led Zeppelin,
in cui si afferma che l'«uomo alato» della Swansong
Records è stato copiato da un dipinto di un pittore
americano, un certo William Rimmer (1816-1879), che ha creato
quest'opera intorno al 1870, intitolandola Evening («Sera»)
o Fall of day («Caduta del giorno). «L'uomo
alato - dice il curatore del sito - è l'angelo Lucifero
o Satana. Satana ha connotazioni negative per molte persone,
particolarmente per chi ha una cultura cristiana. Cercando,
Lucifero può essere visto sotto un'altra luce, non
cattiva da essere temuta». Inutile aggiungere che,
intervistato a proposito del suo supposto coinvolgimento
nel satanismo, Page abbia risposto: «Io non adoro
il diavolo. Ma la magia mi affascina molto» 26.
Dopo
questo breve studio sui Led Zeppelin, possiamo dunque concludere
che i backmasking bifronti vengono inseriti intenzionalmente
e non sono un effetto della combinazione casuale dei suoni
roveciati.
Paolo Baroni
NOTE
1
Dicesi bifronte una parola o una frase che letta al contrario
dà luogo ad un'altra parola o frase diversa, ma di
senso compiuto. Esempi di brifrontismo sono le parole Roma/Amor,
Ocra/Arco, Acetone/Enoteca, ecc... Nel caso della musica,
si tratta quindi di messaggi che soggiaciono al testo stesso
del brano che sentito in reverse forma altre parole o frasi.
Nella magia, si pensa che le parole bifronti e i palindromi
(parole o frasi identiche anche se lette in entrambi i sensi)
siano dotate di grandi poteri.
2
Cfr. Hit Parader, luglio 1975, pag. 14.
3
Cfr. Hit Parader, luglio 1982, pag. 7.
4 Cfr. B. Larson, Satanism. The seduction of America's Youth,
pag. 75.
5 Cfr. L. May, Led Zeppelin, Edizioni Blues Brothers, Milano
1989, pag. 112.
6 Cfr. Hit Parader, luglio 1982, pag. 7. Lo stesso Crowley
riferisce che, a causa di strani fenomeni che vi si verificavano,
la Boleskine House godeva di una pessima reputazione tanto
che gli abitanti del luogo preferivano non passare davanti
alla sua casa col buio, facendo piuttosto lunghe deviazioni
(cfr. C. Wilson, AleisterCrowley: la natura della Grande
Bestia, pag. 61). Page stesso di questo castello ha detto:
«A volte, è possibile sentire rotolare la testa
di un uomo che fu decapitato nella casa. Fu un mio amico
a dire alla servitù dopo averci trascorso la notte:
"Perché non fate uscire i gatti, la notte? Fanno
un casino del diavolo". Il mio amico è una persona
estremamente equilibrata e non aveva mai sentito alcun pettegolezzo
o diceria sulla casa. Si stupì molto, quando gli
dissero che non potevano essere i gatti... Dopo la morte
di Crowley, i proprietari della casa si suicidarono, altri
furono ricoverati in ospedali psichiatrici» (cit.
in C. Climati, Inchiesta sul rock satanico, pag. 88).
7 Cfr. L. May, op. cit., pag. 75.
8 Cfr. Hit Parader, luglio 1975, pag. 64.
9 Cfr. C. Wilson, op. cit., pag. 85.
10 Cfr. G. Herman, Rock'n'Roll Babylon, pag. 367.
11 Cfr. L. May, op. cit., pagg. 111-112.
12 Cfr. S. Marzorati, Dizionario dell'horror rock, pagg.
205-206.
13 Cfr. B. Larson, op. cit., pag. 76.
14 Ibid., pagg. 75-76.
15 Cfr. The «Hidden»Language of Music in the
Battle for Hearts and Solus («Il linguaggio "occulto"
della musica nella battaglia per la conquista dei cuori
e delle anime»), ottobre 1987, pag. 7.
16 Cfr. R. Bertoncelli, Led Zeppelin, pag. 146. L'intervista
di Frame a Page venne pubblicata sul numero 27 (dicembre
1971) e il nº 28 (febbraio 1972) della rivista Zig
Zag.
17 Ibid., pagg. 152-153.
18 Cfr. J.-P. Régimbal, Rock'n'Roll: violenza alla
coscienza per mezzo dei messaggi subliminali, pag. 88.
19 Cfr. F. Alessandri, Enciclopedia della paura, Il diavolo
dalla A alla Zeta, suppl. all'albo speciale nº 2 di
Dylan Dog «Gli orrori di Altroquando», luglio
1988, v. «Cerchio magico», pag. 13.
20 Cfr. A. O. Spare, Anatema di Zos (Discorso agli ipocriti),
Atanòr, Roma 1988.
21 Cfr. R. Bertoncelli, op. cit., pagg. 13-14.
22 Cfr. O. Wirth, I Tarocchi, Edizioni Mediterranee, Roma
1990, pag. 172.
23
Cfr. A. Crowley, Magick, Samuel Weiser, York Beach 1974,
pag. 219.
24 Cfr. F. G. Ripel, op. cit., pag. 36.
25 Cfr. D. - S. Peters, What the Devil's Wrong With Rock
Music?, Truth About Rock, St. Paul 1985, pag. 37.
26 Cfr. Hit Parader, luglio 1975, pag. 64.