La Madonna contestata
A
cura di frà Tommaso Maria di Gesù
dei frati minori rinnovati
Via alla Falconara n° 83 - 90100 Palermo - Tel. 0916730658
Cattolico.
Mi rivolgo ai lettori per far loro notare che le verità
più vive del Cristianesimo vengono regolarmente confutate
e negate dai protestanti. Al posto delle dottrine evangeliche
e di tutta la vita cristiana vissuta dai tempi apostolici
sino ad oggi, il protestantesimo oppone ragioni che crede
bibliche o logiche, riuscendo così a rigettare quasi
tutte le verità cristiane, senza neppure rendersi
conto che, generalmente, è in opposizione con la
Parola di Dio, che, d'altra parte, afferma e giura di seguire
o di attuare!...
Il contatto che ho spesso con elementi non cattolici e tutta
la mia esperienza, mi fanno comprendere chiaramente che
se essi ascoltassero e praticassero effettivamente la Parola
di Dio, si verrebbero a trovare nelle condizioni di dover
credere tutto ciò che ammette il Cattolicesimo, il
che per loro sarebbe la fine... Ma tutto l'indottrinamento
subito per anni, tutte le convinzioni acquisite tramite
la libera e personale interpretazione della divina Parola
diventano la loro forza e la loro sicurezza. C'è
anche da dire che la stragrande maggioranza di questi nostri
fratelli separati - o perchè ex cattolici ignoranti,
o perchè nati non cattolici - non hanno mai conosciuto
veramente la divina Parola, ossia la Verità, per
cui le deformazioni acquisite con uno studio o con una conoscenza
pregiudiziali costituiscono la loro verità.
Questi nostri fratelli separati neppure si accorgono che,
praticamente, rigettano quasi tutto il Cristianesimo sostituendolo
con il “loro cristianesimo". Così per la “Madonna
contestata", resta per essi vera una sola cosa: Maria
è la madre dell'umanità di Cristo, e basta.
Infatti, ora ascolterete, insieme a me, tutte le obiezioni
dei nostri fratelli non cattolici e vi renderete conto che
quanto io ho detto è purtroppo, la semplice e triste
realtà.
Non
cattolico.
Voi cattolici troppe cose credete circa la madre di Gesù,
di cui la Sacra Scrittura neppure fa cenno. La chiamate:
Madonna, Regina, Madre di misericordia, vita, dolcezza,
speranza nostra, luce dell'anima, mia avvocata, mia protezione,
mio rifugio, mia consolazione e felicità... Vi sembra
giusto tutto questo? Questa è idolatria, perchè
il culto deve essere rivolto soltanto a Dio. Infatti S.
Matteo (4,10) ci dice: "Adora il Signore Dio tuo e
a Lui solo rendi culto". E' logico, quindi, che il
culto della creatura umana è sempre idolatria. La
Bibbia dice pure che "se alcuno ha peccato, noi abbiamo
un avvocato presso il Padre, Gesù Cristo il giusto"
(1 Gv 2,1).
In contrasto con questa inequivocabile dichiarazione, il
Cattolicesimo insegna che abbiamo un avvocato principale
(Gesù Cristo) e altri secondari (Madonna e Santi).
Questo grande peccato di idolatria come viene giustificato
dai cattolici? Ecco, essi fanno delle sottili distinzioni.
Dicono che si deve adorare (culto di “latria") soltanto
Iddio, ma si possono anche venerare, pregare, invocare gli
angeli e i santi (culto di "dulia”). Quanto alla Madonna
si dice che le è dovuto un culto di "iperdulia",
ossia un culto speciale, eccezionale.
E' logico che tutte questo distinzioni di vari gradi di
culto sono del tutto arbitrarie, mentre il Vangelo ci parla
di "un solo Dio e di un solo mediatore, Gesù
Cristo uomo" (cf 1 Tm 2,5). E questo perchè
"In nessun altro è la salvezza; poichè
non v'è sotto il cielo alcun
altro nome che sia stato dato agli uomini, per il quale
noi abbiamo ad essere salvati" (At 4,12).
Cattolico.
E' bene che a questo punto ti fermi, perchè hai già
detto molte cose alle quali dovrò rispondere e mi
ci vorrà molto per chiarire le tue idee e quelle
dei lettori. Rispondo prendendo in considerazione tutte
le tue obiezioni.
a)
“Troppe cose dicono i cattolici circa la Madre di Gesù
di cui la S. Scrittura neppure fa cenno".
Anzitutto, vorrei farti sapere che anche tu molte cose credi
di cui non si fa cenno nella S. Scrittura. Qualche esempio:
la parola "Bibbia" è stata inventata nel
Medioevo e tutti la riteniamo giusta e la adoperiamo; la
parola Trinità!, non esiste nella Bibbia, ciononostante
vi crediamo; la parola "consustanziale" non esiste
nella Bibbia, ma noi crediamo che Gesù è della
stessa sostanza del Padre e dello Spirito Santo, ecc...
E' facile comprendere il perchè di queste invenzioni.
Nella S. Scrittura ci sono molte cose esplicitamente
dette, altre sono soltanto implicitamente
dette, altre, invece, sono una conseguenza logica di tutto
quello che è detto su di un determinato argomento
o verità. Faccio un esempio proprio riferendomi alla
Madonna. E' esplicitamente detto più
volte che la Madonna è Madre di Dio
(cf Is 7,14; Mt: 1,22-23; Is 9,5; Lc 1,43); è implicitamente
detto che la Madonna è Immacolata
(cf Gen 3,15; Lc 1,28 ...); è conseguenza
logica l'Assunzione di Maria SS. in anima e corpo
in cielo, data l'armonizzazione mirabile tra la vita e i
misteri di Cristo e la vita e i misteri di Maria.
b)
“Noi chiamiamo la Madonna Regina, Madre di Misericordia,
vita, dolcezza, ecc".
Il culto che noi tributiamo alla Madonna, non è nostra
invenzione: esso è una conseguenza logica di tutto
quello che dice la S. Scrittura di Maria SS.. Se noi sappiamo
che Maria è stata predestinata fin dall'eternità
ad essere la divina Madre del Redentore, è logico
che, come tale, le si deve un culto di eccellenza (iperdulia)
su tutti gli altri santi, ossia di venerazione, d'invocazione
e di imitazione.
Le parole di Mt 4,10: "Adora il Signore Dio tuo e a
Lui solo rendi culto", non escludono un culto, una
mediazione ed una intercessione subordinate; è la
stessa Bibbia che in più luoghi ci tranquillizza.
E sembra logico, giacchè come dobbiamo onorare il
padre e la madre, così dobbiamo prestare venerazione
e onorare tante altre persone.
Difatti nell'A.T. si riscontra qualche cosa di fermamente
costante: l'infinita trascendenza di Dio e la sua divina
condiscendenza, per cui Egli è sempre vicino all'uomo.
I patriarchi si comportano verso Dio senza intermediari;
la scala misteriosa di Giacobbe (Gen 28,1 ... ) popolata
di angeli che salgono e scendono dal cielo preludono ad
un abbozzo del sistema di mediazione che vigerà nella
economia della salvezza. Tutti sappiamo della intercessione
di Abramo per gli abitanti di Sodoma e per la salute di
Abimelek di Gerar (cf Gen 18,22-32; 20,17).
Il primo e più grande mediatore dell'A.T. è
Mosé (cf Es 17,11 ... ), poi c'è la mediazione
dei profeti, ecc.
Nel N.T. ci imbattiamo varie volte nella intercessione o
mediazione secondaria o subordinata alcuni anziani intercedono
presso Gesù per il centurione romano (Lc 7,2-10);
in Gv 2,3 è la Madre di Gesù che chiede ed
ottiene dal Figlio; in At 12,5 la Chiesa pregava per Pietro;
in molti passi delle lettere paoline si trova la preghiera
di cristiani fatta per gli altri (cf Col 1,9-14; Rm 1,8-10;
Mc 1,30); in Mt 14,19 e Mc 6,39 troviamo che i discepoli
fanno da intermediari tra Gesù e la folla. E' vero
che Gesù è Mediatore unico e perfetto, ma
è anche vero che Egli ha lasciato prolungatori
della Sua mediazione i discepoli che continuano nel mondo
fino alla consumazione dei secoli” la Sua opera di salvezza
come responsabili della parola, della Chiesa, del Battesimo,
dell'Eucaristia, del perdono dei peccati, ecc...
Il N.T. ci parla spesso che siamo tutti uniti e formiamo
un sol corpo in, Cristo, pur essendo molti e con mansioni
diverse (cf 1 Cor 12,4-12; 20,20-26; Ef 4,11...).
L’apostolo Paolo chiede ai fedeli preghiere per sè
e per gli altri (cf Rm 15,30; Ef 6,18-19; 1 Tm 2,1-6; 2
Tm 1,18; Gc 5,16). I Santi, più dei fedeli ancora
viatori, sono in Cielo con Cristo (Gv 17,24) e, quindi,
sono quelli che meglio e maggiormente possono chiedere e
ottenere per noi. Però, teniamo sempre presente che
l'intercessione o mediazione dei santi, come quella dei
fedeli ancora viatori NON INTACCA MINIMAMENTE
la posizione di Gesù Cristo, unico e indispensabile
mediatore fra Dio e gli uomini. Infatti tutte le preghiere
sono rivolte al Padre “per mezzo del nostro Signore
Gesù Cristo” il quale essendo l'indispensabile
Mediatore e Redentore è anche l'unico nostro Salvatore.
In conclusione, come risulta dalla stessa S. Scrittura,
non è proibito né ai fedeli né ai santi
che già sono con Cristo intercedere, ossia fare da
mediatori secondari e subordinati.
Paolo dice di essere “lieto delle sofferenze che sopporto
per voi e completo nella mia carne quello che manca ai patimenti
di Cristo a favore del suo Corpo che è la Chiesa"
(cf Col 1,24).
Gesù non è Lui l'unico mediatore? E cosa può
apportare di bene Paolo alla Chiesa? E' presuntuoso Paolo?
E' facile comprendere che qualunque intercessione-mediazione
è sempre secondaria e subordinata a quella di Cristo.
Non
cattolico.
Non mi convinci con le tue belle parole. Il culto va dato
al solo Dio. Voi cattolici avete fatto della Madre di Gesù
una divinità. Non la chiamate Madre di Dio? Madre
della Chiesa? L'Immacolata Concezione? Assunta in Cielo
in anima e corpo? Corredentrice? Ausiliatrice? Regina? Madre,
Figlia e Sposa di Dio?
Cattolico.
Alt! Per rispondere a tutti i tuoi interrogativi mi ci vorrà
tempo e spazio. Farò uso della ragione e anche, perchè
no? del sentimento, appoggiando il tutto alla Parola
di Dio.
La Madonna è la Mamma, e cercare la mamma è
cercare il fondo di noi stessi, la misteriosa ma reale sorgente
della nostra vita. E la Madonna è sempre pronta a
colmare questo profondo vuoto del cuore umano...
Alla grotta di Massabielle Bernardette vede, vestita di
bianco e d'azzurro, una giovane Signora di una bellezza
inimmaginabile. Da quel momento, per tutta la sua esistenza
terrena, Bernardette sarà affascinata e dominata
da una realtà sola: la bellezza indescrivibile di
quella Signora. E quando le chiederanno di quella beltà,
sempre risponderà, portando appassionatamente le
mani al cuore: - Oh! è più bella di ogni altra
creatura al mondo! Senza saperlo, Bernardette affermava
una profonda verità di fede. La bellezza dell'Immacolata
non è tutta nel volto, che pure ha segnato il tormento
di sommi pittori dai bizantini all'Angelico, da Giotto al
Tiziano, al Greco, al Murillo. E neppure unicamente nello
spirito. La bellezza di Maria è superiore ad ogni
bellezza naturale perchè è bellezza soprannaturale.
E' più bella di ogni cosa al mondo, perchè
la sua bellezza è la più vicina a Dio, perchè
essa sola, tra le creature, è tutta di Dio, immersa
in Lui, sorgente di ogni bellezza. E' la piena di grazia,
perché destinata ad essere la "Madre della divina
grazia”, la Madre di Gesù, che ha riportato sulla
terra la bellezza del cielo, l'unica che mai impallidisce
ma rimane in eterno fragrante e splendente.
Che altro e che attira a Lei gli artisti di tutti i tempi,
da Goethe a Franz Werfel a Thomas Merton, se non la luce
che piove esclusivamente dalla sua bellezza intatta e intangibile?
Da Lei prendiamo coscienza di noi stessi, perchè
in Lei ricordiamo la nostra grandezza e miseria: quello
che potevano essere e più non siamo, quello che dovremmo
essere e possiamo ancora, ma nel candore materno, della
Sua luce.
A proposito di Bernardette e di Lourdes, faccio un accenno
alla storia, della signora Teresa Rouchel di Metz. Affetta
da tempo da una forma di lupus ulceroso, perduta,ogni speranza
di guarigione, tentò il suicidio, fortunatamente
invano. Una sua amica la indusse ad andare a Lourdes e vi
andò senza fede e sfiduciata. Fu immersa nella piscina
della Grotta tre volte, ma senza alcun risultato. Delusa,
ma insolitamente calma, segue dalla sua barella la S. Messa
celebrata per il pellegrinaggio in partenza. Improvvisamente
si sciolgono le fitte bende che fasciano il volto, cadono
sul messalino che ha tra le mani, macchiandolo di pus sanguigno.
Vergognosa per il suo volto distrutto dal male, lo nasconde
come può e raccomoda con le sue mani la fasciatura.
Passano alcuni minuti. Ma ancora, per la seconda volta,
le bende, misteriosamente, si slegano e cadono. Chiede allora
ad un barelliere di essere trasportata all'ambulatorio.
- Sorella, per carità, mi accomodi questa fasciatura.
- Che cosa c’è da accomodare? - chiede la suora ignara
dell’accaduto.
Colpo di bacchetta magica! Il volto di Teresa Rouchel, in
un istante, in quel preciso istante, senza che essa avesse
avvertito alcunchè, quando neppure più pensava
alla possibilità della guarigione, era tornato come
un tempo: roseo, bello, sano. Il naso e la bocca rimodellati
dei due grossi buchi, nelle guance appena una leggera orma
rosata ai margini, firma discreta di una potenza che in
un attimo aveva ricostruito miliardi di cellule viventi.
E' un miracolo certo, strepitoso, avvenuto nel 1908 a Lourdes..
La guarigione istantanea di una peritonite tubercolare è
stata personalmente controllata da uno scienziato, il premio
Nobel Alexis Carrel, americano, convertitosi sul posto.
Suggestione? E' assurdo il parlarne, perchè tra i
guariti si contano increduli e bestemmiatori e anche bambini
di pochi mesi. Nel 1947, Gerard Baillic, bambino di quattro
anni, nato cieco, con i nervi ottici atrofizzati, la retina
distrutta, a Lourdes ha ottenuto la vista e ci vede perfettamente,
pur rimanendo clinicamente cieco.
Da oltre 130 anni a Lourdes avvengono vere guarigioni miracolose,
per le quali - lo hanno riconosciuto decine di migliaia
di medici e di scienziati di ogni confessione religiosa
- nessuna spiegazione naturale è possibile. Ma il
più strabiliante prodigio, che perennemente si ripete
in quella cittadella del soprannaturale è che, so
la guarigione dei corpi è l'eccezione, quella delle
anime è regola quasi costante.
E' un pò difficile essere buoni e fare il bene. C'è
una sola eccezione. In Colei che ha dato agli uomini il
Bene, fatto Uomo, il Bene senza confini, c'è una
inclinazione e una facilità innata a fare il bene.
La Madre di Gesù è il capolavoro della potenza,
della sapienza, ma soprattutto della bontà di Dio,
proprio perchè, fin dal primo istante della sua concezione
è stata immune, per privilegio unico, da quel male
che pesa su tutta la natura umana. Se Dio sa trarre da una
nuvola nera un fiocco bianco di neve, non poteva dalla natura
umana trarre l'Immacolata? E' Immacolata per Gesù
e quindi anche per noi, per darci il bene, per insegnarci
il bene, per renderlo a noi meno difficile, col suo aiuto.
E' stata concepita così: nel Bene.
Il cristiano sa chi è Maria, e la sua grandezza è
per lui sorgente inesauribile di ammirazione. Dio, che ha
creato in Lei il Suo capolavoro, in Lei si compiace: Essa
è per Lui oggetto di compiacimento. Maria è
là Donna più viva di tutte, perchè
è tutta di Dio. Maria è certo un personaggio
storico al cento per cento, come S. Chiara, S. Caterina
da Siena o S. Elisabetta d'Ungheria. Ma, cosa strana, le
fonti che ne parlano autenticamente dicono poche cose.
Sulla vita sua pochi, fugaci, rispettosi, ma occasionali
accenni. Che cosa ha fatto? Ha condotto la vita comune di
una donna palestinese povera. Che cosa ha detto? Conosciamo
di Lei cinque brevi frasi e un cantico. Eppure Maria è
la Donna più raffigurata nell'arte, non solo architettonica
e pittorica, ma affascina enormemente musicisti e poeti.
Ma c'è una sorpresa di altro genere. Quella Donna
che è tanto amata è da non pochi anche temuta.
Non pronunciò il dittatore Tito a Spalato un discorso
contro la devozione a una certa santa Maria? Nel 1954, il
ministro dell'educazione ungherese, Znedek Nejedly, non
ordinò che in tutte le scuole e per ogni classe,
due lezioni obbligatorie nelle quali si doveva svolgere
il tema: “Il pericolo del culto di Maria per il governo
della democrazia popolare"? Il governo comunista di
Polonia, con decreto ministeriale, proibì di chiamarla
"Regina della Polonia” perchè - si sa - il regno
della Polonia è distrutto e abolito per sempre. In
Russia venne proibita l'Ave Maria di Schubert, con il risultato
che nessuna donna è, oggi, venerata ed amata, da
milioni di Russi, più di Lei. Continuando possiamo
dire che questa Donna è anche desiderata, anche dai
non cristiani. I musulmani accolsero trionfalmente in Africa,
nel 1947, la statua di Maria portata da Fatima. Nella "peregrinatio
Mariae” lo stesso trionfo si ripete in tutta l'Africa, in
Inghilterra e negli Stati Uniti da parte di non cattolici,
tanto che il grande giornale "Life" di Chicago,
dedicò venti pagine per illustrare il "nuovo
prodigio di Fatima".
Quella Donna è desiderata da cristiani separati da
Roma, sia scismatici che protestanti. Migliaia di testimonianze
di protestanti ritornati all'unità della Chiesa confermano
la forza fascinosa di Maria così palese, da destare
meraviglia che il protestantesimo abbia per tanto tempo
potuto rinnegare la devozione a Lei.
Certo
la Madonna è la Donna più studiata di tutte
ed è difesa dalla più alta autorità
della terra: i Papi. Si fa sentire dai corpi e dalle anime
attraverso le centinaia di santuari eretti in suo onore..
Quanto e da quanti si fa amare la Madonna? Ella si fa amare
da tutti. Migliaia di libri ne parlano, milioni di donne
ne portano il nome, ma altari, statue, immagini, medaglie,
scapolari, mesi, giorni... di Lei, per Lei... tre volte
al giorno suonano le campane per onorarLa, e l'invocazione
a Lei sale in tutte le lingue, in tutte le epoche, dalle
folle pellegrinanti nel Suo nome nel 2000, alle prime suppliche
documentate oggi dai papiri, come quella trovata in un papiro
d'Egitto del tempo della persecuzione di Decio e Valeriano
(III sec.): "Sotto la protezione della tua benevolenza
ci rifugiamo, Madre di Dio...". La preghiera più
recitata nel mondo è certamente l'Ave Maria, che,
grazie al Rosario, viene ripetuta milioni di volte ogni
giorno. Pellegrinaggi, processioni, congressi, suoni, inni,
canti: Bella Tu sei qual sole...
E’ sempre bella quella Donna, non è ancora invecchiata
da circa 2000 anni,'e la corona dei fiori che i popoli posano
sul Suo capo è sempre fresca, come quella corona
di rose silvestri che Pauline Byron ha posto sopra l'Immacolata
di una piccola chiesa di Stockport nel maggio 1947 e che
per anni si conservarono fresche e profumate, senza che
ne cadesse un petalo.
Tutte queste constatazioni non possono non destare lo stupore
del profano che osservi il “fenomeno" unico di Maria.
Quello stupore però non è che il riflesso
esteriore di uno splendore più interiore, celeste:
lo conosce bene il cristiano che su di esso medita da secoli.
Alle parole dell'Angelo Gabriele (leggere Lc 1,26-37) segue
un silenzio breve ma enorme. Poi, alla proposta incomparabile
dell'Angelo, Maria rispondo con un "Si" che scaturisce
dal profondo del Suo essere verginale e della Sua umiltà,
un "SI" di consenso e di desiderio, a nome dell'umanità
che Essa rappresenta: “si faccia di me secondo la tua parola"
(Lc 1,38). E' un "Si" gigantesco. Che cosa avviene?
Cosa mai accaduta e che mai più accadrà a
donna: cosa nuova, la novità unica e vera, eterna,
per Lei e per il cosmo. Essa diviene Sposa, Madre, Figlia
di Dio.
Sposa
di Dio perchè Maria offre e unisce non a
un uomo, ma a Dio, verginalmente, la Sua anima e il Suo
corpo: offre la Sua carne come ostia gradevole, vivente,
con un vero culto conforme a ragione.
Madre
di Dio. Maria usa del diritto più alto di
una creatura, quello di servire a Dio, servizio che per
Lei donna, si attua nella forma più alta dei servire:
la maternità. Diviene madre, non di un uomo, sia
pure grande, grandissimo in cui opereranno energie divine
o che a un certo momento comincerà ad essere Dio.
Diviene Madre di Colui che è Dio da sempre
e comincia ad essere Uomo nel primo istante in cui, per
opera dello Spirito Santo, Ella Lo concepisce nelle Sue
viscere. Da quel primo istante l'avvolge - dice
S. Tommaso - una certa infinita dignità. Madre di
Dio che si è fatto Uomo per redimere gli uomini dal
peccato: Madre del Redentore, il Quale Le porta, ma anche
Le chiede, molto.
Figlia
di Dio. Maria è la prima cristiana in ordine
di dignità e di tempo, in quanto il Cristianesimo
- la cui essenza è il Cristo - nasce nelle Sue viscere
materne. "Cristo e la Chiesa, due in una carne, sono
nati in grembo a Lei”, che è quindi il primo membro
del Corpo mistico di Cristo. E' la prima redenta dal Cristo
Redentore, in modo così totale, che in previsione
dei meriti di Lui, Ella é totalmente esente dal peccato
che grava sulla natura umana. Ella e Inviata, è l'Immacolata.
Perchè questa figlia di Dio doveva essere anche Madre
di Dio. Essa è piena di grazia: Nessun peccato, neppure
lievissimo La sfiorerà mai: il capitale di grazia
ricevuto, fruttificando sempre e sempre crescendo, per i
meriti di Lei, giungerà ad una pienezza sovrabbondante
per Lei e per il genere umano.
Tutto questo Le porta in dono Gesù, da Lei concepito!
Ma Gesù da Lei chiede molto. Accogliendo nel Suo
seno il Redentore, accoglie la Redenzione, che è
possibile in quanto Essa fornisce la "carne umana".
Essa non si aggiunge alla Redenzione, ma entra nel costitutivo
della Redenzione stessa. Da Lei il Cristo chiede collaborazione
e cooperazione: è la Corredentrice del genere umano.
Quindi la "Madre dolorosa" di molti fratelli perchè
è la Madre del "primogenito" tra i molti
fratelli: Gesù.
Per il cristiano Maria è la Mamma: lo è di
Gesù e quindi è anche la sua. Di Gesù
Madre vera, del cristiano Madre spirituale. Pensando a Lei
il cristiano pensa al mistero più alto e più
prezioso: la maternità divina da cui viene la sua
redenzione.
Non
cattolico.
Tutte chiacchiere o belle parole, mi sostanzialmente non
c'è niente di solido, di vero secondo la divina Parola.
Cattolico.
Ancora un pò di pazienza e poi vedrai che tutti questi
pensieri scaturiscono proprio dalla divina Parola. Voglio
dirti qualche altra cosa ancora.
Due volte nella S. Scrittura si legge che Dio si è
compiaciuto di quel che ha fatto.
La prima, quando "Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco
era cosa molto buona ... al settimo giorno ebbe per finita
l'opera da Lui fatta. Dio vide quanto aveva fatto ed ecco:
stava assai bene" (cf Gen 2,2 e 1,31).
La seconda, quando si è compiaciuto del Suo Capolavoro:
“Questo è il mio Figlio diletto, nel Quale mi sono
compiaciuto..." (Mt 3,17).
Il Cristo è il centro focale dell'universo, attorno
a Cui tutto gravita, e da Cui parte ogni onore e gloria
al Padre. E Cristo assorbe tutto, anche Maria, anche noi.
'Tutto è vostro, voi siete del Cristo, il Cristo
è di Dio" (1 Cor 3,22): è la sinfonia
cattolica, cioè universale, che ha il suo motivo
fondamentale nel Cristo. In questa sinfonia che differenza
c'è tra Maria e gli uomini? Noi siamo "per Cristo"
per Lui, cristiani; Maria è cristiana direttamente
in Cristo". Noi - anche milioni di cristiani e di santi
- possiamo non esistere e pur esiste il Cristo e il Cristianesimo.
Maria è totalmente unita al Cristo, tanto che se
Lei non esistesse - nell'ordine scelto da Dio - non esisterebbe
neppure il Cristo. Senza Maria non c'è il Cristo,
come senza il Cristo non c'è Maria. Sono inseparabili.
La causa di questa unione unica, è la volontà
di Dio. E' Dio che ha preparato col Cristo Maria, - il mondo
desolato dal peccato ha atteso e cullato inconsciamente
nel suo cuore per secoli l'Uno e l'Altra ... ; ha
fatto annunciare dai profeti col Cristo Maria -
non sempre i profeti hanno compreso totalmente l'immensità
di quanto Dio per loro bocca vaticinava, sia il Protoevangelo
(Gen 3,15), sia col "segno grande" di Isaia (Is
7,14), sia con la Donna coronata di dodici stelle dell'Apocalisse
(Ap 12,1 ss.) -; ha predestinato col Cristo Maria:
“il Signore mi possedette qual principio delle Sue azioni,
prima delle Sue opere, fin d'allora. Quando non v’erano
abissi Io fui concepita, quando non v'erano sorgenti cariche
d'acqua. Prima che i monti prendessero base, prima dei colli,
Io nascevo, quando ancora non vi era la terra, né
le campagne, né le prime zolle del mondo" (Prov
8,22-26).
Maria è con Cristo “termine fisso d’eterno consiglio":
esiste solo per il Cristo, il Quale è la Sua totale
ragione di essere: è la “Sua melodia segreta, la
Sua solitudine sonora" (San Giovanni della Croce):
l'esistenza di Maria è "nascosta col Cristo
in Dio".
La compiacenza che Dio ha nel Suo Cristo, Re anche come
Uomo, coinvolge Maria che è compartecipe, sia pure
in modo subordinato, della stessa Regalità.
Infatti Maria è Regina, non già per plebiscito
o decreto umano, ma per titolo legittimo, inalienabile,
unico: nessuna Regalità nasce come la Sua, dalla
Maternità. Essa è Madre di Cristo Re, che
a Lei deve tutta la Sua natura umana, sì che la somiglianza
tra Cristo e Maria è perfetta, totale: se Egli è
Re, Essa è la Madre del Re, è Regina, per
natura e in più per conquista, perchè "ha
offerto la sostanza della Sua carne alla Redenzione e ha
offerto per noi il Cristo al Padre celeste" (Suarez).
Maria realizza perfettamente il piano creatore di Dio, ed
è quindi, perchè la più eccellente,
“sovrana di ogni altra creatura" (S. Bonaventura).
Maria è Regina non solo di un popolo e di tutti i
popoli, ma è anche Regina degli Angeli (natura più
angelica che umana), dei Patriarchi (la creatura più
presente nell'Antica Alleanza), dei Profeti (la profetessa
di una profezia che si avvera nei secoli “tutte le generazioni
mi chiameranno beata"), degli Apostoli (la Chiesa nascente
e militante nei secoli ha da Lei luce e forza nelle sue
operazioni apostoliche), dei Martiri (ha partecipato più
di ogni altra creatura al martirio di Gesù), dei
Confessori (modello insuperabile e pur imitabile di vita
comune), delle Vergini (è la “porta serrata dalla
quale solo passa il Re d'Israele"), di tutti i Santi
(perchè esaltata sopra il coro di tutti gli Angeli
e Santi).
Maria è, in senso proprio, con Cristo Re, Regina
dell'Universo, tanto naturale che soprannaturale. E' stata
Assunta in cielo in corpo e anima, e incoronata Regina da
quel Cristo, al Quale "ogni potere è dato in
terra e in cielo". Gesù pone la corona regale
sul capo di Maria seduta alla Sua destra e coperta di ricca
veste: "sta la Regina alla Tua destra con oro di Ofir"
(Salmo 44,10). Lo stupore del profano, l'ammirazione del
cristiano, sono riflessi terreni e testimonianze suggestive
di quella regalità, voluta da Dio e in cui Dio pone
le sue compiacenze. La regalità di Maria è
una potenza a servizio dell'amore, una onnipotenza supplice.
E' Lei che intercede continuamente per i lontani dalla fede
e per i poveri peccatori: è una Regalità esclusivamente
benefica: "è la faccendiera divina del Paradiso"
(S. Alfonso Maria dei Liguori).
Così sentono i fedeli, e nel respiro universale dei
fedeli "respira lo Spirito Santo" (S. Paolino
da Nola). Pio IX disse un giorno: “sulla terrà mancherà
qualche cosa alla Regalità di Maria, finchè
i suoi sudditi non l'abbiano volontariamente e solennemente
proclamata”. S. Caterina Labourè, la santa del silenzio
e della medaglia miracolosa, pochi mesi prima di morire
ha detto: “Come sarà bello sentir dire: Maria è
la Regina dell'Universo! Sarà un'era di pace, di
gioia e di felicità che durerà a lungo. Ella
sarà portata sugli stendardi e farà il giro
del mondo". Il primo novembre dell'anno 1954, Pio XII
ha proclamato la Festa liturgica della Regalità di
Maria.
Se chiediamo a Maria qual'è il Suo segreto, il segreto
della Sua vita, Essa ci risponde umilmente: “servire
Dio, perchè servire Dio è regnare".
Come il Cristo "assumendo forma di schiavo... umiliò
se stesso ... fino alla morte di Croce, e perciò
Dio Lo esaltò e gli diede il nome che è sopra
ogni nome..., finchè nel nome di Gesù ogni
ginocchio si pieghi..." (leggere Filip 2,7-11), così
Maria, immergendosi con il Suo 'fiat' quale spugna nell'oceano
della Volontà di No, ha un regno senza confini.
Non
cattolico.
Hai detto tante cose, anche belle, ma non ancora rispondi
a quanto ti ho già chiesto, e cioè che mi
provi tutto biblicamente.
Cattolico.
Stai tranquillo, sarai largamente soddisfatto, ma permettimi
ancora di raccontarti alcuni fatti da me letti su "La
voce del Buon Pastore", Bollettino mensile della Parrocchia
romana di S. Ippolito martire. Il bollettino è del
maggio 1957, ed io ricordo d'averlo letto in quell'epoca.
Lo conservo ancora per due fatti in esso riferiti.
1.
L’AVE MARIA (racconto dal vero).
In
un congresso svoltosi a Lilla, un sacerdote inglese narrò
questo fatto. "Molto lontano da questa città,
viveva una famiglia protestante composta di molti figli,
l'ultimo dei quali, di sei anni, sentì un giorno
recitare dai cattolici la bellissima preghiera dell'Ave
Maria, che risuonò alle sue orecchie come una dolce
melodia.
Tornato a casa il fanciullo, con il candore e la semplicità
propria della sua età, recitò ad alta voce,
perchè la madre lo sentisse, la bellissima preghiera
dei cattolici.
La madre lo rimproverò aspramente: “Non ripetere
mai più queste parole! Sono parole superstiziose,
che fanno di Maria una divinità. Maria è una
semplice creatura, una donna come un'altra, e niente più!”.
Il fanciullo tacque. Ma gli restava in cuore il piacere
di aver sentito per la prima volta l'Ave Maria.
Un giorno, leggendo il santo Vangelo, fu colpito dal passo
di S. Luca: "E l'Angelo disse a Maria. “Ave, piena
di grazia, il Signore è con te”. Saltando di gioia
il ragazzo corse dalla mamma col Vangelo aperto tra le mani
e le disse: “Mamma, leggi quello che dice la Bibbia: Ave,
piena di grazia". Perchè tu dici che è
superstizione pronunciare queste parole?”.
La madre gli strappò nervosamente il libro dalle
mani e gli proibì severamente di tornare a ripetere
la frase, che per il ragazzo era tanto dolce ma che per
la madre, luterana fanatica, era tanto irritante.
Il ragazzo però non dimenticò più la
bella preghiera che estasia i buoni cattolici e la recitò
molte volte da solo, con immensa gioia.
E intanto crebbe negli anni e, con gli anni, anche nell'intelligenza.
A tredici anni fu in grado di proporsi questo argomento
convincente: “O è falso il Vangelo o lo è
il protestantesimo. I protestanti tengono il Vangelo come
regola di fede; e allora come possono negare che la Vergine
è la più eccellente delle creature e qualcosa
di più che una semplice donna, quando il Vangelo
lo attesta chiaramente?".
Continuando a leggere il sacro testo, fu colpito dalle parole
del Magnificat: “Tutte le genti mi chiameranno beata”.
Questo passo fece brillare nella sua anima la luce definitiva.
La grazia e la fede lo guidarono, persuadendolo fermamente
della dignità di Maria.
Un giorno, in casa, la conversazione ricadde sul tema protestantico
che Maria è una donna come le altre: soltanto una
buona madre di famiglia. Allora il ragazzo, indignato per
simili espressioni, si alzò in piedi e con voce vibrante
protestò: “No, non è vero; non può
essere così, la santissima Vergine è più
che una semplice creatura. L'Angelo mandato da Dio la salutò
“piena di grazia". E' la Madre di Gesù, Madre
di Dio. Voi protestanti avete un impegno particolare nel
coprire di vilipendio la più augusta di tutte le
creature. Ma notate la vostra contraddizione. Dite che la
Bibbia è il fondamento della vostra fede; se è
così, perchè non le date credito quando vi
insegna e dice in maniera precisa che tutte le generazioni
la chiameranno beata?".
Una bomba scoppiata in mezzo alla casa non avrebbe recato
una emozione più forte di quella prodotta da queste
parole.
“Che avviene mai!” - gridò inferocita la madre –
“che vedo, che sento!... Mio figlio finirà per farsi
cattolico!..."
E lo era già in cuor suo, ma dovette lottare strenuamente
contro tutti quelli di casa per divenirlo effettivamente.
Raggiunta la maggiore età, ricevette il Battesimo.
L’ostinazione nell'errore da parte dei suoi genitori e fratelli
lo ricolmava di dolore. E tuttavia continuava a sperare
che la grazia del Signore avrebbe un giorno o l'altro bussato
alla porta del cuore dei suoi cari.
Intanto uno dei fratelli cadde gravemente ammalato. In breve
si ridusse all'orlo dei sepolcro. Dio ispirò al giovane
una felice idea.
“Mamma, disse, Dio è onnipotente; se vuole, può
ridarci il caro malato. Recitate insieme con me l'Ave Maria,
e promettetemi, se il fratello guarirà, di studiare
attentamente la Religione cattolica e se, dopo un esame
imparziale, la troverete l'unica vera, giuratemi di abbracciarla".
La madre fremette alla proposta e ruggì come una
belva. In preda alla disperazione, agitava i pugni stretti
e urlava come una forsennata. Poi, si calmò. Vinta
dall'amore materno, piegò il capo dinanzi alla necessità
del momento e, inginocchiatasi, recitò assieme al
figlio l'Ave Maria.
Il giorno dopo il malato entrava in convalescenza: l'intercessione
di Maria l'aveva salvato! La madre e l'intera famiglia,
dopo uno studio serio, abbracciarono la Religione cattolica.
Questo ragazzo - concluse il conferenziere - questo ragazzo
devoto di Maria è oggi sacerdote, o signori; è
colui che ha l'onore di rivolgervi la parola".
(Da: “Capanaga, Maria nella storia delle conversioni”).
2. LA MADONNA E IL BANDITO
C'è
un episodio ancora poco conosciuto nella tragica vita di
Salvatore Passatempo, il giustiziere della banda Giuliano
che, a colpi di mitra, dipanava le più complicate
situazioni. Una notissima famiglia siciliana - quella dei
signori Norrito di Trapani - possiede un grosso feudo nella
zona di Alcamo. Un giorno il proprietario - un giovane di
33 anni - si vide circondato all'improvviso, davanti alla
sua villa, da 14 uomini armati, che lo sbatacchiarono contro
un muro e gli chiesero dove fossero i soldi e i gioielli.
Il giovane restò lì come pietrificato dal
terrore, quando esce dalla villa sua madre, una vecchietta
vestita di nero, dall'incedere risoluto, coraggioso.
“Chi è il vostro capo?" - chiede a voce alta.
“Sono io, Turiddu Passatempo".
“Io sono la mamma di questo giovanotto…”
“Lo so, vi conosco".
“Benissimo. E allora venite con me".
Il
fuorilegge la segue, sicuro del bottino. E la vecchietta
lo fa entrare nella cappella della villa.
“Turiddu, virite la Madonnuzza?... Levatevi il berretto!
Dite l'Avemmaria appresso a me, e vediamo se avete il coraggio
di fare del male a mio figlio".
Il bandito impallidisce, si toglie il berretto, abbassa
lo sguardo e prega la Madonna. Poi esce dalla villa, solo,
in silenzio; varca il cancello e ordina ai suoi uomini:
"Andiamo via!”.
Magnifico
e autentico! E' accaduto la mattina dell'8 settembre 1947,
festa della natività della Beata Vergine.
(Aurora - Maggio 1954)
Ai due fatti del Bollettino parrocchiale di S. Ippolito,
ne aggiungo un terzo ascoltato direttamente da un predicatore
degno di fede, certo P. Serafino da S. Maria a Vico, cappuccino,
col quale sono stato diversi anni insieme. Eccolo.
3.
Durante la guerra civile spagnola (1936-1939),
il generale Queipo de Liano, impadronitosi della città
di Siviglia con solo 200 uomini, lanciò messaggi
aerei a Malaga, Madrid, Toledo per avere rinforzi e difendere
la città dagli assalti di truppe rosse. Nessuna risposta.
Intanto una colonna di 20 autocarri nemici carichi di dinamite,
avanzava verso Siviglia con ordine di farla saltare. La
popolazione costernata, non vedendo alcuna via umana di
scampo, si raccomandò alla Madonna tanto venerata
nella cattedrale. Il generale intanto mandò incontro
agli autocarri un gruppo di volontari votati alla morte.
Essi attesero, nascosti nei buchi lungo la strada, pronti
a giocare il tutto per tutto. Ben presto gli autocarri giunsero
loro vicini. In mezzo al fragore dei motori si sentiva gridare:
“Ditele che si ritiri... che se ne vada! ... che fa quella
donna in mezzo alla strada? ... con quel bambino in braccio?..."
. Altre voci intimavano: “Schiacciatela se non si ritira!...
Vada alla malora!...". Tutto questo sentivano gli uomini
nascosti lungo la strada, senza veder nulla; quando all'improvviso
scorsero la testa della colonna di minatori rossi. Il comandante
ordina: "Fuoco!...". Si viene a corpo a corpo.
I rossi spaventati, sorpresi dovettero arrendersi e legati,
furono condotti a Siviglia. Fu chiesto
loro: “Ma perchè vi siete arrestati?...". Risposero:
“Perchè davanti all'autocarro di testa si è
messa una donna col bambino in braccio, e non ha voluto
cedere il passo". "Ma chi era?.. .". “Non
lo sappiamo, ma era terribile in volto. Era come una statua,
ci guardava severamente, immobilizzandoci. Ai vostri spari
scomparve". “Dov'è andata?". "Chi
lo
sa? ......”
Alcuni giorni dopo, nella vigilia dell'Assunta, si procedeva
con solennità alla vestizione della statua della
Madonna con gli abiti sontuosi, gelosamente conservati negli
armadi del Santuario. Con indicibile meraviglia si trovarono
i sandali della Madonna consunti come per un lungo cammino,
le calze infangate, la veste piena di polvere con l'orlo
sfilacciato. Eppure l'anno prima, per la stessa festa gli
abiti erano stati riposti perfettamente puliti: la Madonna
aveva indossato i regali indumenti per andare incontro e
fermare gli invasori e così liberare la città
a Lei tanto cara, dalla distruzione e dalla morte. (Io so
che la statua fu fatta vedere al prigionieri i quali esclamarono:
questa è quella donna che si è posta innanzi
alla colonna degli autocarri).
Conclusione.
Oggi, tremendi pericoli si profilano all'orizzonte
e minacciano di mandare in frantumi tutta l’umana civiltà.
Bagliori di guerra si vedono qua e là forieri di
una nuova, più vasta, più terribile conflagrazione
mondiale. Ma non temiamo: una terza guerra mondiale non
è necessaria e non ci sarà se mettiamo la
Madonna contro l'atomo (Fulton). Ma dobbiamo far ricorso
alla nostra Mamma celeste. Dobbiamo invocare Maria...
Si, o Madre della Libera... libera nos semper... Virgo gloriosa
et benedicta.
4.
Racconto, come lo ricordo, un altro scioccante episodio
da me ascoltato da un missionario (forse dei Servi di Maria)
negli anni tra il 1968-70. Lo ricordo bene per la sua particolarità.
Nel momento che l'ascoltavo ero in confessionale (ad Albacina,
frazione di Fabriano (AN)), per il mio ministero sacerdotale,
e non pensai a chiedere notizie specifiche - che avrei potuto
facilmente avere - al predicatore missionario.
Diceva il predicatore. “Io sono nel Messico (?), quale missionario.
Con me vive, anch'egli missionario, un mio confratello il
quale è entrato a far parte della nostra fraternità
perchè alcuni anni or sono lasciò il mondo
ed entrò decisamente in Religione (tra i Servi di
Maria?) per il seguente fatto.
Laureatosi in ingegneria, con altri due compagni, anch'essi
neolaureati, andarono su un monte nei pressi di Torino,
meta di molte persone che ci vanno per svago. Vi andammo
anche noi tre (è egli, che racconta) per bagnare
e festeggiare la nostra laurea.
Entrati in un bar, incominciammo a bere del liquore e, poi,
a dire anche delle sciocchezze, anzi passammo addirittura
- brilli come eravamo - a fare i gradassi e a dire cose
contro la religione... arrivando fino alla bestemmia. Ad
un certo momento il tempo cambiò e minacciava tempesta.
Ci mettemmo in cammino per raggiungere la città.
Incominciarono lampi e tuoni e noi affrettammo il passo
per evitare l'acquazzone imminente.
Mentre fuggivamo, ecco che una voce, proveniente come da
un lampo, disse:
“ammazzalo!". Subito dopo un fulmine uccise uno di
noi tre. Io e l'altro, impauriti aumentammo la fuga. Ma
ecco che una seconda volta si sentì la stessa voce:
"ammazzalo”, e l'altro mio compagno cadde fulminato...
Vi lascio immaginare le mie condizioni... Piangendo e scappando
pensavo: adesso arriverà il terzo: "ammazzalo”
e sarò io il colpito. Infatti, sentii per la terza
volta "ammazzalo!". Piangendo e tremando, aspettavo
il fulmine, ma questo non venne. Invece ascoltai una voce,
come quella di una tenera madre, che disse: "questo
no, perchè ogni sera quando va a letto, mi dice ancora
un'Ave Maria".
Questi sono i fatti che mi sono capitati.
Sceso in città, raccontai subito ad un sacerdote
tutto l'accaduto, mi confessai e promisi alla Madonna che
mi sarei consacrato a Lei per attendere all'onore e alla
gloria di Dio ed alla salvezza delle anime. E così
feci.
Il missionario finito il racconto, ripetè: il confratello
ingegnere è ora sacerdote e sta con me in missione".
Non
cattolico. Hai
finito? Quando risponderai alle mie precise domande?
Cattolico.
Ti
chiedo scusa. Voglio ancora raccontarti un episodio che
appartiene alla storia della Chiesa e che forse tu e molti
altri non conoscete.
Non
cattolico.
Un fatto storico? Allora lo dovremmo conoscere tutti. Se
è così lo ascolto.
Cattolico.
Si, che è storico: si tratta della battaglia di Lepanto.
Vai a vedere in una enciclopedia (UTET, Enc. Catt.) e vi
troverai che Lepanto è città e porto della
Grecia. Io qui racconto solo l'indispensabile.
Si sa che Selim II, nel 1566 divenne sultano di Costantinopoli,
e mostrò subito il proposito di impadronirsi di Cipro,
nonostante il Trattato di pace, stretto con Venezia che
ne era padrona. Venezia si preparò alla lotta e chiese
aiuti al papa Pio V ed ai sovrani cristiani. La flotta cristiana,
inferiore a quella musulmana, si andava preparando, mentre
l'impero Turco sbarcava a Cipro nel luglio 1570; il 9 settembre
si impadroniva di Nicosia ed il 4 agosto 1571, dopo un lungo
assedio, anche di Famagosta: così tutta l'isola era
perduta per la cristianità.
S. Pio V, venuto a colloquio col generalissimo dei Cristiani
disse: "La vittoria sarà nostra se i combattenti
si prepareranno cristianamente e se dall'esercito sarà
tolta tutta la gente di pessimi costumi". I consigli
del Papa vennero assecondati. Si fecero preghiere e digiuni.
I Turchi stavano vincendo, ma poi la situazione improvvisamente
cambiò a favore dei Cristiani che inflissero ai Turchi
gravi perdite.
S. Pio V in Vaticano, mentre discuteva con vari prelati,
ad un tratto impose silenzio, corse alla finestra, l'aprì
e vi rimase immobile per alcuni minuti. Poi levandosi raggiante
in volto esclamò: “Il nostro esercito sta conseguendo
la Vittoria! Correte a ringraziare la Madonna!". Erano
le ore 17 del 7 ottobre 1571, proprio l'ora in cui nelle
acque di Lepanto la flotta cristiana sconfiggeva quella
nemica. Durante la battaglia i cristiani pregavano, le Confraternite
recitavano il S. Rosario.
Certo queste notizie più particolareggiate nelle
Enciclopedie non le troveremo, ma esse sono state registrate
da chi le ha vissute. E la Chiesa di allora che le ha vissute
le ha registrate nella storia ecclesiastica istituendo il
5 ott. 1571 la festa del S. Rosario alla Madonna, alla cui
intercessione fu attribuita la Vittoria di Lepanto.
Non
cattolico.
Ti prego ancora una volta di provarmi con la Bibbia alla
mano tutto quello che voi cattolici chiamate la mariologia,
o addirittura teologia mariana. Cioè mi devi dimostrare,
Bibbia alla mano, che Maria è:
I- Madre di Dio;
II- Immacolata Concezione;
III- Assunta in Cielo;
IV- Mediatrice;
V- Madre della Chiesa e delle creature;
VI- Corredentrice;
VII- Sempre Vergine;
VIII- Ausiliatrice;
IX- Cos'è Maria nella fede e nella vita cristiana.
Cattolico.
Occorrerà ripeterti che le verità bibliche
possono essere espressamente o esplicitamente dette, implicitamente
contenute nella divina Parola, oppure che sono una conseguenza
logica di quanto è detto nella S. Scrittura?
Non
cattolico.
Sono cose che già hai detto e si capiscono facilmente.
Io aspetto soltanto la dimostrazione pratica e razionale,
meglio scritturistica, di quanto afferma la Chiesa cattolica
nei riguardi di Maria.
Cattolico.
Cercherò
di rispondere ordinatamente. Maria SS. è:
I-
Madre di Dio. Di tale verità dogmatica dirò
poche cose giacchè ci troviamo di fronte a citazioni
esplicite. Is 7,14: " ... Pertanto il Signore stesso
vi darà un segno. Ecco: la Vergine concepirà
e partorirà un figlio che chiamerà l'Emmanuele".
E S. Matteo (1,22-23) precisa: “Tutto questo avvenne perchè
si adempisse ciò che era stato detto
dal Signore per mezzo del profeta: 'Ecco, la Vergine concepirà
e partorirà un figlio che sarà chiamato l'Emmanuele,
che significa Dio con noi"'.
Circa 30 anni dopo di Isaia il profeta Michea (5,14) aggiunge
un'altra precisazione: “E tu, Betlemme di Efrata, così
piccola per essere fra i capoluoghi di Giuda, da te uscirà
Colui che deve essere il dominatore di Israele... Perciò
Dio li metterà in potere altrui fino a quando Colei
che deve partorire partorirà. ..". In Is 9,5
troviamo: “Poichè un bambino è nato per noi,
ci è stato dato un figlio. Sulle sue spalle è
il regno della sovranità ed è chiamato: Consigliere
Ammirabile, Dio potente, Padre per sempre, Principe della
pace". Più oltre, sempre in Isaia (11,1-2),
leggiamo: "Un germoglio spunterà dal tronco
di Jesse, un virgulto germoglierà dalle sue radici.
Su di Lui si poserà lo Spirito del Signore ......”
E per terminare le citazioni esplicite, le più importanti,
concludo con Lc 1,43: "A che debbo che la Madre
del mio Signore venga a me?”.
Comprendo che la Madonna non ha concepito la divinità,
e, questo è chiaro, ma è anche vero che: “In
principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo
era Dio . E il Verbo si fece carne e venne ad abitare
in mezzo a noi..." (cf Gv 1,1 e ss.).
In Conclusione: Il Verbo Eterno prese carne nel
seno di Maria. E perciò giustamente, nel
431, al Concilio di Efeso si riconobbe che Maria poteva
e doveva dirsi vera Madre del Verbo-Dio fatto Uomo
nel Suo grembo.
II-
Immacolata. La Bibbia non dice che Maria è
immacolata, ma ci dice tante altre cose dalle quali si ricava
che è nata senza macchia di peccato. Credo che nessuno
di noi pensi che Gesù, l'Agnello senza macchia, potesse
nascere da una sorgente inquinata: anche la sua carne umana
sarebbe stata macchiata. Al capitolo 3,15 della Genesi,
troviamo, infatti: “Io porrò inimicizia tra te e
la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà
la testa e tu le insidierà il calcagno". Ora,
se Dio pone inimicizia tra satana e la donna e la sua stirpe
(Gesù), è chiaro che questa donna non sarà
mai, neppure per un istante, in amicizia con satana. Il
che significa che la Madonna sarà Immacolata. Se
Maria deve essere la Madre dell'Emanuele, ossia del "Dio-con-noi",
“del Dio Potente", “la Madre del mio Signore” non può
essere una donna come le altre.
Inoltre la Bibbia ci dice: “Ti saluto, o piena di grazia,
il Signore è con te... nulla è impossibile
a Dio... Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto
del tuo grembo". Tutte queste parole hanno un chiaro
significato: “Ti saluto, o Immacolata".
Lo scoprire che “tutti siamo sotto peccato" (Rm 3,9-10),
"tutti siamo concepiti nel peccato" (Sal 50,7)
e solo Cristo con la sua morte ci ha liberato, non contrasta
con la dottrina dell'Immacolata, perchè la pienezza
di grazia che l'Angelo Gabriele attribuisce a Maria deve
escludere, logicamente, qualunque momento di inquinamento
col peccato, neppure quello originale, in previsione dei
meriti del suo Figlio divino. Tutto questo lo ricaviamo
sempre dalla S. Scrittura perchè dove abbondò
il peccato sovrabbondò la grazia... e "come
per la disobbedienza di uno solo tutti sono stati costituiti
peccatori, così anche per l'obbedienza di uno solo
tutti saranno costituiti giusti" (cf Rm 5,15-20).
In conclusione: l'opera salvifica di Cristo deve dirsi incomparabilmente
superiore in efficacia al peccato di Adamo. Maria, prescelta
fin dall'eternità ad essere la Madre dell'Uomo-Dio,
è stata, prima che nascesse, la prima redenta in
previsione dei grandi meriti del Suo Figlio Divino. E dobbiamo
crederei, altrimenti l'Angelo Gabriele non le avrebbe dato
il nome di “Piena di Grazia", né Dio ci avrebbe
fatto sapere che avrebbe posto tra Lei e satana una inimicizia
eterna.
III-
Assunzione di Maria Vergine al Cielo. Ho già
detto che l'Assunzione deve ritenersi una conseguenza logica
di tutto quello che la S. Scrittura dice sulle prerogative
straordinarie di Maria. Sembra anche molto logico che alla
Madre Immacolata di Gesù, Uomo-Dio, Vergine perpetua,
debba toccare la stessa sorte del Figlio divino.
Fin dall'inizio del Cristianesimo Maria è stata ritenuta
Madre di Dio, Immacolata, Assunta in cielo in anima e corpo
e sempre Vergine. Nel quarto secolo esistevano già
templi dedicati alla Madre di Dio; nel quinto secolo templi
dedicati all'Assunta.
Pio XII, dopo la dichiarazione del dogma dell'Assunzione,
vide nel Cielo, in pieno giorno, ripetersi il fenomeno della
"danza del sole” come segno di celeste approvazione
alla sua dichiarazione dogmatica. A Lourdes, nel 1858, quattro
anni dopo la dichiarazione del dogma dell'Immacolata Concezione,
la Madonna confermò: "Io sono l'Immacolata Concezione".
Nelle prime comunità giudaico-cristiane, è
già presente la convinzione che il corpo di Maria
fosse stato assunto in cielo in anima e corpo.
Tale convinzione era viva a Gerusalemme dove si indicava
nel Getsemani il luogo della sua temporanea deposizione,
detta poi dormizione, perchè dal sonno passò
alla gloria dell'Assunzione. L’assunzione di Maria è
parallela all'Ascensione di Cristo. Esiste infatti una perfetta
somiglianza, una sorprendente analogia fra la Madre ed il
Figlio, fra i misteri della vita di Cristo e i misteri della
vita di Maria. Due vite, due destini cosi mirabilmente congiunti
in tutto il loro corso.
Se cerchiamo una base teologica per il mistero dell'Assunzione
di Maria, possiamo trovarla nel privilegio supremo di tutti
gli altri privilegi mariani: la maternità divina.
Né dobbiamo meravigliarci se alcune verità
cristiane siano state dichiarate dogmatiche soltanto dopo
molto tempo. Nei primi tre secoli, e oltre, la Chiesa fu
sempre perseguitata. La sua sopravvivenza e affermazione
sono espressioni dell'Onnipotenza divina. Lì dove
la S. Scrittura è esplicita i dogmi sono stati stabiliti
fin dai primi secoli, dove invece mancano espressioni esplicite,
lo studio e il tempo hanno sempre meglio permesso di poter
compenetrare la divina parola all'intelligenza umana fino
alla soluzione che s'imponeva. Il Magistero Ecclesiastico
agisce con prudenza e saggezza perchè le Verità
divine devono essere anche accolte e credute dai fedeli.
D'altra parte si sa e si è convinti, nella gerarchia,
che lo Spirito Santo guiderà la Chiesa per ogni vero,
alla Verità tutta intera e farà capire tante
cose che non ancora si è in grado di capire.
Posso concludere ricordando che il cap.12 dell'Apocalisse,
per molti e seri esegeti, non è estraneo all'Assunzione
di Maria. La donna ed il drago sono figure tipiche per questa
visione (due segni nel cielo) inaugurale. L’antica profezia
di Gen 3,15 diviene realtà: una lotta senza tregua
oppone la discendenza del popolo eletto e le forze del male.
Mentre la visione apocalittica mostra il Figlio della donna
"rapito verso Dio e verso il suo trono" - allusione
all'Ascensione di Cristo al cielo, presenta la donna stessa
in fuga verso il 'luogo preparato da Dio" (Ap 12,5-6),
figura dell'Assunzione di Maria nella gloria dell'Eterno.
IV-
Mediatrice. In 1Tm 2,5 troviamo: “uno solo, infatti,
è Dio e uno il mediatore
fra Dio e gli uomini, l'Uomo Cristo Gesù..."
. Citando queste parole i fratelli non cattolici ci accusano
addirittura di idolatria. Eppure, rimanendo allo stesso
testo di S. Paolo leggiamo che l'Apostolo raccomanda a Timoteo
di far pregare i fedeli per tutti gli uomini, per i re e
per tutti quelli che stanno al potere. Pregare per gli altri
equivale a intercedere. Anzi dice che è cosa bella
e gradita a Dio. Tutto ciò vuol dire che l'intercessione
dei fedeli, ossia dei santi, aiuta a conoscere il vero Dio
e il vero Mediatore e a salvarsi mediante di Lui. Tanto
è vero che la Chiesa termina sempre le preghiere
rivolte ai santi e alla Madonna con le parole: "Per
il Nostro Signore Gesù Cristo, che è Dio...".
La Chiesa ha sempre ritenuto Mediatore assoluto e indispensabile
Gesù Cristo, e la mediazione o intercessione della
Madonna e dei santi subordinata a quella di Cristo.
V-
Madre della Chiesa e delle creature. Il Concilio
Vaticano II ha messo in luce la singolare posizione della
Beata Vergine Maria nella storia della salvezza e quindi
nella storia e nella vita della Chiesa. Umile figlia dell'antico
Israele, Maria è insieme la primogenita e la Madre
del nuovo, un pò come è Figlia e Madre di
Dio. Figlia primogenita della Chiesa in quanto è
il primo frutto della salvezza, “redenta in modo sublime
in vista dei meriti del Figlio suo" (L.G., 53) e quindi
primo tralcio inserito in Cristo, primo membro del Suo Corpo
mistico. Ma soprattutto Maria è Madre della Chiesa,
perchè predestinata fin dall'eternità ad essere
la Madre di Colui che doveva dar vita alla Chiesa stessa.
Attraverso quest'umile Vergine la salvezza promessa da Dio
fin dalle origini del genere umano giunse agli uomini e
ciò fu “quando il Figlio di Dio assunse da Lei la
natura umana, per liberare con i misteri della sua carne
l'uomo dal peccato" (L.G., 55). Così Maria,
la primogenita dei redenti, diventa la Madre dei redenti
stessi, la Madre del nuovo popolo di Dio, tanto che i Padri,
"paragonandola con Eva, chiamano Maria "Madre
dei viventi" e confermano spesso: “la morte per mezzo
di Eva, la vita per mezzo di Maria" (L.G., 56).
La Madre del Salvatore è di diritto la Madre dei
salvati e:non solo perchè ha generato il Salvatore
alla vita del tempo, ma perchè fu intimamente associata
alla Sua opera di salvezza.
Col concepire Cristo, generarlo, nutrirlo, presentarlo al
Padre, nel tempio, soffrire col Figlio suo morente in croce,
cooperò in modo del tutto singolare all'opera del
Salvatore ... per restaurare la vita soprannaturale nelle
anime" (L.G., 61).
L’ufficio materno che Maria esercita verso il Figlio si
estende a quanti crederanno in Lui. Ai piedi della Croce,
quando Gesù Le affida Giovanni, e nel cenacolo, dove
in mezzo ai discepoli attende lo Spirito Santo, Maria appare
in pieno nella funzione di Madre della Chiesa, la quale
nel cuore materno di Lei trova sostegno e dalla sua preghiera
attinge forza e fecondità apostolica.
La Madonna è “intimamente congiunta alla Chiesa"
anche in quanto ne è figura e modello: “nell'ordine
della fede, della carità e della perfetta unione
con Cristo" (L.G., 63).
Maria, che senz'ombra di dubbio, ha creduto a Dio e alle
Sue promesse in circostanze quanto mai oscure e difficili,
è il sublime modello della fede della Chiesa. Ed
è modello di Carità, perchè più
di ogni altra creatura ha amato Dio e gli uomini (cf L.G.,
65). Ma c'è un altro motivo che sollecita la Chiesa
a seguire le orme della Madre di Dio e Madre sua: anch’essa,
come Maria, per la sua unione con Cristo è Madre
e Vergine. Madre perchè “con la predicazione e il
battesimo genera a una vita nuova e immortale figliuoli
concepiti per opera dello Spirito Santo e nati da Dio";
Vergine in quanto “custodisce integra e pura la fede data
allo Sposo" (L.G., 64).
Tutto ciò la Chiesa consegue in grado tanto più
alto quanto più, contemplando Maria, si studia di
ricopiarne le virtù, particolarmente la perfetta
adesione alla volontà di Dio e la fedeltà
nell'accogliere e custodire la parola divina.
VI-
Corredentrice. Il primo aspetto della mediazione
di Maria è la Corredenzione, ossia la cooperazione
all'opera della nostra salvezza.
Perchè Iddio volle unire al Redentore anche una Corredentrice?
Questa ragione va ricercata nel piano divino.
Rovinato il genere umano da Adamo ed Eva, Dio volle salvarlo
per mezzo dell'Uomo-Dio Gesù, nuovo Adamo e per mezzo
di Maria, la nuova Eva. Adamo soltanto sarebbe stato sufficiente
per rovinare tutto il genere umano: di fatto però
egli lo rovinò con la cooperazione di Eva. Come Adamo
ed Eva nella nostra rovina, così Cristo e Maria nella
nostra redenzione. Noi possiamo trovare la 'predizione di
questa corredenzione nel cosiddetto Protoevangelo (Gen 3,15),
quando Dio disse al serpente: “Io porrò inimicizia
fra te e la donna". Con queste parole viene espressa
la strettissima unione tra Cristo e Maria nella redenzione.
Per questo i Padri della Chiesa e gli scrittori ecclesiastici,
fin dai tempi apostolici - contemplando il famoso parallelismo
paolino allusivo al Protoevangelo: “Come in Adamo tutti
muoiono, così in Cristo tutti vengono vivificati”
(cf Rm 5, 12-25) - dissero: "Come in Adamo ed in Eva
tutti muoiono, così in Cristo e in Maria tutti vengono
vivificati”.
La profezia del Protoevangelo si verificò a Nazareth,
nel momento dell'Incarnazione e sul Calvario nella morte
redentrice di Cristo. Alla scena dell'Eden fa perfetto riscontro
quella di Nazareth: nell'Eden l'angelo delle tenebre, il
serpente, istiga e corrompe Eva e Adamo; a Nazareth, l'Angelo
della luce, Gabriele, ottiene il “fiat" di Maria, la
quale diventa la Madre del Redentore, concependo, con Lui,
spiritualmente, tutta l'umanità, mistico Corpo di
Cristo. Al dramma dell'Eden fa riscontro quello del Calvario.
Tre elementi nell'Eden furono strumenti della nostra rovina:
Adamo, Eva e l'albero da cui pendeva il frutto proibito.
Nel dramma del Calvario ritroviamo, strumenti della nostra
redenzione, Cristo, Maria e l'albero della Croce, il Redentore,
la Corredentrice e il frutto del legno della Croce, ossia
la passione di Cristo e la compassione di Maria.
Secondo la profezia di Malachia (3,3-4), Gesù sarebbe
stato offerta gradita a Dio nel tempio per purificare il
popolo dal peccato. Ma, adeguandosi alle sue condizioni
di neonato, Gesù vuole essere offerto per le mani
di Sua Madre che appare qui, prima che sul Calvario, nella
funzione di Corredentrice. Tutto ciò ci viene confermato
dalla parola di Simeone: "Egli è qui per la
rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione...
E anche a te una spada trafiggerà l'anima" (Lc
2,34-35). Si potrebbe ancora osservare che la purificazione
di Maria, alla quale Ella non era tenuta perchè Vergine
e pura, connessa alla presentazione di Gesù al tempio,
è simbolo di quella purificazione di cui l'uomo è
sempre bisognoso e che può essere ottenuta solo per
i meriti di Cristo presentato al Padre "per espiare
i peccati del popolo" (cf Eb 2,17). Con la sua umiltà
e obbedienza alla legge, Maria si unisce alla obbedienza
di Cristo fino alla morte di Croce.
VII-
Maria sempre Vergine. Dopo la Madonna contestata
ci imbattiamo nel cap. XI, 'dove sono presentati "i
fratelli e le sorelle di Gesù!” Queste ingenue? puerili?
obiezioni le confuterò a suo tempo. Per ora parliamo
della sempre Vergine Maria così come ci risulta dai
vari racconti della S. Scrittura. Per il momento, per soddisfazione
di chi legge, dirò che è vero che la Bibbia
parla di fratelli e sorelle di Gesù, ma MAI di altri
figli di Maria.
Leggendo attentamente Isaia (7,14) è facile scoprire
che “la vergine concepirà e partorirà”, ossia
che Maria, vergine concepisce per opera dello Spirito Santo,
e vergine partorisce. Il Verbo Eterno, nascendo come Dio-Uomo
da Maria, consacra l'integrità verginale della Madre.
In Luca (1,26-38) si coglie il dialogo tra l'Angelo Gabriele
e Maria. E' chiara la preoccupazione di Maria di mantenere
intatta la sua Verginità a Dio consacrata e pronuncia
il suo "fiat" soltanto quando l'Angelo l'assicura
“Non temere, Maria... nulla è impossibile a Dio".
Altre figure bibliche si possono riferire alla perpetua
verginità di Maria: sono quella del “roveto ardente
che non si consuma” (Es 3,2 ss.); quella di Ezechiele (44,1-2):
"porta chiusa", applicata a Maria SS....
S. Basilio ricorre al "sensus fidellum" e dice:
"Coloro che amano Cristo non sopportano di sentire
che la “Madre di Dio” abbia ad un certo punto cessato di
essere “vergine". S. Leone Magno dice: “Lo partorì
(Gesù), conservando la Verginità come lo concepì
conservando la Verginità”. Timoteo di Alessandria
dice: “Poichè era il Dio incorruttibile che nasceva,
Egli nacque dalla S. Vergine senza corromperne la Verginità”.
Gaudenzio di Brescia ha scritto: “non ha potuto violare
l'integrità nascendo, Colui che era venuto per reintegrare
la natura".
Proclo di Costantinopoli afferma: "Se la Madre non
è rimasta Vergine, allora il nato è solo uomo,
e non ha avuto luogo nessuna nascita prodigiosa. Ma se Ella,
dopo il parto, è rimasta Vergine, perchè Egli
non avrebbe dovuto essere Dio?".
Dal Concilio Costantinopolitano II (553) abbiamo: "Prese
carne dalla gloriosa Theotòkos (= Madre di Dio) e
sempre Vergine Maria”. Anche Lutero, Zuiglio e Calvino furono
difensori energici della perpetua Verginità di Maria.
Non così gli altri "riformatori". In ultimo
possiamo osservare: Gesù entra nel Cenacolo, più
volte, a porte chiuse... senza violare nulla. Quando il
fiore emette il profumo, lascia integra la corolla; quando
dalla bocca esce la parola o il canto, le labbra non si
strappano; quando dalla mente esce il pensiero che si traduce
in iscritto e suono nella bocca, il suo passaggio e la sua
attuazione lascia integri tutti gli organi e le parti del
corpo per cui si esprime. Tutto ciò è soltanto
opera ordinaria di Dio che sfugge alla nostra osservazione
perchè attribuiamo tutto alla natura, dimenticandone
l'Autore.
La natura di Cristo, l'Incarnazione, è un mistero
profondo di Dio: e chi si avvicina a Dio, tocca necessariamente
il mistero ed il prodigio. Infine, bisognerà ricordare
che nella Chiesa di Dio i continui miracoli rendono evidente
il dito di Dio e la presenza dello Spirito Santo che guida
la Chiesa "alla Verità tutta intera” (cf Gv
10,13).
La presenza, anche visibile, di Maria tra gli uomini è
uno dei fenomeni più frequenti e sconvolgenti che
tocca il cuore dell'umanità e sorregge la fede, nonostante
tante avversità e persecuzioni verso il Corpo Mistico
di Cristo. Chi non conosce o non ha sentito parlare delle
tante apparizioni della Madonna? E nello stesso tempo, chi
non conosce la serietà unica e la diffidenza della
Chiesa nell'accettare e vagliare tali avvenimenti?
VIII-
Maria SS. aiuto dei Cristiani. La festa dell'Ausiliatrice
assume ai nostri giorni un significato tutto particolare
a causa della lotta fra la Città di Dio (la Chiesa)
e la città di satana (il blocco delle forze anticristiane).
La Madonna è l'Ausiliatrice della Chiesa e del suo
Capo, il romano Pontefice, contro le insidie e gli attacchi
avversari. Fin dagli albori dell'umanità, alla Madre
del Salvatore, alla nuova Eva, veniva affidata (Gen 3, 15)
la singolare missione di cooperazione col nuovo Adamo (Cristo)
in tutta l'opera della Redenzione. Nei momenti più
critici della vita della Chiesa, nelle svolte più
decisive della storia, l'umile navicella di Pietro, pilotata
dal suo successore, tra flutti e marosi tempestosi, sa di
non poter sommergere per le promesse divine, per le quali
sa di essere invincibile e incrollabile. Queste promesse
divine si imperniano sull'aiuto di Dio, onnipotente per
natura, anche attraverso il braccio e la mano materna di
Maria, onnipotente per grazia. Per questo la Chiesa e il
suo Capo visibile si sono sempre rivolti e si rivolgeranno
sempre con immutata fiducia alla Madonna, ripetendoLe con
S. Germano: “Universo mundo auxiliatricem manum tuam porrige"
(“Stendi a tutto il mondo la mano tua ausiliatrice").
La
Chiesa non è rimasta mai delusa in questa sua fiducia.
S. Giovanni Bosco, il grande propagatore del culto verso
Maria SS. “Aiuto dei Cristiani”, adduce ben 20 esempi di
straordinario intervento di Maria in favore dei Cristiáni.
Tre di essi meritano di essere ricordati in modo particolare:
la vittoria di Lepanto (7-10-1571), di cui ho già
parlato; la liberazione di Vienna (nel 1683) e la liberazione
di Pio VII, dopo cinque anni di prigionia napoleonica (il
24-5-1814), liberazione che diede origine all'istituzione
della festa di Maria SS. “Auxilium Christianorum" (16
sett. 1816). Il Papa Pio XII non esitò a definire
la vittoria del 18 aprile 1948 una seconda Lepanto, ritenendola
“una grazia della Castellana d'Italia".
Pio XII riteneva la Madonna “la vincitrice di tutte le battaglie
di Dio". Nessuna meraviglia quindi se il culto di Maria
Ausiliatrice, per opera principalmente di San Giovanni Bosco
e dei suoi figli, si sia rapidamente diffuso in ogni parte
della terra.
Il celebre segretario fiorentino, Nicolò Macchiavelli,
diceva: "Italiani, rifacciamoci alla storia!”. Con
maggior ragione la Chiesa può ripetere a tutti i
suoi membri: "Cristiani, rifacciamoci alla storia!.
Essa è tutta intrecciata all'aiuto di Maria!".
IX-
Maria nella fede e nella vita cristiana. I Protestanti
- i classici negatori delle grandezze di Maria, e non di
rado anche qualche cattolico poco illuminato - non possono
contenere la loro meraviglia dinanzi alla parte larghissima
che ha la Madonna nella Liturgia della Chiesa e nella devozione
dei fedeli.
Tale meraviglia svanirebbe se si riuscisse a capire la parte
importantissima che il ruolo di Maria ha nella fede e nella
vita dei cristiani. Infatti, come si potrebbe concepire
la fede cristiana senza Maria? E' evidente che la nostra
fede ha per centro necessario Cristo, l'Uomo-Dio e Mediatore
fra l'uomo e Dio. Ma Cristo, nella realtà dell'economia
divina, non è neppure concepibile senza Maria, Madre
Sua e Sua indivisibile Compagna in tutta l'opera redentiva
e mediatrice. Perciò è impossibile separare
il Verbo Incarnato da Colei nella quale si è incarnato.
Dante direbbe: "Ella è la rosa in cui il Verbo
divino carne si fece. .." (Par. XXIII,73 ... ).
Possiamo concludere che la fede cristiana senza Maria non
è neppure concepibile. “Nella S. Scrittura - così
scrisse S. Pio X (Encicl. Ad diem illum) - quasi tutte le
volte in cui viene predetta la nostra grazia futura, il
Salvatore degli uomini vien presentato congiunto alla Sua
Madre". Per questo Cristo e Maria, anche durante la
vita terrena, sono intimamente congiunti nella mente e nel
cuore e, quindi, anche nella venerazione e nel culto della
Chiesa e di tutti i fedeli.
E' certo che dove più fiorisce la venerazione per
Maria, ivi fioriscono la fede ed il culto verso Cristo.
Mentre dove languiscono venerazione e culto verso Maria,
ivi languiscono la fede ed il culto verso Cristo. La storia
di tante confessioni piombate nel razionalismo negatore
di Cristo, sta ad attestarlo.
Non è meno grande la parte che ha Maria nella vita
cristiana, la quale, come si sa, é vita soprannaturale
della grazia divina, innestata nella nostra vita naturale,
per cui diveniamo “compartecipi della divina natura"
(cf 2 Pt 1,4).
Ma chi è Maria? Ella è la Madre dell'Autore
della Grazia!... Quindi Maria, insieme con Cristo, quantunque
in linea secondaria e subordinata, non è estranea
a tutta la nostra vita cristiana. Inoltre, la Madre del
Verbo Eterno, dell'Uomo-Dio, ci è stata data da Dio
come modello e come aiuto: come modello (il più perfetto
e il più adatto) di vita cristiana, ossia di vita
di fede, di speranza e di carità; e come aiuto per
poter imitare Gesù che è Via, Verità
e Vita.
Non
cattolico.
Nonostante le tue molteplici risposte e spiegazioni, i non
cattolici non riescono a convincersi di Maria mediatrice,
del nome di Madonna, delle varie distinzioni che fate nel
culto per difendervi dalla idolatria, dell'appellativo Madre
della Chiesa, dell'invocazione "Ave gratia plena"
, facendo capire che Maria è distributrice di grazie.
Invece dai vari episodi biblici Maria appare per quella
che è, anzi spesso è proprio Gesù ad
usare una certa durezza con Maria e a fare certe distinzioni
onde evitare malintesi ed esagerazioni. Infine voglio farti
presente che la dottrina mariana della Chiesa cattolica
costituisce uno dei più grandi ostacoli per l'Ecumenismo.
Cattolico.
Le tue obiezioni, in gran parte, trovano già una
risposta in tutto quello che ho detto finora della Madre
di Gesù. Ma capisco l'assillo del non cattolico il
quale, per la sua tradizionale opposizione al cattolicesimo,
riesce difficilmente a convincersi della grandezza di Maria.
Grandezza, d'altra parte, che si ricava direttamente dalla
Bibbia che più volte fa riferimento alla Sua divina
Maternità. Il titolo di Madre del Dio fatto Uomo
è, da solo, sufficiente a illuminare e a giustificare
tutte le altre prerogative mariane.
E' vero che la Bibbia non dice molto di Maria, ma, approfondendo
i testi, la liturgia cattolica non teme di applicare a Maria
una serie di passi biblici anche veterotestamentari. Infatti
La canta con gli elogi dell'Amata, della Sapienza, della
Città santa, del Tempio,ecc., anche se è da
credere che gli autori non pensarono in principio alla Madre
del Messia.
Soltanto nel secolo VIII a.C. il profeta Isaia ci parlerà
di "una giovane donna", dalla versione dei Settanta
tradotta "la Vergine", e rappresenterà
così una nuova tappa della rivelazione. Nella stessa
epoca, il profeta Michea descrive l'avvento del Messia,
come "il tempo in cui partorirà colei che deve
partorire" (cf Is 7,14; Michea 5,2). Questi brevi presagi
non ci descrivono la Madre del Messia, ma oppongono al re
incredulo, Acaz, che confida soltanto nella forza degli
eserciti dell'Assiria, il Messia bambino, inerme, in cui
opera il solo potere salvifico, quello di Dio. Se il quasi
silenzio su Maria ci sorprende nell'A.T:, non possiamo dire
altrettanto del Messia, della sua passione e delle circostanze
concrete della sua opera.
L’A.T. aveva il compito di preparare gli animi alla venuta
del Messia, e credo che tutta la Scrittura veterotestamentaria
abbia ben assolto questo compito. Perciò non c'è
da meravigliarsi se in tutte le previsioni messianiche,
la Chiesa di Cristo intraveda sprazzi di luce su Colei che
ne sarebbe stata la Madre. Osea, nel sec. VIII, dopo secoli
in cui la personalità della donna era stata depressa,
vede nell'amore umano, specialmente nella maternità,
un grande valore sì da elevarlo al rapporto di comunione
tra Yahweh e Israele. Ormai appaiono numerose figure che
attestano l'importanza, sempre maggiore, che la donna acquista
nella vita d'Israele: l'Amata del Cantico dei Cantici, la
donna perfetta dei Proverbi (3 1,10-3 1), Rut, Ester, Sara,
la sposa di Tobia, Giuditta, ecc.... Così, quindi
alla fine, può apparire la Vergine chiara e ferma
dell'Annunciazione, che non avrebbe trovato posto nell'epoca
antica. Le età che precedono Maria abbozzano a poco
a poco i valori religiosi che essa eleverà al più
alto punto. La sua devozione di madre, che la guiderà
fino al Calvario, appare già in Rispah, che difende
i corpi dei suoi figli giustiziati (2 Sam 21,1-14). La fede,
l'amore e, l'ardente speranza del suo “Magnificat” si modellano
sulle forme dei salmi e, soprattutto, su quelle del Cantico
di Anna (1 Sam 2,1-10).
La sua umiltà, la sua semplicità e la sua
fiducia procedono e si nutrono della religione dei poveri
di Yahweh. La sua santità è il supremo frutto
dell'A.T.
La missione di Maria si fa strada lentamente nel N. Testamento.
Il Libro degli Atti, che conserva sia lo schema che la tematica
della predicazione originaria, è tutto concentrato
sulla missione di Gesù, dal suo battesimo alla sua
Pasqua. Il Vangelo che si scorge alla base dei tre sinottici,
menziona Maria una sola volta (Mc 6,3) per proclamare la
superiorità della maternità spirituale su
quella della carne.
Paolo, senza neppure nominarla, allude in un'occasione a
Gesù come “nato da donna" (Gal 4,4). In Matteo
(1,18-25) appaiono i racconti dell'infanzia e, specialmente,
quello della concezione verginale di Gesù. In queste
tradizioni, prettamente semitiche, San Giuseppe occupa il
primo posto, poichè è colui che trasmette
a Gesù l'eredità messianica: riceve i messaggi
divini (Mt 1120-21; 2,13.19-20.22) e prende decisioni, mentre
Maria rimane silenziosa al suo fianco. L’evangelista Luca
mette Maria in piena luce. Le sue tradizioni palestinesi
conferiscono a Maria il suo vero ruolo e permettono di intravedere
la sua profonda personalità. Questo evangelista,
nel racconto della missione di Gesù aggiunge soltanto
un detto analogo a quello di Marco (cf Lc 11,28), ma presenta
Maria in preghiera nel Cenacolo all'inizio degli Atti degli
Apostoli (At 1, 14). In Giovanni la missione di Gesù
è inquadrata fra due scene mariane visibilmente contrastanti
(Gv 2,1-12; 19,25-27). Tanto a Cana come sul Calvario, Gesù
definisce sopranamente il ruolo di sua Madre, prima come
fedele, poi come madre dei suoi discepoli.
Di conseguenza la tradizione evangelica dà un valore
crescente alla figura di Maria. Si può tentare di
scoprirne i motivi.
E' logico che la prima generazione cristiana concentrasse
il suo interesse sulla missione di Gesù: è
pure normale che Luca e Giovanni, che si rivolgevano ai
Greci, più sensibili dei Semiti sull'importanza della
donna, dedicassero una maggiore attenzione alla Madre del
Salvatore. Non.era forse necessario che trascorresse un
certo tempo prima che i discepoli potessero discernere i
valori evangelici, più segreti, più reconditi,
che sono incarnati in Maria?
Seguendo i dati evangelici comprendiamo sempre meglio la
sua missione.
Luca dice tutto brevemente (Lc 1,26-38) e Matteo ne conferma
l'essenziale: Maria abitava a Nazareth, era vergine sposata
con Giuseppe, discendente di Davide. Gli evangelisti, sempre
molto sobri, non si curano di dati secondari, molti dei
quali li ricaviamo dagli apocrifi e dai Padri della Chiesa.
Si ignora se Maria è di discendenza davidica o di
stirpe sacerdotale, come si potrebbe concludere dalla sua
parentela con Elisabetta. Maria era stata educata nell'ambiente
palestinese del sec.I e conosceva l'A.T. L'Angelo Gabriele,
Elisabetta e Simeone, per comunicarle la missione di Gesù
e la sua, citano gli oracoli di Isaia (Lc 1,31 e Is 7,14;
Lc 2,30-32 e Is 40,5; 52,10; 42,6; 46,13), di Sofonia e
di Zaccaria (Lc 1,28 e Sof 3,14-17; Zac 9,9), 1 racconti
di Agar (Lc 1,31 e Gen 16,11), di Sara (Lc 1,37 e Gen 18,14),
di Giaele (Lc 1,42 e Gdc 5,24). Ella stessa esprime la sua
gioia con i versetti dei salmi e soprattutto dei Cantico
di Anna (Lc 1,46-55 e 1 Sam 2,1-10). Dopo la nascita di
Gesù, osserva la legge della purificazione e le altre
prescrizioni della Torak (Lc 2,22- 24.27.39). Sappiamo che
il suo fidanzamento. con Giuseppe costituisce, in conformità
all'usanza giudaica, autentico matrimonio legale.
Luca attesta che la verginità di Maria è,
più che un fatto materiale, una decisione personale
di fronte alla quale si sente consacrata per sempre e tutta
al Signore. Certo questo proposito è assai sorprendente
in una giovane sposa, soprattutto nell'ambiente veterotestamentario.
E' vero che si trova qualche analogia nella Palestina del
sec. I a.C., dove gli Esseni osservavano una stretta continenza:
si proponevano anzitutto di evitare le impurità legali
supposte dall'esercizio del matrimonio, anche quello legittimo
(cf Lev 15). Maria non manifesta le sue ragioni, ma Luca
lascia capire che la sua prima cura è quella di essere
“l’ancella del Signore", totalmente dedicata al suo
servizio, con l'esigenza di un amore esclusivo. Ciò
le permette di realizzare il valore più alto dell'A.T.,
quell'amore totale che già abbozzarono Osea, Geremia,
Ezechiele, i Salmi, il Cantico dei Cantici, ecc. (Salmi
16; 23; 42; 63; 84; 103, ecc.). Questi dati sono parchi,
tuttavia permettono di comprendere che Maria ha ricevuto
da Dio un appello eccezionale a cui vuol rispondere con
tutto il suo cuore.
Maria è, quindi, pronta e Dio può disporre
di Lei per la sua missione. E Dio lo fa in conformità
all'economia generale dei suoi divini disegni, lo fa mediante
una serie di rivelazioni progressive che illuminano gradualmente
la fede di Maria e le rivelano il suo ruolo: ad essa spetta
rispondere a Dio a nome di tutto il suo popolo. L'unica
obiezione di Maria è quando fa notare all'Angelo
il suo fermo proposito di Verginità, ma l'Angelo
la tranquillizza. Ora Maria ne sa già a sufficienza
per dare a Dio la risposta del suo popolo. La sua maternità
è la più lucida, la più volontaria
che sia esistita, esiste ed esisterà. Il mistero
è troppo grande perchè Ella lo manifesti.
Ma durante la visitazione ad Elisabetta, lo Spirito Santo
le rivela, tramite la sua parente, il ministero profetico
di Giovanni, la stessa sua missione di Madre del Signore...
e prorompe nel “Magnificat”…che è tutto un programma
esploso alla gioia del cuore di Maria. A Betlemme, Maria
si accorge che la sua missione è soltanto agli inizi.
Maria, presentando al tempio Gesù, ascolta dalla
bocca di Simeone una rivelazione; prolungando gli oracoli
del Servo di Yahweh, l'ultimo profeta dell'A.T., Simeone,
saluta in Gesù “la luce delle nazioni" e indica
a sua madre, in modo oscuro, il mistero della passione:
la spada la assocerà all'opera della redenzione.
Ma Gesù, a dodici anni, sale a Gerusalemme per la
Pasqua (Lc 2,41-50) e coglie l'occasione, nel ritrovamento
al Tempio, di far capire ai genitori la sua coscienza filiale
verso il Padre celeste. Le parole di Gesù furono
dure per Giuseppe e Maria. Luca riferisce che non le compresero,
ma entrambi trovano in questo episodio una luce nuova per
la loro missione.
Certamente Maria è la prima fedele del divin Maestro,
e l'episodio di Cana (Lc 2,51) le manifesta questo cambiamento
e accrescimento della sua missione. Infatti è la
prima ad avvertire l'imbarazzo dei suoi ospiti, gli sposi,
e vi provvede subito ricorrendo a Gesù, il quale
La esaudisce al più presto, ma Le vuole far rimarcare
che la sua missione è indipendente da tutti i legami
della terra. E Maria si tiene sempre nell'ombra durante
la missione di Gesù. Appare una sola volta per intendere
la medesima lezione, che suona molto aspra per lo nostre
orecchie: "Chi è mia madre e chi sono i miei
fratelli ... ?" (Mc 3,31-35; Lo 8,19-21), In queste
parole, e nella beatitudine, analoga di S. Luca (11,27-28),
la tradizione ha visto giustamente la definizione della
vera grandezza di Maria.
Elisabetta si felicitò con Maria per la sua fede
(Le 1,45), fede che aumentò enormemente alla luce
degli avvenimenti e dei messaggi divini, che Maria conservava
nel suo cuore meditandoli (Lc 2,19.51). Quanta attenzione
dovette prestare alla parola del suo Figlio divino!... E
come dovette praticarla!... Sul Calvario, in una scena che
offre l'esatta antitesi al racconto di Cana (Gv 19,25-27),
è venuta l'ora di Maria. Tutti i discepoli sono fuggiti,
eccettuato il prediletto. Maria è presente e le viene
affidato Giovanni: "Donna, ecco tuo figlio". Il
contesto è austero, troppo carico di intenzioni,
e San Giovanni è troppo teologo, troppo attento ai
simboli, perchè in queste parole non si trovi altro
che l'affettuosa preoccupazione di un figlio che abbandona
sua madre. Maria capisce che essendo la Madre del Maestro
deve adesso essere la madre di tutti i suoi discepoli, i
suoi nuovi fratelli e prepararli per il compimento del loro
lavoro al servizio del Regno.
Due testi del N.T. suggeriscono discretamente questa missione
materna di Maria nella nascente Chiesa. Il Libro degli Atti
(1,14) mostra, dopo l'Ascensione, gli Undici nel Cenacolo,
che "perseverano concordi nella preghiera, assieme
ad alcune donne e a Maria, la Madre di Gesù".
Nell'Apocalisse, al cap. 12, troviamo la donna dalle dodici
stelle, vestita di sole. La tradizione, che all'inizio l'ha
identificata con la Chiesa, le ha dato, a poco a poco, in
maniera parallela, un significato sempre più mariano.
I critici moderni si dividono ancora fra l'una e l'altra
interpretazione; ma anche quelli che si attengono all'interpretazione
più antica riconoscono volentieri che il veggente
ha potuto, senz'altro pensare alla Madre di Gesù:
non era già stata salutata in Luca come la personificazione
del popolo di Dio? E Giovanni non aveva visto in Maria,
la Madre dei fedeli?
La tradizione continua la penetrazione del mistero di Maria
che noi abbiamo constatato presso gli autori del N.T. Questa
progressiva intelligenza appare in un doppio uso della S.
Scrittura.
I Padri della Chiesa esprimono spesso il loro pensiero circa
Maria, applicandole le figure dell'A.T. L'attuale liturgia
conserva molte delle loro trovate. Canta Maria come il Tempio
di Dio, l'Arca dell'Alleanza e il paradiso messianico (Is
35,1-7), immagini espressive che denotano la presenza di
Dio nella Vergine. Il roveto ardente rappresenta la medesima
presenza, che lascia inviolata la sua verginità.
Gli oracoli e i salmi su Gerusalemme sono utilizzati per
cantare la sua maternità universale.
Il Cantico dei Cantici le è applicato come alla fedele
più amata e come alla personificazione del popolo
eletto. I tratti delle grandi figure ideali, Debora, Giuditta,
la Sapienza, servono per illustrare questo o quell'aspetto
della sua santità. Eva, infine, madre universale
e fonte del peccato, offre una eccellente antitesi alla
nuova Eva, fonte di vita per gli uomini a motivo della sua
fedeltà.
Questo uso dei testi veterotestamentari sorpassa evidentémente
l'intenzione dei loro autori; ma comprende a fondo i valori
spirituali che essi hanno voluto esprimere: hanno preparato
Maria e si sono compiuti in Lei.
La tradizione - come ho già detto - ha pure meditato
i testi del N.T. per dedurre una esplicita dottrina mariana.
Il titolo di Madre di Dio era così caro nel secolo
V, che il popolo cristiano accolse con entusiasmo la condanna
di Nestorio al Concilio di Efeso, scorgendo in essa un'esigenza
del testo della Bibbia. I dogmi dell'Immacolata Concezione
e dell'Assunzione non vogliono esprimere che una intelligenza
più penetrante del Vangelo e si fondano sui suoi
dati: l'eccezionale santità di Maria proclamata dall'Angelo
e la sua singolare unione alla santità di Gesù
e a tutto il suo mistero pasquale.
Oggi ancora, attraverso la Scrittura, la riflessione cristiana
si allaccia di preferenza alla maternità universale
di Maria, ai legami così stretti che legano il suo
mistero a quello della Chiesa. Maria nel disegno di Dio
è la Madre di Gesù. In questo consiste la
sua grandezza, la sua vocazione, il suo posto unico.
Preparato dalla lenta ascensione di Israele, questo disegno
secolare culmina in Lei. Per la sua fede, il suo amore e
la sua semplicità, Ella è il fiore più
bello del suo popolo e di tutto il genere umano.
Molti, soprattutto tra i non cattolici, temono a volte che
la nostra devozione a Maria menomi il culto dovuto a Gesù,
alla sua unica signoria. Alcune devozioni imprudenti e alcune
espressioni inesatte poterono offrire, a volte, un pretesto
a questi timori. Ma la nostra fede, che si fonda sulla S.
Scrittura e sulla sua intelligenza tradizionale, sa che
Maria non desidera un culto che la opponga a suo Figlio.
Ella vuole essere sua serva, consacrata interamente alla
sua opera.
Grazie a questa comunione unica con la missione di Cristo
e con la sua Croce, Ella partecipa tanto della sua santità
come del suo potere e della sua gloria.
Il Conc. Vat. II, nel cap. VIII della Costituzione Lumen
Gentium, promulgata il 21.11.64, ha fornito il più
ampio e più ricco documento conciliare mariano della
storia bimillenaria della Chiesa. Il testo approvato definitivamente
si ispira ad una mariologia ecclesiotipica e biblica. Con
questa impostazione è facilitato il dialogo ecumenico
che trovava nella mariologia preconciliare il suo più
grande ostacolo (Enc. della Bibbia, Ed. LDC - Leumann, p.
973).
Non
cattolico.
Hai detto tante cose, ma non ancora mi sento soddisfatto.
Ti prego ora di rispondere ad ognuna delle domande che ti
porgo.
- Il Cardinale Paul Emile Léger, al Conc. Vat. II,
11 ottobre 1964, si oppose al titolo di “Mediatrice"
dato a Maria dicendo: “E difficile ad essere esattamente
interpretato; sembra in contraddizione con il testo biblico
che chiama Cristo il solo Mediatore".
Cattolico.
Ribadisco che la Chiesa proclama solennemente, come ha sempre
fatto, che Cristo è l'unico ed eterno Mediatore.
Nessuna creatura infatti può essere paragonata al
Verbo Incarnato e Redentore; ma come il sacerdozio di Cristo
è in vari modi partecipato e dai sacri ministri e
dal popolo fedele, e come l'unica bontà di Dio è
realmente diffusa in vari modi nelle creature, cosi anche
l'unica mediazione del Redentore non esclude, ma suscita
nelle creature una vera cooperazione partecipata da un'unica
fonte.
E questa funzione subordinata di Maria, la Chiesa non dubita
di riconoscerla apertamente, continuamente la sperimenta
e la raccomanda all'amore dei fedeli, perchè, sostenuti
da questo materno aiuto, siano continuamente congiunti col
Mediatore e Salvatore (cf Lumen Gentium, 437-438). Queste
parole del Conc. Vat. II potrebbero e dovrebbero tranquillizzarti,
tanto più che il documento che ne parla, su 2156
votanti ha avuto 2151 voti favorevoli. Il Card. Léger
era tra i 5 contrari...
Non
cattolico.
Il nome "Madonna" (mia Signora) non si trova neppure
una volta nelle Sacre Scritture.
Cattolico.
Più di una volta ho detto che molte parole non si
trovano nella S. Scrittura, come, per es., la stessa parola
Bibbia, eppure le usiamo convinti di dire parole esatte
e che hanno un loro chiaro e preciso significato. Anche
più volte ho fatto cenno alla missione e alla grandezza
di Maria. Non credo che invocandola col titolo di Madonna
(mia Signora) si contravvenga alla S. Scrittura, dal momento
che la stessa Scrittura ce la presenta esplicitamente come
"Madre del Signore", o dell'Emmanuele, Dio-con-noi.
Non
cattolico. Ho
già detto che il clero insegna ad invocare e a pregare
Maria con tanti titoli che possono essere rivolti a Dio
e a Gesù Cristo, ai quali soltanto è dovuta
l'adorazione. E tutto questo viene giustificato col fare
delle distinzioni (latria - dulia - iperdulia), le quali
però lasciano intatte le cose: l'idolatria permane.
Cattolico.
I vari titoli che si danno alla Madonna sono ben chiari
nella fede e nella mente dei fedeli cattolici. Non c'è
nessuna confusione nel cristiano che dice a Maria madre
mia, fiducia mia e a Gesù “Io t'amo e confido in
Te”.
Noi sappiamo bene che la Madre di Gesù, nonostante
la sua altissima dignità è sempre una donna
creata da Dio e alla quale spetta un culto di venerazione,
di onore, e non di adorazione che si dà solo a Dio,
solo e sempre nei riguardi delle Tre Divine Persone della
SS. Trinità.
Non
cattolico. Nella
terza sessione del Conc. Vat. II, il Vescovo S. Mendez Arceo,
parlando a nome di 40 vescovi latino-americani, presentò
una serie di 12 argomenti contro l'inclusione del titolo
“Madre della Chiesa". Ciononostante il titolo è
stato proclamato solennemente dal papa Paolo VI.
Cattolico.
Guardando
le votazioni dei vari documenti conciliari, si osserva che
nessuno di essi ha avuto la completezza dei voti. Per i
voti contrari si va dal 2 al 164. Quelli contrari che danno
all'occhio sono i 164 sui “Mezzi di comunicazione sociale"
(Inter mirifica), e gli 88 sulle “Religioni non cristiane"
(Nostra aetate). L’uno e l'altro documento sono stati approvati,
il primo con 1960 ed il secondo con 2221 voti favorevoli.
Non mi sembra che sia da scandalizzarsi se il Papa e tutta
l'Assemblea conciliare, costituita da oltre 2000 persone,
non abbiano bloccato il titolo di "Madre della Chiesa”
per le opposizioni di 41 membri contrari.
Non
cattolico.
La Chiesa cattolica insegna ad invocare la Madre di Gesù
“Ave Maria, gratia plena”, cioè “Ti saluto, o Maria,
piena di grazia” favorendo così l'equivoco che Maria
sia dispensatrice di Grazie. Invece l'Angelo aveva detto:
"Salve, o tu, a cui è stata fatta grazia” (Lc
1,28, testo greco originale). E per bene escludere che si
potesse interpretare diversamente, lo stesso Angelo ha aggiunto:
“Non temere, Maria, perchè tu hai trovato grazia
davanti a Dio".
S. Ambrogio così commenta questo passo: "Nessuno
distolga verso la Vergine Maria questa parola! Maria era
il tempio di Dio e non il Dio dei tempio. Solo dev'essere
adorato Colui che era all'opera nel tempio".
Cattolico.
Conosco pochissimo il greco e perciò non sono in
grado di confutare quanto obietti. Ma sono sicuro che la
traduzione della Bibbia cattolica risponde bene al pensiero
di S. Luca. Nella Bibbia interconfessionale troviamo: “Ti
saluto, o Maria! Il Signore è con te, Egli ti ha
colmata di grazia". Mi sembra che le due espressioni
si. equivalgano. Comunque, è da osservare che quando
l'Angelo le disse: "Non temere, Maria”, voleva rassicurarla
che quanto le diceva era la volontà di Dio. E quando
Maria domanda all'Angelo come tutto ciò si sarebbe
avverato in Lei che non avrebbe mai conosciuto uomo, l'Angelo
la rasserena ancora dicendole che lo Spirito Santo l'avrebbe
adombrata con la Sua potenza.
Le parole di S. Ambrogio non contrastano con la grandezza
della Madre del Dio fatto Uomo, solo precisano - forse a
smorzare qualche zelo indiscreto - la realtà dei
fatti che tutti comprendiamo.
Non
cattolico.
La Bibbia del Cardinale Ferrari, così giustamente
annota: "Secondo il testo ebraico il vincitore è
uno". Il che non ha impedito che ai bambini delle scuole
elementari d'Italia si sia insegnato che chi schiaccerà
il capo del demonio (Gen 3, 15) è la Madonna. Che
cosa insegna la Bibbia nei riguardi della Madre di Gesù?
E' notevole che, all'infuori degli episodi della nascita
di Gesù, la Bibbia parli pochissime di Maria e sempre
mettendone in evidenza la posizione umile e subordinata,
ben diversa da quella che è venuta ad assumere nella
Chiesa romana. Infatti:
- Gesù dodicenne esprime il suo stupore perchè
i suoi genitori non hanno pensato a cercarlo subito nel
Tempio (Lc 2,41-52).
- Le nozze di Cana dove Gesù fa notare a sua madre
che non è suo compito di interferire nella missione
del Figlio (Gv 2,1-12).
- L’episodio di Maria e degli altri familiari che vanno
a cercare Gesù, ritenendolo “fuori di sé”
(Mc 3,21). In questa occasione Gesù, dolorosamente
colpito nei suoi affetti più cari, esclama: “Chi
è mia madre e chi sono i miei fratelli?" (Mc
3,31-35).
- Maria ai piedi della Croce (Gv 19,25-27).
- Maria in preghiera con i discepoli a Gerusalemme dopo
l'Ascensione (At 1,14).
- Nel Tempio vi è un episodio che insegna il contrario
dell'Ave Maria. Lo troviamo in Luca (11,27-28): "Una
donna di tra la moltitudine alzò la voce e gli disse:
‘beato il seno che ti portò e le mammelle che tu
poppasti!’. Ma Gesù non volle che si attribuisse
neppure a sua madre una gloria che spetta a Dio solo, e
risponde: "Beati piuttosto quelli che odono la parola
di Dio e la Osservano".
Cattolico.
La Bibbia del card. Ferrari non è diversa da quella
della Chiesa. Io ho sempre saputo che chi avrebbe schiacciato
il capo al serpente (diavolo) era la stirpe di Lei.
Qualche volta ho inteso dire che qualcuno, leggendo la traduzione
della Volgata di S. Girolamo, ha equivocato e cioè
‘ipsa conteret caput tuum’ è stato riferito alla
donna e non alla stirpe. Né credo che nelle scuole
italiane si sia insegnato l'errore, anche se si può
pensare che per l'equivoco suddetto, ci possa essere stata
qualche persona che abbia sbagliato. Ma tutti e tutta la
Chiesa sa benissimo che è la stirpe della donna,
cioè Gesù, che avrebbe schiacciato il capo
al serpente.
- Con l'occasione dello smarrimento di Gesù e con
le parole che aggiunge S. Luca (2,41-51) possiamo meglio
comprendere le virtù di Maria che ascoltando le apparenti
dure parole del Figlio le meditava conservandole nel suo
cuore e si rendeva sempre più cosciente della sua
missione. Le parole di Gesù vogliono rivendicare
una libertà che sorprende i suoi genitori. Così
fin dal primo incontro col giudaismo e col suo centro religioso,
Gesù si dichiara Figlio di Dio e ha coscienza del
suo mistero e della sua missione: ecco, praticamente, che
cosa Luca vuole affermare in questo racconto. Il credente
deve ispirarsi all'atteggiamento di Maria che medita gli
avvenimenti di Dio.
Marco (3,21 e 31-35) sottolinea le reazioni opposte che
suscita la persona di Gesù: quelle dei parenti che
vorrebbero distoglierlo dalla sua missione e le ostilità
dei dottori della Legge. Al contrario, la folla che si accalca
attorno a Gesù (vv. 32 e 34), costituisce la sua
vera famiglia, che non nasce da legami di sangue; sono le
primizie della Chiesa, della comunità riunita dalla
sola fede in Gesù. Marco insiste sul paradosso: la
famiglia secondo la carne si tiene "al di fuori",
mentre la parentela secondo la fede fa cerchio "attorno
a Lui". Questo è il pensiero che Marco ci porge.
E noi sappiamo che Maria, fra tutti, ha il primo posto nella
fede.
- Nella vita pubblica di Gesù, la Madre sua appare
distintamente, fin da principio, quando alle nozze in Cana
di Galilea, mossa a compassione, ottenne con la sua intercessione,
che Gesù desse inizio ai miracoli. Così la
Vergine SS. avanzò nella peregrinazione della fede
e serbò fedelmente la sua unione col Figlio sino
alla croce, dove, non senza un disegno divino, se ne stette
(Gv 19,25) soffrendo profondamente col suo Unigenito e associandosi
con animo materno al Sacrificio di Lui, amorosamente consenziente
all'immolazione della vittima da Lei generata. Finalmente,
dallo stesso Gesù morente fu data quale madre ai
discepoli.
- In Lc 11,27-28, noi troviamo una importante affermazione
di Gesù: la felicità del Regno di Dio è
aperta a tutti coloro che accolgono la parola di Gesù.
E' un avvertimento a quelli che la rifiutano. Cosi dunque
la vera grandezza di Maria è quella di avere ascoltato
il messaggio di Gesù e di averlo osservato.
- E' lo stesso Luca negli Atti (1,14) ci fa notare che Maria,
con le sue preghiere, aiutò le primizie della Chiesa,
facendone sempre meglio risaltare la sua materna missione
affidatale da Gesù morente sulla croce.
Come vedi, in qualche maniera, ho dato una risposta alle
tue obiezioni. Per me è cosa strana il pensare che
il non cattolico, in tanti episodi che ci fanno sempre meglio
conoscere il ruolo di Maria, egli debba vederci quasi una
menomazione della sua personalità. Il Conc. Vat.
II (Lumen Gentium, n. 443), esorta caldamente i teologi
e i predicatori della parola di Dio, ad astenersi con ogni
cura da qualunque falsa esagerazione, come pure dalla grettezza
di mente, nel considerare la singolare dignità della
Madre di Dio... Illustrino rettamente gli uffici e i privilegi
della Beata Vergine, i quali sempre hanno per fine Cristo,
origine di tutta la verità, la santità e la
devozione...
Non
cattolico.
Per quale motivo il culto della Vergine ha preso un tale
sviluppo nella Chiesa romana?
- Anzitutto, nel culto a Maria rivive l'esaltazione pagana
del principio femminile, come creatore e datore di vita.
- Il culto mariano è l'esaltazione della bellezza,
proprio cosi si è espresso il pontefice Paolo VI:
“Cos’è che gli uomini, e soprattutto i giovani, ricercano
nella vita? Essi ricorrono alla bellezza. Maria è
per l'appunto l'apice della bellezza".
- Inoltre, nel culto della Madonna rivive in modo concreto
il culto di Iside “che tutto vede e tutto può, stella
del mare, donatrice di legge e redentrice". Era la
donna divinizzata. La si rappresentava col figlioletto Horus
tra le braccia. Quando i primi cristiani giunsero tra i
Druidi, trovarono che essi onoravano la statua in legno
di una donna, rappresentante la fecondità. I missionari
dimostrarono ai Druidi che questa divinità non era
che, la Vergine Maria, da loro adorata profeticamente.
Cattolico.
Il primo comandamento è quello di amare Dio con tutto
il cuore, con tutta l'anima, tutte le proprie forze; il
secondo, dice Gesù, è simile al primo e consiste
nell'amare il prossimo come se stessi. A Dio e a Lui solo
dobbiamo, quindi, il culto supremo della nostra adorazione;
e il tributarlo a creature sarebbe peccato di idolatria.
I non cattolici condannano il culto alla Vergine SS, e ai
Santi. Ma questo è un errore grossolano che nasce
dalla voglia che hanno di condannare e disprezzare tutto
ciò che è proprio della religione cattolica.
Ho già detto diverse volte che il culto di adorazione,
dovuto al solo Dio, non esclude un culto inferiore e subordinato
col quale noi onoriamo la Vergine SS., gli Angeli e i Santi
come amici di Dio.
Un re non si offende se sono onorati i suoi ministri, perchè
l'onore reso a questi è diretto alla sua persona.
E' chiaro che l'onore reso alla Madre di Gesù e ai
Santi, si riferisce a Dio stesso, perchè
onorando i Santi, li onoriamo in ordine a Lui, cioè
come creature a Lui care, nelle quali fa risplendere le
ricchezze della sua potenza, liberalità e misericordia.
Ce ne fa fede la S. Scrittura: Abramo, Lot, Giosuè
si prostrarono riverenti agli Angeli del Signore (nel capitolo
IMMAGINI – SANTI – PROSTRAZIONI puoi leggere le varie prostrazioni
fatte da uomini ad altri uomini in senso di onore, venerazione).
Nel Siracide (44,1 e ss.) potrai leggere le lodi date "agli
uomini gloriosi, come Mosè, David, Giosuè:
la loro sapienza è celebrata dai popoli e le loro
lodi sono ripetute nelle sacre adunanze".
La Chiesa cattolica fu sempre profondamente convinta della
giustizia ed efficacia di questo culto. Fin dal II e III
sec., essa commemorò il giorno in cui i santi martiri
volarono al Cielo, come ce ne fanno fede Origene, Tertulliano,
S. Cipriano ed altri.
Dopo tutto quello che ho detto sulla Vergine SS., Madre
del Dio fatto Uomo, mi sembra un dovere tributarle un culto
che sia di grande venerazione e affetto. L'uomo sente naturalmente
un bisogno di onorare la memoria di quelle persone che si
distinsero per scienza e virtù. Cosa ci dicono le
feste e i monumenti eretti a ricordare la memoria di grandi
scienziati, di valorosi guerrieri, ecc., che resero illustri
servizi alla loro patria? Ora, se è doveroso onorare
la memoria di illustri uomini, perchè non sarà
altrettanto doveroso onorare la memoria di coloro che si
distinsero per le loro virtù? Dove trovare benefattori
dell'umanità che possano reggere al paragone degli
Apostoli, dei martiri...? Quale benefattore dell'umanità
si può paragonare a un S. Francesco d'Assisi, a un
S. Antonio da Padova, ecc.? Ben a ragione, quindi, la Chiesa,
fin dai tempi apostolici ha tributato alla Madre di Gesù
ed ai Santi un culto religioso con l'innalzare Chiese e
celebrare feste in loro onore.
Il culto della SS. Vergine e dei Santi ci è sommamente
utile, perchè ci procura la loro intercessione. Chi
può enumerare le grazie segnalatissime che si sono
ottenute e si ottengono per la loro mediazione subordinata?
Un missionario del Kenya, il P. Gabriele Perlo, raccontava
questo episodio: "Un catechista della sua Missione,
venuto a disputare con alcuni compagni aderenti al protestantesimo,
fu subito affrontato da questi sul terreno della devozione
alla Madonna.
Gli dissero:
- Perchè voi cattolici pregate la Madonna? Forse
che Dio non è bastante a darci tutte le grazie di
cui abbiamo bisogno? Non è un'ingiuria che fate a
Dio?
Il catechista rispose:
- Dimmi un pò, amico mio: quando tu, un mese fa eri
a Nairobi (Kenya) alla scuola del protestante, mi scrivesti
una lettera, ti ricordi?
- Me ne ricordo benissimo: e con questo?
- Aspetta. Quella lettera la terminavi con queste parole:
“Prega per me il Signore Nostro Gesù Cristo".
E' vero?
- Verissimo: sono solito terminare cosi tutte le lettere.
-Bene: eccoti caduto in una marchiana contraddizione.
- Come? Come? Ti dicevo forse di pregare per me la Madre
di Gesù?
- No, la contraddizione sta qui: che tu ti raccomandi alle
mie preghiere, e poi ti ridi di noi che ci raccomandiamo
alle preghiere della Madre di Dio: tu stesso sei solito
dire agli uomini “pregate per me", e poi ridi di noi
che diciamo alla Madonna, la quale è più buona
e più potente degli uomini, "prega per noi";
tu credi che gli uomini possano aiutarti con le loro preghiere
presso il trono di Gesù Cristo, e poi ti ridi di
noi che crediamo che Maria SS. possa aiutarci ugualmente
con le sue preghiere? Hai capito?
L'amico aveva capito troppo bene e tacque”.
In questo piccolo episodio è la confutazione, più
chiara ed esauriente dell'accusa di superstizione che alcuni
fanno al nostro culto della Madonna e dei Santi, e s'inchiude
implicitamente la ragione precipua della fiducia e della
devozione che noi professiamo verso di loro (Dal “Catechismo
agli Adulti”, B. Castegnaro, Ed. G. Galla, Vicenza, 3°
Vol., pp. 128-29). Detto questo, cadono, tutte le altre
obiezioni che hai fatto: il culto mariano è l'esaltazione
pagana dei principio femminile... della bellezza ... della
riviviscenza del culto di Iside. La cosa più strana
è che il non cattolico ha il coraggio di dire tante
cose contro il culto della Madonna e dei Santi, come se
questi fossero nemici di Dio. Ma non è lo stesso
Gesù che dice “se uno mi serve il Padre mio lo onorerà"
? (cf Gv 12,26). La Madonna non è l'Ancella del Signore?
E i Santi non hanno tutti servito N. S. Gesù Cristo?
E se il Padre li onorerà, quanto più dobbiamo
onorarli noi?”.
In conclusione possiamo rispondere: il Culto alla Madonna
ha avuto tanto successo e ne continuerà ad avere,
perchè è Dio stesso che ha stabilito cosi,
e la stessa umile Ancella del Signore, ispirata dallo Spirito
Santo, nel magnificare Iddio per tutte le grandi cose operate
in Lei, ha predetto che “tutte le generazioni mi chiameranno
beata!"
Non
cattolico.
Un altro motivo dello sviluppo del culto mariano nella Chiesa
romana è da ricercarsi nelle eresie che negavano
la divinità di Gesù. Per combattere queste
eresie la Chiesa ha messo l'accento sulla divinità
di Gesù, e questo ha naturalmente portato a divinizzare
anche la Madre di Gesù.
Cattolico.
Mi pare che rispondendo ancora a tutte queste tue obiezioni
il nostro dialogo, piuttosto polemico, ha assunto proporzioni
troppo prolisse e mi costringe a tante ripetizioni. In poche
parole, perciò, ti dirò: che la Madonna, pur
essendo la Madre del Dio fatto Uomo, resta sempre l'Ancella
del Signore. Certo i suoi rapporti con le Tre Persone della
SS. Trinità sono qualche cosa di sublime e che, come
hanno detto alcuni Santi, hanno qualche cosa che tocca l'Infinito.
Sembra che la migliore descrizione della Madonna ce l'abbia
data Dante: “umile ed alta più che creatura, termine
fisso d'eterno consiglio".
Non cattolico. Soprattutto col culto della Madonna, pare
che l'uomo voglia dire a Dio: “Tu, per agire avevi bisogno
di noi. Non è dunque vero che l'umanità sia
perduta senza rimedio, se è stata capace di esprimere
un essere così perfetto come la Regina del Cielo,
la Madonna".
Cattolico. Perdonami, ma io ti vorrei chiedere, scusa perché
la tua obiezione, è cosi fuori la realtà biblica
ed ecclesiale che non mi sento di darti una, risposta. Sono
cose queste che le può pensare soltanto chi ha la
testa piena di pregiudizi e, perciò, non riesce a
vedere le realtà più evidenti.
Non
cattolico.
In ultimo voglio dirti che la dottrina della Chiesa romana
riguardo a Maria costituisce l'ostacolo fondamentale per
la riunione della Cristianità. Come giustamente.
si esprime il prof. V. Subilia: “I Protestanti spesso considerano
la mariologia come un'appendice strana e poco interessante
della fede cattolica, una specie di superstizione popolare
tollerata ufficialmente o totalmente dalle illuminate sfere
dirigenti e legata in particolare alle regioni meridionali,
comunque un elemento marginale e non essenziale su cui non
è il caso di fermarsi troppo e che sarà spazzato
via man mano che l'influenza dei progressisti si verrà
affermando. Questo atteggiamento è indicativo di
una incomprensione fondamentale del Cattolicesimo... Bisogna
rendersi conto che la mariologia è connessa con l'essenza
del Cattolicesimo, è l'espressione del. Cattolicesimo"
(V. Subilia, La nuova cattolicità dei Cattolicesimo,
Torino, Ed. Claudiana, 1967, p. 67). E perciò l'evangelico
che “sa in chi ha creduto" (2 Tm1,12) dichiara beata
la Madre di Gesù, ma sa che fuori di Gesù
Cristo “non c'è sotto il cielo alcun altro nome che
sia stato dato agli uomini, per il quale noi abbiamo ad
essere salvati” (At 4,12).
Cattolico.
Non ti nascondo che sentendo tutte le obiezioni dei protestanti
e specialmente quelle del prof. Subilia, chi crede fermamente
in Dio e alla Sua divina Parola, resta per lo meno scioccato.
Sembra che tutte le proteste partano da menti e cuori avversi
a Dio, a Cristo, alla Parola divina. Credo che dopo tutto
quello che ho detto si possa capire bene, da chiunque sia
ragionevole, obiettivo e sensato, che mai la Chiesa ha detto
o scritto o pensato che Gesù non sia l'unico, indispensabile,
necessario Mediatore, Salvatore e Redentore. Il non capire
la posizione secondaria e subordinata della Madonna e dei
Santi - che, come ho più volte detto, è voluta
da Dio - mi sembra semplicemente effetto di un accecamento
proveniente da quella avversione viscerale che viene inculcata
nello indottrinamento ai seguaci di quelli che “sanno in
chi hanno creduto". Io so di credere e di voler sempre
credere in Dio, alla Sua Parola, e alla Chiesa fondata da
Gesù Cristo. Invece i non cattolici sanno bene che
hanno rifiutato l'autorità Papale, la Chiesa e, quindi,
anche Cristo. Perché Cristo, la Chiesa ed il Papa
formano un'unica Verità (San Francesco di Sales,
dottore della Chiesa), "Ubi Christus ibi Ecclesia"
(S. Ambrogio). Perciò il prof. Sibilia, tu che obietti
e tanti altri sapete bene di aver creduto non a Cristo,
ma a Lutero, a Calvino, a P. Valdo, ecc., e perciò
rigettate la grandezza e la potenza supplice della Madre
del Dio fatto Uomo. Però è da dire, per grazia
di Dio, che vi sono anche tra i fratelli separati di quelli
che tributano il debito onore alla Madre del Signore e Salvatore.
Nel culto alla Vergine SS. e a molti Santi si distinguono
particolarmente gli Orientali.
Ogni salutare influsso della Beata Vergine verso gli uomini,
non nasce da una necessità, ma dal beneplacito di
Dio, e sgorga dalla sovrabbondanza dei meriti di Cristo,
si fonda sulla mediazione di Lui, da essa assolutamente
dipende e attinge tutta la sua efficacia; non impedisce
minimamente l'immediato contatto dei credenti con Cristo,
anzi lo facilita (L.G., 434).
E ora voglio ancora dirti che il Conc. Vat. II, al cap.
VIII, ci fa notare che Maria è la figlia prediletta
del Padre e tempio dello Spirito Santo; per il quale dono
di grazia esimia precede di gran lunga tutte le altre creature,
celesti e terrestri (L.G., 427).
I Libri del V. e del N. Testamento e la veneranda Tradizione
mostrano in modo sempre più chiaro la funzione della
Madre del Salvatore nella economia della salvezza e ce la
mettono quasi davanti agli occhi... (L.G., 429).
Anche per il culto dei Santi, ricordiamo che ogni nostra
vera attestazione di amore fatta ad essi, per sua natura
tende e termina In Cristo che è “la corona di tutti
i santi" e per Lui a Dio, che è mirabile nel
suoi santi e in essi glorificato (cf 2Tes 1,10).
Il Conc. Vat. II, nel cap. VIII della Cost. Lumen Gentium,
ha fornito - come ho già detto altrove - il più
ampio e più ricco documento conciliare mariano della
storia bimillenaria della Chiesa, ispirandosi ad una mariologia
ecclesiotipa e biblica. E tutto ciò per facilitare
il dialogo ecumenico che trovava nella mariologia preconciliare
il suo più
grande ostacolo (cf Enc. della Bibbia, Ed. LDC, Torino,
Leumann, Vol. IV, p. 973).
Per quanto riguarda il culto di Iside tra i Druidi, mi dispiace
di non poterti indicare, perchè non lo ricordo, dove
ho letto quanto ti riferisco brevemente. Tutti sappiamo
che i primi undici capitoli della Genesi sono preistoria
biblica, il riassunto di tutta una tradizione, principalmente
orale, di tutti i secoli precedenti. Gli studiosi ritengono
che molte notizie della preistoria biblica siano diventate
oggetto di conoscenza di molti popoli. Studiando la storia
dei popoli antichi si è scoperto che essi avevano
tutti il senso di una colpa commessa dall'uomo dopo la creazione,
e tutti aspettavano un Salvatore. Infatti vi è una
canzone molto ripetuta che dice: “tutta la storia l'aspettava,
il nostro Salvatore...".
In questa storia, da me letta molti anni fa, mi ha colpito
molto il fatto che tanto nel Messico, come tra i Druidi,
si è scoperto che il popolo aveva dedicato della
statue "alla Vergine paritura" , ossia a Colei
che avrebbe dovuto partorire verginalmente il Salvatore.
A questo punto bisogna supporre, necessariamente, che questi
popoli antichi avessero avuto notizie di quanto ci riferisce
il cap. 3,15 della Genesi e forse anche qualche cosa dei
profeti Isaia (7,14) e Michea (5,1).
Ora tutto questo, se è vero, come ci dicono gli storici,
è meraviglioso e ci fa capire come Iddio dirige tutta
la storia umana con giustizia, bontà e sapienza infinita.
Voglio concludere col farti una domanda alla quale non credo
che tu sia in grado di darmi una precisa risposta. Me la
ispiri tu stesso e il prof. Subilia, quando fate presente
che la Mariologia costituisce l'ostacolo più grave
per l'unità dei Cristiani. Allora ti domando: Ammettiamo
che la Chiesa cattolica riduca il ruolo e la figura di Maria
allo stesso livello dei protestanti, tu, il prof. Subilia
e tutti i protestanti sareste disposti ad accettare tutte
le altre Verità bibliche (es. il papato, l'unica
Chiesa fondata da Cristo, i Sacramenti, ecc.) che oggi rifiutate
con le stesse ragioni con le quali rifiutate la mariologia?
Sappi che l'unità dei Cristiani si attuerà
soltanto quando tutti aderiranno veramente, sinceramente
e profondamente alla Parola di Dio e a tutto quello che
ci insegna e ci dice Cristo.
E' una Illusione pensare che la Chiesa cattolica per realizzare
l'unità dei Cristiani possa, un giorno, magari seguendo
i progressisti, rinunciare a Cristo ed a tutte le Sue Verità
cosi chiaramente e solennemente proclamate e che Il Nuovo
Testamento fedelmente ci ha trasmesse.
Il Signore vi dia pace.
Fra Tommaso Maria di Gesù
(fine dell'argomento “La Madonna contestata")
BIBLIOGRAFIA
1.
“Enciclopedia Cattolica".
2. "Enciclopedia della Bibbia", Ediz.
Elle Di Ci, Torino, Vol. IV.
3. "Documenti del Concilio Vaticano II.
4. "Fede e vita cristiana" di P. Mariano
da Torino.
5. “Catechismo agli adulti”, di B. Castegnaro,
Ed. Giovanni Galla, Vicenza, 3° Volume.