Confessarsi
tutti i giorni per prendere la comunione tutti i giorni?
Per
ricevere l’Eucaristia bisogna essere in grazia di Dio, cioè
non avere commesso peccati gravi dopo l’ultima confessione
ben fatta. Dunque , se si è in grazia di Dio si può
ricevere la comunione senza confessarsi prima dell’Eucaristia.
La confessione delle colpe veniali può farsi frequentemente.
Normalmente il buon cristiano si confessa ogni settimana,
come consiglia s. Alfonso.
1458
Sebbene non sia strettamente necessaria, la confessione
delle colpe quotidiane (peccati veniali) è tuttavia
vivamente raccomandata dalla Chiesa.54 In effetti, la confessione
regolare dei peccati veniali ci aiuta a formare la nostra
coscienza, a lottare contro le cattive inclinazioni, a lasciarci
guarire da Cristo, a progredire nella vita dello Spirito.
Ricevendo più frequentemente, attraverso questo sacramento,
il dono della misericordia del Padre, siamo spinti ad essere
misericordiosi come lui:55
Quali
sono i peccato gravi/mortali? (elenco)
Innanzitutto
vediamo cosa è il peccato
II.
La definizione di peccato
1849
Il peccato è una mancanza contro la ragione, la verità,
la retta coscienza; è una trasgressione in ordine
all'amore vero, verso Dio e verso il prossimo, a causa di
un perverso attaccamento a certi beni. Esso ferisce la natura
dell'uomo e attenta alla solidarietà umana. E' stato
definito "una parola, un atto o un desiderio contrari
alla legge eterna" [Sant'Agostino, Contra Faustum manichaeum,
22: PL 42, 418; San Tommaso d'Aquino, Summa theologiae,
I-II, 71, 6].
1850
Il peccato è un'offesa a Dio: "Contro di te,
contro te solo ho peccato. Quello che è male ai tuoi
occhi, io l'ho fatto" ( Sal 51,6 ). Il peccato si erge
contro l'amore di Dio per noi e allontana da esso i nostri
cuori. Come il primo peccato, è una disobbedienza,
una ribellione contro Dio, a causa della volontà
di diventare "come Dio" ( Gen 3,5 ), conoscendo
e determinando il bene e il male. Il peccato pertanto è
"amore di sé fino al disprezzo di Dio"
[Sant'Agostino, De civitate Dei, 14, 28]. Per tale orgogliosa
esaltazione di sé, il peccato è diametralmente
opposto all'obbedienza di Gesù, che realizza la salvezza
[Cf Fil 2,6-9 ].
1851
E' proprio nella Passione, in cui la misericordia di Cristo
lo vincerà, che il peccato manifesta in sommo grado
la sua violenza e la sua molteplicità: incredulità,
odio omicida, rifiuto e scherno da parte dei capi e del
popolo, vigliaccheria di Pilato e crudeltà dei soldati,
tradimento di Giuda tanto pesante per Gesù, rinnegamento
di Pietro, abbandono dei discepoli. Tuttavia, proprio nell'ora
delle tenebre e del Principe di questo mondo, [Cf Gv 14,30
] il sacrificio di Cristo diventa segretamente la sorgente
dalla quale sgorgherà inesauribilmente il perdono
dei nostri peccati.
Poi una breve distinzione tratta dal Compendio circa il
peccato mortale ed il peccato veniale.
395.
Quando si commette il peccato mortale?
1855-1861;
1874
Si
commette il peccato mortale quando ci sono nel contempo
materia grave, piena consapevolezza e deliberato consenso.
Questo peccato distrugge in noi la carità, ci priva
della grazia santificante, ci conduce alla morte eterna
dell'inferno se non ci si pente. Viene perdonato in via
ordinaria mediante i Sacramenti del Battesimo e della Penitenza
o Riconciliazione.
396. Quando si commette il peccato veniale?
1862-1864;
1875
Il
peccato veniale, che si differenzia essenzialmente dal peccato
mortale, si commette quando si ha materia leggera, oppure
anche grave, ma senza piena consapevolezza o totale consenso.
Esso non rompe l'alleanza con Dio, ma indebolisce la carità;
manifesta un affetto disordinato per i beni creati; ostacola
i progressi dell'anima nell'esercizio delle virtù
e nella pratica del bene morale; merita pene purificatorie
temporali.
Approfondiamo
Dal
CCC
IV.
La gravità del peccato: peccato mortale e veniale
1854
E' opportuno valutare i peccati in base alla loro gravità.
La distinzione tra peccato mortale e peccato veniale, già
adombrata nella Scrittura, [Cf 1Gv 5,16-17 ] si è
imposta nella Tradizione della Chiesa. L'esperienza degli
uomini la convalida.
1855
Il peccato mortale distrugge la carità nel cuore
dell'uomo a causa di una violazione grave della legge di
Dio; distoglie l'uomo da Dio, che è il suo fine ultimo
e la sua beatitudine, preferendo a lui un bene inferiore.
Il
peccato veniale lascia sussistere la carità, quantunque
la offenda e la ferisca.
1856
Il peccato mortale, in quanto colpisce in noi il principio
vitale che è la carità, richiede una nuova
iniziativa della misericordia di Dio e una conversione del
cuore, che normalmente si realizza nel sacramento della
Riconciliazione:
Quando
la volontà si orienta verso una cosa di per sé
contraria alla carità, dalla quale siamo ordinati
al fine ultimo, il peccato, per il suo stesso oggetto, ha
di che essere mortale... tanto se è contro l'amore
di Dio, come la bestemmia, lo spergiuro ecc., quanto se
è contro l'amore del prossimo, come l'omicidio, l'adulterio,
ecc... Invece, quando la volontà del peccatore si
volge a una cosa che ha in sé un disordine, ma tuttavia
non va contro l'amore di Dio e del prossimo, è il
caso di parole oziose, di riso inopportuno, ecc., tali peccati
sono veniali [San Tommaso d'Aquino, Summa Tommaso d'Aquino,
Summa theologiae, I-II, 88, 2].
1857
Perché un peccato sia mortale si richiede che concorrano
tre condizioni: "E' peccato mortale quello che ha per
oggetto una materia grave e che, inoltre, viene commesso
con piena consapevolezza e deliberato consenso" [Giovanni
Paolo II, Esort. ap. Reconciliatio et paenitentia, 17].
1858
La materia grave è precisata dai Dieci comandamenti,
secondo la risposta di Gesù al giovane ricco: "Non
uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non dire
falsa testimonianza, non frodare, onora il padre e la madre"
( Mc 10,19 ). La gravità dei peccati è più
o meno grande: un omicidio è più grave di
un furto. Si deve tener conto anche della qualità
delle persone lese: la violenza esercitata contro i genitori
è di per sé più grave di quella fatta
ad un estraneo.
1859
Perché il peccato sia mortale deve anche essere commesso
con piena consapevolezza e totale consenso. Presuppone la
conoscenza del carattere peccaminoso dell'atto, della sua
opposizione alla Legge di Dio. Implica inoltre un consenso
sufficientemente libero perché sia una scelta personale.
L'ignoranza simulata e la durezza del cuore [Cf Mc 3,5-6;
Lc 16,19-31 ] non diminuiscono il carattere volontario del
peccato ma, anzi, lo accrescono.
1860
L' ignoranza involontaria può attenuare se non annullare
l'imputabilità di una colpa grave. Si presume però
che nessuno ignori i principi della legge morale che sono
iscritti nella coscienza di ogni uomo. Gli impulsi della
sensibilità, le passioni possono ugualmente attenuare
il carattere volontario e libero della colpa; come pure
le pressioni esterne o le turbe patologiche. Il peccato
commesso con malizia, per una scelta deliberata del male,
è il più grave.
1861
Il peccato mortale è una possibilità radicale
della libertà umana, come lo stesso amore. Ha come
conseguenza la perdita della carità e la privazione
della grazia santificante, cioè dello stato di grazia.
Se non è riscattato dal pentimento e dal perdono
di Dio, provoca l'esclusione dal Regno di Cristo e la morte
eterna dell'inferno; infatti la nostra libertà ha
il potere di fare scelte definitive, irreversibili. Tuttavia,
anche se noi possiamo giudicare che un atto è in
sé una colpa grave, dobbiamo però lasciare
il giudizio sulle persone alla giustizia e alla misericordia
di Dio.
1862
Si commette un peccato veniale quando, trattandosi di materia
leggera, non si osserva la misura prescritta dalla legge
morale, oppure quando si disobbedisce alla legge morale
in materia grave, ma senza piena consapevolezza e senza
totale consenso.
1863
Il peccato veniale indebolisce la carità; manifesta
un affetto disordinato per dei beni creati; ostacola i progressi
dell'anima nell'esercizio delle virtù e nella pratica
del bene morale; merita pene temporali. Il peccato veniale
deliberato e che sia rimasto senza pentimento, ci dispone
poco a poco a commettere il peccato mortale. Tuttavia il
peccato veniale non rompe l'Alleanza con Dio. E' umanamente
riparabile con la grazia di Dio. "Non priva della grazia
santificante, dell'amicizia con Dio, della carità,
né quindi della beatitudine eterna" [Giovanni
Paolo II, Esort. ap. Reconciliatio et paenitentia, 17].
L'uomo
non può non avere almeno peccati lievi, fin quando
resta nel corpo. Tuttavia non devi dar poco peso a questi
peccati, che si definiscono lievi. Tu li tieni in poco conto
quando li soppesi, ma che spavento quando li numeri! Molte
cose leggere, messe insieme, ne formano una pesante: molte
gocce riempiono un fiume e così molti granelli fanno
un mucchio. Quale speranza resta allora? Si faccia anzitutto
la confessione. . [Sant'Agostino, In epistulam Johannis
ad Parthos tractatus, 1, 6].
1864
"Qualunque peccato o bestemmia sarà perdonata
agli uomini, ma la bestemmia contro lo Spirito non sarà
perdonata" (Mt 12,31). La misericordia di Dio non conosce
limiti, ma chi deliberatamente rifiuta di accoglierla attraverso
il pentimento, respinge il perdono dei propri peccati e
la salvezza offerta dallo Spirito Santo [Cf Giovanni Paolo
II, Lett. enc. Dominum et Vivificantem, 46]. Un tale indurimento
può portare alla impenitenza finale e alla rovina
eterna.
Approfondiamo
ulteriormente
Dice
s. Alfonso
Dice
s. Alfonso “Per lo peccato mortale formale vi bisognano
tre cose, l'avvertenza, il consenso, e la materia grave.
E per I. in quanto all'avvertenza, acciocché il peccato
sia mortale, bisogna ch'ella sia piena, com'insegnano comunemente
i dd. con s. Tommaso, che dice: Potest quod est mortale
esse veniale propter imperfectionem actus moralis, cum non
sit deliberatus, sed subditus4. Avvertasi però, che
per la colpa grave non è necessario, che tal avvertenza
sia sempre attuale, ma basta che sia virtuale, com'è
quando l'ignoranza della malizia dell'atto è in qualche
modo volontaria o per negligenza, o per la passione, o per
lo mal abito contratto, avvertito almeno in principio, oppure
per la volontaria inconsiderazione nell'operare. Ma acciocché
l'uomo pecchi mortalmente, sempre è necessario che
avverta attualmente alla malizia dell'atto, o al pericolo
di peccare, oppure all'obbligo di avvertire tal pericolo,
o almeno che l'abbia avvertito in principio, quando pose
la causa dell'atto malo che n'è seguito, come sta
provato nell'Istruz.5.2. Per II., al peccato mortale si
richiede il consenso perfetto della volontà, come
dicono comunemente Contensone, Genetto, il card. Gotti,
Tournely, Vigandt, Concina, ed altri con s. Tommaso, il
quale6 insegna, che l'atto pravo allora è mortale,
quando è commesso cum deliberato consensu. Ma si
avverta per 1., che tal consenso può darsi direttamente,
o indirettamente in causa, cioè quando si mette una
causa mala, e si avvertono (almeno in confuso) i mali che
prossimamente possono avvenirne. Si avverta per 2., che
se la persona non consente, né dissente alla tentazione,
ordinariamente parlando, non pecca mortalmente; ma ciò
non corre nelle tentazioni di dilettazioni carnali, perché
a queste è tenuta di positivamente resistere; poiché
tali dilettazioni, quando son veementi, e loro non si resiste,
facilmente si tirano il consenso della volontà: ed
il miglior modo di resistere in simili tentazioni è
il ricorrere a Dio per aiuto7. 3. Per III., al peccato mortale
si richiede la materia grave. 1858 La materia grave è
precisata dai Dieci comandamenti, secondo la risposta di
Gesù al giovane ricco: "Non uccidere, non commettere
adulterio, non rubare, non dire falsa testimonianza, non
frodare, onora il padre e la madre" ( Mc 10,19 ). Avete
ascoltato proprio oggi nella prima lettura la parola di
Dio che ci dona i comandamenti! La gravità dei peccati
è più o meno grande: un omicidio è
più grave di un furto. Si deve tener conto anche
della qualità delle persone lese: la violenza esercitata
contro i genitori è di per sé più grave
di quella fatta ad un estraneo “Ma in ciò debbono
avvertirsi più cose. Si avverta per 1., che non si
dà parvità di materia in quelle cose, dove
la parvità non diminuisce la malizia del peccato,
come avviene nel peccato d'infedeltà, d'impudicizia,
di simonia, e di spergiuro. Si avverta per 2., che le materie
parve unite insieme posson rendere la materia grave, quando
elle moralmente si uniscono tra loro, come i piccioli furti,
le picciole comestioni ne' giorni di digiuno, e le picciole
omissioni nel recitar l'officio. Si avverta per 3., che
la colpa veniale può farsi mortale in cinque modi.
I. Per ragione di fine aggiunto, v. g., se taluno intendesse
con una parola oscena, ma leggiera, di tirare il prossimo
a colpa grave. II. Per ragione di fine ultimo, cioè
se uno commette un peccato veniale, ma con tal passione
avvertita, che se fosse mortale anche lo farebbe. III. Per
ragione di disprezzo formale, cioè quando l'uomo
trasgredisce la legge, specialmente perch'è legge,
o perché l'ha imposta il superiore; del resto le
trasgressioni, benché replicate (contra quel che
dicono alcuni) non costituiscono disprezzo, come dice s.
Tommaso: Non peccat ex contemptu, etiamsi peccatum iteret1.
IV. Per ragione di scandalo de' pusilli. V. Per ragione
di pericolo: s'intende di pericolo prossimo di cadere in
colpa grave: e s'intende senza giusta causa, perché
con giusta causa il pericolo si fa rimoto, come avviene
nel chirurgo, che medica le donne per necessità.
Sicché in questi cinque modi la colpa veniale si
rende mortale. Ed all'incontro in tre modi la colpa mortale
si fa veniale, cioè o 1) perché non v'è
la piena avvertenza, come avviene a chi non è perfettamente
svegliato dal sonno, o sta alquanto distratto, o patisce
un'improvvisa turbazione, sicché non avverte bene
quel che fa: o 2) perché non v'è il perfetto
e deliberato consenso: o 3) perché la materia è
in sé leggiera.
Venendo
ai peccati mortali in modo più specifico , tenendo
conto di quanto detto , possiamo affermare .
Vi sono alcuni peccati particolarmente gravi: tra questi
vi sono quelli contro lo Spirito Santo.
Essi
sono:
1.
disperazione della salvezza eterna
2. presunzione di salvarsi senza merito
3. impugnare la verità conosciuta
4. invidia della grazia altrui
5. ostinazione nei peccati
6. impenitenza finale
Il
punto è che questi peccati implicano una forte chiusura
alla grazia di Dio, in questo sta l’appellativo di irremissibili;
tuttavia ripeto: anche questi peccati possono essere rimessi
se chi li compie se ne pente in modo adatto! Sono eccettuati
solo quei peccati che, come l’impenitenza finale, implicano
la mancanza di tempo ulteriore per convertirsi : chiaro
è che se neppure nell’ultimo momento utile prima
del giudizio particolare ci apriamo al Signore, ci danniamo
eternamente!
Altra
classe di peccati gravi sono quelli che gridano vendetta
al cospetto di Dio per la loro straordinaria malizia:
1.
omicidio volontario
2. peccato carnale contro natura
3. oppressione dei poveri
4. defraudare della mercede gli operai
Più
in generale si commette un peccato mortale quando si infrangono
(alle condizioni precedentemente esposte nel Compendio)
i Dieci Comandamenti:
“Io
sono il Signore Dio tuo: non avrai altro Dio fuori che Me”.
“Non
nominare il Nome di Dio invano”.
“Ricordati
di santificare le feste”.
“Onora
il padre e la madre”.
“Non
uccidere”.
“Non
commettere atti impuri”.
“Non
rubare”.
“Non
dire falsa testimonianza”.
“Non
desiderare la donna d’altri”.
“Non
desiderare la roba d’altri”.
Si
veda sul Catechismo della Chiesa Cattolica con precisione
i vari tipi di azioni che costituiscono , se realizzate
con piena avvertenza e deliberato consenso, peccato grave;
Se volessimo fare un elenco non esaustivo potremmo dire
che sono peccati mortali i seguenti atti (compiuti con piena
avvertenza e deliberato consenso) :
-
idolatria
-
bestemmia
-
magia, stregoneria
-
ateismo
-
spergiuro
-
fornicazione
-
adulterio
-
omicidio
-
diffamazione
-
atti omosessuali
-
odio
-
mancanza di perdono
-
fornicazione
-
incesto
-
contraccezione
-
prostituzione
-
masturbazione
-
atti omosessuali
-
suicidio
-
omicidio
-
aborto
-
bugia dannosa
-
diffamazione
-
calunnia
-
genocidio
-
eutanasia
-
riduzione in schiavitù
E'
peccato grave non andare alla s. Messa la domenica a meno
che non ci sia una causa grave (malattia propria o di un
congiunto che non può essere lasciato ) e non confessarsi
almeno 1 volta all’anno.
Possiamo
darvi uno schema per un buon esame di coscienza … che include
anche diversi generi di queste azioni gravemente peccaminose
Confessione
Domande
Anzitutto
sai che per la confessione occorre fare l’esame di coscienza
e detestare i peccati , specie quelli gravi, commessi, con
una detestazione, cioè con un odio sommo , cioè
detestarli al di sopra di ogni male, perché con essi
meritiamo l’inferno e soprattutto perché con essi
offendiamo Dio? Sai che la detestazione del peccato commesso
deve essere unita al proposito di non commettere più
tali peccati, proposito che deve riguardare tutti i peccati
mortali, deve essere fermo ed efficace? Sai che devi confessare
al sacerdote tutti i peccati gravi commessi dall’ultima
confessione ben fatta?
Da
quanto non ti confessi? Hai tralasciato nelle confessioni
passate qualche peccato grave per vergogna o comunque lo
hai taciuto pur sapendo di averlo fatto?
Credi,
speri e, quindi, ami Dio al di sopra di tutto? Hai desiderato
con tutto il cuore di fare la volontà di Dio che
è la nostra santificazione? Ti sei impegnato a farla?
Sai che normalmente tutti hanno l’obbligo di toglier l'occasione
prossima di peccato? Fai tutto al fine di crescere nell’amore
di Gesù e giungere al Paradiso? Conosci i 10 comandamenti?
E il credo? Misteri da conoscere per necessità di
mezzo: Trinità, Incarnazione, Dio rimuneratore :
Inferno e Paradiso. Verità da conoscere: 10 comandamenti,
credo, sacramenti …… Le conosci queste verità?
1)
Hai vissuto nella fede, nella speranza e nella carità?
O hai dubitato volontariamente di quanto insegna la Chiesa,
sei stato incredulo all’insegnamento della Chiesa? Sei stato
ateo, hai aperto il cuore alla disperazione, all’odio verso
Dio o verso i fratelli? Hai creduto nella Divina Provvidenza,
hai criticato il suo operato, ti sei lamentato nelle difficoltà
della vita? Hai pregato? Leggi la parola di Dio? Preghi?
Sai che cosa significa che dobbiamo pregare sempre? Vivi
nella preghiera continua? Hai ostacolato altri nel cammino
verso il Signore con il tuo comportamento, con le tue parole
etc. … se hai dato scandalo hai l’obbligo di riparare lo
scandalo dato. Hai perdonato di cuore ai tuoi nemici, hai
continuato a salutarli, hai continuato a dimostrare loro
i segni comuni che si danno agli altri parenti e amici?
Hai commesso peccati di divinazione o superstizione : consultando
l’oroscopo,andando da maghi , facendo lo spiritismo, andando
da persone che leggono le carte o la mano? Accetti dottrine
condannate dalla Chiesa (ad es. il comunismo, il nazismo,
dottrine dei Testimoni di Geova etc.)
2)Hai
detto bestemmie contro Dio , la Madonna, gli angeli, i santi?Hai
pronunciato con poco rispetto il loro nome? Hai fatto giuramenti?
Hai giurato il falso?
3)Sei
stato alla santa Messa domenicale? Hai svolto lavoro in
giorno festivo?
4)Hai
prestato obbedienza ai superiori, ai genitori, a tuo marito
in ciò che è giusto? Li hai onorati, rispettati,
o hai detto loro parole ingiuriose? Hai orientato al Signore
coloro che ti sono sottoposti, in particolare i tuoi figli,
li hai corretto nei loro peccati? Hai evitato che i tuoi
portassero in casa persone con cui peccare? Obbedisci al
Papa ai vescovi, ai sacerdoti? Obbedisci agli insegnamenti
del Magistero?
5)Hai fatto del male con la parola : accusando falsamente,
calunniando ….diffamando? Hai voluto il male per qualcuno?
Hai odiato? Hai desiderato ferire o hai ferito qualcuno
volontariamente? Hai desiderato di uccidere qualcuno? Lo
hai ucciso ? Hai desiderato o compiuto atti di suicidio?
Hai fatto o consigliato l’aborto? Fumi ? Bevi in modo eccessivo
bevande inebrianti? Fai uso di droghe? Fai peccati di gola?
Ti lasci prendere dall’ira ingiusta? Sei paziente con le
persone moleste?
6)
Hai accolto o provocato volontariamente desideri, sguardi
impuri ? Hai avuto peccati impuri di azione? Da solo o con
altri? Con persone di altro sesso o dello stesso sesso?
Convivi con qualche persona, al modo di marito e moglie
? Conosci cosa impone ai coniugi cristiani il sesto comandamento?
Vivi il tuo matrimonio in modo che ogni atto di unione coniugale
è aperto alla procreazione? Hai commesso adulterio?
Hai profanato il matrimonio con la contraccezione per non
avere figli ?
7)
Hai rubato? Hai frodato qualcuno? Hai pagato quello che
dovevi? Nel tuo lavoro sei onesto? Hai rubato nel vendere,
comprare, hai pagato i debiti? Chi ha rubato ha l’obbligo
di restituire tali cose prese, altrimenti il peccato non
è rimesso. Vige l’obbligo di fare l’elemosina quando
si deve: cioè a persone veramente bisognose.
8)Hai
parlato di qualcuno per fargli del male ? Hai rivelato cose
vere di qualcuno per fargli del male (p. es. hai detto che
ha una malattia che altri non sapevano ) Hai parlato contro
qualcuno per fargli del male? Hai detto menzogne, bugie?
Hai testimoniato il falso? Hai parlato male della Chiesa,
del Papa, dei sacerdoti? Chi ha parlato di qualcuno o contro
qualcuno per fargli del male ha l’obbligo di restituire
la fama, o l'onore tolti a quella persona soprattutto se
quella persona è un sacerdote, un vescovo, il Papa.
9)Hai
desideri impuri ? Hai letto o prestato giornali, libri,
riviste indecenti? Hai visto spettacoli o video immorali?
Hai preso parte a balli licenziosi? Desideri la donna altrui?
Eviti di guardare spettacoli indecenti in televisione? Ti
vesti in modo da non dare scandalo e da non suscitare nella
gente pensieri impuri?
10)
Sai che non si deve desiderare quello che non si può
possedere? Hai desiderato la roba altrui. Cioè hai
desiderato non di comperarla ma di averla. È peccato
anche il desiderarla con danno dell’altra parte anche se
secondo la legge. Hai desiderato con tutto il cuore di fare
la volontà di Dio che è la nostra santificazione?