Che
cos'è il Regno di Dio? E' già qui sulla terra(dove??)....e'
il Regno promesso nella vita eterna?
"Il
Regno di Dio è vicino"
541
"Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù si recò
nella Galilea predicando il Vangelo di Dio e diceva: "Il
tempo è compiuto e il Regno di Dio è vicino:
convertitevi e credete al Vangelo"" ( Mc 1,15
). "Cristo, per adempiere la volontà del Padre,
ha inaugurato in terra il Regno dei cieli" [Conc. Ecum.
Vat. II, Lumen gentium, 3]. Ora, la volontà del Padre
è di "elevare gli uomini alla partecipazione
della vita divina" [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium,
3]. Lo fa radunando gli uomini attorno al Figlio suo, Gesù
Cristo. Questa assemblea è la Chiesa, la quale in
terra costituisce "il germe e l'inizio" del Regno
di Dio [Cf ibid., 5].
542
Cristo è al centro di questa riunione degli uomini
nella "famiglia di Dio". Li convoca attorno a
sé con la sua Parola, con i suoi "segni"
che manifestano il Regno di Dio, con l'invio dei suoi discepoli.
Egli realizzerà la venuta del suo Regno soprattutto
con il grande Mistero della sua Pasqua: la sua morte in
croce e la sua Risurrezione. "Quando sarò elevato
da terra, attirerò tutti a me" ( Gv 12,32 ).
"Tutti gli uomini sono chiamati a questa unione con
Cristo" [Cf ibid., 5].
L'annunzio
del Regno di Dio
543
Tutti gli uomini sono chiamati ad entrare nel Regno. Annunziato
dapprima ai figli di Israele, [Cf Mt 10,5-7 ] questo Regno
messianico è destinato ad accogliere gli uomini di
tutte le nazioni [Cf Mt 8,11; Mt 28,19 ]. Per accedervi,
è necessario accogliere la Parola di Gesù:
La
Parola del Signore è paragonata appunto al seme che
viene seminato in un campo: quelli che l'ascoltano con fede
e appartengono al piccolo gregge di Cristo hanno accolto
il Regno stesso di Dio; poi il seme per virtù propria
germoglia e cresce fino al tempo del raccolto [Conc. Ecum.
Vat. II, Lumen gentium, 5].
544
Il Regno appartiene ai poveri e ai piccoli, cioè
a coloro che l'hanno accolto con un cuore umile. Gesù
è mandato per "annunziare ai poveri un lieto
messaggio" ( Lc 4,18 ) [Cf Lc 7,22 ]. Li proclama beati,
perché "di essi è il Regno dei cieli"
( Mt 5,3 ); ai "piccoli" il Padre si è
degnato di rivelare ciò che rimane nascosto ai sapienti
e agli intelligenti [Cf Mt 11,25 ]. Gesù condivide
la vita dei poveri, dalla mangiatoia alla croce; conosce
la fame, [Cf Mc 2,23-26; Mt 21,18 ] la sete[Cf Gv 4,6-7;
Gv 19,28 ] e l'indigenza [Cf Lc 9,58 ]. Anzi, arriva a identificarsi
con ogni tipo di poveri e fa dell'amore operante verso di
loro la condizione per entrare nel suo Regno [Cf Mt 25,31-46
].
545
Gesù invita i peccatori alla mensa del Regno: "Non
sono venuto per chiamare i giusti, ma i peccatori"(
Mc 2,17 ) [Cf 1Tm 1,15 ]. Li invita alla conversione, senza
la quale non si può entrare nel Regno, ma nelle parole
e nelle azioni mostra loro l'infinita misericordia del Padre
suo per loro [Cf Lc 15,11-32 ] e l'immensa "gioia"
che si fa "in cielo per un peccatore convertito"
( Lc 15,7 ). La prova suprema di tale amore sarà
il sacrificio della propria vita "in remissione dei
peccati" ( Mt 26,28 ).
546
Gesù chiama ad entrare nel Regno servendosi delle
parabole, elemento tipico del suo insegnamento [Cf Mc 4,33-34
]. Con esse egli invita al banchetto del Regno, [Cf Mt 22,1-14
] ma chiede anche una scelta radicale: per acquistare il
Regno, è necessario "vendere" tutto; [Cf
Mt 13,44-45 ] le parole non bastano, occorrono i fatti [Cf
Mt 21,28-32 ]. Le parabole sono come specchi per l'uomo:
accoglie la Parola come un terreno arido o come un terreno
buono? [Cf Mt 13,3-9 ] Che uso fa dei talenti ricevuti?
[Cf Mt 25,14-30 ] Al cuore delle parabole stanno velatamente
Gesù e la presenza del Regno in questo mondo. Occorre
entrare nel Regno, cioè diventare discepoli di Cristo
per "cono scere i Misteri del Regno dei cieli"
( Mt 13,11 ). Per coloro che rimangono "fuori",
[Cf Mc 4,11 ] tutto resta enigmatico [Cf Mt 13,10-15 ].
I
segni del Regno di Dio
547
Gesù
accompagna le sue parole con numerosi "miracoli, prodigi
e segni" ( At 2,22 ), i quali manifestano che in lui
il Regno è presente. Attestano che Gesù è
il Messia annunziato [Cf Lc 7,18-23 ].
548
I segni compiuti da Gesù testimoniano che il Padre
lo ha mandato [Cf Gv 5,36; Gv 10,25 ]. Essi sollecitano
a credere in lui [Cf Gv 10,38 ]. A coloro che gli si rivolgono
con fede, egli concede ciò che domandano [Cf Mc 5,25-34;
Mc 10,52; ecc]. Allora i miracoli rendono più salda
la fede in colui che compie le opere del Padre suo: testimoniano
che egli è il Figlio di Dio [Cf Gv 10,31-38 ]. Ma
possono anche essere motivo di scandalo [Cf Mt 11,6 ]. Non
mirano a soddisfare la curiosità e i desideri di
qualcosa di magico. Nonostante i suoi miracoli tanto evidenti,
Gesù è rifiutato da alcuni; [Cf Gv 11,47-48
] lo si accusa perfino di agire per mezzo dei demoni [Cf
Mc 3,22 ].
549
Liberando alcuni uomini dai mali terreni della fame, [Cf
Gv 6,5-15 ] dell'ingiustizia, [Cf Lc 19,8 ] della malattia
e della morte, [Cf Mt 11,5 ] Gesù ha posto dei segni
messianici; egli non è venuto tuttavia per eliminare
tutti i mali di quaggiù, [Cf Lc 12,13; Lc 12,14;
Gv 18,36 ] ma per liberare gli uomini dalla più grave
delle schiavitù: quella del peccato, [Cf Gv 8,34-36
] che li ostacola nella loro vocazione di figli di Dio e
causa tutti i loro asservimenti umani.
550
La venuta del Regno di Dio è la sconfitta del regno
di Satana: [Cf Mt 12,26 ] "Se io scaccio i demoni per
virtù dello Spirito di Dio, è certo giunto
fra voi il Regno di Dio" ( Mt 12,28 ). Gli esorcismi
di Gesù liberano alcuni uomini dal tormento dei demoni
[ Cf Lc 8,26-39 ]. Anticipano la grande vittoria di Gesù
sul "principe di questo mondo" ( Gv 12,31 ). Il
Regno di Dio sarà definitiva mente stabilito per
mezzo della croce di Cristo: "Regnavit a ligno Deus
Dio regnò dalla croce" [Inno "Vexilla Regis"].
"Le
chiavi del Regno"
551
Fin dagli inizi della vita pubblica, Gesù sceglie
dodici uomini perché stiano con lui e prendano parte
alla sua missione; [Cf Mc 3,13-19 ] li fa partecipi della
sua autorità e li manda "ad annunziare il Regno
di Dio e a guarire gli infermi" ( Lc 9,2 ). Restano
per sempre associati al Regno di Cristo, che, per mezzo
di essi, guida la Chiesa:
Io
preparo per voi un Regno, come il Padre l'ha preparato per
me; perché possiate mangiare e bere alla mia mensa
nel mio Regno, e siederete in trono a giudicare le dodici
tribù d'Israele ( Lc 22,29-30 ).
552
Nel collegio dei Dodici Simon Pietro occupa il primo posto
[Cf Mc 3,16; Mc 9,2; Lc 24,34; 552 1Cor 15,5 ]. Gesù
a lui ha affidato una missione unica. Grazie ad una rivelazione
concessagli dal Padre, Pietro aveva confessato: "Tu
sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente". Nostro Signore
allora gli aveva detto: "Tu sei Pietro e su questa
pietra edificherò la mia Chiesa e le porte degli
inferi non prevarranno contro di essa" ( Mt 16,18 ).
Cristo, "Pietra viva" ( 1Pt 2,4 ), assicura alla
sua Chiesa fondata su Pietro la vittoria sulle potenze di
morte. Pietro, a causa della fede da lui confessata, resterà
la roccia incrollabile della Chiesa. Avrà la missione
di custodire la fede nella sua integrità e di confermare
i suoi fratelli [Cf Lc 22,32 ].
553
Gesù ha conferito a Pietro un potere specifico: "A
te darò le chiavi del Regno dei cieli, e tutto ciò
che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e
tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà
sciolto nei cieli" ( Mt 16,19 ). Il "potere delle
chiavi" designa l'autorità per governare la
casa di Dio, che è la Chiesa. Gesù, "il
Buon Pastore" ( Gv 10,11 ) ha confermato questo incarico
dopo la Risurrezione: "Pasci le mie pecorelle"
( Gv 21,15-17 ). Il potere di "legare e sciogliere"
indica l'autorità di assolvere dai peccati, di pronunciare
giudizi in materia di dottrina, e prendere decisioni disciplinari
nella Chiesa. Gesù ha conferito tale autorità
alla Chiesa attraverso il ministero degli Apostoli [Cf Mt
18,18 ] e particolarmente di Pietro, il solo cui ha esplicitamente
affidato le chiavi del Regno.
Un
anticipo del Regno: la Trasfigurazione
554
Dal giorno in cui Pietro ha confessato che Gesù è
il Cristo, il Figlio del Dio vivente, il Maestro "cominciò
a dire apertamente ai suoi discepoli che doveva andare a
Gerusalemme, e soffrire molto. . . e venire ucciso e risuscitare
il terzo giorno" ( Mt 16,21 ). Pietro protesta a questo
annunzio, [Cf Mt 16,22-23 ] gli altri addirittura non lo
comprendono [ Cf Mt 17,23; Lc 9,45 ]. In tale contesto si
colloca l'episodio misterioso della Trasfigurazione di Gesù
[Cf Mt 17,1-8 par. ; 2Pt 1,16-18 ] su un alto monte, davanti
a tre testimoni da lui scelti: Pietro, Giacomo e Giovanni.
Il volto e la veste di Gesù diventano sfolgoranti
di luce, appaiono Mosè ed Elia che parlano "della
sua dipartita che avrebbe portato a compimento a Gerusalemme"
( Lc 9,31 ). Una nube li avvolge e una voce dal cielo dice:
"Questi è il Figlio mio, l'eletto; ascoltatelo"
( Lc 9,35 ).
555
Per un istante, Gesù mostra la sua gloria divina,
confermando così la confessione di Pietro. Rivela
anche che, per "entrare nella sua gloria" ( Lc
24,26 ), deve passare attraverso la croce a Gerusalemme.
Mosè ed Elia avevano visto la gloria di Dio sul Monte;
la Legge e i profeti avevano annunziato le sofferenze del
Messia [Cf Lc 24,27 ]. La passione di Gesù è
proprio la volontà del Padre: il Figlio agisce come
Servo di Dio [Cf Is 42,1 ]. La nube indica la presenza dello
Spirito Santo: "Tota Trinitas apparuit: Pater in voce;
Filius in homine, Spiritus in nube clara - Apparve tutta
la Trinità: il Padre nella voce, il Figlio nell'uomo,
lo Spirito nella nube luminosa": [San Tommaso d'Aquino,
Summa theologiae, III, 45, 4, ad 2]
Tu
ti sei trasfigurato sul monte, e, nella misura in cui ne
erano capaci, i tuoi discepoli hanno contemplato la tua
gloria, Cristo Dio, affinché, quando ti avrebbero
visto crocifisso, comprendessero che la tua passione era
volontaria ed annunziassero al mondo che tu sei veramente
l'irradiazione del Padre [Liturgia bizantina, Kontakion
della festa della Trasfigurazione].
556
Alla soglia della vita pubblica: il battesimo; alla soglia
della Pasqua: la Trasfigurazione. Col battesimo di Gesù
"declaratum fuit mysterium primae regenerationis -
fu manifestato il mistero della prima rigenerazione: il
nostro Battesimo"; la Trasfigurazione "est sacramentum
secundae regenerationis - è il sacramento della seconda
rigenerazione: la nostra risurrezione" [San Tommaso
d'Aquino, Summa theologiae, III, 45, 4, ad 2]. Fin d'ora
noi partecipiamo alla Risurrezione del Signore mediante
lo Spirito Santo che agisce nel sacramento del Corpo di
Cristo. La Trasfigurazione ci offre un anticipo della venuta
gloriosa di Cristo "il quale trasfigurerà il
nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso"
( Fil 3,21 ). Ma ci ricorda anche che "è necessario
attraversare molte tribolazioni per entrare nel Regno di
Dio" ( At 14,22 ):
Pietro
non lo capiva ancora quando sul monte desiderava vivere
con Cristo. Questa felicità Cristo te la riservava
dopo la morte, o Pietro. Ora invece egli stesso ti dice:
Discendi ad affaticarti sulla terra, a servire sulla terra,
a essere disprezzato, a essere crocifisso sulla terra. E'
discesa la Vita per essere uccisa; è disceso il Pane
per sentire la fame; è discesa la Via, perché
sentisse la stanchezza del cammino; è discesa la
sorgente per aver sete; e tu rifiuti di soffrire? [Sant'Agostino,
Sermones, 78, 6: PL 38, 492-493
559
Come Gerusalemme accoglierà il suo Messia? Dopo essersi
sempre sottratto ai tentativi del popolo di farlo re, [Cf
Gv 6,15 ] Gesù sceglie il tempo e prepara nei dettagli
il suo ingresso messianico nella città di "Davide,
suo padre" ( Lc 1,32 ) [Cf Mt 21,1-11 ]. E' acclamato
come il figlio di Davide, colui che porta la salvezza (Hosanna"
significa: "Oh, sì, salvaci!", "donaci
la salvezza!"). Ora, "Re della gloria" (
Sal 24,7-10 ) entra nella sua città cavalcando un
asino: [Cf Zc 9,9 ] egli non conquista la Figlia di Sion,
figura della sua Chiesa, né con l'astuzia né
con la violenza, ma con l'umiltà che rende testimonianza
alla Verità [Cf Gv 18,37 ]. Per questo i soggetti
del suo Regno, in quel giorno, sono i fanciulli [Cf Mt 21,15-16;
Sal 8,3 ] e i "poveri di Dio", i quali lo acclamano
come gli angeli lo avevano annunziato ai pastori [Cf Lc
19,38; 559 Lc 2,14 ]. La loro acclamazione, "Benedetto
colui che viene nel Nome del Signore" ( Sal 118,26
), è ripresa dalla Chiesa nel "Sanctus"
della Liturgia eucaristica come introduzione al memoriale
della Pasqua del Signore.
560
L'ingresso di Gesù a Gerusalemme manifesta l'avvento
del Regno che il Re-Messia si accinge a realizzare con la
Pasqua della sua morte e Risurrezione. Con la celebrazione
dell'entrata di Gesù in Gerusalemme, la domenica
delle Palme, la Liturgia della Chiesa dà inizio alla
Settimana Santa.
664
L'essere assiso alla destra del Padre significa l'inaugurazione
del regno del Messia, compimento della visione del profeta
Daniele riguardante il Figlio dell'uomo: " [Il Vegliardo]
gli diede potere, gloria e regno; tutti i popoli, nazioni
e lingue lo servivano; il suo potere è un potere
eterno, che non tramonta mai, e il suo regno è tale
che non sarà mai distrutto" ( Dn 7,14 ). A partire
da questo momento, gli Apostoli sono divenuti i testimoni
del "Regno che non avrà fine" [Simbolo
di Nicea-Costantinopoli].
666
Gesù Cristo, Capo della Chiesa, ci precede nel Regno
glorioso del Padre perché noi, membra del suo Corpo,
viviamo nella speranza di essere un giorno eternamente con
lui.
Cristo
regna già attraverso la Chiesa. . .
668
"Per
questo Cristo è morto e ritornato alla vita: per
essere il Signore dei morti e dei vivi" ( Rm 14,9 ).
L'Ascensione di Cristo al cielo significa la sua partecipazione,
nella sua umanità, alla potenza e all'autorità
di Dio stesso. Gesù Cristo è Signore: egli
detiene tutto il potere nei cieli e sulla terra. Egli è
"al di sopra di ogni principato e autorità,
di ogni potenza e dominazione" perché il Padre
"tutto ha sottomesso ai suoi piedi" ( Ef 1,21-22
). Cristo è il Signore del cosmo [Cf Ef 4,10; 1Cor
15,24; 668 1Cor 15,27-28 ] e della storia. In lui la storia
dell'uomo come pure tutta la creazione trovano la loro "ricapitolazione",
[Cf Ef 1,10 ] il loro compimento trascendente.
669
Come Signore, Cristo è anche il Capo della Chiesa
che è il suo Corpo [Cf Ef 1,22 ]. Elevato al cielo
e glorificato, avendo così compiuto pienamente la
sua missione, egli permane sulla terra, nella sua Chiesa.
La Redenzione è la sorgente dell'autorità
che Cristo, in virtù dello Spirito Santo, esercita
sulla Chiesa, [Cf Ef 4,11-13 ] la quale è "il
Regno di Cristo già presente in mistero". La
Chiesa "di questo Regno costituisce in terra il germe
e l'inizio" [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 3;
5].
670
Dopo l'Ascensione, il disegno di Dio è entrato nel
suo compimento. Noi siamo già nell'"ultima ora"
( 1Gv 2,18 ) [Cf 1Pt 4,7 ]. "Già dunque è
arrivata a noi l'ultima fase dei tempi e la rinnovazione
del mondo è stata irrevocabilmente fissata e in un
certo modo è realmente anticipata in questo mondo;
difatti la Chiesa già sulla terra è adornata
di una santità vera, anche se imperfetta" [Conc.
Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 48]. Il Regno di Cristo manifesta
già la sua presenza attraverso i segni miracolosi
[Cf Mc 16,17-18 ] che ne accompagnano l'annunzio da parte
della Chiesa [Cf Mc 16,20 ].
...
nell'attesa che tutto sia a lui sottomesso
671
Già presente nella sua Chiesa, il Regno di Cristo
non è tuttavia ancora compiuto "con potenza
e gloria grande" ( Lc 21,27 ) [Cf Mt 25,31 ] mediante
la venuta del Re sulla terra. Questo Regno è ancora
insidiato dalle potenze inique, [Cf 2Ts 2,7 ] anche se esse
sono già state vinte radicalmente dalla Pasqua di
Cristo. Fino al momento in cui tutto sarà a lui sottomesso,
[Cf 1Cor 15,28 ] "fino a che non vi saranno i nuovi
cieli e la terra nuova, nei quali la giustizia ha la sua
dimora, la Chiesa pellegrinante, nei suoi sacramenti e nelle
sue istituzioni, che appartengono all'età presente,
porta la figura fugace di questo mondo, e vive tra le creature,
le quali sono in gemito e nel travaglio del parto sino ad
ora e attendono la manifestazione dei figli di Dio"
[Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 48]. Per questa ragione
i cristiani pregano, soprattutto nell'Eucaristia [Cf 1Cor
11,26 ] per affrettare il ritorno di Cristo [Cf 2Pt 3,11-12
] dicendogli: "Vieni, Signore" ( 1Cor 16,22; Ap
22,17; Ap 22,20 ).
672
Prima dell'Ascensione Cristo ha affermato che non era ancora
il momento del costituirsi glorioso del Regno messianico
atteso da Israele, [Cf At 1,6-7 ] Regno che doveva portare
a tutti gli uomini, secondo i profeti, [Cf Is 11,1-9 ] l'ordine
definitivo della giustizia, dell'amore e della pace. Il
tempo presente è, secondo il Signore, il tempo dello
Spirito e della testimonianza, [Cf At 1,8 ] ma anche un
tempo ancora segnato dalla "necessità"
( 1Cor 7,26 ) e dalla prova del male, [Cf Ef 5,16 ] che
non risparmia la Chiesa [Cf 1Pt 4,17 ] e inaugura i combattimenti
degli ultimi tempi [Cf 1Gv 2,18; 1Gv 4,3; 1Tm 4,1 ]. E'
un tempo di attesa e di vigilanza [Cf Mt 25,1-13; 672 Mc
13,33-37 ].
La
venuta gloriosa di Cristo, speranza di Israele
673
Dopo l'Ascensione, la venuta di Cristo nella gloria è
imminente, [Cf Ap 22,20 ] anche se non spetta a noi "conoscere
i tempi e i momenti che il Padre ha riservato alla sua scelta"
( At 1,7 ) [Cf Mc 13,32 ]. Questa venuta escatologica può
compiersi in qualsiasi momento [Cf Mt 24,44; 1Ts 5,2 ] anche
se essa e la prova finale che la precederà sono "impedite"
[Cf 2Ts 2,3-12 ].
674
La venuta del Messia glorioso è sospesa in ogni momento
della storia [Cf Rm 11,31 ] al riconoscimento di lui da
parte di "tutto Israele" ( Rm 11,26; 674 Mt 23,39
) a causa dell'"indurimento di una parte" ( Rm
11,25 ) nell'incredulità [Cf Rm 11,20 ] verso Gesù.
San Pietro dice agli Ebrei di Gerusalemme dopo la Pentecoste:
"Pentitevi dunque e cambiate vita, perché siano
cancellati i vostri peccati e così possano giungere
i tempi della consolazione da parte del Signore ed egli
mandi quello che vi aveva destinato come Messia, cioè
Gesù. Egli dev'esser accolto in cielo fino ai tempi
della restaurazione di tutte le cose, come ha detto Dio
fin dall'antichità, per bocca dei suoi santi profeti"
( At 3,19-21 ). E san Paolo gli fa eco: "Se infatti
il loro rifiuto ha segnato la riconciliazione del mondo,
quale potrà mai essere la loro riammissione se non
una risurrezione dai morti?" ( Rm 11,15 ). "La
partecipazione totale" degli Ebrei ( Rm 11,12 ) alla
salvezza messianica a seguito della partecipazione totale
dei pagani [Cf Rm 11,25; Lc 21,24 ] permetterà al
Popolo di Dio di arrivare "alla piena maturità
di Cristo" ( Ef 4,13 ) nella quale "Dio sarà
tutto in tutti" ( 1Cor 15,28 ).
L'ultima
prova della Chiesa
675
Prima della venuta di Cristo, la Chiesa deve passare attraverso
una prova finale che scuoterà la fede di molti credenti
[Cf Lc 18,8; Mt 24,12 ]. La persecuzione che accompagna
il suo pellegrinaggio sulla terra [Cf Lc 21,12; Gv 15,19-20
] svelerà il "Mistero di iniquità"
sotto la forma di una impostura religiosa che offre agli
uomini una soluzione apparente ai loro problemi, al prezzo
dell'apostasia dalla verità. La massima impostura
religiosa è quella dell'Anti-Cristo, cioè
di uno pseudo-messianismo in cui l'uomo glorifica se stesso
al posto di Dio e del suo Messia venuto nella carne [Cf
2Ts 2,4-12; 675 1Ts 5,2-3; 2Gv 1,7; 1Gv 2,18; 1Gv 2,22 ].
676
Questa impostura anti-cristica si delinea già nel
mondo ogniqualvolta si pretende di realizzare nella storia
la speranza messianica che non può esser portata
a compimento che al di là di essa, attraverso il
giudizio escatologico; anche sotto la sua forma mitigata,
la Chiesa ha rigettato questa falsificazione del Regno futuro
sotto il nome di "millenarismo", [Cf Congregazione
per la Dottrina della Fede, Decreto del 19 luglio 1944,
De Millenarismo: Denz. -Schönm. , 3839] soprattutto
sotto la forma politica di un messianismo secolarizzato
"intrinsecamente perverso" [Cf Pio XI, Lett. enc.
Divini Redemptoris, che condanna il "falso misticismo"
di questa "con- traffazione della redenzione degli
umili"; Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 20-21.
[Cf Ap 19,1-9 ] Cf Ap 19, 1-9].
677
La Chiesa non entrerà nella gloria del Regno che
attraverso quest'ultima Pasqua, nella quale seguirà
il suo Signore nella sua morte e Risurrezione [Cf Ap 13,8
]. Il Regno non si compirà dunque attraverso un trionfo
storico della Chiesa [Cf Ap 20,7-10 ] secondo un progresso
ascendente, ma attraverso una vittoria di Dio sullo scatenarsi
ultimo del male [Cf Ap 21,2-4 ] che farà discendere
dal cielo la sua Sposa [ Cf Ap 20,12 ]. Il trionfo di Dio
sulla rivolta del male prenderà la forma dell'ultimo
Giudizio [Cf 2Pt 3,12-13 ] dopo l'ultimo sommovimento cosmico
di questo mondo che passa [Cf Dn 7,10; Gl 3-4; 677 Ml 3,19
].