E'
possibile professarsi cristiani e credere nella reincarnazione
tratto
da Foglio di Collegamento n. 2/1994 dell' Associazione
Informazioni su Cristo -
Rubrica RELIGIONI e RELIGIOSITA' NEL MONDO
Articolo a cura di Laura ROSSI.
Credere
nella reincarnazione - o per lo meno - proporre questa nuova
soluzione ai problemi umani al grande pubblico di lettori
di rotocalchi - pare sia diventata una «moda»,
infatti, in questi ultimi tempi c'è un'ondata di
articoli su questi argomenti.
E così ci sentiamo in dovere di parlarne anche noi,
tanto più che il nostro scopo è di dare un'informazione
su Cristo.
Una
grande inchiesta sulla domanda «reincarnazione o risurrezione?»
condotta dieci anni fa dalla Gallup in Europa, USA e Canada,
dava come risultato che una media del 23% circa degli intervistati
credeva nella reincarnazione.
Oggi le statistiche dicono che un cristiano su quattro crede
nella reincarnazione più che nella resurrezione.
Come mai?
Gli
studiosi di questi fenomeni religiosi affermano che la causa
è anche dovuta all'influenza che stanno avendo in
occidente le religioni orientali e le sètte da esse
derivate: movimenti spiritistici, parapsicologici, e tutti
quelli che rientrano nelle espressioni religiose della New
Age.
Ci
sono motivi seri e anche meno seri in chi crede nella reincarnazione.
Ci si appella a indizi, quali la sensazione di aver già
vissuto certi avvenimenti in una esistenza passata, il ricordo
con scene dettagliate di luoghi e situazioni di vite precedenti,
la capacità di parlare lingue sconosciute.
Si avanza l'ipotesi di una «memoria extracelebrale»,
di collegamento dell'individuo, specialmente bambino, con
la «memoria collettiva» dell'umanità,
di una «memoria genetica» che sarebbe registrata
nel substrato fisiologico dei nostri cromosomi.
Anche se alcuni studiosi si dedicano a esplorare i poteri
nascosti dell'uomo colto nella sua totalità, inserito
nello spazio e nel tempo, che è ora presente, ma
che è anche passato e futuro, tuttavia non esistono
prove scientifiche della reincarnazione.
D'altra parte certi fenomeni possono avere altre interpretazioni,
per cui il credere alla reincarnazione diventa un fatto
soggettivo, una scelta personale non sorretta da prove certe.
La reincarnazione nelle religioni orientali
Nei
libri sacri delle Upanisad si sviluppa il concetto dei cicli
di rinascite o samsâra: c'è la convinzione
che non si viva una sola volta su questa terra, bensì
innumerevoli volte e ogni vita sia determinata dagli effetti
delle azioni (karman) compiute in una esistenza precedente.
Il principio vitale dell'uomo, e poi la sua natura spirituale,
devono passare attraverso una serie indefinita di esistenze,
rivestendosi di svariati corpi che possono appartenere al
regno minerale, vegetale, animale, umano, finché
non sia completamente esaurita e annullata la forza vincolante
del karman.
L'indiano sa che ciò che gli accade durante la vita
terrena, non è imputabile se non ad azioni che egli
stesso ha precedentemente compiuto e che devono portare
a maturazione il loro frutto.
Se egli compie opere buone, rinascerà in una condizione
migliore, finché, liberato dalla catena di rinascite,
si compirà la perfetta liberazione dal corpo per
perdersi nel Brahman o anima del mondo.
La risurrezione nella religione cristiana
Agli
albori del cristianesimo, poiché circolavano varie
dottrine sulla sorte di coloro che muoiono, san Paolo risponde
agli inquietanti interrogativi postigli da una comunità
e scrive: «Non vogliamo lasciarvi nell'ignoranza,
fratelli, circa quelli che sono morti, perché non
continuiate ad affliggervi come gli altri che non hanno
speranza. Noi crediamo infatti che Gesù è
morto e risuscitato; così anche quelli che sono morti,
Dio li radunerà per mezzo di Gesù insieme
con lui» (1 Ts 4,13-14).
Questa è la fede dei cristiani.
Vediamo
ora i motivi per cui non è possibile essere cristiani
e credere nella reincarnazione.
Alla base della inconciliabilità c'è una totalmente
diversa concezione di Dio, dell'uomo, del cosmo e della
purificazione.
Concezione di Dio
Nelle
religioni orientali, Dio è un essere impersonale,
un Divino che permea e si confonde con l'universo senza
distinguersi da esso.
Il Dio della rivelazione giudaico-cristiana è un
Dio creatore dell'universo da cui si distingue, un Dio persona,
colmo di tenerezza per ogni creatura, amante dell'uomo e
della sua storia personale.
L'uomo
In
oriente si pensa che nell'uomo ci sia una dualità:
corpo e anima.
Con la morte l'anima abbandona il corpo e ne prende un altro
fintanto che non finirà il ciclo di rinascite. Nella
fede biblica l'uomo è unità di anima e corpo,
c'è un essere unico: l'uomo (in ebraico si dice «carne»).
Il cristianesimo crede nella «risurrezione della carne»
cioè di tutto l'uomo, quindi con la sua corporeità
che comporta anche la sua personalità.
Sarà un corpo trasformato, ma sarà il «suo»
corpo e questo per l'eternità. Dice chiaramente la
lettera agli Ebrei: «È stabilito che gli uomini
muoiano una sola volta, dopo di che viene il giudizio»
(Ebr. 9,27).
Il
cosmo e la storia
Nelle
religioni orientali la storia segue una traiettoria ciclica:
è un dissolversi e rinascere continuo ed eterno,
come il ciclo delle stagioni, in cui è coinvolto
anche l'uomo col suo nascere e rinascere.
Nel pensiero occidentale, il cosmo è creato da Dio
e cosmo e storia percorrono un cammino lineare teso verso
un traguardo finale coinvolgente anche l'uomo. La Bibbia
parla di cieli nuovi e terra nuova (Ap. 21,1) dove si instaurerà
la nuova umanità redenta dall'Uomo Nuovo: il Cristo
risorto (cfr. Rm 8,22-23).
Bisogno
di purificazione
Sotto
la legge inesorabile del karma (ciclo di rinascite) sta
la necessità di purificazione nell'uomo dalle negatività
della sua vita. Per questo si pensa che possa avvenire anche
una reincarnazione in esseri inferiori al fine di scontare
il male commesso in esistenze precedenti.
Anche
la fede biblica crede che sia necessaria una purificazione
di sofferenza per poter vedere Dio «faccia a faccia».
In questa purificazione, chiamata comunemente con il nome
di «purgatorio» - non luogo, ma stato, situazione
di purificazione - il cristiano deve passare, però
sapendo che Dio è Padre affettuosissimo e misericordioso,
che perdona e abbraccia il peccatore pentito.
In
questa estrema fiducia egli si abbandona a Lui nel momento
della morte desiderando di congiungersi finalmente a Cristo,
suo salvatore e liberatore dalla morte eterna.
Tutto il cristianesimo si fonda sulla fede nella risurrezione
di Cristo, primizia e garanzia della risurrezione dell'umanità.
Bibliografia
J.VERNETTE,
Reincarnazione Risurrezione, LDC, Leumann, 1991.
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Monferrato, 1989. J. RATZINGER, Escatologia. Morte e
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Teodrammatica, 5: Ultimo atto, Jaka Book, Milano 1986.