La
lotta spirituale
[11]
Rivestitevi dell'armatura di Dio, per poter resistere
alle insidie del diavolo. [12]La nostra
battaglia infatti non è contro creature fatte di
sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà,
contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli
spiriti del male che abitano nelle regioni celesti.
(Ef. 6 11-12)
La
necessità della lotta spirituale è affermata
chiaramente nel vangelo, san Paolo ad esempio ci parla
apertamente della lotta che il cristiano deve intraprendere
sia nella propria vita spirituale, sia nella vita apostolica;
la vita cristiana è lotta e combattimento:
"Non
sapete che nelle corse allo stadio tutti corrono, ma uno
solo conquista il premio? Correte anche voi in modo da conquistarlo!
Però ogni atleta è temperante in tutto; essi
lo fanno per ottenere una corona corruttibile, noi invece
una incorruttibile" (1 Cor 9, 24-25).
Come
in una corsa dunque siamo chiamati a gareggiare con spirito
di temperanza perseverando fino alla fine.
Ma
perchè questa lotta? Perché la
nostra natura indebolita dal peccato originale ci rende
inclini al male e soggetti alla tentazione, dunque all’azione
del maligno.
“In conseguenza del peccato dei progenitori,
il diavolo ha acquisito un certo dominio sull'uomo, benché
questi rimanga libero. Il peccato originale comporta «
la schiavitù sotto il dominio di colui che della
morte ha il potere, cioè il diavolo ».
(541) Ignorare che l'uomo ha una natura ferita, incline
al male, è causa di gravi errori nel campo dell'educazione,
della politica, dell'azione sociale (542) e dei costumi.”
(CCC 407)
“La drammatica condizione del mondo che
« giace » tutto « sotto il potere
del maligno » (1 Gv 5,19) (544) fa della vita
dell'uomo una lotta:
« Tutta intera la storia umana è infatti
pervasa da una lotta tremenda contro le potenze delle tenebre;
lotta incominciata fin dall'origine del mondo, che durerà,
come dice il Signore, fino all'ultimo giorno. Inserito in
questa battaglia, l'uomo deve combattere senza soste per
poter restare unito al bene, né può conseguire
la sua interiore unità se non a prezzo di grandi
fatiche, con l'aiuto della grazia di Dio ». (545)”
(CCC 409)
I
cristiani, avvolti dalla potenza dello
Spirito, sono in grado di combattere e
vincere le potenze intelligibili del male, mettendo
a nudo tutte le loro astuzie e liberando quanti sono in
loro potere. Per questo compito così arduo
però, essi devono essere ben rivestiti dell'armatura
di Dio: "State dunque ben fermi, cinti i fianchi
con la verità, rivestiti della corazza della giustizia,
e avendo come calzatura ai piedi lo zelo per propagare il
vangelo della pace. Tenete dunque in mano lo scudo della
fede, con il quale potete spegnere tutti i dardi infuocati
del maligno; prendete l'elmo della salvezza e la spada dello
Spirito, cioè la parola di Dio. Pregate inoltre incessantemente
con ogni sorta di preghiere e di suppliche nello Spirito"
(Ef 6,14-18).
L'
armatura del cristiano nel combattimento è del tutto
spirituale, segno quindi della natura spirituale
del combattimento, in cui è impegnato. Esso (come
abbiamo già detto all'inizio) non è contro
creature di carne, ma contro entità spirituali pervertite,
che si lasciano vincere solo da energie spirituali e divine.
Il combattimento del cristiano è anche contro
il mondo, che è sotto il potere del maligno.
Il
cristiano riporta la sua vittoria su satana,
quanto più la sua anima sarà pura da ogni
vizio mondano, e vivrà nel mondo senza essere del
mondo, secondo le parole di Gesù (cfr. Gv 17,15-16).
Consacrato nella verità, il cristiano sarà
in grado di continuare quella testimonianza alla Verità
di fronte a un mondo incredulo, che Gesù ha inaugurato
nei giorni della sua vita mortale. La testimonianza
è principalmente opera dello Spirito di Cristo, da
lui inviato alla Chiesa. Sotto l' impulso dello Spirito
della verità, continua lo scontro tra Cristo e il
mondo, lungo i secoli della Chiesa. Gesù stesso l'aveva
annunziato: "E' bene per voi che io me ne vada,
perché, se non me ne vado, non verrà a voi
il Consolatore; ma quando me ne sarò andato, ve lo
manderò. E quando sarà venuto egli convincerà
il mondo quanto al peccato, alla giustizia e al giudizio.
Quanto al peccato, perché non credono in me; quanto
alla giustizia, perché vado dal Padre e non mi vedrete
più; quanto al giudizio, perché il principe
di questo mondo è stato giudicato" (Gv
16,7-11).
Il
combattimento del cristiano è infine contro la carne
e le sue concupiscenze. Se è arrivato allo
stato perfetto di discepolo di Cristo, egli "ha
crocifisso la carne con le sue passioni e i suoi desideri"
(Gal 5,24). Ormai appartiene a Cristo e
la sua vita è solo nello Spirito, al contrario della
vita nel mondo, che è tutta nelle passioni carnali.
Fin quando questa vittoria completa sulla carne e le sue
concupiscenze non è attuata, il cristiano deve continuamente
mortificare in sé ciò che appartiene alla
terra: "fornicazione, impurità, passioni,
desideri cattivi e quell'avarizia insaziabile che è
idolatria, cose tutte che attirano l'ira di Dio su coloro
che disobbediscono" (Col 3,5).
Perciò
acquista un’importanza fondamentale nella vita del cristiano
la preghiera e la penitenza, necessaria alla riparazione
dei peccati e all'ottenimento di grazie particolari.
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