Maria
Madre della Chiesa
(At.
1, 14; Gv. 19, 25 ss.)
1.
MADRE DEL POPOLO DI DIO E DI OGNI CRISTIANO.
Al
termine della terza sessione del Concilio Ecumenico Vaticano
II, Paolo VI ha proclamato Maria Vergine "Madre
della Chiesa" con queste significative parole:
"A gloria della Vergine e a nostro conforto, noi proclamiamo
Maria SS. ‘Madre della Chiesa’ cioè di tutto il popolo di
Dio, tanto dei fedeli come dei Pastori, che la chiamano
Madre amorosissima... È Madre di Colui (Gesù) che fin dal
primo istante della sua incarnazione nel suo seno verginale,
ha unito a Sè, come Capo, il suo Corpo Mistico che è la
Chiesa. È vera Madre nostra, poiché attraverso di lei abbiamo
ricevuto la vita divina. Ella ci ha dato con Gesù la sorgente
stessa della grazia".
2.
È NOSTRA MADRE SPIRITUALE, SOPRANNATURALE, "IN ORDINE
ALLA GRAZIA".
In
ogni ordine di vita troviamo una madre: vicino alla piccola
quercia appena spuntata dal terreno c’è la quercia madre,
accanto all’agnellino c’è la pecora madre, di fronte al
bimbo c’è la mamma.
Ma
noi abbiamo due ordini di vita: la vita naturale e la vita
soprannaturale costituita dalla grazia santificante che
ci fa rinascere, ci dà una vita nuova.
Ebbene
anche in quest’ordine soprannaturale abbiamo bisogno di
una mamma. Significativo è l’episodio di quella bimba cui
la madre aveva insegnato il segno del cristiano o segno
della croce. improvvisamente dopo le parole: "Nel nome
del Padre e del Figlio", si interrompe, e, rivolta
alla madre, chiede: Nel segno del cristiano non c’è la mamma?...
L’istinto ce ne fa sentire il bisogno. No, nel segno del
cristiano non c’è la mamma, ma nella vita cristiana, sì,
c’è la mamma: è la Madonna. Infatti – afferma il celebre
teologo Mersche – "Dio non ha voluto che la
vita soprannaturale fosse meno umana della vita naturale,
e che gli uomini da Lui adottati nel proprio Figlio fossero
orfani a metà. E ha creato la Madonna (1)", e l’ha
costituita nostra Mamma spirituale o soprannaturale.
E
siccome l’ordine soprannaturale è infinitamente superiore
all’ordine naturale, perciò la Madonna ci è Mamma in misura
infinitamente più grande della mamma terrena, quindi, pieni
di gioia, possiamo esclamare con S. Efrem: "Nemo tam
Màter": nessuno ci è tanto Mamma come la Madonna!
I
Padri della Chiesa – come S. Giustino, S. Ireneo, ecc.
– fanno un parallelismo tra Eva, madre dei peccatori
(ossia dei morti alla grazia), e Maria, madre dei
vivificati dalla grazia. S. Agostino afferma che
Maria è Madre di tutti gli uomini perché è Madre di Cristo
di cui gli uomini sono membri mistici.
Sono
stupende le parole del Vaticano II: "La Beata
Vergine, col concepire Cristo, adorarlo, nutrirlo, presentarlo
al Padre nel tempio, soffrire col Figlio morente in croce,
cooperò in modo tutto speciale all’opera del Salvatore,
con l’obbedienza, la fede, la speranza e l’ardente carità,
per restaurare la vita soprannaturale delle anime. Per questo
fu per noi Madre nell’ordine della grazia. E questa maternità
perdura senza soste dal momento del consenso fedelmente
prestato nell’Annunciazione e mantenuto senza esitazione
sotto la croce, fino al perpetuo coronamento di tutti gli
eletti" (2).
3.
GESU’ STESSO L’HA PROCLAMATA NOSTRA MADRE dall’alto della
croce. Sul monte Calvario Maria consumò l’opera sua
di Madre della Chiesa, di Madre nostra, ripetendo il suo
"Fiat" e offrendo nuovamente al Padre il suo Figlio
come vittima per i nostri peccati. E Gesù morente tra gli
spasimi della crocifissione, l’ha dichiarata Madre spirituale
d’ognuno di noi rappresentati da S. Giovanni. Infatti leggiamo
nel Vangelo: "Gesù allora vedendo la Madre e lì accanto
a lei il discepolo che Egli amava, disse alla Madre: Donna,
ecco tuo Figlio, poi disse al discepolo: Ecco tua Madre"
(3). Mentre ce la consegna come Mamma ci affida completamente
a lei: quindi l’"affidamento" o "consacrazione"
alla Madonna non è altro che la ripetizione dell’affidamento
pronunciato da Gesù morente sulla croce.
Il
P. Roschini, grande mariologo, afferma che la
Madonna spiritualmente ha concepito e partorito la Chiesa
(Corpo di Cristo) quando ha concepito e partorito Gesù,
Capo del Corpo Mistico; mentre concepisce e dà alla luce
i singoli uomini nel Battesimo poiché la somma grazia
del Battesimo, come tutte le altre grazie, è ottenuta dalla
Vergine, e soprattutto perché nel Battesimo veniamo incorporati
a Cristo. Poi durante la vita terrena ci porta nel suo
grembo, ci tiene tra le sue braccia, ci aiuta a crescere
spiritualmente e un giorno ci porterà alla perfetta vita
soprannaturale ossia ci genererà alla vita della gloria
sbocciata dalla vita della grazia: in altre parole ci presenterà
e ci introdurrà nel Cielo. (4)
4.
MADRE IMPAREGGIABILE:
a)
Mamma sofferentissima: La Chiesa ce la presenta come
"L’Addolorata", come "La Regina dei martiri";
e ci ripete: "Non dimenticare mai i gemiti di tua Madre".
Ci ha spiritualmente generati mediante un indicibile dolore,
mediante un vero uragàno di sofferenze. In lei si è realizzata
la profezia di Simeone: "La tua stessa anima sarà trapassata
da una spada" (5), dalla spada del dolore che ha raggiunto
il vertice sul calvario: "Presso la croce di Gesù stava
sua Madre" (6).
b)
Mamma potentissima: Gesù le concede tutto ciò che chiederà.
Rosmini afferma che Gesù non può negare nulla a Maria
perché è sua Madre, e Maria non può negare nulla a noi perché
siamo suoi figli.
c)
Mamma tenerissima: "La Chiesa cattolica – afferma
il Vaticano II – edotta dallo Spirito Santo, con affetto
di pietà filiale la venera come Madre amantissima"
(7).
Il
S. Curato d’Ars afferma che l’amore premuroso, e,
pieno di tenerezze, di tutte le mamme terrene verso i loro
figli, pur essendo tanto grande, è come un pezzo di ghiaccio
di fronte all’amore infuocato della mamma del Cielo verso
ciascuno di noi.
Dunque:
Facciamola contenta! Ascoltiamola! Consacriamoci a lei!
Facciamola
contenta, osservando tutta la legge di Gesù; non rattristandola
mai col peccato; recitando ogni giorno il S. Rosario!
Ascoltiamola
nei suoi richiami. Ci ripete, come ai servi alle nozze di
Cana, "fate quello che Gesù vi dirà". Ci ripete
come raccomandò a Fatima: "Convertitevi e pregate!".
A
una persona che con insistenza le diceva: "Dimostrati
madre!", lei rispose, come risponde a ciascuno di noi:
"Dimostrati figlio!"
A
quanti di noi potrebbe rivolgere questi rimproveri: Mi chiami
Madre: ma dov’è il tuo amore? Dici di amarmi; ma perché
crocifiggi mio Figlio col peccato grave e lo schiaffeggi
con tanti peccati veniali? Mi accendi delle candele, ma
dimentichi che queste hanno valore soltanto se sono simbolo
della tua fede, del tuo amore a Gesù, della tua vita che
deve essere tutta consumata per il Salvatore. Mi porti dei
fiori, e te ne sono grata; ma molto più gradito mi sarebbe
il profumo delle tue virtù, che ti renderebbero più simile
a me e al Redentore e porterebbero ovunque, mediante una
vita esemplare, "il buon odore di Cristo" (8).
Consacriamoci
a Lei. Il più vivo desiderio della Madonna è il nostro
Affidamento o Consacrazione a lei, che significa:
metterci tra le sue braccia di Mamma, abbandonarci completamente
alla sua volontà d’amore materno, affinché ci aiuti ad essere
pienamente e per sempre di Gesù. Tuttavia questa Consacrazione
deve essere vissuta: urge cambiare vita, romperla con
il peccato; l’anima non ritorni ad essere come fiore appassito
o come limone spremuto e gettato nell’immondezzaio delle
passioni sregolate; e occorre correggersi pure dei difetti.
Così realizzeremo lo stupendo programma di S. Bonaventura
che Giovanni Paolo II ha fatto suo fin da giovane operaio
nella sua Consacrazione alla Madonna e che ha impresso nel
suo stemma papale: "Totus tuus": o Mamma
celeste, che io sia tutto tuo per essere totalmente e per
sempre di Gesù.

ESEMPIO.
S. Crispino da Viterbo, Cappuccino, è il primo Santo
canonizzato da Giovanni Paolo II (20-6-1982), il quale ha
dichiarato: "Il suo insegnamento è estremamente
attuale".
Pietro
Fioretti, il futuro frate Crispino, ha 5 anni ed è già orfano
del padre. La sua buona mamma Marzia si preoccupa di
affidarlo alla Madonna nel Santuario mariano della Quercia,
dopo avergli dolcemente ripetuto: "Io presto andrò
in paradiso (infatti muore dopo qualche mese), perciò ti
affido alla Mamma celeste. L’amerai tanto! Ti custodirà
tra le sue braccia materne. Ti proteggerà in ogni istante
della tua vita". Il fanciullo vive pienamente questo
affidamento alla Madonna. La invoca tante volte al giorno
negli anni dello studio presso i Gesuiti, negli anni del
lavoro da calzolaio, negli anni di vita francescana. Quasi
sempre ha la corona in mano e il nome della Vergine sulle
labbra, nella mente e nel cuore. Diventa uno dei Santi più
devoti alla Madonna. Ai fanciulli, ai giovani, agli adulti
parla spesso e con fervore della Vergine, insegna a loro
i canti mariani ed esorta tutti ad amarla, così che viene
chiamato ‘la rondinella della Vergine Maria’. La
madonna lo protegge, lo difende da ogni male, anche da insidie
tese da donne perverse e lo fa crescere nella fede, nella
perfetta castità, nella santità e nella letizia francescana,
per cui viene chiamato il ‘Giullare di Dio’. Soprattutto
la Vergine inonda il suo cuore di un appassionato amore
a Gesù e ai fratelli e lo spinge a fare della questua giornaliera
per i poverelli e per i frati, una preziosa occasione di
evangelizzazione quanto mai fruttuosa. Così - come ha
detto il Papa - S. Crispino diventa ‘una catechesi itinerante’
per le persone, per le famiglie, e sarà un consigliere ricercato
da Sacerdoti, da Vescovi e perfino dai Papi. Insegna le
verità della fede di casa in casa nella città di Orvieto,
in molti villaggi, in tanti paesi, nei casolari di campagna,
ai numerosi fanciulli e contadini abbandonati. È un Missionario
a tempo pieno. Il lavoro dei predicatori moderni di Missioni
popolari si limita a poche settimane all’anno, mentre lui
lo svolge ogni giorno dell’anno.
E
quotidianamente compie pure tutte le altre opere di misericordia
corporali e spirituali, "diventando - soggiunge il
Papa - espressione vivente di carità. Ha veramente dell’incredibile
l’opera da lui svolta. Nessuno sfugge alla sua attenzione,
alle sue premure, al suo buon cuore: malati, peccatori,
ragazze madri, bimbi abbandonati o in pericolo di essere
uccisi dall’aborto, famiglie in miseria, anime disperate,
commercianti disonesti da ammonire, visite ai carcerati
quasi giornaliere, ecc." (20-6-1982).
Questo
grande Santo ci insegna che quando si è molto devoti della
Madonna, si diventa innamorati di Gesù, caritatevoli, misericordiosi,
evangelizzatori infaticabili, apostoli ferventi e ricolmi
di gioia. S. Crispino, pur in mezzo a molte difficoltà,
a forti inclinazioni al nervosismo e tra tanti contrasti,
vive pacificamente e nella perfetta letizia, ed è solito
ripetere: "Chi ama Dio con purezza di cuore, vive felice
e poi, contento, muore".
PROPOSITO.
Mettiamo in pratica l’ultimo ricordo di P. Pio da Pietrelcina
a un gruppo di suoi figli spirituali: "Amate tanto
la Madonna! Fatela amare dagli altri! Recitate ogni giorno
il S. Rosario!" (Dopo poche ore moriva con la corona
in mano e con queste parole sulle labbra: "Gesù! Maria!
Gesù! Maria!").
La
Vergine ci aiuterà a ben vivere e a ben morire.
(1)
Mersche S. J., "Le theologie du Corps Mystique"
(5) Lc. 2, 33 ss.
(2)
L.G. 61–62 (6) Gv. 19, 25
(3)
Gv. 19, 26 s. (7) L.G. 53
(4)
P. Roschini, Diz. di Mariologia (8) 2 Cor. 2,
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