Ordine
sacro: il sacerdozio
(LC.
22,19)
Dio
ha fatto due prodigi – esclama Olier – la Santa Vergine
e il Sacerdote. Quel Dio che fra i giorni della settimana
ne ha scelto uno per Sè, la domenica; quel Dio che fra le
dimore degli uomini, in ogni paese, ne ha scelta una per
Sè, la chiesa; quel medesimo Dio, fra tutti gli uomini,
sceglie qualcuno che sia suo ministro ossia servo del suo
amore infinito per tutte le anime: è il Sacerdote.
Gesù
che ci ha donato il Sacerdote, ha pure istituito un Sacramento,
l’Ordine sacro, per assicurare per sempre la presenza
dei Sacerdoti sulla terra.
1.
IL SACERDOZIO È SGORGATO DAL PROFONDO DEL CUORE DI GESU’
quando nel Cenacolo diede agli Apostoli (e ai loro successori
come Sacerdoti) il potere di consacrare il pane e il vino
e offrire il sacrificio dell’altare o S. Messa (1)
e poi di rimettere i peccati (2) e di predicare e di battezzare
(3), ecc.
Il
Sacramento dell’Ordine, fin dal tempo degli apostoli è amministrato
con l’imposizione delle mani. Per esempio S. Paolo ha imposto
le mani a Timoteo consacrandolo Sacerdote e Vescovo (4).
Accanto ai Vescovi ci sono sempre i Presbiteri: Paolo e
Barnaba, dopo le predicazioni, "costituirono in ogni
comunità alcuni Anziani o Presbiteri" (5). Gli Apostoli
impongono le mani pure per consacrare dei Diaconi (6), Le
Ordinazioni Episcopali, Sacerdotali e diaconali ci sono
sempre state nella vera Chiesa.
S.
Ignazio, Vescovo di Antiochia (morto nel 107), afferma:
"Senza il Vescovo, i Sacerdoti e i Diaconi, non c’è
Chiesa" (Epistula ad Trallianos, 3, 1).
S.
Clemente, Papa (del 1° secolo), dice: "Noi (Sacerdoti,
Vescovi) dagli Apostoli, gli Apostoli da Cristo, Cristo
da Dio".
2.
CHI È IL SACERDOTE? È "niente" ed è "tutto":
è "niente" perché è un povero uomo con tutte le
debolezze umane, ed è "tutto" perché ha gli stessi
poteri di Cristo Dio.
La
lettera agli Ebrei afferma: "Ogni sommo Sacerdote,
preso fra gli uomini, viene costituito per il bene degli
uomini nelle cose che riguardano Dio, per offrire doni e
sacrifici per i peccati" (7). Dunque, il Sacerdote:
a)
È un uomo. Non è un angelo. Quindi ha i suoi difetti
(dove c’è l’uomo, c’è il difetto); ma le persone buone e
quelle intelligenti, non ripetono mai la frase balorda:
In chiesa non ci vado fin che c’è quel prete cattivo. Infatti
sono convinte che in chiesa, a Messa, ai sacramenti, alla
predicazione si va soltanto per amore a Cristo Dio e per
un vantaggio infinito per l’anima propria. Inoltre ricordano
le parole di Gesù riguardo agli scribi e ai farisei
del popolo ebreo, i quali predicavano bene, ma razzolavano
male: "Quanto vi dicono fatelo e osservatelo, ma non
fate secondo le loro opere, perché dicono e non fanno"
(8). Insomma le persone virtuose ripetono con S. Francesco
d’Assisi: "Io vedo nei Sacerdoti non il peccato, ma
il Figlio di Dio".
Il
celebre Avv. Carnelutti, principe del foro, docente
universitario e grande convertito, alla domanda: "Che
cosa vi aspettate dai Sacerdoti?", rispose: "Dal
Prete io non mi aspetto altro che tre cose: mi assolva dai
miei troppi peccati, mi spieghi il Vangelo, mi insegni a
pregare attraverso la celebrazione dell’Eucaristia".
b)
Ha poteri divini: È superiore agli angeli, ed
è il terrore dei demoni. È simile alla Madonna: "O
veneranda dignità del Sacerdote – esclama S. Agostino
– nelle cui mani (sull’altare) il Figlio di Dio si incarna
come nel seno della Vergine". S. Clemente afferma:
"Il Sacerdote, dopo Dio, è un dio terreno".
Sacerdote,
quanto sei potente! Comandi perfino a Dio ed Egli ti obbedisce;
nessuno è più potente di te! Sei l’uomo di Dio!, sei veicolo
dello Spirito Santo, sei portatore di pace! Tu sei padre
delle anime; sei faro di luce per chi brancola nelle tenebre;
sei portatore di libertà per chi è schiavo delle passioni;
sei annunciatore del Vangelo ossia della lieta notizia che
Gesù ci ama e ci vuol far partecipi della sua felicità eterna;
sei radiotrasmittente della certezza che esiste una vita
oltre le soglie della morte; sei ponte tra la vita terrena
e la vita del Cielo: porti a Dio le preghiere degli uomini
e porti agli uomini le grazie di Dio.
O
Sacerdote, ascolta come ti chiama la Bibbia: "Sale
della terra" (9); "luce del mondo"(10): "dispensatore
dei misteri di Dio" (11); "ministro di riconciliazione"
(12), "ambasciatore di Cristo" (13). Tu sei un
altro Cristo, perché è Gesù che vive in te e parla e opera
per mezzo di te; sei luce di Gesù a chi è nel dubbio; perdono
di Gesù a chi è nel peccato; conforto di Gesù a chi è nel
dolore; sapienza e potenza di Gesù a chi è nelle difficoltà,
nelle tentazioni, nelle lotte.
c)
Il Sacerdote è costituito unicamente per il bene spirituale
degli uomini: "Senza il Sacerdote – dice il S.
Curato d’Ars – la morte e la passione di nostro Signore
non servirebbero a niente: è il Sacerdote che continua l’opera
della redenzione sulla terra! Senza Sacerdote non avremmo
l’Eucaristia, neppure il perdono di Dio nella Confessione,
nemmeno gli altri Sacramenti e i conforti di Dio in vita
e in morte".
3.
IL SACERDOTE È IL PIU’ GRANDE BENEFATTORE DELL’UMANITA’.
"Gli spiriti irriflessivi – dice Victor Hugo
– si domandano: A che serve il Prete? Cosa fa? Non vi è
opera più sublime di quella che fanno i Sacerdoti, né vi
può essere alcun lavoro più utile (perciò i Sacerdoti sono
i più grandi lavoratori). Guai se il Sacerdote cattolico
cedesse il suo posto! Guai se la sua voce, che si leva così
spesso a gettare l’allarme, tacesse! Il mondo, in meno di
20 anni, ripiomberebbe nella barbarie".
Mediante
la celebrazione della S. Messa il Sacerdote è il salvatore
dell’umanità, la quale sarebbe stata incenerita per
i suoi innumerevoli gravissimi peccati se i 400 mila Sacerdoti
cattolici, per mezzo della quotidiana celebrazione della
S. Messa, non avessero allontanato i giusti e meritati castighi
di Dio.
Mediante
l’amministrazione dei 7 Sacramenti che Gesù ha stabilito
per ogni momento principale della vita dell’uomo, e mediante
la predicazione, i conforti religiosi, i suffragi per i
defunti, il Sacerdote diventa l’unico vero e grande amico
degli uomini. "Così – come afferma Pio XI – dalla culla
alla tomba, anzi fino al Cielo, il Sacerdote è accanto ai
fedeli, guida, conforto, ministro di salute, distributore
di grazie e di benedizioni".
4.
DUNQUE GESU’ CI RIPETE: "PRESENTATEVI AI SACERDOTI!"
Gesù "da ricco che era si è fatto povero" (14),
ma per rendere noi ricchi di tutti i beni spirituali; ora,
questi beni li ha deposti nelle mani del Sacerdote. Attingiamo
le ricchezze di Dio dalle mani sacerdotali!
Nella
esumazione della salma di S. Leopoldo Mandic, il
Cappuccino che attendeva con tanto amore alle Confessioni
per 11 ore ogni giorno, tutto fu trovato in decomposizione;
soltanto la mano destra che tante volte si era alzata per
impartire il perdono di Dio fu trovata incorrotta e si conserva
a Padova, come reliquia. Ebbene, in quella mano intatta
mi sembra di vedere la glorificazione delle mani del Sacerdote:
quelle mani ricche dei gesti di amore di Gesù; quelle
mani protese che invocano lo Spirito Santo sui cresimandi,
sui candidati al Sacerdozio, sul pane e sul vino nella S.
Messa; quelle mani tra le quali ogni giorno discende Cristo
Dio nel Sacrificio dell’altare; quelle mani che tracciano
il segno di croce dell’Assoluzione e del perdono; quelle
mani che versano l’acqua battesimale donando la vita divina;
quelle mani che dànno l’Unzione degli infermi; quelle mani
che benedicono e che confortano; quelle mani che sempre
ci indicano la strada del Cielo. Affrettiamoci ad attingere
piogge di grazie che scendono perennemente da quelle mani!
Corriamo
verso i Sacerdoti! Il popolo ebreo era assetato nel
deserto. Mosè ha battuto con la verga la roccia; e ne è
uscita acqua limpida e abbondante. Oggi tutta l’umanità
è assetata di Dio, di grazia. Ecco il Sacerdote che con
la verga d’oro dei 7 Sacramenti, della S. Messa, della predicazione,
della devozione mariana, fa scaturire – come dice la Bibbia
– "un fiume di acqua viva dalla sede di Dio e dell’Agnello"
(15). Andiamo, dissetiamoci, ristoriamoci, conduciamo tutti
i fratelli e le sorelle a questo fiume splendido come cristallo
e che sale e che tutti vuol condurre alla vita eterna!
S.
Giovanni Crisostomo afferma: "Senza i Sacerdoti
è impossibile che noi possiamo raggiungere la salvezza dell’anima".
Uno
scrittore esclama: "Il Sacerdote su questa terra
è il seminatore della pace, dell’amore e della gioia".
1°
ESEMPIO. Sacerdoti martiri dei nostri tempi. Sono
moltissimi. Torturati e uccisi unicamente perché professavano
e difendevano la fede in Gesù e nella Chiesa e si erano
impegnati per i diritti e le libertà religiose e umane.
Nel
Messico, quanti Sacerdoti martirizzati dai marxisti!
Cito un solo esempio: il Sacerdote Librado Arreola, al quale,
nel 1927, furono spezzate le mani perché non celebrasse
più la S. Messa. Ma lui, con i suoi moncherini sanguinanti,
ha voluto benedire i suoi stessi persecutori.
Nella
Spagna, durante la rivoluzione comunista, circa sette
mila tra Sacerdoti e Frati (e in più qualche centinaio di
Suore) sono stati uccisi per odio alla religione.
Sono
tante migliaia i Sacerdoti martirizzati dai nazisti in
Germania e altrove. Tra questi emerge S. Massimiliano
Kolbe, francescano Conventuale.
Non
pochi Sacerdoti sono stati martirizzati dagli estremisti
di destra in America Latina e altrove. Tra costoro eccelle
l’Arcivescovo Romero di S. Salvador, ucciso (mentre
celebrava la S. Messa) per il solo motivo che difendeva,
nel nome di Gesù, i diritti dei poveri, degli oppressi e
dei perseguitati.
Soprattutto
si contano a decine e decine di migliaia i Sacerdoti
Cattolici imprigionati o condannati ai lavori forzati o
torturati o uccisi dai marxisti per odio alla religione
cristiana in Russia, in Albania, in Cecoslovacchia, in
Ungheria, Bulgaria, Romania, Cina, ecc., ecc. Una documentazione
recente è stata letta nel Sinodo del 1983 a Roma, da due
Vescovi dell’Ucrania (Hermaniuk e Lubachviski) sul martirio
inflitto in Russia a 2950 Preti diocesani uccisi in odio
a Gesù (16).
2°
ESEMPIO. Card. Mindszenty, Primate d’Ungheria.
Rimane
un simbolo delle incredibili torture subite da moltissimi
Sacerdoti sotto le diaboliche persecuzioni del Nazismo e
soprattutto del Comunismo. Si legga il suo libro "Memorie".
Fu perseguitato dai nazisti che lo condannarono al confine
e poi a quattro mesi di carcere. La persecuzione dei marxisti
fu enormemente più barbara; tentarono più volte di ucciderlo
con dei finti incidenti stradali e con avvelenamento; ma
non vi riuscirono. Allora lo arrestarono (il 26–XII–1948).
E
per ottenere che nel processo–farsa si dichiarasse
colpevole di false accuse, lo distrussero nel corpo e nell’anima
mediante l’orribile tortura del lavaggio del cervello: per
ben 72 ore fu interrogato in continuazione giorno e notte.
Gli inquisitori aguzzini si davano il cambio; lui doveva
restare diritto sulla punta dei piedi, mentre una potentissima
luce gli irritava gli occhi e faceva a pezzi il sistema
nervoso. Quando il suo fisico cedeva, gli gettavano sulla
nuda schiena dei secchi di acqua gelida. Nel contempo gli
leggevano i verbali strapieni di falsità che lui era costretto
a ripetere tante volte e poi lo volevano costringere a firmare;
e se non firmava erano calci, percosse, sevizie a non finire.
Così la sua resistenza fu annientata, il suo fisico distrutto,
la sua volontà pressoché annullata. I giornali pubblicarono
alcune foto di lui scattate durante il processo: ancor oggi
in quelle foto si vedono i suoi occhi fissi, spalancati,
sbarrati, allucinati.
Dopo
la condanna all’ergastolo, fu permesso a sua mamma di fargli
visita, ma lui non la riconobbe (tanto l’avevano disfatto!).
Anche Don Bela Ispanki fece di tutto per farsi riconoscere,
ma inutilmente; non riusciva neppure a parlare, ed emetteva
soltanto dei monosillabi, meccanicamente.
I
primi cinque anni di prigione furono orrendi e non gli fu
permesso di scambiare neppure una parola, con nessuno. Anche
i seguenti anni di galera furono durissimi: non gli fu risparmiato
nessun obbrobrio, nessuna oscenità, nessuna sevizia, nessun’atrocità.
Lui stesso afferma: "Fui torturato nel corpo e nell’anima;
sono vivo per miracolo" (17)
Onore
e gloria ai Sacerdoti! Nessun’altra categoria ha tanti
Santi, tanti eroi, tanti martiri! Sono veramente la luce
del mondo, i difensori delle libertà, i liberatori dal peccato
e dall’errore, i più grandi benefattori dell’umanità, i
costruttori della civiltà dell’amore.
PROPOSITO.
Pregheremo la Madonna perché ci ottenga il dono
di molte e generose Vocazioni Sacerdotali e Religiose, e
faccia che i Sacerdoti siano santi nell’interno, e all’esterno
siano come li vuole il Papa: non laicizzati o mascherati
o travestiti, ma "segni delle realtà celesti".
Alla
preghiera aggiungeremo l’animazione vocazionale,
la chiamata vocazionale e il digiuno o altri sacrifici
per ottenere tante vocazioni sacre.
(1)
1 Cor. 11,23–26 (10) Mt. 5, 14
(2)
Gv. 20, 21ss. (11) 1 Cor. 4, 1
(3)
Mt. 28, 19s. (12) 2 Cor. 5, 18
(4)
Cfr. 1 Tim. 4, 14 (13) 2 Cor. 5, 20
(5)
At. 14, 23 (14) 2 Cor. 8, 9
(6)
At. 6, 6 (15) Apoc. 22, 1
(7)
Ebr. 5, 1 (16) Avvenire, 16–X–83
(8)
Mt. 23, 3 (17) Cfr. Mindszenty, "Memorie"
(9)
Mt. 5, 13 ed. Rusconi