Il
Paradiso
(Lc.
23, 39-43)
L’ultima
affermazione del Credo suona così: Credo... la vita eterna.
Ebbene, esiste una vita eternamente felice che chiamiamo
"Paradiso".
Gesù
ce ne ha parlato tante volte e ce ne ha voluto dare
sicurezza quando, morente sulla croce, disse al ladrone
pentito: "Oggi sarai con me in Paradiso" (1);
e quando, alla vigilia della sua morte, affermò: "Vado
a preparare per voi un posto, affinché dove sono io siate
anche voi" (2).
Il
celebre scrittore moderno Vittorio Messori sostiene,
con forti prove, che la Chiesa Cattolica, tra le
tante religioni che esistono, si dimostra l’unica vera
religione anche per la sua stupenda escatologia (vale
a dire per il suo sublime discorso sugli ultimi avvenimenti
dell’uomo: morte, giudizio, inferno, paradiso) e soprattutto
per la sua meravigliosa teologia sul Paradiso.
A
– IL PARADISO DEI NON CRISTIANI non è Paradiso. Le religioni
non cristiane in genere insegnano un Paradiso alquanto materiale
o razzista o determinista.
1)
Le religioni orientali come l’Induismo, il Buddismo
parlano di "reincarnazioni" dell’anima (che sono
delle assurdità) e di passaggi in soggiorni con dee e serve
compiacenti e poi di dissolvimento nel nirvana o nel nulla.
2)
Il Musulmanesimo professa un Paradiso razzista perchè
riservato solo ai Maomettani e parla molto di un Paradiso
materiale ove vi sono ruscelli di latte, laghetti, giardini,
alberi fruttiferi, cavalli, profumi, pranzi succulenti e
interminabili. Parla di altri vantaggi che sono soltanto
per l’uomo, e perciò ha un marcato colore antifemminista:
per esempio, a un semplice beduino mussulmano sono promesse
500 fanciulle, 800 donne sposate e 4.000 vergini! (3)
Allah
getta all’inferno tutti coloro che non sono Mussulmani.
3)
Le Sette, come quella dei Testimoni di Geova, dei Mormoni,
ecc., professano un paradiso spietatamente settario
e razzista.
4)
Tutte le religioni o chiese protestanti o evangeliche
insegnano che Cristo Dio ha fatto e fa ogni cosa, e l’uomo
non fa nulla nell’opera della salvezza, perciò hanno come
conseguenza inquietante la tenebrosa dottrina della
predestinazione che grava senza scampo su ogni escatologia
nata dalla così detta riforma protestante.
Lutero,
Zuinglio, Enrico VIII e i loro teologi e predicatori
non insistevano troppo su questa inevitabile conseguenza
della predestinazione per non spaventare (dicevano) i loro
fedeli. Invece Calvino fu più sincero, e insisteva
nel ripetere: "Per gli uni viene predestinata la vita
eterna (o Paradiso), per gli altri la dannazione eterna.
Noi non siamo che massa di corruzione, senza diritto a dire
nulla. E i nostri meriti e demeriti non influiscono minimamente
sulla nostra sorte eterna che viene decisa da Dio, e le
nostre eventuali proteste non sono che grugniti di porci".
Questa escatologia, che è comune a tutto il Protestantesimo,
è spaventosa e terrificante! (4). Tuttavia oggi i fratelli
separati protestanti stanno riesaminando le posizioni dei
loro Fondatori.
B
– IL PARADISO DEI CATTOLICI: è biblico, perfetto, entusiasmante.
La Chiesa Cattolica da duemila anni presenta, in base alla
Bibbia e alla sana ragione, un Paradiso aperto a tutte
le persone, quindi non razzista e non predeterminato.
È aperto a tutti, anche a coloro che appartengono ad altre
religioni, purché siano in "buona fede" (cioè
siano convinti, senza loro colpa, che la religione che professano
sia vera) e abbiano volontà retta e collaborino alla grazia
di Dio.
Non
esiste predestinazione, da parte del Signore, all’inferno
o al Paradiso: sarebbe la più grave ingiustizia.
Dio
non determina, ma desidera la salvezza e non vuole la dannazione.
Gesù, dice la Bibbia, "vuole che tutti gli uomini
si salvino". Egli salverà chiunque vuol essere salvato,
chiunque liberamente dirà il proprio sì alla sua
opera salvifica.
Il
Cattolicesimo annuncia, nel nome di Cristo Dio, un Paradiso
meraviglioso che appagherà pienamente tutte le più alte
e le più nobili aspirazione dell’uomo: aspirazioni della
mente, della volontà, del cuore, a vantaggio sia dell’anima
come del corpo risuscitato e quindi spiritualizzato.
Nella
patria della perfezione non esisterà più il corpo terreno
ossia materiale e con esigenze terrestri: cibo, profumo,
sesso, denaro, ecc., poiché – come afferma S. Paolo
– "è sepolto un corpo materiale e risorgerà un corpo
spirituale" (5), e, come dice Gesù, "alla
risurrezione non si prende né moglie né marito, ma si è
come angeli nel Cielo" (6).
È
indescrivibile l’incanto del Paradiso; i discorsi più
alati e gli scritti più sublimi sono appena come piccoli
balbettii di lattanti; ma se vogliamo balbettare qualcosa,
lo possiamo descrivere con queste parole: Visione. Amore.
Gioia. (Visio. Dilectio. Delectatio).
1)
Visione di Dio: si tratta di visione intellettuale,
che appagherà totalmente l’intelletto e l’intera persona
umana. Desideriamo una felicità piena, assoluta, che non
termini mai. Questo desiderio è in tutti, quindi è stato
creato da Dio, perciò deve essere realizzato, se viviamo
da buoni figli di Dio, altrimenti Dio non sarebbe più Dio
perchè non sarebbe sapiente, giusto e buono. Ma non riusciamo
a realizzarlo su questa terra. Dunque lo realizzeremo in
quell’altra vita che chiamiamo Paradiso: "Io – dice
la Bibbia – per la tua giustizia contemplerò il
tuo volto (o Dio), al risveglio (della risurrezione
dei corpi) mi sazierò della tua presenza" (7); in altre
parole: io, vedendo te, o Dio, sarò completamente sazio
di felicità.
S.
Giovanni apostolo, estasiato scrive: "Carissimi,
fin da ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato
ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si manifesterà,
noi saremo simili a lui, perchè lo vedremo come Egli
è" (8).
S.
Paolo afferma: "Ora vediamo (Dio), come in uno
specchio, in maniera confusa; ma allora lo vedremo faccia
a faccia. Ora conosco in modo imperfetto; ma allora
conoscerò perfettamente, come anch’io sono conosciuto".
"Correte in modo da conquistare il premio!" (9).
2)
Amore di Dio: Tutti desideriamo di essere amati infinitamente.
Solo Dio può soddisfare pienamente questo bisogno, come
esclama S. Agostino: "O Signore, Tu ci hai creati
per Te e il nostro cuore sarà sempre inquieto fin che non
si riposa in Te!" Soltanto quando entreremo nella dimora
del Padre celeste sarà soddisfatto questo nostro desiderio
di amore, poiché allora torrenti infiniti di amore da Dio
si riverseranno su di noi e dal nostro cuore saliranno verso
Dio; e così, in maniera sempre nuova, per tutta l’eternità.
Quindi
scomparirà per sempre ogni lamento, ogni dolore, come ci
dice S. Giovanni che ci descrive il Paradiso quale
città di Dio tutta splendore e amore: "Vidi un nuovo
cielo e una nuova terra... Vidi anche la città santa,
la nuova Gerusalemme, scendere dal Cielo, da Dio, pronta
come una sposa adorna per il suo sposo. Udii allora una
voce potente che usciva dal trono. Ecco la dimora di Dio
con gli uomini! Egli dimorerà tra loro ed essi saranno suo
popolo ed Egli sarà il Dio con loro. E tergerà ogni lacrima
dai loro occhi, e non ci sarà più la morte, né lutto né
lamento, né affanno, perchè le cose di prima sono passate"
(10). Navigheremo per sempre nell’oceano dell’amore di Dio!
3)
Gioia, gioia, senza fine! In Paradiso, dunque, vedremo
Dio mediante l’intelletto elevato e confortato da una qualità
speciale, interna e permanente, chiamata "luce della
gloria": "alla tua luce – dice il Salmo –
vediamo la Luce" (11). Vedendo Dio, bellezza e bontà
infinita, non potremo non amarlo di un amore senza misura;
e perciò non potremo non gioire di una gioia perfetta ed
eterna.
S.
Agostino arriva ad affermare: "La dolcezza della
celeste gloria è tale che se ne cadesse una sola stilla
nell’inferno, renderebbe dolci le sue amarissime pene".
S.
Paolo, elevato al terzo Cielo, poté dire: "Quelle
cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono
in cuore di uomo, queste ha preparate Dio per coloro che
lo amano" (12). Con ciò voleva dirci che le gioie del
Paradiso superano all’infinito i nostri più alti desideri
e le più ardite immaginazioni umane.
Perciò,
il Sommo Poeta canta: "O gioia! o ineffabile
dolcezza! / o vita intera d’amore e di pace! / o senza brama
sicura ricchezza!" (13). "Luce intellettuale piena
d’amore, / amor di vero ben, piena di letizia, / letizia
che trascende ogni dolzore!" (14) cioè ogni dolcezza.
Non
perdiamo mai la grazia di Dio! Un sol peccato grave,
ci può far perdere il Paradiso per sempre!
Cresciamo
nell’amore a Gesù e al prossimo in ogni momento: renderemo
sempre più grande il nostro Paradiso, il quale si costruisce
sulla terra e si godrà eternamente nell’altra vita.
Siamo
devoti della Madonna, che è la porta del Cielo e la
Regina del Paradiso!
ESEMPIO.
A Lourdes, una ragazzina, Bernardetta, semplice, povera,
ammalata, insieme a due amiche va a raccogliere legna verso
il fiume Gave. Ode un forte tuono; poi, un soffio improvviso
di vento. Alza il capo verso la vicina grotta e scorge una
bellissima Signora bianco–vestita che la guarda e le sorride:
la corona del rosario le pende dal braccio sinistro, e sui
piedi ha due rose color d’oro. Le dice: Vengo dal Paradiso.
Bernardetta subito si inginocchia, prende dalla tasca del
suo vestito la corona e recita il rosario. Dopo dieci giorni,
una nuova apparizione: poi altre apparizioni. Il 25 marzo,
festa dell’Annunciazione, rivela il suo nome: "Io sono
l’Immacolata Concezione". Raccomanda la conversione
a Dio, la preghiera come strada verso il Paradiso. Dice
alla fanciulla: "Non ti prometto di farti felice su
questa terra, ma nel Cielo". Da quel giorno Bernardetta
pensa sempre alla Madonna, a Gesù, al Paradiso. Diventa
suora. Vive tra continue malattie e sofferenze, umiliazioni
e dispiaceri, ma rimane sempre serena e contenta, e ogni
giorno diventa maggiormente santa. Quando è ormai prossima
alla morte, le sue consorelle, allo scopo di darle sollievo
e di infonderle coraggio, le chiedono: "Era bella la
Madonna?" Lei, con dolce sorriso, risponde: "Era
tanto bella, era talmente bella che non si riuscirà mai
a descriverla, era così bella, che, veduta una volta, non
si desidera altro che morire per andarla a vedere per sempre
in Paradiso!".
Se
rende tanto lieti e felici, qui in terra, tra acuti dolori,
il ricordo della visione della Madonna, che ne sarà della
visione di Cristo Dio nell’eternità del Cielo?
PROPOSITO.
Pensiamo spesso al Paradiso, specialmente nelle ore
difficili.
Affidiamoci
alla Madonna per essere completamente suoi affinché
ci aiuti a essere totalmente ed eternamente di Gesù.
E
quando, giorno dopo giorno della nostra vita terrena,
prenderemo in mano la corona del S. Rosario, immaginiamoci
che in quell’istante, ci prenda per mano Lei, la Vergine
Santa... "Prendimi per la mano, o Mamma buona, / guidami
per la strada del Signore: / solo così sarà il mio cammino
/ sicuro per la via che porta al Ciel".
(1)
Lc. 23, 43 (7) Sal. 17, 15
(2)
Gv. 14, 2s. (8) 1 Gv. 3, 2
(3)
Cfr. V. Messori, (9) 1 Cor. 13,12; 9,24s.
"Scommessa
sulla morte", parte 3ª, cap. 1s. (10) Ap. 21, 1ss.
(4)
Messori, ivi; cfr. "Piccolo Lessico di Teologia"
(11) Sal. 36, 10
di
Giacomo Canobbio, editr. Morc. pag. 287 (12) 1 Cor. 2, 9
(5)
1 Cor. 15, 44 (13) Par. 27, 4
(6)
Mt. 22, 30 (14) Par. 30, 40