Pregare!
(La
preghiera è la chiave
del
Paradiso)
(Atti
2,42–47)
S.
Alfonso afferma: "Tutti i Predicatori dovrebbero
inculcare, più di ogni altra cosa, di sempre pregare, con
sempre ammonire, esclamare e ripetere continuamente: pregate!
pregate! I Confessori a nessuna cosa dovrebbero esortare
con tanto maggior calore che alla preghiera. Gli scrittori
di nessuna cosa dovrebbero scrivere più abbondantemente
che della preghiera. Chi non prega certamente si danna;
chi prega certamente si salva".
1
– TUTTO L’UNIVERSO E TUTTO IL PARADISO INVITANO A PREGARE:
a)
Tutto il cosmo è un continuo invito alla preghiera:
Ogni cosa creata e ogni vivente inferiore all’uomo, sebbene
inconsciamente, prega in continuazione. Apre la fila – come
dice Francesco d’Assisi – "messer lo frate sole",
il quale, al primo sorgere del mattino (come si esprime
un poeta), diffonde "quella luce rapida/ che piove
di cosa in cosa/ ed i color vari suscita/ ovunque si riposa".
"Il sole – afferma la Bibbia – mentre
appare nel suo sorgere, proclama: Che meraviglia è l’opera
dell’Altissimo! (Sir. 43,2).
Pregano
le stelle brillando nel firmamento. Pregano le montagne
ergendosi come giganti davanti al Creatore. Pregano
gli alberi dispiegando i loro rami quali braccia
alzate verso il Signore. Prega il mare sussurrando
la lode al Creatore con il flusso e riflusso alle sponde.
Prega la foresta quando stormisce. Prega il cane
abbaiando. Pregano gli uccelli con il loro lieto
cinguettio. Ogni cosa e ogni vivente prega e invita l’uomo,
re del creato e unico essere intelligente dell’universo,
a pregare. L’uomo – come dice la Liturgia – "deve farsi
voce di ogni creatura" per lodare il Signore.
b)
Tutti i Santi, di ieri e di oggi, sono uomini di
continua e intensa preghiera, e con insistenza a tutti raccomandano
di pregare.
S.
Paolo pregava "giorno e notte" (1); e insisteva:
"Vi scongiuro prima di tutto di pregare. Pregate incessantemente"
(2).
S.
Francesco d’Assisi, come attesta il suo primo biografo,
"era diventato cittadino del Cielo; non solo un orante,
ma piuttosto la stessa preghiera personificata" (3).
Il
P. Pio da Pietrelcina stava sempre in preghiera e
con la corona in mano, giorno e notte; e quotidianamente
recitava almeno 30 rosari. E ripeteva: "L’umanità oggi
va male, va in frantumi perchè non si prega più". E
sovente ammoniva: "Chi non prega è sicuro di andare
dannato, chi prega poco è in dubbio se salverà la sua anima,
chi prega molto è sicuro di andare in Paradiso".
Don
Alberione ai suoi Istituti, immersi in una febbrile
attività, raccomandava: "La preghiera prima di tutto,
la preghiera soprattutto, la preghiera vita di tutto".
c)
La Madonna su questa terra stava sempre in fervente
preghiera e contemplazione, come afferma il Vangelo: "Maria
conservava tutte queste cose (su Gesù) meditandole nel suo
cuore" (4). Lei è la più grande maestra di preghiera.
Giustamente i cristiani dei primi secoli, con graffiti,
nelle catacombe, la raffigurano in orazione, con le braccia
alzate; e Paolo VI nell’Esortazione "Marialis
cultus" ce la presenta come "la Vergine in ascolto"
e come la "Vergine in preghiera".
E
ora dal Cielo continua a esserci di guida alla preghiera,
specialmente mediante le apparizioni di questi tempi: Eccola
a Lourdes, a Fatima e altrove apparire a mani
giunte e ripeterci: Pregate! Pregate! Recitate ogni giorno
il S. Rosario! Fate penitenza! vale a dire: ritornate a
Gesù quindi alla Messa, ai Sacramenti!
d)
Gesù, ci ha insegnato a pregare, con l’esempio e con
la parola:
Con
l’esempio: "la preghiera era la vita della sua
anima, e tutta la sua vita era preghiera. La storia dell’umanità
non conosce altro personaggio che in tale pienezza e in
tale modo s’intrattenesse con Dio in preghiera come Gesù,
figlio dell’uomo e figlio di Dio, della stessa sostanza
del Padre" (5). Pregava nella sinagoga, nel deserto,
sulla montagna, per notti intere (6), nell’orto degli ulivi,
da solo, insieme alla sua famiglia con la quale giornalmente
recitava lunghe preghiere come era solito fare ogni buon
ebreo; pregava insieme agli Apostoli; pregava nei tempi
delle sue predicazioni, durante la passione, sulla croce,
sempre. La sua era una preghiera fatta con grande fervore,
com’è documentato dalla Bibbia: "Egli nei giorni della
sua vita terrena offrì preghiere e suppliche con forti gridi
e lacrime" (7). La sua preghiera era incessante poiché
tutta la sua vita, in ogni momento, era una lode altissima
al Padre e una continua uniformità al suo volere, tanto
da poter esclamare: "Mio cibo è fare la volontà di
Colui che mi ha mandato" (8).
Con
la parola: Quanto ha insistito sulla preghiera! "Chiedete
e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto"
(9). "Entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega
il Padre tuo che vede nel segreto" (10). "Quando
pregate, dite: Padre, sia santificato il tuo nome, venga
il tuo regno" (11). "Vegliate e pregate in ogni
momento" (12). "Se voi domandate qualche cosa
al Padre mio nel mio nome, Egli ve la darà. Finora voi non
avete domandato nulla in mio nome; domandate e riceverete,
affinché la vostra gioia sia piena" (13).
2
– NULLA DI PIU’ BELLO DELLA PREGHIERA, nulla di più
sublime. È una pia elevazione della mente a Dio; è un dolce
colloquio del cuore col Signore; è come mettersi al telefono
e conversare con il Padre celeste; è come essere ricevuti
in privata udienza dal Padre, da Gesù, dallo Spirito Consolatore;
è come una corsa affettuosa di amore verso quel Dio che
ci ha donato la vita e la grazia; è come il volare dell’ape
sul Cuore di Gesù e sùggerne dolcezza, conforto ed energia
spirituale.
Diremo
con S. Bonaventura: "è un gemito dell’anima
bisognosa, un gemito dell’anima dolorante, un gemito dell’anima
amante".
La
preghiera è come gettare un ponte tra la spiaggia del tempo
e la spiaggia dell’eternità. L’uomo, stanco di essere soltanto
figlio della terra, protende le braccia verso il Cielo.
L’anima diventa come un’arpa che al dolce tocco della mano
di Gesù, sprigiona una melodia meravigliosa e intona un
canto di sconfinato amore. La volontà umana diventa una
piccola goccia che si immerge nel grande e luminoso mare
della volontà divina.
Il
cuore umano si vuota della spazzatura mondana per lasciarsi
ricolmare e trasformare dallo Spirito che scende dall’alto.
L’uomo anticipa sulla terra quella che sarà la vita celeste.
3
– NULLA È PIU’ NECESSARIO DELLA PREGHIERA.
Non
ripetere quella solita scusa: Non ho tempo per pregare.
Non è vero! Il tempo lo trova chi lo sa trovare e lo saprà
trovare soltanto chi ama molto il Signore e si preoccupa
della salvezza della propria anima. Del resto, per pregare,
non si richiede molto tempo, ma molto amore. Il P. Evely
afferma: "Trovate tempo per i vostri abiti, pranzi,
giornali, radio, televisione, cinema, per il parrucchiere,
per gli amici. Se Dio non trova posto nella vostra giornata
è perchè per voi Dio è senza valore. Senza un tempo per
la preghiera quotidiana, voi siete praticamente atei, senza
Dio".
La
preghiera è indispensabile per rettamente credere (ortodossia).
Senza preghiera la fede si spegne, come una lampada
che non può restare accesa senza combustibile; e, perduta
la fede, tutto è perduto poiché la fede è l’unica vera ricchezza.
La
preghiera è pure indispensabile per rettamente operare
(ortoprassi). Infatti Gesù dice: "Senza di me non potete
far niente. Chi rimane in me e io in lui porta molto frutto"
(14).
La
preghiera è come la centrale elettrica necessaria per produrre
nell’anima e diffondere nel mondo luce di verità, forza
di volontà, fuoco di amore a Dio e ai fratelli.
Paolo
VI affermava: "Con la mentalità laicista oggi invadente,
la preghiera si spegne in molta gente. Ricordiamo bene:
la preghiera non è inutile, non è superstizione, non è infantilismo
dello spirito. essa sta alla sommità della ragione, sta
al vertice della psicologia, sta all’apice della moralità
e della speranza".
Carlo
De Foucauld, dopo 18 anni passati nell’ateismo, diventa
l’uomo della preghiera e ripete: "Il tempo della preghiera
è il più sacro: la preghiera è il primo e il più importante
dei nostri atti quotidiani, quello che siamo strettamente
obbligati a compiere ogni giorno con la più grande esattezza
e perfezione".
S.
Filippo Neri ogni volta che doveva uscire per le vie
di Roma, temendo che la mondanità corrompesse il suo cuore,
correva avanti al tabernacolo e bussando concitamente alla
porticina, diceva confidenzialmente a Gesù: "Attenti
a Pippo, chè altrimenti Pippo esce cristiano e torna turco!"
La
B. Angela da Foligno, fervente convertita e grande mistica
francescana, dice: "Se vuoi la fede, prega; se cerchi
la speranza, prega; se desideri la carità, prega; se brami
la castità, prega; se vuoi l’umiltà, la mansuetudine, la
forza, prega. Troverai tribolazioni e tentazioni dei demoni,
del mondo e della carne che ti molesteranno in molti modi;
ma se vuoi superare tutto, prega".
Quando
pregheremo con quella frequenza e con quel fervore che è
scolpito in tutto l’universo e che ci è stato insegnato
con l’esempio e con la parola da Gesù, dalla Madonna e da
tutti i Santi antichi e moderni, la nostra vita sarà serena,
gioiosa, tutti i nostri problemi verranno meravigliosamente
risolti, e nelle lotte spirituali riporteremo sempre vittoria:
sì, perchè avremo nelle nostre mani le chiavi del Paradiso,
e quindi, come assicura S. Paolo, vivremo sulla terra quali
"concittadini dei Santi e familiari di Dio" (15).
ESEMPIO.
Il Beato Federico Ozanam, francescano secolare, che,
dalla raccolta di offerte per i poveri che si tiene al termine
di ogni adunanza dell’O.F.S., trasse l’ispirazione per istituire
le "Conferenze di S. Vincenzo", quando era giovane
Universitario, fu in pericolo di perdere la fede. Fortunatamente
osservò che un Professore d’Università, il celebre Luigi
Pasteur, sommo scienziato in biologia e uomo di fede
e di tenera devozione alla Madonna, si recava ogni giorno
in chiesa. Lo seguì a distanza per osservarlo. Vide che
si tratteneva a lungo in ginocchio, davanti all’altare,
pregando Gesù sacramentato, e poi, sempre in ginocchio,
recitava con devozione la corona del S. Rosario. Un giorno,
appena uscito dalla chiesa, gli si avvicinò e gli chiese:
Com’è possibile, professore, che lei, tanto ammirato e tanto
grande per la sua scienza, si metta in ginocchio, si ponga
in preghiera? Pronta fu la risposta di Pasteur: "Io
mi sento veramente grande soltanto quando sto in ginocchio,
quando sono in preghiera!" In seguito a quella risposta,
il giovanotto Ozanam Federico si convertì, diventò francescano
secolare, organizzò tante opere di carità, visse e morì
in concetto di santità.
Fu
stupenda la risposta di Pasteur: "Io mi sento veramente
grande soltanto quando sono in preghiera!"
PROPOSITO.
Facciamo nostra la ferma decisione presa da Giovanni
Paolo II quando era giovane operaio: "La preghiera
è il mio primo impegno!".
Ripetiamo
la supplica e imitiamo i sentimenti del B. Contardo Ferrini,
devotissimo della Madonna, francescano secolare, insigne
Professore universitario, definito "astro di santità
e di scienza": "Supplico il Signore che la preghiera
non abbia mai a morire sulle mie labbra. Il giorno – oh
Dio non lo permetta – che tacesse la preghiera sulle mie
labbra, sarebbe finita per me ogni vita morale e spirituale,
sarebbero finiti i conforti migliori dell’anima mia... Io
non posso concepire una vita senza preghiera, uno svegliarsi
al mattino e non incontrare il sorriso di Dio, un reclinare
a sera il capo e non sul Cuore di Gesù".
(1)
1 Tess. 3,10
(2)
Ef. 6,18; 1 Tess. 5,17
(3)
FF. 682
(4)
Lc. 2,19
(5)
Giovanni Paolo II, 22– VII–87
(6)
Cfr. Lc. 6,12
(7)
Ebr. 5,7
(8)
Gv. 4,34
(9)
Mt. 7,7
(10)
Mt. 6,6
(11)
Lc. 11,2
(12)
Lc. 21,36
(13)
Gv. 16,23 s.
(14)
Gv. 15,5
(15)
Ef. 2,19