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Reiki

Tratto dal GRIS Gruppo di Ricerca e di Informazione sulle Sètte

Reiki è una parola giapponese che significa "forza universale della vita" o "energia vitale". Essa sarebbe la connessione tra rei (energia vitale universale) e ki (energia individuale).

Certamente avremo tutti, penso, già trovato qualche volantino di propaganda lasciato nei negozi o incollato sul vetro o sul muro di uno stabile. Si legge in uno di questi volantini: «Quando applichiamo il Reiki per la guarigione, esso agisce contemporaneamente sul corpo fisico, sulle emozioni e sulla mente portando alla nostra consapevolezza le cause della malattia e del dolore. Attraverso questo processo acquisiamo la consapevolezza di essere totalmente responsabili della nostra vita, possiamo quindi crescere verso la salute, la gioia e l'armonia.

Possiamo immaginare questa energia come un raggio di luce che, scorrendo dall'alto attraverso il corpo, dà armonia e vita rendendoci maggiormente consapevoli del nostro legame tra il cielo e la terra».

L'insegnamento della pratica del Reiki avviene in seminari o corsi di tre livelli ognuno dei quali dà maggior approfondimento.

Il fenomeno Reiki per ora è ancora difficile da capire a motivo dei pochissimi dati a disposizione. Non è ancora chiaro quanto ci sia di religioso o pseudoreligioso in questo fenomeno, perché da un certo livello in avanti l'indagine si blocca e tutto viene soffocato da una cappa di vera e propria omertà e strani silenzi.

Questa impressione l'ho sentita da chi cerca di capire e spiegare il Reiki e l'ho provata personalmente interrogando due masters (maestri) di Reiki e condivido quindi le riserve che si mettono su questa pratica circa la compatibilità con la fede cristiana proprio perché non è solo una tecnica di guarigione: essa implica un rito di iniziazione assumendo così le caratteristiche di religiosità.

C'è un articolo molto ben fatto e documentato sulla rivista Religioni e Sette nel mondo, giugno 1996, dedicato ai fenomeni New Age, da cui prendo alcuni spunti per spiegare il fenomeno.

La storia del Reiki: Mikao Usui.

Molto incerta e piena di contraddizioni è la storia di Mikao Usui, lo scopritore e primo maestro della tecnica Reiki. I reikisti cristiani si fanno forti circa la compatibilità col cristianesimo poiché dicono che Mikao Usui era cristiano. Le fonti lo dicono monaco giapponese, ma non è chiaro, da subito, a quale religione appartenesse.

Nel volume di Baginski-Sharamon, Reiki, l'energia vitale universale. Per l'autoguarigione, il trattamento dei pazienti, il trattamento a distanza del corpo, dello spirito e dell'anima, a cura di Giuliana Bernardi, Coll. Esoterika 3, MEB, Riviera Mussato Padova, 1994, pag. 27, si afferma che Usui era un insegnante (ma non si dice di che cosa) in una scuola cristiana di preti a Kyoto in Giappone, e si afferma anche che la sua vita era legata ad un monastero di Kyoto. Qualcosa di più sulla religione e sulla relativa scelta monastica di Usui ci viene detto a pagina 30 del libro, dove si racconta che la sua sepoltura avvenne in un tempio Zen a Tokyo. Questo, a buon diritto, fa pensare che Usui fosse sì monaco, ma un monaco Zen e non certo monaco cristiano come qualcuno al contrario vuol far credere.

Reiki, tecnica di guarigione.

Dalla sua origine il Reiki principalmente è definibile come tecnica di guarigione, potremmo definirlo come pranoterapia, ma i suoi cultori tengono ad affermare la diversità essenziale esistente tra chi pratica Reiki e il pranoterapeuta normale. Diversità data dal fatto che, mentre il pranoterapeuta utilizza una energia da lui già posseduta e che attraverso l'imposizione delle mani, trasmette al suo paziente, il reikista dal canto suo utilizza una Energia che però non è la sua, ma di cui egli, una volta attivato, diventa, per l'imposizione delle mani o l'uso dei simboli, solamente canale o vettore.

Iniziazione, riti sacri e cerimonie.

Per accedere ai vari livelli dei Reiki occorre compiere un vero e proprio itinerario di iniziazione che utilizza delle proprie cerimonie ritenute sacre e che il master compie sul discepolo.

Durante queste cerimonie di iniziazione il discepolo si trova per lo più da solo, o al massimo si è in due insieme con il master, e il discepolo deve partecipare ad occhi chiusi. «L'iniziazione è una cerimonia sacra, ed il contatto viene stabilito. Poiché abbiamo a che fare con lo Spirito Divino, non c'è errore, né dubbio: è l'Assoluto» (HARIPRIYA CATIA CANDITA, Guida al metodo Usui per la guarigione naturale, ed. Ist. Delle Motivazioni, Torino, 1992, p. 8).

Questa la testimonianza di una persona che ha partecipato a questa iniziazione: «...Ci dettero inoltre tutta una serie di insegnamenti di origine esoterica, diametralmente opposti alla dottrina cristiana: che cos'è la Nuova Era, la reincarnazione, i chakras, l'aura» (BERTANI ANNA, Che cosa è il Reiki, in "Presenza Cristiana", n. 3 marzo 1995, p. 29). Reiki e New Age.

Risultano molto evidenti le connessioni esistenti tra New Age e Reiki. Il Reiki può benissimo essere considerata una propaggine del New Age; propaggine silenziosa ed astuta che si infiltra dappertutto, facendo forza su ciò che attualmente per l'essere umano conta più di tutto: la salute fisica.

"Noi siamo al limite di una nuova epoca, che potrà trovare la sua espressione nella creazione di nuovi valori della coscienza umana o che si affermerà sulla distruzione radicale delle vecchie strutture superate.

La decisione spetta a noi e noi troviamo sia incoraggiante il vedere come si diffonda sempre più l'interesse per le verità più profonde"(BAGINSKI-SHARAMON, Reiki, l'energia vitale universale. Per l'autoguarigione, il trattamento dei pazienti, il trattamento a distanza del corpo, dello spirito e dell'anima, a cura di Giuliana Bernardi, Coll. Esoterika 3, MEB, Riviera Mussato Padova, 1994, p. 19). Questa affermazione di un master reiki non fa che rafforzare la tesi della connivenza tra Reiki e New Age: sono i medesimi concetti.

Cristianesimo e Reiki.

Dopo questi brevi accenni si può affermare che, come già per il New Age, anche il Reiki risulta essere fondamentalmente inaccettabile per la teologia e l'antropologia cristiana.

Anzitutto è forte il contrasto con gli articoli di fede del credo, in particolare il concetto di Dio nel Reiki è ben altro che il Dio rivelato nella Bibbia AT e NT, dove Dio è un essere personale, trinitario non "Energia in divenire" ed Energia manipolante e manipolabile a piacimento da un operatore "attivato".

Il New Age e anche il Reiki vogliono ridurre (nel senso di restringere) Dio alla parte più profonda di noi stessi, Energia Universale che fa vivere ed esistere, il dio in tutto che è Tutto (panteismo).

Manca ancora sul Reiki un pronunciamento ufficiale del magistero cattolico, tuttavia sono sempre più numerosi i vescovi e i teologi che si interrogano sul fenomeno. Il Reiki può essere uno dei tanti nuovi vangeli che si predicano oggi?

A questo proposito trascrivo un brano da un articolo di Raniero Cantalamessa apparso sul numero 21 di Notiziario ICCRS, 1995/4 dal titolo Gloria e potenza del Vangelo: «Si predica un altro vangelo anche quando si parla di liberazione spirituale attraverso la psicologia, l'uso di tecniche di meditazione orientale, di enneagrammi, il New Age e via dicendo. Sono tutti "deboli e poveri elementi di questo mondo" come li ha chiamati san Paolo, se paragonati alla potenza del vangelo. Servendocene corriamo il rischio di ritrovarci a pensare come i Colossesi, che ricercavano la salvezza nelle speculazioni astrali e che mescolavano sincretisticamente Cristo con altri spiriti e potenze. Come scrive l'apostolo Paolo: 'Badate che nessuno vi inganni con la sua filosofia e con vuoti raggiri ispirati alla tradizione umana, secondo gli elementi del mondo e non secondo Cristo' (Col 2,8-9).

Sembrano parole scritte per i nostri giorni. Oggi c'è una invasione di ritiri, corsi, esercizi spirituali tutti ispirati da questo vangelo riscritto dall'uomo.

Essi si concentrano infatti sull'«io»: autoconsapevolezza o autoconoscenza, auto-espressione, auto-accettazione, auto-giustificazione, auto-realizzazione o, in altre parole, l'affermazione e la realizzazione del proprio io anziché il rinnegamento di sé e l'abnegazione che stanno al centro del cristianesimo.

La salvezza, in un tale vangelo incentrato sull'uomo, proviene dal profondo dell'uomo stesso e Gesù è ridotto al ruolo di un ulteriore ingrediente da aggiungere al cocktail religioso.

Questo vangelo diverso nasce da persone che ritengono che sia possibile andare oltre la fede e oltre Cristo, come se potesse esistere qualcosa oltre la fede. 'Sia egli maledetto! (anatema)', dice Paolo. È un avvertimento colmo d'amore che significa: 'Non abbiate niente a che fare con quella gente. Statene alla larga, separati da loro. È una apostasia da Cristo' ».