Rei-ki:
metodo di guarigione ? Pratica psico-fisica? Movimento esoterico-
occultistico? O che cosa?
Tratto dal centro GRIS di Chieti
Il
Rei-Ki viene presentato come una via per giovare a se stessi
e agli altri basata su concetti di amore, umiltà
e servizio, ma in realtà è una disciplina
segreta nei simboli e nei principi che viene anche associata
a terapie new – age, che non possono vantare alcuna validità
provata, poiché non hanno nessun fondamento scientifico
e sfuggono alla sperimentazione controllata (cristalloterapia;
astrologia terapeutica; aromaterapia; cromoterapia; floriterapia
di Bach, californiana, orchidee; risveglio della coscienza
interiore; regressione; neolinguistica; danzoenergia; energia
vibrazionale o musicoterapia).
Purtroppo
anche nella nostra città già da alcuni anni
corsi di questa pratica vengono organizzati da qualche palestra
o centro esoterico accanto a corsi di yoga per adulti e
bambini, arti marziali e discipline ‘dolci’ o olistiche
che hanno la pretesa di ricostituire l’armonia mente-corpo-spirito.
D’altronde, con ogni mezzo – numerosi anche i siti internet
dedicati – si sta cercando di diffondere questo presunto
'metodo di guarigione' che si vanta di attivare, attraverso
una vera e propria iniziazione, presunti canali di energia
o chakra (ovviamente non sperimentabili). La finalità
sarebbe quella di mettere l'energia vitale personale (ki)
in sintonia con quella universale (rei) e acquisire poteri
di autoguarigione e guarigione su altri, anche a distanza,
poteri di modificare situazioni (un’interrogazione, un colloquio
di lavoro, un rapporto sentimentale) e incidere sugli oggetti
e sul mondo. Il Rei-Ki è dunque una tecnica esoterico-occultistica
mediante la quale si presume di poter ottenere conoscenze
e poteri che eleverebbero il soggetto che lo pratica ad
un livello superiore agli altri e ad un grado sempre maggiore
di purificazione o meglio di benessere. L’apertura dei chakra
e la relativa acquisizione di poteri appartiene al tantrismo,
l’occultismo orientale penetrato nelle religioni tradizionali
( buddismo, induismo, ecc.) e che è stato insegnato
nelle palestre occidentali con lo yoga fin dagli anni ’60.
Il
Rei-Ki, di cui esistono due organizzazioni (A.I.R.A. o American
International Rei-Ki Association e The Rei-Ki Alliance),
vanta anche dei riconoscimenti ufficiali in Italia: la Regione
Lombardia, infatti, avrebbe riconosciuto con provvedimento
legislativo l'associazione R.A.U. (Reiki Amore Universale),
l'Albo Rei-Ki e il Metodo Rei-Ki. Questo per alcuni potrebbe
suonare come una garanzia, ma altri sono i criteri su cui
può basarsi una corretta valutazione di una disciplina
che opera a livello fisico, mentale e spirituale: inquadramento
storico-culturale della stessa e del fondatore, metodo scientifico,
Sacra Scrittura ed insegnamenti del Magistero della Chiesa.
Dunque anche se - come dicono- lo praticassero dei preti
e delle suore, ciò non basterebbe a convalidarne
la dottrina in senso cristiano.
Il
fondatore, Mikao Usui, viene definito ora “insegnante di
una piccola università cristiana di Kioto” (G. Zanella
, Reiki, il vortice della vita, Atlantide Ed., p.19), ora
addirittura “monaco cristiano giapponese, rettore di una
piccola Università Cristiana di Kioto” laureatosi
in teologia e scritture cristiane antiche allo scopo di
scoprire il metodo di guarigione usato da Gesù ,
ma non essendovi riuscito avrebbe poi rivolto invano la
sua ricerca ai testi cinesi e infine con successo ai testi
sanscriti; avrebbe così riscoperto gli antichissimi
simboli sanscriti per ottenere la guarigione (G.Tarozzi,
Reiki, energia e guarigione, Amrita,p.15). Da tali vaghe
e discordanti notizie emerge comunque che, nonostante gli
studi ‘cristiani’, Usui molto poco cristianamente considerasse
Gesù solo alla stregua di un guaritore in possesso
di conoscenze segrete e non il Signore dell’universo. Tanto
che si ritirò in un monastero zen presso il quale
poi fu sepolto.
Incoerenze, interrogativi e problemi
La
disciplina si articola in tre livelli:
1°
Autoguarigione (il corpo);
2°
Guarigione di altri e trattamento di oggetti e situazioni
(mente);
3°
Corso per il raggiungimento del grado di master, colui che
organizza anche i corsi (coscienza).
Il
quadro filosofico-religioso di riferimento è quello
dello gnosticismo orientale e del panteismo olistico (Dio
e l’universo sono tutt’uno): ”L’essere umano e Dio sono
uno. Sono unità. Lo stesso discorso vale per il minerale,
il vegetale o l’animale. Dio è pura energia. Egli
ha creato il visibile e l’invisibile e si trova in ogni
particella vibrante”(Zanella, op. cit., p. 76). Una tale
affermazione è assolutamente incompatibile con la
visione cristiana, secondo cui Dio è Dio e il creato
è ben distinto da Lui.
Nelle
cerimonie di iniziazione vengono usati dei simboli segreti.
Dice Tarozzi (op. cit., p.69-72) che per “un principio generale
dell’esoterismo e dell’ermetismo” essi “non devono mai essere
rappresentati graficamente o pronunciati a vanvera”, poiché
“l’essenza di tali simboli è sacra”. Riporta però
la traduzione di alcuni di essi: 1) “Comando all’energia
vitale universale”;2)“Io ho la chiave; 3)Il Buddha che è
in me entra in contatto con il Buddha che è in te”.
Si tratta perciò di autentici e chiari riferimenti
all’acquisizione di poteri.
Nei
manuali di Rei-Ki si afferma che l’energia è buona,
positiva e non può danneggiare nessuno. Perché
allora si raccomanda prudenza nel permettere l’accesso al
secondo livello in quanto se una persona “non ha un autentico
desiderio di progredire, potrebbe provocarsi inutili problemi”
(Swami Samarpan Niket, in Udgatri-Masseglia, Reiki, p.87)?
Perché si afferma che i processi di guarigione messi
in moto nel terzo livello, essendo estremamente potenti,
vanno accompagnati da chi li ha già attraversati
e che “questo discorso non riguarda solo il Reiki: molte
tecniche yoga, quali quelle del Pranayama o del Tantra,
possono provocare gravi disturbi e perfino la pazzia, se
non sono accompagnate da un tirocinio fisico ed alimentare
ben preciso per preparare il corpo a riceverle” (Tarozzi,
op. cit., Amrita, p.32)?
E
poi, prima si afferma che l’energia, che è naturale,
sa come muoversi ed è per tutti e dopo invece si
sostiene la necessità di maestri molto esperti che
diano parere favorevole o no al passaggio di livello? La
grande importanza attribuita al maestro non può produrre
facilmente dipendenza? Se l’energia è naturale, che
bisogno c’è di simboli segreti? E perché il
costo dei corsi è tanto elevato da non essere alla
portata di tutti? I corsi poi sono molti, non solo relativi
ai vari livelli, ma anche in rapporto alle terapie con cui
si combinano.
Si
parla anche di onorare e di ringraziare il Rei-Ki. Ma chi
è il Rei-Ki? Si dice che arrivati al trattamento
karmico “il Rei-Ki diventa sempre meno uno strumento terapeutico
e sempre più uno dei tanti modi per entrare in sintonia
con la Realtà”(Tarozzi, op. cit.,p79): chi è
la Realtà?
Secondo
le dichiarazioni dei maestri, l’apertura dei canali del
reiki sarebbe definitiva, “eterna” cioè dall’iniziazione
non si potrebbe tornare indietro. In realtà si sono
riscontrate liberazioni da tali poteri mediante la preghiera
di intercessione e il cammino spirituale cristiano.
La
doppia appartenenza non è possibile: l’essere reikista
comporta un credo non cristiano.
L’iniziazione a Maestro di Reiki (Terzo livello) è
il “momento in cui si sancisce la propria intenzione di
accettare tutte le esperienze proposte dalla Realtà”…per
“essere fino in fondo strumenti e canali dell’energia universale”
(Tarozzi, op. cit.,p.31). Viene da chiedersi: la propria
volontà personale a chi si consegna? La Realtà
ha una sua volontà se ‘propone’ delle esperienze?
Zanella
(op.cit., p.13) fornisce una reinterpretazione esoterica
della Trinità in cui il Padre=Energia, il Figlio=Materia,
lo Spirito Santo=conoscenza. La croce, inoltre, “simboleggia
la sofferenza che l’uomo, in questi duemila anni, ha patito.
Essa tra poco finirà di rappresentare un’epoca. Infatti,
attraverso la conoscenza di sé, l’uomo raggiunge
l’unità, quella stessa unità perduta nel momento
in cui si è immesso nella materia imperfetta”. Ora
tale concezione è tipica della New Age e della gnosi,
secondo cui l’uomo si salva da sé mediante la conoscenza
e non ha bisogno di nessun salvatore.
Si
afferma che il ki (=energia) corrisponde alla ‘Luce’ o ‘Spirito
Santo’ dei cristiani (cfr. B.J.Baginski-S.Sharamon, Reiki,l’energia
vitale universale, p.20); in realtà la concezione
energetica è piuttosto simile a quella per niente
cristiana di Simon mago, che - come leggiamo in Atti 8,9-24
- “vedendo che lo Spirito veniva conferito con l'imposizione
delle mani degli apostoli, offrì loro del denaro
dicendo: <<Date anche a me questo potere perché
a chiunque io imponga le mani, egli riceva lo Spirito Santo>>.
Ma Pietro gli rispose: <<Il tuo denaro vada con te
in perdizione, perché hai osato pensare di acquistare
con denaro il dono di Dio”.
Pertanto
il Rei-Ki non si può assimilare né all’imposizione
delle mani sacramentale (come quella del sacerdote che consacra
l’ostia o del vescovo che conferisce la Cresima), né
alla preghiera con l’imposizione delle mani, che è
semplicemente una preghiera di intercessione. Qui infatti
le mani non devono necessariamente toccare il corpo in punti
determinati, anzi possono anche non essere imposte, poiché
ciò che conta è la preghiera, la fede, l’amore,
l’abbandono a Dio, che è l’unico ‘Signore’ della
situazione che, conceda o no la guarigione, agisce sempre
per il vero bene. Inoltre nei sacramenti non sono mai usati
simboli o formule segrete, come avviene in ambito esoterico,
ma solo la Parola di Dio, che tutti possono ascoltare e
conoscere.
Concludendo,
non si può sostenere né praticare la doppia
appartenenza, poiché il rei-ki si fonda su una visione
della divinità, dell’uomo e dell’universo molto distanti
da quelle cristiane e cattoliche.
Bibliografia
critica:
M.
Roventi Beccari, Rei-ki, energia che guarisce, in "Religioni
e sette nel mondo", giugno 1996; "Presenza cristiana",
Dossier Movimenti Religiosi Alternativi, n.20 (A. Bertani,
Che cos'è il Reiki?), n.25 ( W. Versini, Metodologie
di approccio a pratiche terapeutiche alternative: il Reiki),
n. 27 (A.Contri, L'impatto religioso delle terapie orientali,
in particolare del Reiki).