Reiki:
non una religione, ma una pratica magica
TRATTO
dal settimanale CORRIERE di SALUZZO del 16 novembre 2001
- pagina Società e Cultura
di
Laura Rossi
Nel
precedente articolo abbiamo elencato alcuni contenuti che
caratterizzano le pratiche occulte, dette anche esoteriche
o magiche. Essi sono:
-
la pretesa che il praticante abbia dei poteri
-
la pretesa di ottenere effetti a distanza
-
la pretesa di una efficacia universale, tipo panacea
-
la pretesa di diagnosi o terapia 'mentale'
-
la pretesa di intervento sulle 'energie'.
Tutte
queste caratteristiche sono presenti nel Reiki.
Per
quanto si dichiari che il Reiki non sia una religione, né
una filosofia, né magia, non si può tuttavia
negare a questa pratica una certa valenza spirituale nel
senso che la parola ha in ambito New Age. Per facilitare
l'analisi, citiamo direttamente dalle loro pubblicazioni:
esempio l'espressione «La vera via di luce che ti
porterà all'unità che da tempo tu stai cercando
è qui, ora, l'hai trovata. Questa è il Reiki,
la Grande Luce Divina che con amore apre le braccia e il
cuore ad ogni essere che voglia 'diventare' consapevolmente
ed essere trasformato, per trovare dentro e fuori di sé
una pace profonda» (La Via, periodico indipendente
dell'Associazione Reiki Amore Universale, anno V, n.2, giugno
1995, pp2-3).
Ancora:
«Il Reiki si propone come… uno strumento di guarigione
naturale per chi ne ha bisogno… ma qualcosa di più
profondo e sacro per chi ha l'esigenza di tornare in armonia
con i ritmi della Realtà» (G.Tarozzi, Reiki:energia
e guarigione, Torino, 1991, p. 13).
Nel
Reiki si riscontrano elementi di occultismo: i simboli del
secondo livello. «L'essenza di tali simboli è
infatti sacra, e secondo gli insegnamenti del Reiki, essi
non devono mai essere rappresentati graficamente o pronunciati
a vanvera; ciò non risponde ai dettami di un sistema
di fede religiosa, ma tra le altre cose è un principio
generale dell'esoterismo… La traduzione in italiano del
nome del primo simbolo del Reiki significa "comando
all'energia vitale universale" (il significato pratico
di questo simbolo è: 'energia vieni qui'). Serve
per richiamare l'energia e concentrarla dove vogliamo. È
il sigillo di qualsiasi tecnica mentale del Reiki…tracciate
il simbolo sul corpo del paziente..ripetendo mentalmente
per tre volte il nome del simbolo stesso. Attenzione: data
la sacralità di questi simboli, essi devono essere
tracciati fisicamente solo se si è ben sicuri che
nessuno vi guardi, tranne coloro che a loro volta possiedono
il secondo livello. Il soggetto del trattamento deve avere
anche per questo motivo gli occhi chiusi. In alternativa,
in questo come in ogni altro caso di utilizzo dei simboli,
sarà sufficiente visualizzarli mentalmente… Tracciando
i simboli ai quattro angoli di una stanza, la si ripulisce
dalle energie negative…Tracciando attorno a voi una gabbia
di simboli potete mettervi al riparo da influenze o energie
negative rivolte contro di voi» (G. Tarozzi, op.cit,
pp.69-71). Il procedimento ricorda da vicino alcuni metodi
di evocazione degli spiriti presenti ad esempio in alcuni
rituali taoisti.
Nel
Reiki si apprende tramite 'iniziazioni'. Le iniziazioni
hanno tutte un carattere sacro. Per i cristiani infatti
è iniziazione il sacramento del battesimo-confermazione-eucaristia.
Il
Reiki comporta delle iniziazioni in cui viene vigorosamente
negato il carattere occulto: si tratterebbe solo del "momento
in cui vengono ripuliti i canali energetici" tramite
"simboli cosmici" che sarebbero appunto delle
"chiavi energetiche". Cosa succeda veramente è
tenuto segreto: l'iniziando sta in piedi, a mani giunte
e occhi obbligatoriamente chiusi. Ad un certo punto sente
che il maestro gli soffia su alcuni punti del corpo, in
corrispondenza dei chakra.
Da
queste informazioni si ha l'impressione di trovarsi di fronte
a una iniziazione propriamente detta e quello che se ne
afferma, rinforza l'opinione: «Si parla di iniziazione
perché quel momento è l'inizio di una nuova
vita…il Reiki rimarrà con noi per sempre. Questo
perché il Reiki cosmico viene stampato nella nostra
anima (o essenza) e non potrà mai più essere
annullato da nessuno» (La via, periodico citato, p.
11).
Si
potrebbe continuare con altre caratteristiche di occultismo-esoterismo-magia
presenti nel Reiki che ne dimostrano la sua qualifica di
"quasi religione". Un cristiano dovrebbe assumere
un cauto atteggiamento verso la pratica Reiki poiché
essa pone dei rischi per la fede anche per problemi di doppia
appartenenza che – in caso di religione – non è mai
lecita.