Reiki
una pratica inconciliabile con la dottrina cattolica
Tratto da "La Salette" - N. 4 - Anno
68 – Luglio-Agosto 2002
di
Alessandro Olivieri Pennesi
ASPETTI
CONTROVERSI
Le
guarigioni operate da Gesù di Nazareth lo manifestavano
quale Messia e rendevano gloria a Dio. Il Reiki invece riguarda
una forza o energia che viene variamente espressa come chi,
ki , qi o prana ( si osservi il ki al termine della parola
“Reiki”). La credenza in questa forza, definita come forza
vitale, forza universale, forza sanante, energia universale,
energia guaritrice, o una combinazione di questi termini
è alla base del Reiki. Tale forza, o ki, sostituisce
il Dio personale e riduce Dio a mera energia che è
un sostanza nell’universo. Marcia Montenegro nel suo studio
“Reiki:Healing with the force” in merito a tale energia
riporta l’affermazione di un praticante Reiki: “puoi chiamarlo
Dio, oppure chi, prana Tu puoi chiamarlo Amore”. Pertanto
anche se tale forza è considerata Dio, si tratta
comunque di una energia da manipolare e usare secondo i
propri desideri. E’ un ridurre Dio ad una forza impersonale
accessibile mediante insegnamenti segreti ed esperienze
esoteriche. Presumere che Dio sia una forza o energia che
permea l’universo è sostenere il Panteismo, ovvero
un Dio che è energia divina impersonale. Mentre nella
dottrina del reiki si parla molto di presunti blocchi energetici
negativi è assente una qualche comprensione del peccato
personale dell’uomo e cosa rappresenti effettivamente l’essenza
della felicità umana .La guarigione spirituale attraverso
il pentimento e la guarigione emozionale mediante il perdono
sono ignorati dal sistema Reiki. La comprensione cristiana
del pentimento e del perdono portano a sostenere che entrambi
questi elementi possono portare anche alla guarigione fisica
se le radici della malattia della persona che soffre risiedono
nell’area spirituale o emozionale.
TESTIMONIANZA
Alcuni
brani della testimonianza di una giovane psicologa di 26
anni , che chiameremo Lucia, rilasciata alla giornalista
Anna Bertani per la rivista “Presenza Cristiana” , forniscono
un ulteriore approfondimento sugli aspetti controversi della
tecnica di guarigione giapponese.
L’iniziazione
“Il
Reiki mi venne proposto come un metodo di guarigione naturale
olistico (cioè per una guarigione di spirito , corpo
e mente), ne rimasi subito molto affascinata e attratta
perché mi venne presentato come qualcosa di scientifico
e spirituale contemporaneamente…
“ Ne venni a conoscenza quando una mia amica mi “offrì”
un trattamento Reiki (che è molto simile alla pranoterapia):
in pratica mi impose le mani in determinate parti del corpo.
Sentii effettivamente vibrazioni, energia, calore uscire
dalle sue mani. Mi spiegò che quel calore, il Reiki,
mi avrebbe potuto guarire e che anch’io avrei potuto apprendere
questa tecnica partecipando a un seminario di primo livello..
“Partecipando al seminario, ricevetti quattro iniziazioni,
dei veri e propri riti che i maestri fanno ai partecipanti
del corso: ci avevano spiegato che questi riti servono a
liberare quei blocchi che impediscono al reiki di attraversare
il corpo per uscire dalle manie che dopo queste quattro
iniziazioni saremmo stati irreversibilmente dei veri e propri
canali di questa energia universale…
“Venivamo condotti a due a due in una stanza a parte: il
maestro ci stava di fronte e noi dovevamo tenere le mani
giunte e gli occhi chiusi, poiché era assolutamente
proibito vedere ciò che faceva. A un certo punto
soffiava su alcuni punti del nostro corpo chiamati chakras.
Subito dopo la prima iniziazione cominciai, effettivamente,
a sentire un forte calore fuoriuscire dalle mie mani…
“Ci dettero inoltre tutta una serie di insegnamenti di origine
esoterica, diametralmente opposti alla dottrina cristiana:
che cos’è la nuova era, la reincarnazione, i chakras,
l’aura…
Ma
il Reiki guarisce o no?
“Un
altro degli insegnamenti del corso è che la guarigione
col Reiki, essendo molto profonda, è molto lenta
e prevede all’inizio della cura un peggioramento dei sintomi
a tutti i livelli . Difatti in quei giorni e i quelli successivi,
tutti, chi più chi meno, stemmo male ma non ci preoccupammo:
era segno che la guarigione era cominciata. Questa trovata
è davvero astuta, perché libera i maestri
dalla responsabilità sugli effetti deleteri e perfida,
se pensiamo agli scompensi spirituali e psicologici che
queste iniziazioni creano a danno delle persone più
fragili e disturbate. Una mia amica cadde in una crisi con
sdoppiamento della personalità…
“Tornando a me, dopo l’iniziale peggioramento, soprattutto
psicologico, sperimentai una forte euforia: avevo finalmente
speranza di guarire, avevo un nuovo modo di aiutare gli
altri e di lavorare per la pace, per un mondo diverso. Presa
dall’entusiasmo partecipai anche al secondo livello. Se
avevo speso male le 250mila del primo livello, non parliamo
delle 750 del secondo.
“In questo secondo seminario, mi fu insegnato l’uso di tre
simboli, assolutamente segreti (solo per iniziati). Mi sentivo
sempre più potente. Praticavo molto questa tecnica
e attendevo la mia guarigione e illuminazione senza rendermi
minimamente conto di quello che mi stava succedendo. La
mia fede sul reiki cresceva alimentata da piccole cose che
a me sembravano prodigi.
“Avrei dovuto migliorare, essere più in armonia,
guarire, quando invece ero sempre più nervosa, insensibile,
apatica; stavo cominciando ad accettare cose che avevo sempre
considerato moralmente sbagliate. Cominciai perfino a fare
strane esperienze, come di una presenza minacciosa di fronte
alla quale ero peggiorata gravemente. Non dormivo più,
ero spaventatissima, terrorizzata da quello che mi succedeva.
Stavo impazzendo?”
“Fu proprio quando avevo toccato il fondo che un amico mi
parlò di Gesù… Ciò che lui mi raccontava
di Gesù mi toccava nel profondo del cuore, mi commuoveva:
era come se per la prima volta avessi sentito dire che Gesù
Cristo era morto e risorto per salvare me, per salvare ciascuno
di noi. Lentamente mi lasciai avvicinare dal Signore, partecipai
ad alcuni incontri di preghiera e ripresi con incertezza
a partecipare alla Messa.
E
il Reiki?
“Mi
sentivo tradita, imbrogliata dal reiki, scoprivo l’orrore
di quella menzogna. Non sopportavo più quel flusso
che mi usciva dalle mani, non volevo più quell’energia
: mi avevano detto che l’iniziazione era irreversibile,
ma il Signore mi liberò definitivamente da quel flusso
durante un’eucarestia in cui, con l’intercessione della
preghiera di altri fratelli, rinuncia con tutta me stessa
a satana e a ogni potere occulto. Prova più chiara
di così il Signore non me la avrebbe potuta dare:
se il reiki fosse venuto da Dio, per quale motivo me lo
avrebbe tolto?”
Il
Reiki viene da Dio?
Può
venire da Dio un ‘potere’ che costa, e non poco? Può
venire da Dio qualcosa che avviene nella segretezza, con
iniziazioni, simboli occulti? La consacrazione eucaristica
e l’ordinazione sacerdotale avvengono alla luce, tutti vi
possono partecipare e senza pagare quote di iscrizione!”
IL
PENSIERO DELLA CHIESA
L'anelito
di felicità, profondamente radicato nel cuore umano,
è da sempre accompagnato dal desiderio di ottenere
la liberazione dalla malattia e di capirne il senso quando
se ne fa l'esperienza. Si tratta di un fenomeno umano, che
interessando in un modo o nell'altro ogni persona, trova
nella Chiesa una particolare risonanza. Infatti la malattia
viene da essa compresa come mezzo di unione con Cristo e
di purificazione spirituale e, da parte di coloro che si
trovano di fronte alla persona malata, come occasione di
esercizio della carità. Ma non soltanto questo, perché
la malattia, come altre sofferenze umane, costituisce un
momento privilegiato di preghiera: sia di richiesta di grazia,
per accoglierla con senso di fede e di accettazione della
volontà divina, sia pure di supplica per ottenere
la guarigione
(CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE , ISTRUZIONE CIRCA
LE PREGHIERE PER OTTENERE DA DIO LA GUARIGIONE, 2000)
Il
dott. Walter Versini, consigliere nazionale del GRIS (Gruppo
di Ricerca e Informazione Socio-religiosa) illustra , in
un suo recente contributo, un pronunciamento del magistero,
molto autorevole benché molto sintetico, che può
fornirci una traccia sicura per valutare le pratiche terapeutiche
alternative e nel nostro caso il Reiki.
Si tratta di una frase del n. 2117 del Catechismo della
Chiesa Cattolica; è importante notare, osserva il
dott. Versini, anche il contesto, che è quello dei
peccati contro il primo comandamento: superstizione, divinazione,
magia. Dopo aver condannato "tutte le pratiche di magia
e stregoneria con le quali si pretende di sottomettere le
potenze occulte per porle al proprio servizio ed ottenere
un potere soprannaturale sul prossimo - fosse anche per
procurargli la salute", il testo dice:
" Il RICORSO A PRATICHE MEDICHE DETTE TRADIZIONALI
NON LEGITTIMA NE' L’INVOCAZIONE DI POTENZE CATTIVE, NE'
LO SFRUTTAMENTO DELLA CREDULITA' ALTRUI".
E' presumibile che questa nota sia rivolta soprattutto ai
cristiani del terzo mondo che facilmente possono trovarsi
costretti a ricorrere a pratiche mediche di tipo, appunto,
tradizionale, cioè non scientifico. E' però
evidente che i criteri suggeriti hanno valore generale,
e possono applicarsi benissimo anche alle pratiche che incontriamo
in occidente, le quali del resto spesso si presentano come
di origine antica ed esotica.
Cosa ci insegna il Catechismo? Si possono rilevare i seguenti
elementi:
1)
non ogni pratica è buona, per il solo fatto che mira
alla guarigione: è un caso particolare del noto principio
dell'etica cristiana che sostiene che il fine non giustifica
i mezzi: anche i mezzi devono essere moralmente accettabili.
2)
non è neppure un criterio di validità il fatto
che funzioni;
3)
pratiche non scientifiche non sono di per sé condannate,
anche se alle pratiche scientifiche vengono riconosciuti
degli elementi positivi in più;
4)
pratiche non scientifiche richiedono un discernimento aggiuntivo
oltre a quello morale, consistente nella verifica che:
a)
non vi siano elementi di occultismo e più in generale
di superstizione, idolatria, divinazione, magia; in altre
parole sia rispettato il primo comandamento;
b)
vi sia rispetto della verità, il che implica anzitutto
assenza di frode e mistificazione, specialmente se sistematici;
implica però anche assenza di opposizione, aperta
o larvata, alle verità di fede.
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“Preso atto di una certa diffusione, anche nelle nostre
Diocesi, dei cosiddetti "nuovi movimenti religiosi",
di "pratiche magiche" e di tecniche che si presentano
di "guarigione" o di "benessere" noi
Vescovi della Metropolia sentiamo il dovere di richiamare
l'attenzione dei Sacerdoti e dei Diaconi, dei Religiosi
e delle Religiose, di tutti i fedeli, sulla serietà
del fenomeno e delle conseguenze nocive che può produrre
nelle coscienze.
Il marcato soggettivismo culturale, che caratterizza il
nostro tempo, favorisce la diffusione di credenze vaghe
e sincretiste, per cui ognuno sceglie dai vari ambiti religiosi
o filosofici quegli elementi che ritiene a lui congeniali.
Nello stesso tempo favorisce la sequela di capi carismatici
che promettono sollievo del male fisico, psichico o morale
e si presentano come rassicuranti punti di riferimento.
L'esaltazione della dimensione emotiva e un diffuso senso
d'angoscia inclinano verso una religiosità fortemente
emozionale e magica e spingono alla ricerca dello "straordinario",
di esperienze gratificanti e di sensazioni di benessere
fisico e psichico. In questo contesto culturale proliferano:
le varie esperienze e tecniche psico-fisiche di "meditazione",
di "guarigione", che di per sé non presentano
verità da credere (es. Reiki), ma che in realtà
insinuano una determinata visione dell'uomo e del mondo
non conforme alla Rivelazione di Gesù Cristo” (Angelo
Bagnasco Arcivescovo di Pesaro , Francesco Marinelli Arcivescovo
di Urbino - Urbania - Sant'Angelo in Vado , Vittorio Tomassetti
Vescovo di Fano - Fossombrone - Cagli - Pergola ).
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(Da una intervista rilasciata nel gennaio 1995 dal Card.
Joseph Ratzinger, Prefetto della Congregazione per la Dottrina
della Fede).
Domanda:
Eminenza, alcune persone affermano di possedere un fluido
nelle mani che può curare i malati, e lo confondono
con il carisma delle guarigioni….
Risposta
– Il carisma delle guarigioni si manifesta in primo
luogo nell’assenza totale di elementi di magia e si realizza
in uno spirito di preghiera. Le guarigioni operate dal Signore
e su suo mandato dagli apostoli sono espressione di preghiera.
Non si usano mezzi e contesti spirituali alieni dalla fede
e dalla ragione. I carismi, a differenza dei poteri e dei
fluidi vantati da queste persone, si sottomettono alla verità
e al potere di Dio e non introducono altri elementi. Gli
atri casi sono espressione di un terribile mondo sotterraneo,
che –molto tempo piuttosto nascosto – oggi di nuovo, in
una fase di ripaganizzazione, viene all scoperto.”