Il
reiki: tecnica o religione?
Tratto
da "Una voce grida...!"n.10 giugno 1999
di
Massimo Introvigne
Il
reiki è una tecnica di origine giapponese
per ridurre lo stress, rilassarsi e incrementare il proprio
grado di benessere fisico e morale. Benché il reiki
non si presenti come un sostituto o un'alternativa rispetto
alla medicina tradizionale, è spesso inquadrato fra
le "terapie complementari" che affiancano la medicina.
Il nome reiki è anche usato per designare il movimento
- in senso lato (giacché non esiste un'organizzazione
unitaria) - di coloro che praticano questa tecnica e condividono
un certo numero di principi che la sostengono. La tecnica
si basa sull'idea che un'energia (ki) universale
(rei) scorre all'interno di tutti gli esseri viventi.
Il flusso di questa energia può essere migliorato
- o corretto, in caso di deviazioni - tramite semplici gesti
di una persona iniziata al reiki, che appoggia le mani su
un'altra persona (o su se stessa), ovvero semplicemente
leva le mani in direzione dell'altro, senza toccarlo. La
diffusione del reiki in Occidente è iniziata negli
Stati Uniti nel 1938, e ha avuto un notevole successo. Si
calcola che oltre un milione di persone oggi nel mondo si
sottopongano regolarmente a sedute di reiki. Insieme con
il successo, si è manifestata anche qualche polemica.
Le diverse scuole, centri, associazioni di reiki non sempre
vanno d'accordo fra loro. Alcuni gruppi sono accusati da
altri di chiedere cifre esorbitanti o comunque eccessive.
Nel mondo cristiano ci si chiede spesso con preoccupazione
se il reiki sia semplicemente una tecnica, o non sia invece
una religione (che, in quanto fondata su nozioni orientali
o panteistiche, sarebbe incompatibile con la fede cristiana).
Uno
degli elementi che può aiutare ad affrontare questi
problemi - senza pensare, naturalmente, di poterli risolvere
in questa sede in modo sommario - è lo studio delle
origini del reiki, fino ad oggi ampiamente avvolte nel mito
e nella leggenda. Il reiki fu portato in Occidente dalla
signora Hawayo Takata (1900-1980), una hawaiana di origini
giapponesi, che lo aveva scoperto durante un viaggio in
Giappone tra il 1935 e il 1937. Tornata nelle Hawaii nel
1937, la Takata invitò il suo maestro giapponese
di reiki, Chujiro Hayashi, a raggiungerla, e insieme aprirono
il primo centro occidentale nel 1938. La Takata, nel corso
di oltre quarant'anni di carriera in Occidente, ha raccontato
più volte la storia del reiki[1]. Tuttavia - forse
per adattarla ai gusti occidentali - la storia del reiki
è stata riferita prendendosi qualche libertà
con i fatti. A queste conclusioni pervengono due autori
favorevoli al reiki - anzi, maestri di reiki essi stessi
-: William Lee Rand, nella nuova edizione rivista e ampliata
(1998) del suo manuale del 1991 Reiki. The Healing Touch[2]
e Frank Arjava Petter in Reiki Fire (1997)[3].
Entrambi hanno condotto le loro ricerche in Giappone.
Secondo
la Takata - la cui storia è stata ripresa acriticamente
in quasi tutte le pubblicazioni sul reiki che circolano
in Occidente - il fondatore del movimento, Mikao Usui (1865-1926),
avrebbe studiato all'Università di Chicago e sarebbe
diventato presidente dell'Università Doshisha di
Kyoto. Si afferma talora che sarebbe stato anche ordinato
come pastore in una Chiesa protestante, e non manca chi
afferma che sarebbe stato un sacerdote cattolico. Il suo
successore sarebbe stato Chujiro Hayashi, il maestro della
stessa Takata.
Secondo
William Lee Rand e Frank Arjava Petter, nessuna di queste
informazioni è esatta. Mikao Usui non ha mai avuto
a che fare con l'Università di Chicago né
con l'Università Doshisha, e non è mai stato
cristiano. Usui nasce in un piccolo villaggio, Yago (nella
prefettura di Gifu), il 15 agosto 1865[4]. Da bambino frequenta
una scuola buddhista tendai. Non è chiaro se abbia
conseguito ulteriori titoli, anche se i suoi primi seguaci
affermano che aveva studiato la medicina e la teologia (buddhista),
nonché l'arte di predire il futuro degli indovini
giapponesi. Educazione formale o no, dopo viaggi - di cui
si sa molto poco - in Europa (ma forse non in America) e
in Cina, diventa un uomo d'affari di successo e fa parte
di un gruppo esoterico interessato ai fenomeni parapsicologici
e al mondo degli spiriti, il Rei Jyutu Ka. Nel 1914 è
vittima di un disastro economico. Si rivolge alla religione
e si iscrive a un corso di meditazione di ventuno giorni
presso il tempio del Monte Kurama, sacro alla scuola buddhista
tendai. Meditando sotto una cascata - una pratica comune
in Giappone - ha un'improvvisa illuminazione, e si sente
pieno di energia divina. Dal 1914 al 1922 utilizza questa
sua scoperta radunando un piccolo gruppo di seguaci a Kyoto.
Nel 1922 si trasferisce a Tokyo dove fonda la Usui Shiki
Reiki Ryoho ("[Società per la diffusione del]
Sistema Usui di Guarigione Reiki"). Apre anche una
clinica e inizia a formare maestri di reiki, che inizia
in tre gradi chiamati shoden (primo grado), okuden
(insegnamento interiore) e shinpiden (insegnamento
misterico), secondo alcuni - ma questo punto è controverso
- seguiti da altri tre più segreti. Nel corso dell'insegnamento
ai seguaci vengono anche rivelati quattro simboli. L'assistenza
alle vittime del terremoto di Tokyo, nel 1923, fa crescere
la fama di Mikao Usui, che nel 1925 può aprire una
clinica più grande. Insegna le sue tecniche a circa
duemila studenti, ma inizia soltanto sedici insegnanti (o
"maestri"). L'eccesso di lavoro gli provoca un
infarto, di cui muore il 9 marzo 1926. La sua tomba - e
una stele commemorativa - si trovano presso il tempio buddhista
di Saihoji nel quartiere di Suginami, a Tokyo (benché
vi sia chi sostiene che le sue ceneri siano state portate
altrove). Dopo la sua morte presidente della Usui Shiki
Reiki Ryoho (oggi chiamata Usui Kai) diventa un certo J.
Ushida, a cui succedono Iichi Taketomi, Yoshiharu Watanabe,
Tojoihyi Wanami e la signora Kimiko Koyama. Chujiro Hayashi
era uno dei sedici maestri iniziati da Usui, ma non è
mai stato presidente della società.
Hayashi
è tuttavia importante, come si è accennato,
per la diffusione del reiki in Occidente in quanto maestro
di Hawayo Takata (che non ha mai conosciuto Usui). La Takata
iniziò la sua opera negli Stati Uniti senza contatti
di tipo amministrativo con l'associazione giapponese. Introdusse
diverse varianti e pratiche - in particolare, una maggiore
segretezza dell'insegnamento e la richiesta di somme rilevanti
per l'iniziazione come maestro - e iniziò ventidue
maestri prima della sua morte, avvenuta nel 1980. Ciascuno
di questi maestri ne iniziò degli altri, e lo stesso
fecero i loro allievi. Oggi i maestri di reiki che rivendicano
il potere di iniziare altri maestri sono in Occidente oltre
duecentomila, e il loro numero continua a crescere. Molti
maestri fanno parte di associazioni più grandi, o
almeno di network internazionali: per esempio la rivista
Reiki News, pubblicata nel Michigan da The International
Center for Reiki Training, ha una tiratura di settantacinquemila
copie. Ma esistono sicuramente migliaia, più probabilmente
decine di migliaia, di scuole diverse di reiki, ciascuna
delle quali ha caratteristiche proprie e spesso combina
le tecniche e le idee di Mikao Usui con elementi di altra
provenienza (buddhisti, provenienti dal New Age, da forme
esoteriche di ogni tipo e qualche volta anche dal cristianesimo).
Le questioni di successione "apostolica" e di
lignaggio sembrano meno importanti in Giappone, dove l'esplosione
del reiki in Occidente è osservata con un certo scetticismo.
E' peraltro vero che in Giappone la società fondata
da Mikao Usui non ha avuto uno sviluppo paragonabile alla
grande espansione del reiki in Occidente.
Una
volta che la storia del reiki è stata liberata dalle
sue incrostazioni mitologiche, lo specialista di movimenti
religiosi nota facilmente le somiglianze con la numerose
nuove religioni del Giappone. Il legame con un tempio buddhista,
l'esperienza di fondazione durante un ritiro ascetico su
una montagna, i tre gradi di iniziazione si ritrovano in
numerose nuove religioni giapponesi, all'interno delle quali
un intero gruppo o famiglia è caratterizzato dall'idea
che attraverso l'imposizione delle mani sia possibile trasmettere
o risvegliare un'energia divina. Di Mikao Usui si sa certamente
abbastanza poco, ma non c'è dubbio che egli insegnasse
la natura divina del ki, l'importanza del canto sacro, della
preghiera e del ringraziamento a Dio. Uno dei principali
simboli segreti del reiki - nella versione originaria di
Mikao Usui - corrisponde al simbolo della Divinità
Suprema venerata nel tempio buddhista del Monte Kurama[5].
Si deve concludere - sulla base di questi paralleli - che
il reiki è una religione? La questione non è
così semplice. Il fatto che quasi tutte le scuole
neghino vigorosamente che il reiki sia una religione non
sarebbe, di per sé, decisivo. Numerose nuove religioni
giapponesi, in particolare alcune in cui è importante
l'imposizione delle mani, come Sûkyô Mahikari,
negano ugualmente di essere delle religioni e preferiscono
presentarsi come "organizzazioni sovra-religiose"
aperte a persone di ogni fede. Il loro carattere di nuove
religioni è tuttavia certo per gli specialisti. Ma,
in un caso come quello di Sûkyô Mahikari, gli
specialisti fanno precisamente notare che non ci si limita
all'imposizione delle mani ma si offre anche un completo
messaggio di salvezza e una teologia della storia che intende
spiegare le origini del cosmo e dell'umanità. Nel
reiki - almeno nella maggioranza delle scuole - un messaggio
di salvezza e una teologia della storia sono assenti. Il
reiki non è una semplice tecnica, perché implica
il riferimento essenziale a un'energia che ha caratteristiche
divine, e il messaggio del fondatore è incomprensibile
se lo si separa dal contesto religioso originario. Non è
neppure, tuttavia, una religione o un movimento religioso
nel senso più corrente del termine, perché
non fornisce né si propone di fornire risposte articolate
sulle origini e sul destino dell'uomo. Inoltre, trasferito
dal Giappone all'Occidente, il reiki - come altre correnti
- è stato sottoposto a un rapido processo di secolarizzazione,
che ha portato perfino a una lettura revisionista (e mitologica)
delle sue origini e della sua storia. Forse la definizione
che William Lee Rand usa per la comunità degli iniziati,
un "sacro ordine metafisico"[6], aiuta a capire
la natura di un fenomeno a cui potrebbe essere applicata
con profitto la categoria, coniata da specialisti statunitensi,
di "quasi-religione".
NOTE:
[1]
La si può ascoltare dalla sua viva voce nell'audiocassetta
Mrs. Takata Speaks: The History of Reiki, Vision Publications,
Southfield (Michigan) 1989.
[2]
WILLIAM LEE RAND, Reiki. The Healing Touch. First and Second
Degree Manual, 2ª ed. rivista e ampliata, Vision Publications,
Southfield (Michigan) 1998.
[3]
FRANK ARJAVA PETTER, Reiki Fire, Lotus Light, Twin Lakes
(Wisconsin) 1997.
[4]
Le informazioni che seguono sono tratte dalle op. cit. Di
W. L. Rand e F. A. Petter, nonché dai documenti pubblicati
nel sito Internet di The International Center for Reiki
Training (http://www.reiki.org).
[5]
W. L. RAND, op. cit., p. A-4.
[6]
Ibid., p. C-6.