Rolling
Stones
di
Daniele Curci
Tra
i gruppi musicali più longevi e anticonformisti dei
nostri tempi si pongono certamente i Rolling Stones.
Partendo dalle radici afro-americane del rock - i ritmi
tribali, il blues, il jazz - hanno forgiato uno sound unico,
che ha segnato un’epoca e influenzato una miriade di band.
Il periodo che caratterizza l’entrata in scena della band
è quella degli anni’60 in cui Jagger e compagni si
impongono come alternativa “sporca” e trasgressiva ai già
discussi Beatles.
Nella luccicante “Swinging London” degli anni ’60, i Rolling
Stones rappresentano l’anima nera e sotterranea della città.
Quella che si nutre di baccanali assordanti nei club underground.
Quella che vibra della rabbia dei bassifondi, dei sobborghi
più violenti e degradati.
Le loro canzoni sono affollate di personaggi turpi e dissoluti:
squilibrati, tossicomani psicopatici, prostitute, delinquenti.
Analizziamo
il fenomeno Stones attraverso il discusso leader del gruppo
Mick Jagger
Trasgressione
Jagger,
il leader storico del gruppo è il dna della trasgressione
Anni '60, l'impronta digitale del rock, una delle dieci
facce che hanno cambiato il costume del XX secolo. "(I
can't get no) Satisfaction" la scrisse con l'armonica
tra le labbra a Clearwater, in Florida, dopo essersi svegliato
con quel riff nella testa, "Paint It Black" e
"Sympathy For the Devil" lo trasformarono nel
ragazzo che le mamme amano odiare, quello che già
nel '64 dopo una tumultuosa esibizione all'Ed Sullivan Show
era riuscito a strappare al popolare conduttore della Cbs
la poco profetica frase "gli Stones sono inglesi,
selvaggi, depravati, non andranno da nessuna parte".
Quando tre anni dopo i bobbies fecero irruzione in una villa
del Sussex trovando Jagger e Richards alle prese coi postumi
di un droga-party e Marianne Faithfull aggirarsi per la
casa coperta solo da un boa di struzzo, capirono che il
vecchio Ed aveva sbagliato di poco.
Costume
"Mettete
sotto chiave le vostre signore, arrivano gli Stones!"
ammoniva Q Magazine annunciando il tour americano dell'89.
Quella solitudine della superstar che Charlie Watts ammazza
schizzando su un foglio di carta le camere degli alberghi
in cui dorme, Jagger la esorcizza disfacendo letti. Qualcuno
calcola che siano oltre tremila le vittime della sua monogamia
difettosa.
Figli,
figli, figli
C'è
Karis, avuta nel '70 dalla relazione con la cantante Marsha
Hunt, e ci sono i quattro figli che gli ha dato la modella
texana Jerry Hall in ventidue anni di convivenza e otto
di matrimonio, c'è Lucas il bimbo che la pin-up brasiliana
Luciana Gimenez Morad è riuscita a fargli riconoscere
mandando in campo plotoni di avvocati, e quella che le cronache
assicurano essere la sua attuale compagna, la stilista L'Wren
Scott. C'è poi Jade, nata nel '71 dal primo matrimonio
con Bianca Perez Morena de Macias, che lo ha reso nonno
di Assisi e Amba, e non vive più nell'harem. Ma ci
sono pure i fantasmi delle "fiamme", vere o presunte,
che hanno riempito le cronache scandalistiche per quarant'anni.
Da Marianne Faithfull, la ragazza di buona famiglia trascinata
nel gorgo del suicidio, a Margareth Trudeau, moglie dell'ex
premier canadese inseguita sotto le sue lenzuola con mezza
Fbi alle calcagna, da Diana Ross ad Anita Pallemberg a quella
Carly Simon che quando pubblicò "You're so vain",
tu sei così vuoto, tutti pensarono si rivolgesse
a Mick mentre in realtà parlava di Warren Beatty.
E questo per tacere il nome di Carla Bruni, protagonista
secondo la vox populi di una relazione così lunga
(e sempre smentita) da spingere addirittura la povera Jerry
Hall a sfogarsi in lacrime con la conduttrice di un talk-show.
Insomma un'esistenza da "tombeur de femmes" macchiata
solo dalle confessioni di Angie Bowie, stizzita dall'averlo
trovato a letto con la sua ex dolce metà David.
Ambiguo
Particolare
decisamente irrilevante per uno che ha costruito il proprio
personaggio sull'ambiguità, facendosi bollare dal
critico David Newton come "una specie di James Dean
che fa la vamp e se la tira da gay, un androgino che salta
sul palco e si mette pantaloni di pelle talmente elasticizzati
da far risaltare l'inguine con effetti osceni".
Analizziamo
ora l’aspetto più oscuro del gruppo, l’anima nera,
se così possiamo chiamarla, degli Stone, ovvero il
loro profondo legame con l’occulto.
Sette
e Satanismo
Il
gruppo dei Rolling Stones - in particolare Mick Jagger,
Brian Jones e Keith Richard - fu contattato da una setta
satanista (Process Church) che aveva chiesto anche la collaborazione
dei Beatles, e fu introdotto all'occultismo da Kenneth Anger,
un sacerdote satanista, seguace ed "erede spirituale"
di Crowley, e amico di Anton La Vey, l'autore della "bibbia
satanica" e capo della chiesa di Satana.
Lo stesso Anger introdusse al satanismo la fidanzata di
uno dei membri dei Rolling Stones; la donna divenne ossessionata
dai rituali e dall'uso di droga, e fu implicata nell'apparente
suicidio di un giovane diciassettenne che lavorava per Keith
Richard.
Durante
un concerto dei Rolling Stones tenuto ad Altamont - durante
il quale, tra l'altro, furono rese disponibili grandi quantità
di allucinogeni - Mick Jagger si presentò nel ruolo
di Lucifero. Quando il gruppo prese a suonare, si svolse
quello che sembrò un omicidio rituale; un uomo fu
colpito e lasciato morire dal "servizio di sicurezza"
scelto dai Rolling Stones per l'occasione e pagato con i
proventi della vendita della droga: gli Hell's Angels, una
gang fuorilegge di motociclisti composta da ladri, violentatori
e assassini. Dozzine di persone furono picchiate e ferite,
e quattro persone morirono, mentre in una sorta di estasi
collettiva diversi giovani si spogliavano e si accalcavano
al palco ballando in preda al delirio.
L'omicidio fu filmato interamente, da professionisti pagati
dagli organizzatori del concerto, e fu diffuso con una canzone
degli Stones come sottofondo musicale.
Per
quanto riguarda le canzoni della discografia degli Stones
di chiara impronta satanista, troviamo "Sympathy
for the Devil" (letteralmente, "simpatia
per il diavolo") per molto tempo ai primi posti nella
classifica delle vendite musicali.
Ma l'interesse degli Stones per il satanismo emerge anche
dai titoli di altre loro canzoni: "Sweet Black
Angel" (Dolce angelo nero), "Conversation
with my Demon Brother" (Conversazione con il mio
fratello demone), "Their Satanic Majesties"
(Le loro maestà sataniche), "Dancing with
Mr. D." (Ballando col signor D., cioè Devil,
diavolo).
Conclusioni
Anche
per gli Stones così come per il rock satanico di
tutti i tempi, compreso quello dei diffusissimi nonché
pericolosissimi gruppi di nicchia moderni, vale ciò
che ha scritto lo studioso Carlo Climati
in un recente articolo sui giovani e l’esoterismo, in merito
ai pericoli di questo tipo di musica.
Un
grande scrittore, Gilbert Keith Chesterton, diceva che "la
gioia è il gigantesco segreto del cristiano".
Il satanismo, di fatto, propone una filosofia di vita completamente
opposta. Tende a diffondere tra i ragazzi un senso di pessimismo,
di resa, di oscurità, di sconforto. In più,
istiga all'odio nei confronti degli altri.
Vediamo, perciò, che il fenomeno del "rock
satanico" va ben oltre i confini di una semplice
moda.
Se il motto dei satanisti è "Fai ciò
che vuoi", qualunque legge può essere trasgredita.
Il bene e il male si confondono tra loro, e si cade facilmente
nella trappola del nichilismo.
Lo ha spiegato bene, alcuni anni fa, il Cardinale John Joseph
O'Connor, quando disse, parlando proprio del satanismo:
"E'
importante per tutti noi ricordarci quanto siano vulnerabili
i giovani quando vengono privati di tutti i valori assoluti,
degli insegnamenti morali, schietti, onesti, non equivoci
e non confusi, quando non c'è nessuno a dir loro
ciò che è giusto e ciò che è
sbagliato. A essi viene offerto un messaggio secondo il
quale nessuno ha il diritto di dir loro che cosa fare, di
dir loro ciò che è bene e ciò che è
male. Ora, tutto questo crea un terribile vuoto, un vuoto
dentro il quale Satana ama introdursi"