Satana
della
Comunità Cattolica "Cristo Maestro"
La
realtà del Male
“Quali
sono oggi i bisogni maggiori della Chiesa? Non vi stupisca
come semplicistica, o addirittura come superstiziosa e irreale,
la nostra risposta: uno dei bisogni maggiori è la
difesa da quel male che chiamiamo demonio. Il male non è
più una deficienza, ma un’efficienza, un essere vivo,
spirituale, pervertito e pervertitore. Terribile realtà.
Misteriosa e paurosa. Esce dal quadro dell’insegnamento
biblico ed ecclesiastico chi si rifiuta di riconoscerla
esistente, non avente esso pure, come ogni creatura, origine
da Dio; oppure la spiega come una pseudo-realtà,
una personificazione concettuale e fantastica delle cause
ignote dei nostri malanni”.
(Paolo
VI, Disc. 15-11-1975)
Parlare
troppo del maligno è certamente un male; non parlarne
mai è sicuramente un male maggiore. Ignorarlo ci
espone infatti al rischio di esserne divorati, secondo il
detto dell’Apostolo (1 Pt 5,8). Sappiamo però che
Cristo è venuto “per distruggere le opere del diavolo”
(1 Gv 3,8). Esso agisce contro la Chiesa fin dal suo nucleo
embrionale, ossia i Dodici; Gesù infatti disse a
Pietro: “Simone, Simone, ecco, Satana vi ha cercato per
vagliarvi, ma Io ho pregato per te, che non venga meno la
tua fede” (Lc 22,31). Uno dei Dodici ne subisce la totale
fascinazione: “Satana entrò in lui” (Gv 13,27). L’Apostolo
Paolo mette in guardia la sua comunità di Corinto,
dicendo ai cristiani di stare attenti, perché il
diavolo si presenta sotto aspetti irriconoscibili per trarre
in inganno l’ingenuità dell’uomo: “...si maschera
da angelo di luce” (2 Cor 11,14). Gli spiriti delle tenebre
sono molto numerosi e disposti in ordini gerarchici (cfr.
Ef 6,12 e Col 2,15).
Nel
Vangelo i demoni riconoscono Gesù e gridano di disperazione
quando lo incontrano (cfr. Mc 1,23). Talvolta Gesù
ha dei brevi colloqui col demonio, che parla per bocca degli
ossessi (cfr. Mt 8,28ss). In certi casi c’è un solo
spirito immondo che possiede la persona, in altri sono molti.
L’autorità di Gesù dispone in maniera assoluta
del loro destino.
L’origine
e la personalità di satana
La
Chiesa non ha mai voluto approfondire eccessivamente questo
argomento, e perciò in questa sede possiamo solo
riproporre i pochi dati a nostra disposizione. La Scrittura
lo conosce con diversi nomi di derivazione sia ebraica che
greca; i più diffusi sono: Satana, dall’ebraico satan,
che vuol dire “avversario”, e diavolo, dal greco diaballo
(diaballw), che significa “mettere per traverso”. A questi
nomi si aggiungono poi numerose definizioni come “padre
della menzogna”, “omicida”, “principe di questo mondo”,
“la Bestia”…
La
Scrittura indica l’origine di Satana in una “caduta dalla
sfera celeste”. Lo vediamo già in Ez 14,12-15: “Come
mai sei caduto dal cielo, Lucifero, figlio dell’aurora?”.
Anche Gesù allude a questa caduta, quando dice ai
suoi discepoli di ritorno dall’evangelizzazione: “Io vedevo
Satana cadere dal cielo come la folgore” (Lc 10,18). Infine
Ap 12,7-9 riprende questo tema, mostrando l’apostasia degli
spiriti angelici e lo scisma conseguente. Anche qui il fenomeno
è descritto nei termini di una caduta.
Un
altro problema è quale sia stata la causa della separazione
degli angeli. Qui siamo nel campo delle ipotesi. Risale
ai primi Padri della Chiesa (Giustino, Ireneo, Tertulliano
e altri) l’idea che gli angeli siano stati messi da Dio
in condizione di scegliere liberamente tra due possibilità,
quella di servirLo e quella di andarsene per conto proprio.
In ogni caso Dio non intendeva essere amato per forza e
ha atteso anche dagli angeli una opzione per Lui o contro
di Lui. Una parte di loro hanno scelto di andarsene, creando
una realtà autonoma e senza Dio. I Padri della Chiesa
citati tra parentesi pensano che una parte gli angeli avesse
ritenuto una cosa assurda che un essere tratto dalla terra,
come l’uomo, fosse stato creato a immagine di Dio. Da qui
il loro allontanamento.
Un’altra
ipotesi che tenta di spiegare la caduta degli angeli è
quella secondo cui essi reagirono diversamente alla rivelazione
del progetto dell’Incarnazione del Figlio e che questo sia
stato proprio il termine di confronto che avrebbe spinto
Satana e i suoi angeli ad andarsene: in sostanza, avrebbero
rifiutato l’idea di dovere adorare Dio in una creatura inferiore,
quale è l’uomo.
L’insegnamento
ufficiale della Chiesa non ha mai confermato nessuna delle
due ipotesi, limitandosi a dire che l’apostasia degli angeli
fu causata da un peccato di superbia compiuto da una parte
di loro che perciò venne espulsa dalla presenza di
Dio.
Da
Lucifero a satana
"Sì, Dio ha creato l'uomo per l'immortalità;
lo fece a immagine della propria natura.
Ma la morte è entrata nel mondo per invidia del diavolo;
E ne fanno esperienza coloro che gli appartengono"
(Libro della Sapienza capitolo 2 versetti 23-24)
"Negli
inferi è precipitato il tuo fasto, la musica delle
tue arpe; sotto di te v'è uno strato di marciume,
tua coltre sono i vermi. Come mai sei caduto dal cielo,
Lucifero, figlio dell'aurora? Come mai sei stato steso a
terra, signore di popoli? Eppure tu pensavi: Salirò
in cielo sulle stelle di Dio innalzerò il trono,
dimorerò sul monte dell'assemblea, nelle parti più
remote del settentrione. Salirò sulle regioni superiori
delle nubi, mi farò uguale all'Altissimo. E invece
sei stato precipitato negli inferi, nelle profondità
dell'abisso!" (Libro di Isaia, capitolo 14, versetti
11-15).
"Tu
eri un modello di perfezione, pieno di sapienza, perfetto
in bellezza; in Eden, giardino di Dio, tu eri coperto d'ogni
pietra preziosa: rubini, topazi, diamanti, crisoliti, ònici
e diaspri, zaffiri, carbonchi e smeraldi; e d'oro era il
lavoro dei tuoi castoni e delle tue legature, preparato
nel giorno in cui fosti creato. Eri come un cherubino ad
ali spiegate a difesa; io di posi sul monte santo di Dio
e camminavi in mezzo a pietre di fuoco. Perfetto tu eri
nella tua condotta, da quando sei stato creato finchè
fu trovata in te l'iniquità…il tuo cuore si era inorgoglito
per la tua bellezza, la tua saggezza si era corrotta a causa
del tuo splendore, ti ho gettato a terra e ti ho posto davanti
ai re che ti vedano…" (Libro di Ezechiele, capitolo
28, versetti 1-17).
Dio
ha diviso le responsabilità tra le diverse alte gerarchie
angeliche. Uno di questi angeli si chiamava Lucifero. Egli
potrebbe essere stato un arcangelo, sebbene sia Michele
l'unico nella Sacra Scrittura ad avere questo appellativo
(Cfr Lettera di Giuda, capitolo 1, versetto 9).
Lucifero, essendosi ribellato, cadde dal Paradiso, trascinandosi
dietro un terzo degli angeli. Ogni creatura dell'universo,
moralmente libera, deve ad un certo momento, prendere una
decisione finale: allearsi con Dio o agire da se stesso,
(Lucifero scelse questa seconda opzione) (cfr libro dell'Apocalisse,
capitolo 12, versetti 7-9) o addirittura allearsi con satana.
Alcuni degli angeli decaduti vennero gettati nell'inferno
e incatenati fino al giorno del giudizio, mentre altri furono
lasciati liberi di opporsi a Dio e al Suo Regno. (cfr Seconda
lettera di Pietro, capitolo 2, versetto 4).
Lucifero divenne l'avversario, che è il significato
del nome "satana". Costui è il nemico sia
di Dio che dell'uomo. E' pieno di odio e desiderio di vendetta
contro i figli redenti di Adamo, i quali regneranno con
Cristo nella gloria.
Satana ed i suoi angeli decaduti, quindi divenuti demoni,
sconfitti dalla Croce di Gesù Cristo, sul Calvario,
e saranno, alla fine, condannati (cfr Lettera di San Paolo
ai Colossesi, capitolo 2, versetto 15 e vangelo di Matteo,
capitolo 25, versetto 41). I demoni sono le forze operanti
dietro le false religioni, l'idolatria, la magia, la stregoneria,
l'occultismo, basta confrontare il libro del Deuteronomio,
capitolo 32, versetto 17, il Salmo 96, versetto 5; la Prima
lettera di San Paolo ai Corinzi, capitolo 10, versetti 19-20;
il libro dell'Apocalisse, capitolo 9, versetti 20-21).
Satana e i demoni sono in uno stato di guerra continua contro
la Chiesa e tutti i credenti sono esortati a combattere,
a tutti i livelli, le forze spirituali nel regno dell'invisibile
( cfr. Lettera di San Paolo agli Efesini, capitolo 6, versetti
10-15).
Dio permette ai demoni di tentare e ingannare in modo limitato;
essi tuttavia non possono prevaricare la volontà
umana (cfr. la Prima lettera ai Corinzi, capitolo 10, versetto
13 e libro di Giobbe, capitolo 1, versetto 19). Satana ha
due caratteristiche principali che sono anche le sue armi
contro l'umanità e la Chiesa: egli è un accusatore
ed un ingannatore (cfr. libro dell'Apocalisse, capitolo
12, versetti 7-10).
Satana
(dal greco satànas), o diavolo (dal greco diàbolos)
sono infatti termini che significano "calunniatore",
"accusatore" e derivano dall'Antico Testamento.
Un altro appellativo è demonio (dal greco daimònion).
Nei rotoli di Qumran egli è "Beliar" o
"Belian" che, tradotto dall'ebraico significa
"privo di qualsiasi valore". Gli ebrei lo chiamano
anche Belzebùl, che viene pronunciato nella forma
italiana Belzebù, che è la storpiatura di
una "divinità" cananea. Satana, l'angelo
decaduto è, sia nel Vecchio che nell'Antico Testamento,
sempre in contrasto a Dio e ai suoi progetti. Gesù
Cristo lo chiama "principe di questo mondo" (Giovanni
12, 13). Egli dispone delle ricchezze del mondo che dona
ai suoi adoratori: "Tutte queste cose io ti darò,
se, prostrandoti, mi adorerai" (Vangelo di Matteo,
capitolo 4, versetto 9)-. La Sacra Scrittura afferma che
gli angeli del Signore erano migliaia di migliaia e miriadi
di miriadi. Secondo il Talmud i demoni sono 7.405.926. Denis
de Rougemont ha dichiarato: "Il mondo è pieno
di demoni, essi imperversano a milioni".
"Gli empi invocano su di sé la morte con gesti
e parole, ritenendola amica si consumano per essa e con
essa concludono alleanza, perché sono degni di appartenerle"
(Sapienza, 1,16).
"Avete irritato il vostro Creatore, sacrificando ai
demoni e non a Dio". (Baruc 4,7)
"Allora la terra intera presa d'ammirazione, andò
dietro alla bestia e gli uomini adorarono il drago perché
aveva dato il potere alla bestia e adorarono la bestia".
(Ap 13,3)
Il
Papa Paolo VI, il 15 novembre del 1972 dichiarò:
"Il male non è solo una mancanza ma una "efficienza",
un essere vivo, spirituale, pervertito e pervertitore. Terribile
realtà, misteriosa e spaventosa. Chi rifiuta di riconoscere
la sua esistenza, si pone fuori dall'insegnamento biblico
e dalla Chiesa: come chi crede che il male sia un "principio"
autonomo, che non abbia, come ogni creatura una sua origine
in Dio; o chi infine, la voglia spiegare come una forma
di personificazione concettuale e fantastica delle cause
sconosciute delle nostre sventure". Il Pontefice parlò
di molti diavoli sottoposti a un capo: "Che si tratti
non di un solo demonio, ma di molti, diversi passi evangelici
ce lo indicano (Luca 11,21; Marco 5, 9); ma uno è
principale: satana, che vuol dire avversario, nemico; e
con lui molti…conosciamo tuttavia molte cose di questo mondo
diabolico, che riguardano la nostra vita e tutta la nostra
storia. Il demonio è all'origine della prima disgrazia
dell'umanità…da quella caduta di Adamo il demonio
acquistò un certo impero sull'uomo".
Il diavolo ha affermato il suo potere nelle regioni dell'aria,
"quello spirito che ora opera negli uomini ribelli"
(Lettera di San Paolo agli Efesini, capitolo 2, versetto
2).
Rudolf Stainer a Zurigo, il 13 novembre 1917, durante la
conferenza "Dietro le quinte degli eventi esteriori"
affermò: "Dall'anno 1841 in poi, una battaglia
fu combattuta nelle regioni del mondo spirituale…nell'autunno
del 1879, questa battaglia terminò con la cacciata
di certi spiriti delle tenebre dal mondo spirituale sulla
Terra. Da allora essi sono andati operando tra gli uomini
insinuandosi nei loro impulsi di volontà, nelle loro
motivazioni, nelle loro idee: insomma in tutti gli affari
umani".
A parte le date citate da Stainer, la Parola di Dio (ispirata
e scritta secoli prima), dice chiaramente che: "Scoppiò
una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano
contro il drago. Il drago combatteva con i suoi angeli,
ma non prevalsero e nn ci fu più posto per essi in
cielo. Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo
il diavolo e satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato
sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli".
(Libro dell'Apocalisse, capitolo 12, versetti 7-9).
"…poiché i demoni sono presenti in ogni
parte del mondo, ed essi, separati da Dio, entrano in noi
seminandovi i germi della loro energia e intelligenza, allora
la mente, (che non è sottomessa a Cristo e allo Spirito
Santo di Dio N.D.A.), concepisce gli adulteri, gli stupri,
gli omicidi, i patricidi, i sacrilegi, le oppressioni, le
rovine e tutte le altre opere demoniache " (Corpus
Hermeticum).
La Parola di Dio dice che il demonio è un essere
concreto che "va in giro per il mondo come un leone
ruggente, cercando chi divorare" (cfr 1 Pietro 5, 8).
Il Concilio Vaticano II in proposito è molto chiaro:
"Tutta intera la storia umana è pervasa da una
lotta tremenda contro le potenze delle tenebre: lotta cominciata
fin dall'origine del mondo e destinata a durare, come dice
il Signore, fino all'ultimo giorno" (Gaudium et Spes,
37).
La Parola di Dio nella Bibbia descrive le caratteristiche
dell'oppressione diabolica (cfr. Vangelo di Matteo, capitolo
8, versetti 28-33; Vangelo di Marco, capitolo 5, versetti
1-6; vangelo di Luca, capitolo 8, versetti 26-39; Vangelo
di Matteo, capitolo 9, versetto 32). Satana ha assegnato
a certi demoni a determinati territori, nazioni, città,
"culture" e "sottoculture". Questi demoni
cercano di pervertire le persone nel loro territorio e di
renderle nemiche di Dio (cfr. il libro di Ezechiele, capitolo
28, versetto 12).
La lettera di San paolo ai Romani, al capitolo 1, versetti
28-32 (ma anche i precedenti) descrivono bene, con grande
attualità e realismo, la situazione in cui versa
oggi il mondo:
"…E poiché hanno disprezzato la conoscenza
di Dio, Dio li ha abbandonati in balìa d'una intelligenza
depravata, sicché commettono ciò che è
indegno, colmi come sono di ogni sorta di ingiustizia, di
malvagità, di cupidigia, di malizia; pieni d'invidia,
di omicidio, di rivalità, di frodi, di malignità;
diffamatori, maldicenti, nemici di Dio, oltraggiosi, superbi,
fanfaroni, ingegnosi nel male, ribelli ai genitori, insensati,
sleali, senza cuore, senza misericordia…"
Gesù ha dimostrato la Sua potenza sui demoni e ha
trasmesso questa stessa potenza ai Suoi discepoli (vangelo
di Marco, capitolo 16, versetto 17 e libro dell'Apocalisse,
capitolo 12, versetto 11).
"Con lui Dio ha dato vita anche a voi, che eravate
morti per i vostri peccati…perdonandoci tutti i peccati,
annullando il documento scritto del nostro debito, le cui
condizioni ci erano sfavorevoli. Egli lo ha tolto di mezzo
inchiodandolo alla croce; avendo privato della loro forza
i Principati e le Potestà ne ha fatto pubblico spettacolo
dietro al corteo trionfale di Cristo " (Lettera
di San Paolo ai Colossesi, capitolo 2, versetto 14). Una
vittoria che sarà piena, per i cristiani alla fine
dei tempi, ma ora si tratta di "tenere" le posizioni.
In quella particolare condizione che in termini spirituali
si chiama "già, ma non ancora".
Il principe di questo mondo è stato giudicato. Gettato
fuori, non ha potere sul Cristo che è il vero Re
dell'universo a cui tutto deve essere progressivamente assoggettato,
perché ogni realtà visibile e invisibile nei
cieli e sulla terra è stata creata in vista di Lui
e per Lui. La Chiesa non ha mai cessato di ricordare ai
suoi fedeli la necessità di combattere satana, i
cristiani infatti, "sono nel mondo, ma non appartengono
al mondo" (Giovanni 17, 11-14-16, ma a Gesù
Cristo che li ha redenti dal dominio di Satana. I veri cristiani
non devono preoccuparsi di quanto sta succedendo nel mondo.
Perché anche se fosse la fine di questo mondo, i
cristiani dovrebbero gioire, perché la loro liberazione
è vicina. Ma quando un cattolico va alla Messa che
cosa proclama insieme al sacerdote nel momento cruciale
dell'Eucarestia? "Annunciamo la Tua morte o Signore
e proclamiamo la Tua Resurrezione in attesa della Tua venuta".
E allora? Cosa deve temere il cristiano? Deve solo temere
di non essere tanto cristiano. Perché così
parla l'Amen, il Testimone fedele e verace, il Principio
della creazione di Dio, Gesù Cristo : "Conosco
le tute opere: tu non sei né freddo né caldo.
Magari tu fossi freddo o caldo! Mai poiché sei tiepido…
sto per vomitarti dalla bocca".
"Il
principe di questo mondo è stato giudicato".
( Vangelo di Giovanni, capitolo 16, versetto 11)
"Il
Dio della pace stritolerà ben presto satana sotto
i vostri piedi"
(Lettera di San Paolo ai Romani, capitolo 16, versetto 20)
"E
il diavolo che li aveva sedotti, fu gettato nello stagno
di fuoco e zolfo, dove sono anche
la bestia e il falso profeta: saranno tormentati giorno
e notte per i secoli dei secoli".
(Apocalisse 20, 10)
"Fuori
i cani, i fattucchieri, gli immorali, gli omicidi, gli idolatri
e chiunque ama e pratica la menzogna!"
(Apocalisse 22,15)
Il
Diavolo
tratto
da "Come riconoscere le trappole del Demonio"
di Mons. Bolobanic
Se
Dio è un essere perfetto, la pienezza di perfezione,
ci si pone la domanda: Come è possibile
che vicino a un Dio eccellente esista un essere completamente
negativo - Diavolo? È stato Dio a crearlo? Quello
sarebbe in netta opposizione con la sua perfezione. Da dove
arriva, dunque, il Diavolo?
Troviamo
la risposta nell'ultimo libro del Nuovo Testamento, l'Apocalisse
di San Giovanni Apostolo: "Scoppiò quindi
una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano
contro il drago. Il drago combatteva insieme con i suoi
angeli, ma non prevalsero e non ci fu più posto per
essi in cielo. II grande drago, il serpente antico, colui
che chiamano il diavolo e satana e che seduce tutta la terra,
fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati
anche i suoi angeli. Allora udii una gran voce nel cielo
che diceva: “Ora si è compiuta la salvezza, la forza
e il regno del nostro Dio e la potenza del suo Cristo, poiché
è stato precipitato l'accusatore dei nostri fratelli,
colui che li accusava davanti al nostro Dio giorno e notte.
Ma essi lo hanno vinto per mezzo del sangue dell'Agnello
e grazie alla testimonianza del loro martirio, poiché
hanno disprezzato la vita fino a morire. Esultate, dunque
o cieli, e voi che abitate in essi. Ma guai a voi terra
e mare, perché il diavolo è precipitato sopra
di voi pieno di grande furore, sapendo che gli resta poco
tempo” (Ap 12, 7-12).
Questa
relazione biblica ci fa sapere qualcosa sul conflitto tra
gli angeli. Ovviamente Dio ha creato gli angeli buoni. Il
dono della libertà che avevano dava loro la possibilità
di scegliere. Erano messi alla prova dell'ubbidienza e dell'amore;
dovevano riconoscere il Dio come il loro Signore Supremo
e liberamente mettersi al suo servizio. Invece, in una parte
degli angeli nacque superbia, il desiderio di essere dio.
Superbia è il peccato dello spirito. In seguito,
Lucifero, l'angelo di luce, il più grande tra le
creature di Dio, e una parte che lo seguiva, si ribellarono
e diventarono gli spiriti maligni, i demoni. Nel momento
in cui Lucifero, Satana, si è ribellato coscientemente,
con tutto il suo essere e con la propria volontà,
è diventato irreversibilmente l'essere più
lontano da Dio. Il peccato di ribellione è rimasto
inculcato nella sua natura e vi rimarrà eternamente.
La Bibbia lo chiama con diversi nomi: Satana, Lucifero,
Belzebù, il Serpente antico, il Padre della menzogna,
l'Accusatore dei fratelli...
Quindi,
Dio non ha creato il Diavolo e gli spiriti cattivi, ma sono
stati loro, rivoltandosi contro Dio consapevolmente e liberamente
a diventare cattivi. Il potere
e
le capacità che ha ricevuto da Dio prima di ribellarsi,
il Demonio li ha ancora. Dio non può negare se stesso.
Ma adesso Satana quelle abilità, specialmente la
cognizione, le usa per odiare Dio e tutti coloro che volontariamente
desiderano servirlo.
Gesù
e Satana
Gesù
Cristo è il centro della creazione e della redenzione.
Secondo il piano di Dio, tutto è creato "per
mezzo di lui" (cfr. Col 1, 16). Nella Bibbia si parla
di due regni: del regno di Dio e del regno di Satana. Si
parla, da una parte dell'onnipotenza di Dio Creatore, Signore
dell'universo, e dall'altra della potenza delle tenebre;
dei figli di Dio di fronte ai figli del Demonio. È
assolutamente impossibile concepire l'opera di Cristo Redentore
se non tenendo presente l'azione devastante di Satana.
Egli
è apparso in questo mondo "per distruggere le
opere del diavolo" (1 Gv 3, 8), liberare l'uomo dalla
schiavitù diabolica e, dopo aver distrutto il regno
di Satana, stabilire il Regno di Dio.
Il
Diavolo è "omicida fin dal principio" (cfr.
Gv 8, 44); nemico, tentatore, accusatore, per mezzo di lui
nel mondo entrarono male, dolore, peccato e morte. Gesù
lo nomina "il principe del mondo" (Gv 14, 30);
Paolo lo descrive come "il dio di questo mondo"
(2 Cor 4, 4); Giovanni afferma che "tutto il mondo
giace sotto il potere del maligno" (1 Gv 5, 19).
Tutti
quelli che negano l'esistenza del Diavolo, compresi i più
grandi teologi, considerandolo soltanto come un'idea astratta
del male che serve solamente per impaurire l'uomo, chiaramente
si sbagliano. Parlando dei demoni, la Scrittura ci parla
degli esseri che hanno mente, volontà, libertà
e intraprendenza. Lo confermano la consegna degli avi, quanto
il ministero della Chiesa. Quindi, chi nega il Diavolo,
nega il peccato e non è capace di comprendere l'opera
della redenzione di Cristo.
Il
Demonio è molto possente proprio perché oltre
il potere usa la seduzione e la menzogna nascondendosi subdolamente.
Non gli piace essere smascherato, scoperto. L'ha notato
benissimo Ch. Boudelaire scrivendo: "La più
grande astuzia del Diavolo è di farci credere che
non esiste". Chiaramente! Poiché se è
riuscito a farci credere che non c'è, allora vivremo
senza pensare a lui, e di conseguenza potrà tranquillamente
"tirarci per il naso" e "trasportarci assetati
sopra l'acqua" senza che noi ce ne accorgiamo. Sembra
che al giorno d'oggi riesca molto bene.
Il
Vangelo dà molta importanza al conflitto tra Cristo
e Satana. Certamente, ogni conflitto è segnato dalla
sconfitta del Diavolo.
Per
comprendere l'influenza di Cristo sul Demonio è importante
distinguere alcune espressioni che ci porta la Sacra Scrittura.
San Giovanni nella sua lettera dice: "Il Figlio di
Dio è apparso per distruggere le opere del diavolo"
(1 Gv 3, 8). Pietro, riassumendo l'opera di Cristo al convertito
Cornelio, spiega: "... passò beneficando
e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del
diavolo" (At 1o, 38). Infine, Paolo, sulla lotta che
il cristiano combatte per rimanere fedele a Cristo, dirà:
"Rivestitevi dell'armatura di Dio, per poter resistere
alle insidie del diavolo. La nostra battaglia infatti non
è contro creature fatte di sangue e di carne, ma
contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori
di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male
che abitano nelle regioni celesti" (Ef 6, 11-12).
Le
tentazioni nel deserto
Al
principio della sua attività pubblica, dopo il battesimo
sul Giordano, Gesù fu tentato dal Diavolo. Ritirandosi
nella solitudine di un deserto, per quaranta giorni a digiuno,
pregando nell'unità col Padre, si preparava ad affrontare
il Maligno.
Tentandolo,
gli disse: "Se sei Figlio di Dio, di' che questi sassi
diventino pane" (Mt 4, 3). Ma egli rispose: "Non
di solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni parola che
esce dalla bocca di Dio!" (Mt 4, 4). Indubbiamente,
il Tentatore cercava il momento giusto: Gesù era
fisicamente esausto.
Stanco
e affamato, logicamente l'uomo ha bisogno di mangiare. Ma
in questo caso dobbiamo riconoscere la trappola del Demonio.
Tante volte rispondiamo frivolamente al richiamo delle nostre
emozioni, cercando di saziare le necessità momentanee...
e in questo modo pecchiamo rifugiati dietro la maschera
della concessione. "Ma tutti fanno così"
è la nostra solita risposta di difesa. E Satana è
molto abile. Si nasconde non volendosi scoprire come angelo
caduto durante la rivolta. Al contrario, piuttosto veste
i panni dell'angelo di luce presentandosi misericordioso,
compassionevole, comprensivo. A Gesù affamato offre
il cibo. Cosa è più normale di questo? Invece
Cristo è Dio e distingue il pericolo. Per soddisfare
le necessità corporee, l'uomo rischia di trascurare
lo spirito. Quanti sono al giorno d'oggi che pensano soltanto
a rimpinzarsi lo stomaco e a sfamare le proprie bramosie,
lasciandosi l'anima vuota e senza Dio? Gesù poteva
fare un miracolo; sappiamo che prossimamente sfamerà
due volte migliaia di persone moltiplicando il pane nel
deserto. Riconoscendo la trappola, risponde al Demonio:
"Non di solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni parola
che esce dalla bocca di Dio" (Mt 4, 4).
Procede
con la seconda tentazione. Dobbiamo sapere che Satana non
si sente mai sconfitto. Dopo il primo tentativo senza successo,
lo condusse sul pinnacolo del tempio di Gerusalemme e gli
disse: "Se sei Figlio di Dio, gettati giù, poiché
sta scritto: Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo,
ed essi ti sorreggeranno con le loro mani, perché
non abbia a urtare contro un sasso il tuo piede" (Mt
4, 6). Qui si nasconde il doppio inganno, il peccato di
vanità. Propone a Cristo di fare sensazione davanti
agli occhi del mondo, un salto mortale. Tutti gli applaudirebbero,
lo ammirerebbero e lo adorerebbero. La gente ama gli
spettacoli. Ha bisogno degli idoli, di identificarsi con
i cantanti, gli attori, i giocatori... Come nell'antica
Roma, l'uomo d'oggi "desidera pane e giochi".
La risposta di Gesù, come la prima volta, è
decisa, tagliente e senza compromessi: "Sta scritto
anche: Non tentare il Signore Dio tuo!" (Mt 4, 7).
Accontentarlo significherebbe sostituire i ruoli, cioè
permettere al Tentatore di interpretare il Creatore. Satana
si infuria per non aver avuto successo neanche stavolta.
Non è riuscito a persuadere Cristo a fare un miracolo.
Segue
il terzo tentativo. Il più orribile dei tre. Satana
guida Gesù davanti a qualcosa che rovina l'uomo per
l'eternità: "Di nuovo il diavolo lo condusse
con sé sopra un monte altissimo e gli mostrò
tutti i regni del mondo con la loro gloria e gli disse:
“Tutte queste cose io ti darò se, prostrandoti, mi
adorerai” (Mt 4, 8-9). Quale demenza! Il Demonio che si
immagina tutto suo e invece non ha proprio niente. Promette
all'uomo successo, gloria, fama, potere, ricchezza, fortuna,
progresso, piacere. Infine, gli prende tutto di nuovo, facendolo
precipitare. Accecare l'individuo non permettendogli di
vedere la via di scampo dopo il fallimento, convincendolo
a rassegnarsi a tal punto di non capire il senso di vita,
per condurlo infine a togliersela da solo è un'ordinaria
strategia diabolica. Non siamo dunque, testimoni di tantissimi
suicidi, sempre più presenti nella nostra realtà,
specialmente tra i giovani?
Anche
la terza volta Gesù evita l'imbroglio: "Vattene,
Satana! Sta scritto: Adora il Signore Dio tuo e a lui solo
rendi culto!" (Mt 4, 10). Quanta forza e decisione
in queste parole! Rivelano la grandiosa istruzione di vita
per tutti coloro che si prosternano davanti agli idoli,
i falsi dèi: l'idolo di soldo, l'idolo di scienza,
di cupidigia, di potere e di carriera, l'idolo di pubblicità
e prestigio, l'idolo di droga e alcol...
Tutte
queste tentazioni nascondono l'insidia di accettare il desiderio
del corpo, del mondo e di Satana (cibo, successo, potere...)
che vuole dominare lo spirito. Mira a separarci da Dio e
distruggerci l'anima. L'antico Adamo ha scelto la promessa
del Diavolo; il Nuovo Adamo, Cristo, ha preferito essere
obbediente al Padre, pur sapendo di dover morire crocifisso.
Chi
potrebbe contare tutte le anime che Satana possiede
attraverso simili insidie!? Tutti quelli che gli hanno creduto,
ingannati con false promesse, "ciechi" e "incatenati"
fanno parte della sua schiavitù. San Giovanni per
tre volte lo chiamerà: Il principe di questo mondo.
Cristo è qui per sterminare le potestà diaboliche
che dominano tutti quelli sottomessi a subdoli inganni.
È venuto per abbattere il potere; slegare "le
catene" del Diavolo, liberare e dare la vita alle amate
creature. Perciò disse ai suoi discepoli: Ora il
principe di questo mondo sarà gettato fuori... perché
non ha nessun potere su di me! (cfr. Gv 12, 31).
Cristo
e il demonio nei Vangeli
Nei
propri scritti, gli Evangelisti cercano di accentuare la
divinità di Cristo. In questo senso particolarmente
riportano le sue opere d'eccezione, i miracoli, tra i quali
descrivono con particolare attenzione il potere che egli
esercitava sugli spiriti maligni. Come abbiamo già
detto, la sua missione era indirizzata a distruggere il
Demonio e liberare l'umanità. Marco nel primo capitolo
del suo Vangelo tre volte sottolinea questo potere di Cristo:
"Allora un uomo che era nella sinagoga, posseduto da
uno spirito immondo, si mise a gridare: “Che c'entri con
noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci! Io so
chi tu sei: il santo di Dio'. E Gesù lo sgridò:
“Taci! Esci da quell'uomo'. E lo spirito immondo, straziandolo
e gridando forte, uscì da lui. Tutti furono presi
da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: `Che è
mai questo? Una dottrina nuova insegnata con autorità.
Comanda persino agli spiriti immondi e gli obbediscono!'
(Mc 1, 23-27). È importante notare come il popolo
collega l'attività di Gesù con l'autorità
e il potere che egli aveva sui demoni: "Venuta la sera,
dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati
e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti
alla porta. Guarì molti che erano afflitti da varie
malattie e scacciò molti demoni; ma non permetteva
ai demoni di parlare, perché lo conoscevano"
(Mc 1, 32-34). Possiamo evidenziare che Gesù non
vuole la testimonianza degli spiriti maligni, menzogneri
e ingannevoli. Gli basta quella del Padre e richiede anche
la nostra. Marco ci informa: "E andò per tutta
la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando
i demoni" (Mc 1, 39).
Matteo
invece ci descrive come Gesù liberava tante persone:
"La sua fama si sparse per tutta la Siria e così
condussero a lui tutti i malati, tormentati da varie malattie
e dolori, indemoniati, epilettici e paralitici; ed egli
li guariva" (Mt 4, 24). "Venuta la sera, gli portarono
molti indemoniati ed egli scacciò gli spiriti con
la sua parola e guarì tutti i malati" (Mt 8,
16). Luca riporta similmente: "Al calar del sole, tutti
quelli che avevano infermi colpiti da mali di ogni genere
li condussero a lui. Ed egli, imponendo su ciascuno le mani,
li guariva. Da molti uscivano demoni gridando: “Tu sei il
Figlio di Dio!' Ma egli li minacciava e non li lasciava
parlare, perché sapevano che era il Cristo"
(Lc 4, 40-41). "... erano venuti per ascoltarlo ed
esser guariti dalle loro malattie; anche quelli che
erano tormentati da spiriti immondi, venivano guariti. Tutta
la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva
una forza che sanava tutti" (Lc 6,18-19). "...
e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi
e da infermità: Maria di Magdala, dalla quale erano
usciti sette demoni... " (Lc 8, 2).
Dedichiamo
per un istante la nostra attenzione a due avvenimenti caratteristici
e particolarmente interessanti.
Riflettiamo
sul caso dell'indemoniato di Gerasa. Si tratta di uno dei
peggiori esempi di possessione diabolica dove l'individuo
dimostra di avere forza erculea. Riusciva a spezzare le
catene. Nessun altro caso rivela espressioni del genere.
L'influsso del Demonio si può manifestare anche come
malattia fisica. Abbiamo i casi del sordomuto e della donna
ricurva. Oggi possiamo trovare diverse esteriorizzazioni
della possessione demoniaca.
Quando
Gesù gli domandò: Come ti chiami? "Mi
chiamo Legione, gli rispose, perché siamo in molti"
(Mc 5, 9). Anche al giorno d'oggi durante un rito di esorcismo
può succedere come avvenne quando Cristo permise
al Diavolo di entrare nei maiali. Gesù non ordina
mai a nessuno di tacere di essere stato liberato dallo spirito
maligno; lo fa di solito soltanto dopo aver guarito da qualche
malattia.
Il
secondo caso ci racconta la guarigione del fanciullo che
i dieci apostoli non riuscivano a liberare da soli, mentre
Gesù si trovava con Pietro, Giacomo e Giovanni sul
monte Tabor. Anche questo era un grave esempio di possessione.
Il Demonio tormentava il ragazzo gettandolo a terra ed egli
irrigidendosi, schiumava dalla bocca e strideva i denti,
come se fosse stato epilettico. Satana desiderava distruggerlo
perciò lo buttava sia in acqua sia nel fuoco. Le
descrizioni riportano Luca (9, 38-43) e Marco (9, 14-27).
Segue
una domanda molto concreta e significativa di Gesù:
"Da quanto tempo gli accade questo?" (Mc 9, 21).
La risposta: "Dall'infanzia..." voleva accentuare
che la vittima non era colpevole da parte sua per l'accaduto.
Cristo
richiede la fede del padre per poter liberare il giovane:
"Tutto è possibile per chi crede!" (Mc
9, 23) e ai discepoli stupiti e delusi per l'insuccesso
dice: "Questa specie di demoni non si può scacciare
in alcun modo, se non con la preghiera" (Mc 9, 29).
Segnala che alcune liberazioni dagli spiriti immondi, particolarmente
complessi, pretendono dall'interessato preghiera e digiuno.
Riportiamo
alcune caratteristiche che sarebbe utile evidenziare negli
incontri tra Gesù e il Demonio:
il
Diavolo può entrare nella persona: "E allora,
dopo quel boccone, Satana entrò in lui" (Gv
13, 27) il caso di Giuda Iscariota;
dopo
la liberazione, lo spirito maligno può ritornare
accompagnato da altri e peggiori demoni (Mt 12, 43-45);
è
capace di agire in maniera da sedurre la gente come è
accaduto del mago Simone (At 8, 9);
in
alcune circostanze dimostra di avere potere straordinario:
"... ma questa è la vostra ora, è l'impero
delle tenebre" (Lc 22, 53);
Satana
manifesta quel potere specialmente negli ultimi tempi e
lo possiamo vedere dai discorsi di Gesù e nell'Apocalisse.
Il
demonio si scatena se lo scopriamo e cerchiamo di colpirlo.
Gli ebrei, i loro letterati e i farisei, temendo che il
popolo cominciasse ad ammirare Gesù dicevano: "Egli
scaccia i demoni per opera del principe dei demoni!"
(Mt 9, 34). "Ora sappiamo che hai un demonio"
(Gv 8, 52). "Costui è posseduto da Beelzebul
e scaccia i demoni per mezzo del principe dei demoni"
(Mc 3, 22). Cristo darà tre risposte alle presenti
accuse. Con la prima vorrà dimostrare che l'imputazione
era insensata e contraddittoria: "Come può satana
scacciare satana? Se un regno è diviso in se stesso,
quel regno non può reggersi... se satana si ribella
contro se stesso ed è diviso, non può resistere,
ma sta per finire" (Mc 3, 23-26). La seconda risposta
è ancora più potente. Gesù cerca di
spiegare a quelli che lo ascoltano quello che sta succedendo:
"Ma se io scaccio i demoni per virtù dello Spirito
di Dio, è certo giunto fra voi il regno di Dio"
(Mt 12, 28); "... ora il principe di questo mondo sarà
gettato fuori" (Gv 12, 31); "... il principe di
questo mondo è stato giudicato" (Gv 16, 11).
La
terza invece parla del potere assoluto di Dio e della sconfitta
totale del Demonio: "Quando un uomo forte, bene armato,
fa la guardia al suo palazzo, tutti i suoi beni stanno al
sicuro. Ma se arriva uno più forte di lui e lo vince,
gli strappa via l'armatura nella quale confidava e ne distribuisce
il bottino" (Lc 11, 21-22). "... il principe del
mondo; egli non ha nessun potere su di me" (Gv 14,
30).
L'azione
del demonio nel nostro tempo
Abbiamo
menzionato che Satana e gli angeli ribelli, anche se divisi
da Dio, hanno mantenuto il proprio dominio e la rispettiva
posizione (Troni, Dominazioni, Principati, Potestà...)
e che usano quelle virtù e potenze per le opere del
male. Tra il primo arrivo di Cristo ed il giorno dell'ultimo
giudizio Satana cerca continuamente di catturare più
anime possibile. Il suo ultimo scopo è di rovinare
e di sterminare l'uomo. Sant'Agostino sosteneva che, se
Dio autorizzasse il Demonio "nessuno di noi sopravvivrebbe".
Consapevole del proprio fallimento, sapendo "che gli
resta poco tempo" (Ap 12, 12), ovviamente ha fretta
e disperatamente cerca di accalappiare un buon numero di
persone. La lotta contro "le potenze delle tenebre...
" è "destinata a durare, come dice il Signore,
fino all'ultimo giorno" (GS 37). Ogni individuo, senza
eccezioni, fa parte di quel conflitto. La nostra vita sulla
terra è una permanente prova nella quale si misura
quanto siamo fedeli a Dio e quanto schiavi del Diavolo.
Al termine di questo cammino, ci aspetta tutti il giudizio
di Cristo, in funzione di quanto ognuno di noi abbia fatto
bene o male durante il proprio soggiorno terreno.
Evidentemente
il potere di Satana in alcune epoche della storia umana
risulta più forte, soprattutto al livello della comunità
e poi, nella realtà del singolo. Tra gli storici
si reputa che la rovina dell'Impero Romano avvenne come
conseguenza della deformazione etica e morale che aveva
contagiato l'intera società di quei tempi. Lo afferma
chiaramente Paolo nella sua lettera ai Romani.
Intanto,
osservando, ci risulta che anche il mondo d'oggi, in modo
particolare quello Occidentale, presenti la stessa tendenza.
Un enorme contributo è dovuto ai mezzi di comunicazione,
spesso al servizio del male nella diffusione del materialismo,
edonismo, consumismo... Satana accentua il culto del sesso,
facendo diventare il corpo umano un mezzo del peccato. Questa
è l'azione diabolica che spesso chiamiamo tentazione,
diffusa in tanti modi... Infine possiamo constatare che
la propaganda del mondo satanico è talmente aperta
e prepotente che riesce direttamente e indirettamente ad
influenzare l'uomo, a distruggergli la vita e a portargli
l'anima all'inferno.
| ALCUNE
NOZIONI DI DEMONOLOGIA E ANGEOLOGIA |