"Sorga il Signore e siano dispersi i suoi nemici"

 


 

 

 

 

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Gli angeli

tratto dalla "Somma di Teologia dogmatica" di padre Giuseppe Casali


ANGELO significa nunzio, ma questo nome è piuttosto per il loro ufficio che non per la loro natura, per la quale dovremmo chiamarli semplicemente Spiriti. L’Angelo si può definire: SOSTANZA CREATA, SEMPLICEMENTE SPIRITUALE, INTELLETTUALE E SUSSISTENTE.
Si dice SOSTANZA CREATA perchè non esiste di per sè, ma è creato da Dio. SEMPLICEMENTE SPIRITUALE perchè è puro spirito ed è completo in sè a differenza dell’anima umana che è creata per informare un corpo. Che è puro spirito non è di fede, ma almeno certo, dal Conc. Laterano IV e Fiorentino che lo distinguono dalle creature corporee. INTELLETTUALE, e in ciò differisce dall’uomo il quale percepisce il maggior numero delle verità non per intuito intellettuale ma per ragionamento.
SUSSISTENTE in quanto è sostanza completa che di per sè ha il dominio delle azioni ed operazioni.

ESISTENZA DEGLI ANGELI

ERRORI - Anticamente negarono l’esistenza degli Angeli gli Epicurei e i Sadducei. Oggi gli Atei e i Razionalisti per i quali ultimi gli Ebrei avrebbero preso questo concetto dai Gentili.
Secondo i Protestanti Liberali la Scrittura, quando ne parla, vuole indicare le buone ispirazioni e i santi uomini mandati da Dio per istruire gli uomini.
Oltre che contro la esistenza ci sono alcuni errori riguardo la natura degli Angeli. Così gli Spiritisti li scambiano con le anime dei morti e alcuni antichi Padri e Teologi credettero che avessero un corpo, benchè sottilissimo.
Contro questi errori poniamo la seguente:

TESI - Esistono gli Angeli, creature intellettuali, distinte da Dio e più elevate degli uomini; essi sono puramente spirituali.

E’ DI FEDE

la prima parte dai due Concilii già citati.

E’ CERTO

riguardo alla seconda, come abbiamo qui sopra spiegato.

PROVA A) - LA S. SCRITTURA parla degli Angeli in molti passi, fino dal Vecchio Testamento. Li presenta come moltitudini innumerevoli, superiori agli uomini, che assistono al trono di Dio, eseguono i suoi ordini, assistono gli uomini, sono divisi in vari ordini (Non riportiamo le innumerevoli citazioni che si trovano nel Genesi, Esodo, Numeri, Salmi, Giob, Giuditta, Ezechia, Isaia, Esdra, Tobia, ecc.).
In particolare ricordiamo la visione di Daniele (cap. 7 e 10) dell’Arcangelo S. Michele (I nomi degli Angeli che conosciamo dalla Scrittura sono Michele (l’unico chiamato Arcangelo dalla Scrittura - Giuda 1, 9 -; gli altri due sono chiamati così dalla Chiesa) che significa: chi come Dio: Gabriele, fortezza di Dio; Raffaele, medicina di Dio), che viene “in aiuto al popolo di Dio”, e l’assistenza data a Tobia (12, 1-22) da S. Raffaele «uno dei sette che stanno davanti a Dio”.
Nel Nuovo Testamento troviamo gli Angeli nella Annunciazione a Maria (Lc. 1, 11,26 ss.); a S. Giuseppe (Mt. 1 20; 2, 13, 19), a Betlemme (Lc. 2. 13); nel deserto che ministrano a Gesù (Mt. 4, 11). Molte volte Gesù parla degli Angeli.
Altre testimonianze le troviamo negli Atti degli Apostoli, e nelle lettere di S. Pietro, di S. Paolo e nell’Apocalisse.
Da tutti questi testi si rileva non solo che gli Angeli esistono, ma sono vere sostanze e non solo buone ispirazioni, tantochè uno di essi accompagna Tobia, un altro accompagna per mano Lot, allontanandolo da Sodoma (Gn. 19, 16) altri mini- strano a Gesù, ecc.
Sono inferiori a Dio. Infatti sono stati creati da Lui (come abbiamo vista nei Cap. antecedente), e sono “spiriti che lo servono, mandati in ministero” (Col. 1, 16).
Sono più elevati degli uomini. Parlando dell’uomo è detto:
“Lo hai fatto di poco minore degli Angeli” (Sal. 8,6).
Sono puramente spirituali. La Scrittura li chiama Spiriti e mai dice che abbiano un corpo, ma solo che appariscono talvolta sotto la specie di un corpo.

B) - LA TRADIZI0NE concordemente afferma la loro esistenza.
Solo nei primi secoli alcuni Padri, come Ori gene, S. Ambrogio, S. Ilario. S. Girolamo, ecc. pensarono che avessero un corpo sottilissimo, etereo, come saranno i corpi dei giusti glorificati.
Ma già nel sec. IV viene chiarito questo punto da S. Giovanni Crisostomo e S. Gregorio Magno, finchè Pietro Lombardo, S. Tomaso e Duns Scoto precisano la loro assoluta immaterialità.
Riguardo al tempo della loro creazione alcuni Padri la pongono insieme alla creazione del mondo; altri antecedentemente.
Negli atti del Conc. Vaticano fu autorevolmente dichiarato che la frase: “gli Angeli e gli uomini furono creati insieme” non implica che significhi “nello stesso tempo”, ma indica una parità di creazione come se dicesse “furono creati ugualmente”.

Natura degli Angeli

Ne abbiamo già parlato nella tesi quando abbiamo detto che sono Esseri puramente spirituali, inferiori a Dio, superiori all’uomo. Però sarà utile dare qualche altra precisazione.
Essi sono forniti di intelletto e di volontà, superiore a quella dell’uomo. La loro intelligenza conosce subito intuitivamente senza bisogno di ragionamento.
Anche la loro potenza è superiore a quella dell’uomo; basti pensare che l’Angelo sterminatore in una notte fece morire tutti i primogeniti degli Egiziani e sul campo degli Assiri uccise l85mila uomini (Is. 37, 36). Gli Angeli sono in un luogo, non in modo definito, come l’uomo ma in modo circoscritto, cioè tutti in un luogo e tutti in ogni punto del luogo, come l’anima umana che è tutta nel corpo dell’uomo e tutta in ogni parte del corpo. Essi possono agire in più luoghi simultaneamente, entro la sfera della loro potenza, come l’uomo può agire fino dove arrivano le sue mani, o anche altri mezzi come un radio- comando.
Tutte queste particolarità non sono oggetto di fede, ma si deducono dalla natura degli Spiriti.
Si dividono in nove ordini o cori, che i Padri ricordano dai nomi che si incontrano nella Scrittura:
Serafini, Cherubini, Troni, Dominazioni, Principati, Potestà, Virtù, Arcangeli, Angeli”.
Essi sono una moltitudine ingentissima, poichè, come dice San Tomaso, “quanto le cose sono più perfette in tanto maggior numero sono create da Dio” (S. Th. 1, q. 50 a 3). Naturalmente l’Angelico Dottore intende degli Esseri che rimarranno per sempre, non di quelli che debbono servire, per esempio, all’uso dell’uomo e poi cessano di esistere.

La loro bellezza è così splendida che ciascun Angelo costituisce una specie a sè.
Gli Angeli non furono creati nella beatitudine soprannaturale, ma all’ordine della loro natura Dio aggiunse il dono della grazia soprannaturale.
Ebbero un periodo di prova, come lo dimostra il fatto che alcuni per propria colpa peccarono e furono condannati all’eterno supplizio.
Gli Angeli fedeli, invece, furono confermati nella grazia, onde non possono più peccare, e ammessi alla eterna beatitudine nella visione di Dio, come ci attesta Gesù stesso: “I loro Angeli nei cieli sempre vedono la faccia del Padre mio che è nei cieli” (Mt. 18, 10).

GLI ANGELI CUSTODI

Dio, che nella sua Provvidenza governa le cose inferiori per mezzo delle superiori, ha voluto affidare ciascun uomo alla custodia di un Angelo. Questo fatto non fa apparire come insufficiente, come pretendeva Calvino, la potenza di Dio, che tutto governa, che anzi, come spiega S. Tomaso (S. Th. 1, q. 113, a 1-2), Dio si serve delle cause seconde, non perchè ne abbia bisogno, ma per far risplendere meglio la sua bontà e sapienza.

TESI - Dio ha deputato gli Angeli a custodire gli uomini nel loro pellegrinaggio terrestre.

E’ ALMENO CERTO

anzi

E’ DI FEDE

secondo molti teologi, per l’unanime consenso della Chiesa e per la istituzione della festa degli Angeli Custodi.

PROVA: A) - DALLA SCRITTURA. Il Salmo 40 (11-12) dice “Ha mandato i suoi Angeli intorno a te, perchè ti custodiscano in tutte le tue vie”.
Secondo la comune interpretazione, questo Salmo, si riferisce ai giusti: quindi almeno per coloro che confidano in Dio è rivelato nella Scrittura che hanno l’Angelo Custode.
Nel Vangelo, nel testo già citato, “i loro Angeli vedono sempre la faccia del Padre che nei cieli” Gesù parla di tutti i bambini. Dunque ogni bambino ha il suo Angelo.

S. Paolo dice che gli Angeli “sono stati mandati in ministero di coloro che prenderanno l’eredità della salvezza” (Ebr. 1, 14). Ora tutti gli uomini sono chiamati alla salvezza e perciò tutti hanno il loro Angelo Custode.

B) - DALLA TRADIZIONE. Fra i Padri S. Girolamo esclama: “E grande la dignità delle anime così che ognuno abbia un Angelo incaricato della sua custodia fino dall’inizio della nascità”. E
S. Basilio (Eunom. 3, 1): “Nessuno contraddice che un Angelo assite ogni singolo fedele”.
La Chiesa ha istituito la festa degli Angeli Custodi: “Lex orandi lex credendi”, e questa istituzione mostra il pensiero della Chiesa. Nell’orazione della Messa si legge: “O Dio, che per ineffabile Provvidenza ti degni di mandare i tuoi SS. Angeli per la nostra custodia”. E nella Messa di S. Michele, in cui anticamente venivano onorate anche le Virtù dei cieli, si legge: “O Dio... concedi... che da quelli che ministrandoli nel cielo sempre ti circondano da questi sia difesa sulla terra la nostra vita”. Il pensiero della Chiesa, perciò, è chiaro.
Dunque è certo che ciascun fedele ha il suo Angelo Custode, anzi è dottrina comune che lo hanno anche i peccatori e gli infedeli. Comunemente si asserisce che Gesù non ha avuto l’Angelo Custode, perchè la sua Umanità era protetta dallo stesso Verbo di Dio, che l’aveva assunta; mentre la Madonna lo aveva e S. Bernardo dice che era l’Angelo Gabriele.
Con molta probabilità si ritiene che abbiano il loro Angelo le comunità più importanti, come la Chiesa ha S. Michele, e così le nazioni e le diocesi.

UFFICI DEGLI ANGELI CUSTODI. Ci difendono dai pericoli e dai, danni anche temporali e ci aiutano negli stessi interessi terreni purchè servano alla salvezza eterna. Ma specialmente ci aiutano ci difendono, ci custodiscono, ci guidano per l’anima. Allontanano i demoni, ci suggeriscono buoni pensieri, presentano a Dio tutte le nostre orazioni. A volte ci richiamano pure con qualche castigo che ci emendi. Noi non lo vediamo, ma qualche Santo lo ha veduto anche sensibilmente; come l’Angelo che visibilmente diede uno schiaffo a S. Francesca Romana per correggerla da un difetto. Il loro aiuto è particolarmente intenso ed efficace al momento, così decisivo e così insidiato dal demonio, della nostra morte.
S. Tomaso dice che la loro assistenza comincia dal momento della nascita, mentre prima siamo custoditi dall’Angelo della mamma. La loro missione termina al momento della morte quando presentano la nostra anima a Dio.

I NOSTRI DOVERI. Pensando alla presenza di una creatura così nobile e santa, che ci sta sempre vicina, dobbiamo avere verso l’Angelo Custode grande riverenza e amore. Non lo dobbiamo mai contristare con azioni o pensieri che vadano contro Dio. Dobbiamo onorarlo coi nostri ossequi e invocarlo frequentemente con fiduciosa preghiera, più che un amico e fratello.
Grande efficacia per fare del bene alle altre anime si ha invocando i loro Angeli Custodi.

GLI ANGELI CATTIVI

Se gli Angeli Custodi ci aiutano a conseguire la nostra salvezza eterna, gli Angeli cattivi usano ogni sforzo per danneggiarci nel corpo, quando non cerchino di darci i beni della terra per un male maggiore e per rovinarci eternamente l’anima. Fanno così non perchè ne ritraggano un vantaggio, ma solo per il loro odio a Dio e alle sue creature, che vorrebbero staccare da Lui e perdere. Però non possono fare di più di quello che Dio permette loro, e l’uomo, nel corpo, può ricevere del male entro questi limiti ma non può riceverne del male nell’anima, se non in quanto accetta di sua volontà.

La caduta degli Angeli

Abbiamo detto che gli Angeli furono sottoposti ad una prova. Quelli fedeli furono confermati in grazia, i ribelli invece, furono cacciati per sempre dal Paradiso e condannati alle pene eterne dell’Inferno.
Il loro peccato fu un peccato di superbia perchè la loro natura spirituale non li poteva attaccare ai beni sensibili propri del corpo e, secondo San Tomaso, la loro superbia consistette nel volere in modo disordinato la somiglianza con Dio. Questa somiglianza - spiega l’Aquinate (1, q. 63, a. 3) - non consisteva nell’equipararsi alla natura di Dio; nella sua intelligenza l’Angelo capiva che ciò era assurdo; né consisteva nel desiderare nel modo debito quelle perfezioni nelle quali si è chiamati a somigliare a Dio (e qui non ci sarebbe peccato a meno che uno non intendesse raggiungerle con le sue sole forze, senza la virtù di Dio). Il Demonio “desiderò invece di essere simile a Dio, in quanto desiderò come fine ultimo quella beatitudine a cui poteva giungere con le proprie forze naturali, distogliendo il suo desiderio dalla beatitudine soprannaturale che si ottiene nomelli, gli Angeli cattivi peccarono, perché quando fu loro fine la somiglianza che proviene dalla grazia, la volle ottenere con le forze della propria natura, non già, conforme alla disposizione divina, mediante l’aiuto di Dio”.
Secondo altri teologi come il Suarez, e recentemente il Bonomelle, gli Angeli cattivi peccarono, perché quando fu loro rivelato il mistero della Incarnazione del Verbo, cui dovevano essere soggetti anche come Uomo, non si vollero sottomettere, e, capitanati da Lucifero si ribellarono. Furono condannati per sempre all’inferno e furono chiamati: demoni, diavoli, angeli prevaricatori.
Le due sentenze in qualche modo dicono la stessa cosa e cioè che il diavolo desiderò di conseguire con le sue forze la beatitudine ultima, il che è proprio di Dio.

Le tentazioni

TESI - Molto spesso i demoni tentano, cioè spingono l’uomo al male.

E’ DI FEDE

dall’universale magistero della Chiesa.

SPIEGAZIONE. L’opera del demonio è sempre limitata dalla permissione di Dio, che non permette che siamo tentati sopra le nostre forze, ma ci dà la grazia per resistere e vincere le tentazioni e ci dà i mezzi, come la preghiera, la penitenza, la vigilanza, per ottenere grazia abbondante. Quindi, quando l’uomo acconsente alla tentazione, è solo per colpa della sua cattiva volontà. Il demonio non può agire direttamente sull’intelletto e la volontà, ma solo indirettamente inducendoci all’errore, dando cattive immaginazioni e scatenando le passioni. Può agire invece direttamente sui sensi esterni, sulla memoria, sulla immaginazione e sull’appetito sensibile.
Non tutte le tentazioni sono causate direttamente dal demonio, ma anche dalla triplice concupiscenza degli occhi, della carne e della superbia.

PROVA: LA SCRITTURA parla chiaramente della tentazione data dal demonio in forma di serpente ad Eva (Gn. 3, 1-6), e delle tentazioni di Giobbe. Il demonio osò tentare, in modo solo esterno come gli era possibile, lo stesso Gesù (Mt. 4 3-lO). Tentò Giuda a tradire il Maestro (Gv. 13, 2, 27).
Gli Atti (5, 3) ci parlano della tentazione di Anania e Saffira, e S. Pietro (5, 8-9) e S. Paolo (Eph. 6 12) ci avvertono di stare in guardia contro le tentazioni del demonio. Dunque la
S. Scrittura ci rivela chiaramente che l’uomo è tentato dal demonio.

L’OSSESSIONE E LA POSSESSIONE: L’OSSESSIONE è una azione esterna del demonio con la quale circonda e asse- dia il corpo dell’uomo e tormenta l’anima con gravi tentazioni.
Molte volte Dio la permette ai suoi Santi per purificarli ed elevarli anche attraverso queste tribolazioni indicibili, a grande perfezione. In queste prove in un modo tutto particolare, si prova la loro fedeltà a Dio, attraverso un crescendo spaventoso e impensabile di assalti che il demonio dà loro; ma nonostante la violenza e il prolungamento della prova essi attestano la loro fedeltà a Dio con una fermezza incrollabile per la grande grazia con cui Egli li sostiene. Hanno così modo di approfondire la loro umiltà (quando essi si considerano grandi peccatori non lo dicono ipocritamente, ma vedono tutta la debolezza se non ci fosse Dio a sostenerli), esercitano la pazienza, moltiplicano le loro preghiere e penitenze, riparano e ottengono grazie per coloro che si danno volontariamente al demonio col peccato.
Il demonio a volte si presenta anche in forme visibili impure, li percuote, li trasporta da un luogo all’altro violentemente, attenta alla loro salute e vita fisica. Non dimentichiamo però che il demonio non può sorpassare i limiti permessi da Dio e che Questi assiste in un modo particolare queste anime a Lui predilette, così provate. Fra gli innumerevoli esempi che si leggono nelle vite dei Santi, citiamo solo S. Giobbe, percosso dal demonio non solo nei beni e nella famiglia, ma nella sua stessa persona; S. Antonio nel deserto; S. Gemma Galgani, più volte percossa ed umiliata dal demonio in varie forme.
Lo stesso Gesù, che essendo Figlio di Dio, non poteva subire una ossessione diabolica, pure permise di essere trasportato dal demonio sul monte e sul pinnacolo del Tempio (Mt. 4). S. Agostino commenta che ciò non deve far meraviglia quando si pensi che permise che i satelliti di satana lo condannassero a morte e lo mettessero in Croce.
POSSESSIONE: una azione interna del demonio in quanto entra nel corpo dell’uomo, vi abita, si serve delle sue membra facendogli compiere azioni insolite.
Nel Vangelo si leggono vari miracoli operati da Gesù per scacciare i demoni da coloro che ne erano posseduti (Mt. 4, 24; 8, 16; Mc. 1, 34, 9, 24; Lc. 8 30, ecc.).
La Chiesa nel suo Rituale dà i segni per riconoscere la possessione diabolica e vanno esaminati molto prudentemente per non confondere la possessione con qualche malattia nervosa. Nei casi riconosciuti solo il Vescovo può permettere di fare gli “Esorcismi”. Non è detto che chi è posseduto nel corpo dal demonio, sia necessariamente in peccato. A volte il Signore permette la possessione ad anime in peccato in castigo e medicina spirituale; molte altre volte ad anime buone per purificazione e merito.

Lo spiritismo

Il demonio, per ingannare gli uomini e condurli alla rovina non solo con le tentazioni, ma ancora con lo SPIRITISM0 cerca di presentarsi.
Il primo fatto spiritico, potremmo dire che è stata la presentazione del diavolo sotto forma di serpente ad Eva.
Nella forma moderna esso risale al 1852, quando ebbe inizio negli Stati Uniti d’America. Si diffuse in Europa, ed oggi ha una grandissima espansione nel Brasile.
È noto che è peccato di superstizione invocare il demonio per conoscere cose occulte o fare cose meravigliose. Anche se nelle sedute spiritiche vengono evocate anime di morti, se da spiriti vengono risposte non sono certamente spiriti buoni. Nè Dio, nè gli Angeli, nè anime che sono in luogo di salvezza si prestano alla curiosità vana ed ai giuochi degli uomini. Diciamo: “se da spiriti vengono risposte”, perchè è provato che in quelle sedute molte volte dei fenomeni avvengono o per trucco e inganni come giuochi di prestidigitazione o anche per forze naturali occulte, come nei casi di magnetismo o ipnotismo.
Quando si tratti di questi esperimenti naturali in cui certamente operino forze naturali di per sè la Chiesa non ha posto proibizioni, ma ha prudentemente taciuto. Ha condannato invece con risposta del S. Ufficio del 23 Giugno 1840 e lettera del medesimo in data 30 Luglio 1856 il magnetismo e l’ipnotismo quando da questi esperimenti naturali si vogliono ottenere effetti soprannaturali come la evocazione delle anime dei morti, la rivelazione di cose ignote e qualunque altra cosa superstiziosa.
Inoltre questi esperimenti naturali diventano illeciti per il pericolo che l’ipnotizzatore imponga al soggetto magnetizzato cose cattive, o comunque agisca senza il suo consenso. Così pure se non c’è un serio motivo di scienza diventa illecito per i danni che può produrre alla salute fisica. Quando invece si tratti veramente di spiritismo la partecipazione è sempre illecita perchè è opera diabolica.
Fra i fenomeni spiritici sono senz’altro da annoverare i colpi battuti dai tavoli in risposta a domande; i quadri e gli oggetti che si muovono dalle pareti, la levitazione del medium, cioè della persona che fa da intermediaria fra i partecipanti e gli spiriti; l’apparizione di fiamme, di mani, teste o persone; la manifestazione di cose occulte.
Molte volte in queste sedute vengono mischiate a cose pie, discorsi osceni o contro la fede. Il demonio, creando confusione fra il bene e il male trascina facilmente nell’inganno.