I
Cristiani e lo Yoga
di M. Basilea Schlink
Lo
yoga si trova oggi in misura crescente al centro dell’interesse
dei nostri paesi occidentali, lodato da molti come la soluzione
nel deserto spirituale e religioso, che si estende come
conseguenza del razionalismo, materialismo e ateismo. Ma
la sua origine è in India, e trae le sue radici dall’induismo.
Yoga non è un concetto unitario, ma nelle sue forme
si presenta come una tavolozza multicolore di metodi e di
esercizi, una pratica di vivere fino a raggiungere finalità
religiose e spirituali. A questa immagine cangiante corrisponde
anche la comunità yoga, che oggi nell’occidente è
composta da persone di tutte le età e classi sociali,
interessate per motivi molto diversi. Nella sola Germania
occidentale vi sono attualmente 100’000 praticanti.
Fra
le diverse scuole di yoga ve n’è una, la meditazione
trascendentale, chiamata "scienza dell’intelligenza
creatrice". In origine era una derivazione del Mantra-Yoga
magico; questo movimento ha avuto un’impronta speciale per
la sua diffusione tra gli occidentali. Nel 1974 il numero
degli aderenti occidentali era di mezzo milione. Il fondatore
e capo, Maharishi Mahesh Yogi, che dal 1960 viaggiava per
gli Stati Uniti, l'Inghilterra, la Germania, sin dal 1972
presenta come finalità del movimento un piano mondiale:
partendo da 3’600 centri, uno per ogni milione della popolazione
mondiale di quel tempo, la meditazione trascendentale, che
è la "scienza della intelligenza creatrice",
dovrebbe essere diffusa come una valanga nel senso che ciascuno,
una volta ammesso alla meditazione trascendentale, deve
comunicarla ad altri.
Lo
yoga, nelle sue diverse forme, è presente spesso
anche nei circoli cristiani. È significativo però,
come amici indiani ci hanno detto, che nell’India odierna
esso ha un ruolo di poca importanza. Proprio in India gli
uomini hanno riconosciuto spesso che lo yoga non dà
loro quello che desiderano nel momento della disperazione.
I cristiani indiani rifiutano fermamente una combinazione
di yoga e cristianesimo. Il fatto che questa dottrina in
occidente metta radici, ci dice che proprio l’occidente
si trova nell’allontanamento della fede e nella ribellione
contro Cristo, quindi questa è una manifestazione
del suo carattere anticristiano.
Che
cosa è lo yoga?
Secondo
l’induismo lo yoga è un insieme di metodi che, con
l’aiuto dell’ascesi, di esercizi fisici, di tecniche di
respirazione e di meditazione, dovrebbe liberare l’anima
umana di tutto il suo peso materiale e terreno. Questa liberazione
tanto ricercata ha un doppio significato: non è intesa
soltanto per l’esistenza presente dell’uomo che pratica
lo yoga, ma soprattutto per il ciclo delle reincarnazioni.
Secondo l’antica concezione induista a dipendenza del suo
"Karma", l’anima impura dell’uomo deve rientrare
sempre in un seno materno e nascere di nuovo. Soltanto quando
riesce per propria forza a purificarsi, raggiunge la redenzione
e con questa la liberazione da nuove reincarnazioni. La
redenzione induista significa anche che l’anima individuale
(Atman) è alla fine identica all’anima cosmica (Brahman).
Nello yoga indiano c’è la concezione che ogni anima,
nella sua natura e sostanza, è unita nel suo profondo
alla divinità. Qui sta la tentazione segreta dello
yoga: esso insegna che l’uomo è Dio.
Nello
yoga l'uomo non è l’immagine di Dio danneggiata dal
peccato originale, ma è Dio stesso.
Le
diverse scuole di yoga si distinguono per il loro metodo.
Lo
Hatha-Yoga dà molta importanza alle tecniche propriamente
corporali, per esempio alla purificazione dello stomaco
e degli intestini, a certe posizioni (Asanas), a tecniche
respiratorie (Pranayama). In queste ultime si tratta principalmente
di rallentare arbitrariamente o volutamente il respiro,
e questo effettua nell’esperienza un rallentamento del pensiero,
uno svuotamento artificiale della coscienza.
Altre
scuole preferiscono tecniche meditative, per esempio il
Mantra-Yoga, che lavora con la ripetizione dei mantra, ad
alta e bassa voce o nel silenzio. Questi mantra sono formule
magiche che spesso non hanno un significato linguistico
o grammaticale, come per esempio il mantra "OM".
Essi dovrebbero esprimere immediatamente forze primitive
divine o cosmiche, per esempio gli dei Vishnu, Shiva o l’anima
cosmica Brahman. Mediante la ripetizione incessante di tali
formule, gli indù pensano di identificarsi con le
potenze rappresentate in queste formule medesime. L’uomo
perciò non si presenta umile davanti al suo Creatore,
ma tenta attraverso i mantra di realizzare una sua latente
identità divina, che in ultima analisi è pagana.
La
maggioranza delle scuole di yoga nell’occidente sono sotto
l’influsso dell’Hatha-Yoga. Gli esercizi insegnati in questa
scuola dovrebbero fortificare principalmente il corpo, mantenere
elastiche le articolazioni, disintossicare gli organi, tranquillizzare
i nervi e così aiutare gli uomini a condurre una
vita armonica per riuscire meglio ad affrontare lo stress
quotidiano.
Spesso
si introducono i bambini ai corsi di yoga. Nelle scuole
occidentali di yoga raramente si parla della liberazione
dell’anima dal ciclo delle reincarnazioni, ma piuttosto
del successo nel mondo. Questa trasformazione del significato
di yoga nell’occidente porta con sé un giudizio errato,
sembra che si tratti soltanto di un esercizio fisico. Il
principiante sente a volte alcuni effetti positivi di leggerezza,
perciò è in grado di sopportare meglio certe
situazioni di stress.
Queste
esperienze iniziali, spesso soltanto apparentemente positive,
inducono molti uomini ad occuparsi più da vicino
dello yoga, a penetrarne più profondamente la sua
dottrina. Ecco perché molti ne sono sedotti e cadono
nell’inganno.
Gli
esercizi fisici però sono difficilmente separabili
dagli aspetti spirituali. Anche lo spirito dell’uomo vi
si trova inserito. Come veri iniziatori, dietro le quinte
ci sono dei maestri di yoga (yogi) formati nello yoga dell’induismo
indiano e che hanno un piano preordinato per condurre gli
allievi alla meta dello yoga indiano. Perciò il cammino
iniziale di esercizi fisici, respiratori e di rilassamento,
conduce ad ulteriori esercizi di conoscenza di se stessi,
di tecniche di dominio dello spirito e dell’anima.
Con
questo abbiamo risposto alla questione discussa, e cioè
che il metodo yoga non si può separare dall’induismo.
Quello che viene praticato nei paesi occidentali non è
soltanto una ginnastica che favorisce la salute; chi pensa
cosi è vittima di un inganno, poiché in ultimo
questi esercizi non sono separabili, come è stato
detto tante volte, dalle concezioni speciali dell’induismo
e del suo mondo spirituale occulto. I fautori dello yoga
dicono questo apertamente.
Apparentemente
lo Hatha-Yoga è innocuo e non religioso; con esso
si cerca di essere coscienti delle proprie capacità
fisiche grazie agli esercizi nei corsi di ginnastica. Questa
forma di yoga è una preparazione per il "cammino
regale" del "Raja-Yoga". Certi aspetti del
pensiero induistico devono essere accettati anche nello
Hatha-Yoga. Gli esercizi apparentemente di pura ginnastica
sono orientati spiritualmente e hanno effetti spirituali.
Questo si manifesta attraverso i suoi nomi come "sede
del perfetto", "la posizione eroica", "la
sede del Loto", eccetera.
In
questi esercizi, non solo le membra sono attivate, ma vi
sono anche effetti sugli organi interni e sulle ghiandole
e su certi centri nervosi.
Quali
sono gli scopi dello yoga?
Se
anche le singole scuole hanno le loro dottrine specifiche,
nello yoga classico si tratta del tema principale che è
scoprire se stesso, quella parte essenziale, pura e divina
in sé: il Dio nell’uomo.
Secondo
la dottrina fondamentale dello yoga, si afferma che la natura
– specialmente la natura umana – è buona nel suo
intimo. Tutti i maestri di yoga credono in se stessi, nel
senso di essere Dio o parte della divinità.
La
conseguenza è che i maestri (Guru) che presentano
questa dottrina hanno un’influenza immensa, come possiamo
constatare nel mondo occidentale. Essi sono accettati come
divinità personificate e approfittano di questa loro
autorità, e ci si inchina perfino davanti ai piedi
di un ragazzo di 17 anni.
L’io
divino dell’uomo è quasi sempre imprigionato e in
attesa di essere liberato. Su quale via si trova il Dio
in sé mediante lo yoga?
La
via da seguire è lo svuotarsi interamente di se stessi,
con l’aiuto di esercizi fisici, per aprirsi alle potenze
cosmiche che agiscono nell’universo. Mediante questo, l’uomo
si potrà unire alla fonte dell’energia presente in
tutto l’universo, per esempio nell’aria, nell’acqua e nell’alimentazione.
Così l’uomo diventerà Dio, cioè si
eleverà allo stato originario, senza macchia, innocente,
per diventare un superuomo. Con questo l’uomo riesce – così
si dice – a raggiungere la meta desiderata: la felicità,
la piena armonia, il supremo stato della coscienza che conduce
all’essere divino.
Nella
sua essenza lo yoga è dunque una forma di autoredenzione!
Ma che cosa accade in realtà? Se l’anima individuale
tende a liberarsi dalla supposta prigione – coltivando in
ciò un fine serio e apparentemente buono – in verità
promuove l’io peccaminoso e di conseguenza l’egoismo. Infatti
l’allievo yoga si occupa costantemente di se stesso, i suoi
pensieri girano sempre attorno alla sua persona e diventa
ogni volta più incapace di vivere in comunità.
Così
alla fine questa sedicente autoredenzione porta ad una conclusione
ingannatrice. Anche se questo fine si realizzasse mediante
le forze dell’universo che pervadono l’uomo, non si deve
dimenticare il fatto che non esistono forze neutre, come
alcuni pensano, nemmeno nello yoga.
Dietro
a ogni forza invadente c’è piuttosto un essere o
una personalità spirituale. Ed ora ci si domanda:
quale essere? Quale divinità?
Gesù
afferma di essere il Figlio di Dio che viene dall’alto.
Ma esiste anche l’avversario di Dio, un anti-Dio poderoso
che viene dal basso (Giovanni 8:23), anche questo può
entrare nell’uomo e conferirgli determinate capacità.
Chiediamoci
ora da dove vengono queste forze dello yoga induista che
si introducono nell’allievo yoga, e con il quale si uniscono
quando hanno raggiunto lo scopo dell’esercizio yoga, per
trasformare un uomo in un semidio o in un superuomo?
Come
già detto, nello yoga ultimamente sono accettate
le forze dell’anima cosmica induista del Brahman. Né
può essere diversamente, perché gli yogi vivono
nella tradizione induista. Credono da una parte in se stessi
come Dio e dall’altra hanno ancora diverse divinità
personali come Krishna, Shiva.
Gli
allievi yoga devono mettersi in comunicazione con queste
divinità e sono inevitabilmente indotti ad accettarle.
Questo però significa che c’è una relazione
con un essere demoniaco, perché l’apostolo Paolo,
quando parla dei sacrifici pagani, afferma: "I pagani
offrono sacrifici a entità demoniache e non a Dio"
(1 Corinzi 10:20).
Colui
che coltiva intensamente lo yoga finirà – a causa
del mondo occulto che si cela dietro la pratica dello yoga
– inevitabilmente e spesso inconsciamente sotto l’influenza
di Satana. Attraverso l’influsso delle forze dell’universo
che non sono altro che forze di dei pagani, l’uomo si espone
al pericolo di cadere sotto la potenza degli inferi, anche
se crede di praticare dello "yoga cristiano".
E finalmente l’allievo yoga passa dal regno di Gesù,
il regno della luce, al regno delle tenebre, cosa che si
percepisce per lo più quando è troppo tardi.
Questo passaggio, così decisivo per l’eternità,
dal regno di Gesù al regno del demonio, si realizzerà
a causa della sorgente spirituale dello yoga.
Il
fatto che nello yoga si tratta di forze soprannaturali è
dimostrato dai mantra, dei quali abbiamo parlato. La meditazione
trascendentale del Maharishi Mahesh Yogi, che è largamente
diffusa, agisce principalmente con questi mantra. Il Maharishi
dice ai suoi allievi che i suoi mantra sono di origine indù,
però non dice loro nulla sulle potenze, cioè
sulle divinità induiste che si identificano in queste
forze. Negli scritti dei suoi adepti si afferma il contrario,
cioè che in questi mantra si tratta soltanto di "vibrazioni
fisiche". Queste dichiarazioni servono a velare la
realtà. In questo modo una tecnica magica religiosa
di origine pagana viene interpretata come una "scienza
della intelligenza creatrice". Il principiante non
percepisce che l’accettazione in questa comunità
equivale ad aver fede nella tradizione induista.
Ernesto
Gogler, un indiologo di Basilea, nel settembre 1974 ha scritto
sul "Kirchenboten" un articolo nel quale faceva
le seguenti osservazioni sui mantra: "L’occultamento
dei mantra davanti al pubblico e ai principianti e il nascondere
le potenze che stanno dietro ad essi, confermano il fatto
che i mantra non possono essere paragonati alla preghiera
o alla meditazione in senso biblico. I mantra sono sillabe
magiche o formule occulte. Essi corrispondono in primo luogo
all’Abraxas gnostico e al Sator-Arepo-Diagramma che si è
conservato fino al VI e VII libro di Mosè."
Che
le pratiche di yoga sin dall’inizio nell’India antica siano
miste a magia e forze occulte, appare chiaramente quando
si sente che i manuali tradizionali di yoga promettono all’allievo
forze soprannaturali (Siddhis), durante il progresso in
questo cammino.
Mircea
Eliade, il grande conoscitore di yoga, scrive: "Uno
yogi in India ha sempre avuto la fama di essere un Mahasiddha,
come un possessore di forze occulte, un mago." Tra
queste capacità vi sono: "La forza di raggiungere
qualsiasi oggetto da qualsiasi distanza, la volontà
irresistibile del dominio sugli elementi e il compimento
dei desideri" (citazione secondo Eliade: Yoga, pag.
97).
Mediante
queste capacità gli yogi fanno i cosiddetti miracoli.
Nel settembre del 1974 la stampa dette notizia che a Colonia
uno yogi aveva camminato a piedi nudi su carboni ardenti
a mille gradi e che i suoi adepti lo avevano seguito senza
che i loro piedi si bruciassero. Un altro yogi aveva fermato
completamente il suo cuore per otto secondi.
Ma
se le potenze alle quali gli adepti dello yoga alla fine
si aprono sono potenze oscure, allora esse non potranno
mai portare una soluzione, la liberazione e l’armonia, come
viene invece affermato in questa dottrina. Satana è
il distruttore di ogni felicità, di ogni gioia e
armonia, di ogni bene; è lui che sta dietro tutti
gli idoli e gli dei, ed è anche lui che sta dietro
le dottrine induiste. Egli vuole mettere l’uomo sotto il
suo potere per condurlo alla perdizione. Di conseguenza
se uno è un cristiano fedele non può far altro
che combattere con Gesù contro l’occultismo e il
demonio che si presenta nello yoga.
Gesù
Cristo è venuto per distruggere le opere delle tenebre
e del diavolo (1 Giovanni 3:8). Egli è il Signore
e il Vincitore su Satana e su tutti i demoni, sulle autorità
e sui dominatori di questo mondo di tenebre e sugli spiriti
del male che sono sotto il cielo (Efesini 6:12).
È
dunque manifesto e chiaro che non può esistere una
forma cristiana di yoga. È sconcertante che nei paesi
occidentali molti usano lo yoga sotto vesti cristiane, per
esempio, mettono parole cristiane e orazioni come il Padre
Nostro al posto dei mantra. Ci sono perfino teologi che
favoriscono questi esercizi e invitano gruppi cristiani
a simili pratiche: sarebbe il cammino per ravvivare una
vita di preghiera esangue. Lo yoga sarebbe una via che si
potrebbe usare per la meta cristiana.
Una
cosa è chiara: lo yoga e la fede cristiana si escludono
a vicenda – non soltanto per il fondamento, il cammino e
la meta, ma anche per il Cristo vivente con la Sua chiamata
a seguirlo fino alla meta, e tutta la Parola di Dio, sono
contrari alla dottrina, al cammino e alla finalità
dello yoga induista.
A
parte il pericolo principale che deriva da questa origine
demoniaca, la dottrina dell’autoredenzione è già
completamente contraria alla fede cristiana. L’uomo è
peccatore e non ha assolutamente alcun potere per redimersi
attraverso esercizi fisici e spirituali con i quali pensa
di elevarsi sempre più in alto fino a diventare un
uomo-dio.
Chi
appartiene alla verità si rende intimamente conto
di non essere è imprigionato nel proprio io originariamente
buono, ma di vivere nella prigione del proprio peccato,
e quindi di Satana, a causa della sua natura imperfetta.
E proprio da questa prigione deve essere liberato. Il cristiano
non cercherà mai di scoprire il suo "io divino"
per raggiungere la redenzione, perché conosce già
il suo proprio essere incline al male (Genesi 8:21). Egli
conosce la realtà del peccato e della colpa e ha
bisogno di un Redentore. L’unico Redentore è Gesù
Cristo.
Gesù
si è fatto uomo ed è morto per noi sulla croce
per redimerci dal nostro io decaduto e sede di ogni male,
dell’egoismo, della superbia e di ogni brama illecita. Per
il Suo Sangue versato e il Suo atto redentore, secondo la
parola "Tutto è compiuto!", Satana e il
peccato sono stati vinti. In questa fede, quando il nostro
uomo vecchio, quello naturale, è dato alla morte
in Cristo, risorge l’uomo nuovo, l’io redento.
Soltanto
Gesù, il Figlio di Dio, ha il potere di creare questo
in noi. Per un vero cristiano Gesù è il grande
protagonista della sua vita. Vive con Lui e segue Lui, fino
alla meta per essere per sempre con Lui nel Suo Regno.
Chi
realmente ama Gesù, l’Agnello di Dio, come il suo
Redentore, chi ha una relazione personale con Lui, non farà
esercizi dietro ai quali stanno dottrine occulte e formule
magiche. Non si rivolgerà mai a forze sconosciute
del cosmo e a divinità straniere, a esercizi yoga
per imparare l’arte di svuotare la sua mente, perché
i suoi pensieri sono rivolti a Gesù Cristo e nel
silenzio si occupano di Lui e della Parola di Dio. Il cristiano
non ha bisogno di esercitarsi nello yoga per escludere tutte
le funzioni della sua anima, perché la sua anima
vuole invece essere viva e amare Gesù, e con Lui
gli uomini e tutte le creature di Dio, amando però
Gesù al disopra di tutto.
E
chi pensa di dover liberare il divino imprigionato in sé
aprendo l’anima a tutte le forze che vengono dal basso,
diventerà in questo modo prigioniero del peccato.
Ecco perché un cristiano che agisce in tal modo deve
riconoscere la sua colpa quando arriva sotto l’influenza
di questi poteri. Per quanto riguarda lo yoga, un cristiano
oggi deve scegliere fra Cristo e Beliar, perché la
possibilità di unire yoga e fede cristiana non esiste.
Lo
stesso vale per lo zen, la dottrina corrispondente giapponese
che viene dal buddismo e si diffonde molto nell’occidente.
Questa mistura è una forma di sincretismo. La Sacra
Scrittura ci mostra innumerevoli esempi nei quali Dio ha
punito il popolo dell’Antico Testamento con castighi durissimi
quando questo ha voluto unire il Dio vivente con gli idoli,
cioè con i demoni delle altre religioni. Era soprattutto
questo il suo peccato, e non la mera idolatria.
Non
ci si può in nessun modo scusare portando a favore
dello yoga per esempio questo argomento: un Dio giusto non
può escludere dalla salvezza eterna un buddista,
un indù o un credente di altre religioni che cercano
con sincerità di salvarsi, e quindi si può
andare anche su questa "altra via". Lo sbaglio
di questo argomento è il seguente: è vero
che la grazia di Dio non ha limiti, ma c’è una differenza
capitale tra coloro che hanno ricevuto la rivelazione del
Figlio di Dio, Gesù Cristo, e coloro che non l’hanno
ancora udita. Per noi cristiani vale questo: "In nessun
altro nome v’è salvezza e nessun altro nome è
dato agli uomini sotto il cielo per diventare beato, se
non il nome di Gesù" (Atti 4:12).
Per
i cristiani lo yoga è una via di apostasia che conduce
alla perdizione. Per i pagani può forse essere dapprima
una via falsa che il Signore può far deviare nella
via vera della sua conoscenza.
La
nostra redenzione è stata pagata a caro prezzo. Perciò,
ogni volta che pensiamo di poter seguire, accanto a Gesù,
altri dei e idoli pagani, Dio chiama noi, il Suo popolo
del Nuovo Patto, redento dal sacrificio di Gesù e
dal prezioso Sangue dell’Agnello di Dio: "Fino a quando
zoppicherete da due parti?"
Per
concludere: lo yoga non è soltanto un affare personale
di vita religiosa dell’individuo, ma, come proclamato da
Maharishi Mahesh Yogi, è un piano di portata mondiale:
offrire la "salvezza" e la "fortuna"
al mondo. La pratica dello yoga oggi mostra già i
segni che questa dottrina sfocerà nella chiesa mondiale
unitaria, separata da Dio, che attualmente si cerca di realizzare.
Già si vedono i primi segni di questa sedicente fratellanza
mondiale, religione mondiale della chiesa unitaria anticristiana,
nella quale si uniscono tutte le religioni per creare la
nuova cittadinanza mondiale.
Dinanzi
alle grandi seduzioni della nostra epoca, l’inizio degli
ultimi tempi, Gesù ci chiama: "Venite a Me,
Io sono la Via, la Verità e la Vita. Chi crede in
Me ha la vita eterna!"
Sì,
soltanto in Lui ci sarà data la vera salvezza e la
redenzione dal peccato, causa della nostra infelicità
e perdizione. Un giorno Egli ci aspetterà nella gloria
celeste, quando saremo trasfigurati e trasformati a Sua
immagine. In quel giorno ci inviterà ad abitare eternamente
nel Suo Regno. Solo Gesù ha ul piano mondiale, unico,
eternamente valido. Nel Suo piano di salvezza sono inclusi
non soltanto la perfezione del singolo, ma anche il rinnovamento
del mondo che Egli ha creato e redento con il Suo sacrificio,
e che mediante giudizio e grazia condurrà alla nuova
creazione.
Però
chiunque abbandona il Cristo e si rivolge ad un’altra redenzione
che viene dal basso, dalle profondità dello yoga,
andrà incontro alla perdizione. Sì, "quanti
ti abbandonano resteranno confusi… perché hanno abbandonato
la fonte di acqua viva, il Signore" (Geremia 17:13).
A
coloro che abbandonano questa sorgente Gesù, il Signore
e Salvatore vivente, dice: "Vieni a Me, rifiuta le
potenze che vengono dal basso, prendi nella fede la forza
del Mio Sangue, il Sangue dell’Agnello." In esso è
presente la potenza liberatrice e vittoriosa che rompe le
catene di Satana e dei suoi demoni. Essi sono vinti da Gesù
Cristo che è il Signore e il Padrone.
Tuttavia,
dopo il rifiuto di queste forze e dopo l’invocazione del
nome vittorioso di Gesù, è necessario intraprendere
una battaglia della fede perché ci saranno senz’altro
delle tentazioni "ritardate". La miglior cosa
è di fare questo passo con l’aiuto di altri: un uomo
di Dio o un gruppo di credenti che ci saranno d’appoggio
nella preghiera. È necessario di attenersi costantemente
a questa certezza: La vittoria è sicura, perché
Uno solo ha la potenza, Gesù Cristo, il Signore risorto
e vittorioso, davanti al quale tutte le forze avverse devono
cedere!
Glossarietto
apostasia Volontario abbandono della fede,
manifestato con parole o fatti, da parte di un credente.
sincretismo
Fusione di dottrine diverse per comporre un sistema filosofico
e, in particolare, religioso.
zen
Movimento buddhista, introdotto in Cina dal monaco indiano
Bodhidharma nel 6° secolo; il messaggio fu portato in
Giappone nel 12° secolo.
mantra
Formula che viene ripetuta per gli esercizi spirituali.
Può essere in una lingua non conosciuta da chi la
usa.
yoga
Il percorso indù per giungere all’unione con il divino.
Qualsiasi specie di esercizio (fisico, mentale, spirituale)
che promuove l’avanzamento verso l’unione con Brahma.
Hatha-Yoga
Scuola dello yoga che si occupa soprattutto della parte
fisica di yoga, al fine di ottenere particolari poteri psichici.
Mantra-Yoga
Raja-Yoga
La via regale.
Brahman
Nome neutro che designa l'assoluto. È rappresentato
con quattro teste e quattro braccia e con i suoi attributi:
la mezzina, il rosario e i cucchiai rituali.
Brahma
Il dio creatore. Il primo della triade indù.
Vishnu
Il dio preservatore. Il secondo dio della triade indù.
Krishna
Incarnazione del dio Vishnu.
Shiva
Il distruttore. Il terzo dio della triade indù. Date
le sue caratteristiche potrebbe essere Satana.
Siddhis
Facoltà e poteri soprannaturali o magici, acquisiti
dagli yogi nel loro sviluppo spirituale.
Beliar
Da 2 Corinzi 6:15. Beliar rappresenta il diavolo.